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Chiedo consigli sulla mia situazione lavorativa

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[11] Re: Chiedo consigli sulla mia situazione lavorativa

Messaggioda Foto UtenteAlberManR » 27 ago 2025, 15:11

Salve a tutti.

E' difficile dare consigli senza conoscere esattamente l'ambiente lavorativo ed i tipi di attività che si svolgono.

Se l'azienda è abbastanza grande, come dici, dovrebbe avere procedure scritte e dovrebbero essere definite le responsabilità e le mansioni di tutto il personale, specialmente per le aree tecniche.

Se fai parte dell'ufficio tecnico e non sei il responsabile, sicuramente ci sarà un responsabile di livello superiore al quale ti puoi rivolgere per cercare di chiarire e risolvere la situazione.

Un altro sistema per gestire situazioni simili è quello di creare una tabella, magari con Excel; in cui scrivi una riga per ogni richiesta con tutti i riferimenti ed un campo in cui metti il tempo necessario per chiuderla, sulla base della tua esperienza di casi simili precedenti.

Questa tabella dovrebbe permetterti di creare un programma di interventi con la relativa cronologia delle varie attività in lista.

Ad ogni nuova richiesta potrai rispondere in che data (più o meno salvo imprevisti) potrai prenderla in carico ed avviarne l'esecuzione.

Se tutti ti fanno fretta dovresti presentarla al tuo responsabile di livello superiore per determinare le priorità e metterle all'interno dell'elenco nella posizione più corretta.

La tabella ti permetterebbe anche di fare statistiche sul numero di modifiche richieste per uno stesso articolo ed evidenziare bene, dati alla mano, quanto ci vuole per eseguirle e chi le richiede troppo frequentemente senza una logica.

In fin dei conti se non perdi tempo a fare modifiche inutili, quello stesso tempo lo dovrai utilizzare per fare qualcos'altro. Diciamo che il lavoro non ti manca.

Per il discorso del software con problemi, di solito il produttore/distributore da la possibilità di segnalare problemi e di fornirti soluzioni se è palese che dipendono da difetti del software.

Spesso ci sono anche forum in cui si discutono i vari problemi riscontrati ed i modi per risolverli.

Se riuscissi a dimostrare/calcolare le perdite di tempo e quindi i costi extra di un intero anno causati dai problemi del software, rispetto ad un altro più evoluto, potresti ottenere ciò che ti serve. E' difficile pensare che all'interno di un'azienda un responsabile d'area o il titolare non sia sensibile a questioni di costi e risparmi di tempo e denaro, basta portare alla loro attenzione dei dati credibili.

L'opzione di cercare un altro lavoro è solitamente stimolante, ma non sempre si trova qualcosa di meglio rispetto a ciò che si ha, quindi il rischio di andare di male in peggio purtroppo è abbastanza elevato.

Saluti a tutti da Alberto
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[12] Re: Chiedo consigli sulla mia situazione lavorativa

Messaggioda Foto Utentearabofenice » 27 ago 2025, 16:10

Non voglio darti consigli, ma posso descrivere come agirei io in una situazione simile, a patto di avere la consapevolezza di possedere i seguenti requisiti:
- avere il supporto della famiglia,
- avere la certezza dei propri mezzi ovvero di cosa so fare e cosa posso fare,
- avere la certezza della propria conoscenza normativa, di progettazione e di ricerca,
- avere la possibilità di un'alternativa lavorativa, anche mettersi in proprio o di ricerca di un posto di lavoro anche non nell'immediato.
Avendo questi requisiti sono consapevole del passo che posso fare.

Fatto ciò farei la richiesta alla dirigenza di un colloquio chiedendo espressamente che ci siano presenti le tutte le persone coinvolte nel tuo ciclo di lavoro ossia il tuo capo area e i vari capi che richiedano la tua professionalità.
Durante il colloquio esprimerò tutte le richieste che ritengo che siano necessarie per poter proseguire la collaborazione. Le richieste che reputo più importanti saranno del tipo non negoziabili e quelle di minore importanza possono essere trattabili.
Se le richieste non negoziabili vengono accettate, bene. Tuttavia, sono già consapevole che in futuro potrei affrontare nuovamente la stessa situazione. Se, invece, le richieste non vengono accolte o se la non ottengo risposte nel breve termine, rassegnerei le dimissioni, se ho facoltà anche nell'immediato.

Dopo le dimissioni mi metterei alla ricerca di un lavoro o mettersi la possibilità di mettermi in proprio e di sospendere momentaneamente l'università, in alternativa resisterei in azienda fino a quando non mi laureo e dopo farei il colloquio con la direzione. Almeno con la laurea, anche se triennale, ho la possibilità di guadagnare punti per poter partecipare ai concorsi pubblici.

Quello che posso fare è solo di augurarti il meglio per la decisione che farai.
Queste tipologie di decisioni non sono mai facili e non danno risultati immediati, come una vincita al gratta e vinci. Ci vuole pazienza e determinazione per proseguire i propri sogni e ideali.
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[13] Re: Chiedo consigli sulla mia situazione lavorativa

Messaggioda Foto Utentebrabus » 27 ago 2025, 17:30

4 anni di insoddisfazione, 9 anni di permanenza: congratulazioni per la pazienza.

Cambia lavoro e non guardare indietro.
Alberto.
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[14] Re: Chiedo consigli sulla mia situazione lavorativa

Messaggioda Foto Utenteedgar » 27 ago 2025, 18:07

Giovanni123 ha scritto:Ho visto tirocinanti di altri reparti diventare responsabili di ufficio nel giro di 2 anni.

Via, prima che sia troppo tardi. Ho avuto colleghi che si lamentavano quotidianamente del lavoro ma sono rimasti in azienda fino alla pensione. Cerca opportunità migliori.
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[15] Re: Chiedo consigli sulla mia situazione lavorativa

Messaggioda Foto Utentestefanopc » 27 ago 2025, 18:47

gill90 ha scritto: Nel momento in cui ho formalmente dichiarato che me ne sarei andato (...), ho avuto un colloquio con il direttore del reparto di ricerca e sviluppo che mi offriva tutto quello che richiedevo e anche qualcosina di più...

Attualmente in diverse realtà succede abbastanza frequentemente il contrario.
Potrebbero anche darti qualche mensilità (bonus) se ti licenzi volontariamente specialmente in ambito impiegatizio.
Attenzione al preavviso se previsto.
E anche questa è una possibilità (un riconoscimento economico) da valutare.
Ciao
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[16] Re: Chiedo consigli sulla mia situazione lavorativa

Messaggioda Foto Utentesonusfaber » 28 ago 2025, 9:09

Giovanni123 ha scritto:Ciao a tutti,
ho 33 anni e sono un Perito Industriale in Elettrotecnica ed Automazione. Da circa un anno e mezzo sto studiando ingegneria mentre lavoro a tempo pieno.

Ho bisogno di qualche consiglio.


Ho letto con interesse la tua situazione e la cosa che più mi impressiona non è tanto la poca soddisfazione (ci sta, tutti più o meno non siamo soddisfatti al 100%) ma il forte disorientamento.

Io ho 50 anni, due lauree, prima un ruolo tecnico e poi manageriale e nel mio team ho quasi 100 persone con un turnover significativo e di casi ne vedo parecchi quasi ogni giorno.

Miei consigli:
1) chiarisciti le idee
2) hai fatto 30 ... fai 31, come si suol dire, ovvero:
3) tira un po' il fiato nella tua azienda, senza scansare il lavoro, ma prendendola in modo un po' meno stressante al fine di:
4) ritagliarti maggior tempo per lo studio
5) per portarti a casa nel più breve tempo possibile "il pezzo di carta" della laurea

P.S.: sei sicuro di riuscire a terminare gli studi? è importante saperlo, importante sapere se per te è un obiettivo raggiungibile, perché se non lo fosse veramente, e in tempi rapidi... stu buttando tempo e tanto vale cambiare azienda subito.
Non puoi mettere troppa carne al fuoco in una situazione di frustrazione come la tua.

Consiglio spassionato.

A questo punto da un lato avrai il titolo, dall'altro avrai una carica motivazionale maggiore derivata dal titolo che ti darà energia e entusiasmo per scrollarti di dosso l'attuale mansione.
Col pezzo di carta in mano dapprima prova a rinegoziare la posizione aziendale, se non soddisfa cambia azienda.
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[17] Re: Chiedo consigli sulla mia situazione lavorativa

Messaggioda Foto UtenteGiovanni123 » 28 ago 2025, 9:48

Grazie ancora a tutti per le risposte.
Quasi tutti avete sottolineato il fatto che 4 anni di insoddisfazione sono tanti e che ho sopportato anche troppo. E avete ragione!

Purtroppo ciò che mi tiene ancorato a questo lavoro è la paura di rivivere certi aspetti del passato: forte instabilità economica e il ritrovarsi in un'ambiente lavorativo a "dittatura familiare".
Nella zona in cui abito è pieno di piccole imprese che magari mi assumerebbero anche subito. Mi è capitato di fare 3 colloqui in questi 4 anni in ditte molto vicine a casa mia, ma c'erano dei paletti di vario genere:
- di tipo economico, della serie "qui noi il superminimo non lo diamo subito, inizi con la paga base e poi vediamo" ... anche no grazie, mi sono fatto le spalle grosse per avere uno stipendio decente.
- oppure ambienti del tipo "qui si sa a che ora si entra la mattina, ma non si sa quando si esce la sera" ... ci sono già passato a lavorare in una ditta in cui se non facevi 14 ore di straordinari a settimana (sabato compreso), veniva il titolare e la pseudo responsabile HR a farti la ramanzina. In altre aziende, sempre con 30-40 dipendenti, c'era chi veniva obbligato a fare straordinari non retribuiti (timbravano e continuavano a lavorare ?% ) solo per mantenere il posto. Da lì sono letteralmente scappato alla prima settimana di lavoro, grazie e a mai rivederci.

Insomma i compromessi che dovrei fare sono molti e attualmente non sono disposto a perdere i benefici economici che ho in quell'azienda: stipendio decente, buoni pasto, flessibilità oraria e nel gestire i permessi... Per ottenere un miglioramento a 360° dovrei allontanarmi ancora di più da casa, aziende nel raggio di 30km da casa mia che propongono trattamenti simili non ne ho ancora trovate: come spiegavo, molti non sanno cosa sia il superminimo, figuriamoci i buoni pasto.

arabofenice ha scritto:Dopo le dimissioni mi metterei alla ricerca di un lavoro o mettersi la possibilità di mettermi in proprio e di sospendere momentaneamente l'università, in alternativa resisterei in azienda fino a quando non mi laureo e dopo farei il colloquio con la direzione. Almeno con la laurea, anche se triennale, ho la possibilità di guadagnare punti per poter partecipare ai concorsi pubblici.


Il tuo consiglio ben pianificato (e credimi ci ho pensato spesso a fare come hai scritto nel tuo messaggio) per me non è attuabile: non ho le spalle coperte a livello economico e dalla famiglia avrei solo l'appoggio morale forse. Licenziarsi senza un'alternativa per me equivarrebbe a un ricovero diretto in psichiatria :roll:
Il mio primo lavoro fu proprio in libera professione, dopo il diploma di maturità feci il tirocinio per l'iscrizione all'albo e di conseguenza l'esame di abilitazione. A 21 anni avevo già la partita iva aperta e collaboravo con lo studio dove avevo fatto il tirocinio e, in contemporanea, lavoravo saltuariamente anche per un'agenzia di ispezioni. Penso che sapete tutti come finisce: non avendo le risorse economiche inziali per i dovuti investimenti (software di progettazione e acquisto di beni strumentali essenziali), in pratica mi ritrovavo a pagare tasse e contributi senza avere un utile vero e proprio. Scelsi quindi di chiudere p.iva prima che fosse troppo tardi.
Ad oggi, non avrei comunque le condizioni per rimettermi in proprio.

AlberManR ha scritto:Un altro sistema per gestire situazioni simili è quello di creare una tabella, magari con Excel; in cui scrivi una riga per ogni richiesta con tutti i riferimenti ed un campo in cui metti il tempo necessario per chiuderla, sulla base della tua esperienza di casi simili precedenti.


Ci ho già provato più volte e più o meno nei modi che hai descritto. Risultato, il mio manager di turno mi disse senza troppi giri di parole "sisi, bel lavoro, ma a me non me ne frega niente della tua tabellina excell..."
Lavoro buttato alle ortiche.
Comunque, è mia abitudine fare dei registri dove appunto ogni attività che svolgo, le tempistiche e i punti salienti. E' molto utile a livello personale, ma purtroppo a nessuno frega delle mie statistiche.

sonusfaber ha scritto:Miei consigli:
1) chiarisciti le idee
2) hai fatto 30 ... fai 31, come si suol dire, ovvero:
3) tira un po' il fiato nella tua azienda, senza scansare il lavoro, ma prendendola in modo un po' meno stressante al fine di:
4) ritagliarti maggior tempo per lo studio
5) per portarti a casa nel più breve tempo possibile "il pezzo di carta" della laurea


E' il piano che sto attuando da 2 anni a questa parte, ma è sempre più difficile tenere il ritmo. Non tanto per lo studio, per quello sono soddisfatto, ma proprio per la pazienza da portare al lavoro.

sonusfaber ha scritto:P.S.: sei sicuro di riuscire a terminare gli studi? è importante saperlo, importante sapere se per te è un obiettivo raggiungibile, perché se non lo fosse veramente, e in tempi rapidi... stu buttando tempo e tanto vale cambiare azienda subito.
Non puoi mettere troppa carne al fuoco in una situazione di frustrazione come la tua.


Per ora mi sembra di tenere un buon ritmo, ho superato gli esami del girone infernale di matematica (gli esami di analisi, algebra lineare, probabilità e statistica e analisi complessa). In più altri esami come chimica e il primo di economia.
Mi concentro più sul percorso che sulla meta. L'obbiettivo è quello e so che ci arriverò :ok:
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[18] Re: Chiedo consigli sulla mia situazione lavorativa

Messaggioda Foto Utentealev » 28 ago 2025, 10:00

Giovanni123 ha scritto:non sono disposto a perdere i benefici economici che ho in quell'azienda: stipendio decente, buoni pasto, flessibilità oraria e nel gestire i permessi... Per ottenere un miglioramento a 360° dovrei allontanarmi ancora di più da casa, aziende nel raggio di 30km da casa mia che propongono trattamenti simili non ne ho ancora trovate: come spiegavo, molti non sanno cosa sia il superminimo, figuriamoci i buoni pasto.

Sugli specifici aspetti legati all'ambiente lavorativo, penso sia utile ricordare che l'assunzione del personale da parte delle aziende deve essere nel rispetto dei CCNL di riferimento e, secondo il codice civile, eventuali "contrattazioni" di 2° livello devono essere a favore del lavoratore

Quindi, se nella zona dove abiti, l'andazzo è quello che hai esposto, non posso che suggerirti di attuare ogni contromisura avverso simili comportamenti delle aziende e le contromisure estreme sono il trasferimento in altra zona/provincia/regione nonchè la segnalazione di abusi agli ITL territoriali dell'Ispettorato del Lavoro
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[19] Re: Chiedo consigli sulla mia situazione lavorativa

Messaggioda Foto Utentelelerelele » 28 ago 2025, 12:05

ti do la mia opinione, se non ti trovi bene secondo me è meglio cambiare,
valutando i seguenti punti.

-valuta se conviene aspettare di avere la laurea che stai prendendo, se si tratta di tempo limitato forse conviene aspettare dedicandosi a pieno allo studio.

-prima di fare passi importanti, non so se lo hai gia fatto, ma conviene dare una data specifica per le trattative, e specificare che contatti esterni sono gia in fase di risoluzione, magari basta per fare un cambiamento in positivo dove sei ora. (io l'ho avuto dopo 11 anni di lavoro, poco gratificante)

-tieni presente che anche nel posto nuovo non è detto che vada tutto bene, e comunque è un posto nuovo da dovere conoscere, inoltre sei sempre l'ultimo arrivato.

alla base però è sbagliato continuare se non ti piace, a meno che tu dia una impronta diversa alle tue aspettative, focalizzando la tua vita su altre cose, e tenendo il lavoro come una cosa di poco conto che serva solo a portare a casa la pagnotta. (all'inizio è quello che feci io, preso sottogamba dal direttore).

saluti.
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[20] Re: Chiedo consigli sulla mia situazione lavorativa

Messaggioda Foto Utentesonusfaber » 28 ago 2025, 14:34

lelerelele ha scritto:-valuta se conviene aspettare di avere la laurea che stai prendendo, se si tratta di tempo limitato forse conviene aspettare dedicandosi a pieno allo studio.


secondo me l'OP è un po' confuso e ha molta carne al fuoco.
Penso che come dici tu convenga tenersi il lavoro ancora un po', il minimo indisp. per finire gli studi, portando a casa la pagnotta e prendedolo un po' più con serenità e poi si cambia.

Io ho iniziato a lavorare a 19 anni, finita la maturità e ho fatto veramente lavori delle balle, giusto per potermi pagare l'affitto e da mangiare, perché studiavo.
Volutamente non cercavo un lavoro ne di qualità ne qualificante perché l'obiettivo era dedicare tempo allo studio e non venire matto col lavoro.

L'ultimo lavoro fatto in queste condizioni ero addetto al help desk di primo livello (quelli che rispondono d'ufficio: ha provato a riavviare il computer?) di una azienda di 6500 persone. Poi col pezzo di carta in mano sono diventato il responsabile di tutta la gestione dei posti di lavoro e comandavo i misi colleghi, i loro capi e i capi dei capi.
Il pezzo di carta serve, non sempre, ma per arrivare a certi ruoli serve.
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