IsidoroKZ hai ragione, la doppia semionda positiva dopo i diodi, riporta la frequenza in uscita a quella totale generata dal flip flop del PWM perché se non vado in confusione, per metà del tempo ogni mosfet + mezzo primario relativo, si alternano ma le pulsazioni sul secondario si sommano. Ho capito perché i picchi di corrente, come dici tu, raddoppiano considerando la parte successiva dello schema ancora da esaminare per ricreare onda a 50Hz ( ma che comunque... è giusto fin d'ora averne contezza )
Credo che per ricalcolare i condensatori, dovrei partire, concettualmente, dal fatto che la capacità deve essere tale da assorbire la componente AC dell'induttore tra un imppulso e l'altro.
La formula che ho usato, non so' se è corretta per le alte frequenze... cambiando il moltiplicatore "f", oltre certi limiti, la formula che applico potrebbe non essere più valida/adeguata ma conosco questa al momento... non saprei, comunque, riprovandola con le nuove osservazioni, verrebbe:
C = Iout / (fripple x DeltaVpp)
C = 2A / 60.000Hz x 0,7 Vripple = 47,6 uF (teorico) mentre la corrente dei due rami dopo il raddrizzamento doppia semionda si somma, quindi:
Ic,rms = 2 x Iout = 4A,rms ( circa )
Questa dovrebbe essere la corrente max che vedrebbero i condensatori se però non ci fosse l'induttore...
Se si considera l'induttore, la corrente che scorre nei condensatori non dovrebbe essere la corrente di carico totale mi sembra di capire ma solo il ripple di corrente che viene dall'induttore, quindi la corrente che vedono i condensatori è molto più bassa.
Considerando l'induttore costruito per un ripple del 20% ( ho letto tipico degli switching ), ovvero 0,4A della corrente in uscita, verrebbe:
C= Delta IL / ( 8 x f x Delta Vpp )
C= 0,4A / ( 8 x 60.000Hz x 0,7 ) = 1,19 uF (teorico)
Per i transitori di carico però non può bastare, serve più capacità ... e ho trovato e applicato quest'altra formula:
Cextra = Delta I x T reazione / Delta Vmax
Cextra = 2A x 0,0004s / 5V = 164uF (5V, sarebbe il calo max "ammesso" sui 325V... ovvero 1,5% )
Quindi, per stare comodi, si potrebbe mettere un 2,2 uF film o ceramico lowESR appena vicino ai diodi per filtrare alta freq e 4 elettrolitici per i transitori da 100uF in parallelo per abbassare ESR e avere margine di capacità.
Tutto ciò sempre se le formule adattate, fatte con calcoli per l'alta frequenza, non restituiscano un risultato incongruo. Questi conti, un po' anche per esercizio, li ho fatti calcolando una "f" allo stato dei fatti di 60 kHz dopo l'osservazione di IsidoroKZ ma il circuito reale in uscita dovrebbe funzionare a 30 kHz, quindi va aggiustata la rete RT, CT, RD del SG3525 per creare le due OUT PWM 15+15 kHz che poi dopo i diodi tornano ad essere 30 kHz... per poi proseguire verso l'ignoto e oltre... vedremo...
- Per l'induttanza avrei adottato questa altra formula:
L = (VL x D) / (f x Delta IL)
L = (325V x 0,5duty) / ( 60.000Hz x 0,4A ) = 6,77 mH
per 2A continui, viene un bell'induttore... se poi riporto i conti per uscita a 30 kHz si raddoppiano i mH ( essendo la grandezza dell'induttore inversamente proporzionale alla frequenza ) e viene ancora più grande... forse è un calcolo molto conservativo

. Si potrebbe alzare e accettare ripple in uscita per ridurre dimensioni, trovando un equilibrio tra prestazioni/costo/dimensioni... forse. Se penso ai piccoli inverter cinesi da 300W onda quadra che mi è capitato di riparare qualche volta, sono praticamente vuoti dentro... ma forse funzionano a frequenze molto più alte, 150-200 kHz e il dimensionamento dell'induttore fa si che sia molto più piccolo... e sicuramente peccano di affidabilità, perché si guastano molto spesso, questi, al contrario, vengono costruiti probabilmente con calcoli molto meno conservativi per il dimensionamento dei componenti.
- Per quanto riguarda le perdite e il malfunzionamento su carichi induttivi a seconda dell'uscita Sin pura/quadra/ricostruita, io ho sempre letto in giro che l'alternativa dei costruttori nel tempo è stata quella di "tentare" di ricreare l'onda Sin pura con una ricostruita ( o modificata ) per assomigliare il più possibile ad essa, in modo da ridurre le armoniche affinchè i carichi induttivi potessero essere meglio gestiti. Resta comunque una via di mezzo... ne pura, ne quadra. In alcuni casi, per imitare più possibile la Sin pura, viene approssimata a più gradini per una migliore performance. Più che altro è una strada economica che abbassa costi di produzione di un onda pura "imitandone" le qualità. Un po' come mettere il sale sulla pasta una volta scolata nel piatto perché ci si è dimenticati di metterlo in pentola... sicuramente è meglio di mangiarla completamente sciapa... ma la pasta al suo interno il sale non lo ha assorbito in cottura e resta completamente insipida. Quindi, onda ricostruita e sale direttamente sulla pasta... sono evidentemente dei compromessi atti a migliorare una situazione non funzionale ad una che "funzionicchia" Cit.
- Ripassando e rivedendo i calcoli per carico induttivo bisognerebbe farli con il fattore di potenza, e si, oltre ad essere più complicato c'è il fatto che dovrebbe essere considerato sul tipo di carico specifico max che si vuole poter pilotare, in modo da irrobustire a dovere le elettroniche.
Ad esempio un piccolo motore o trasformatore, potrebbe avere un cosenfi di 0,9 ed avere potenza assorbita dal carico con fattore quasi 1:1 ( per 0,9...300W- 333VA ) potrebbe dare pochi problemi, invece, con carichi pesanti e uno sfasamento 0,5 tra tensione e corrente si avrebbe un assorbimento doppio in VA ma sul carico ne arriverebbe la metà del totale. Peggio ancora penso all'ipotesi di avviamento di un motore a induzione, nei primi istanti durante lo spunto potrebbe anche triplicare...
Considerando, come da ipotesi circuitale, i 300W max dell'inverter, il massimo trasferimento di potenza prima di protezione da sovracorrente su un carico induttivo con sfasamento importante ad esempio 0,5 dovrebbe limitare la potenza al carico a soli 150VA, mentre l'altra dovrebbe rimanere come potenza circolante nel circuito, che assorbe gli altri 150VA ma viene "persa" ( o insomma per dire... non trasferita come lavoro utile... aumentando le correnti interne nel PCB ). Non so' quanto ci sia di giusto e di sbagliato in quanto asserito, questo è quello che ho capito documentandomi un po' qua un po' la.
- La retroazione con isolamento galvanico l'ho vista riproposta in più schemi, come però, ho visto riproposto il current limiter e il voltage regulator utilizzando come comparatore LM358, che, come dice giustamente
BrunoValente non è nativo per questo utilizzo e potrebbe anche non funzionare ( inoltre non è nemmeno rail to rail )... si potrebbe eventualmente utilizzare un LM393 che probabilmente è più idoneo allo scopo. L'unica cosa, che il collegamento con optoisolatore non l'ho visto complicato, almeno all'apparenza, sarà che non riesco ancora a immaginare il modo più semplice per il regolatore tensione, considerando che, ho capito possa essere anche dispensabile ( forse ho capito male ).
Detto ciò, fai buone ferie/vacanze o quello che sia e grazie per avermi dato assistenza e dedicato tempo. Non so' dove arriverò con questo circuito o eventualmente con altri che sto scremando per riproporne uno riadattabile al caso ma come dice
BrunoValente, prendere un layout, una lista di componenti, montarli su un PCB e farlo funzionare, "senza capire perché funziona", siamo capaci tutti...
Lo scopo (almeno il mio ) sarebbe quello di capire il perché di quel valore e di quel componente messo in un particolare ramo di schema affinchè possa funzionare come da volontà di chi ha fatto quelle determinate scelte... o almeno provarci. Questa sarebbe una grande soddisfazione se domani dovessi farcela, con tutte le mie lacune e le mie mancanze, che, spero di colmare in parte strada facendo anche se il progetto è un po' fuori portata per me, lo riconosco... vabbè vediamo dove riesco ad arrivare ormai sto ballando....
Magari creo solo un piccolo PWM con buffer didattico e poi, più avanti se acquisisco maggiori capacità continuo, non vorrei cestinare il progetto, magari lo lascio in standbye.
Una cosa però è certa, non me ne esco a tasche vuote da questo confronto, alcuni concetti e pareri sono stati illuminanti per me. A volte ci si rifugia nel termine "obbistico" in queste discussioni tecniche, però la scienza, la fisica, l'elettronica in quanto materie, non conoscono questo termine... non può essere un attenuante per il quale un circuito dovrebbe fare beneficienza e cominciare a funzionare solo perché si è degli obbisti. Sarebbe come prendere in mano una chitarra e pretendere che suoni da sola perché si è dei principianti... Se una scelta è giusta o sbagliata e risponde alle regole e al rigore scientifico, lo è sia se la fa un obbista o un professionista... le scienze non fanno prigionieri...soprattutto quelle applicate come l'elettronica.
Per quanto riguarda un tuo eventuale e gradito prossimo intervento, se vorrà esserci e lo spero così come quello di chiunque altro
IsidoroKZ... senza impegno e senza disturbarti... io resto da queste parti spero a non fare troppi danni

e approfitto per studiare meglio il corretto dimensionamento dei condensatori per le alte frequenze e il calcolo dell'induttore in modo più appropriato... se ci riesco.
( mi scuso con tutti, dapprima perché non ho il dono della sintesi e in secondo luogo perché cerco di argomentare nel tentativo di essere più esaustivo possibile... capisco che per qualcuno questo sermone possa dare fastidio... ma non saprei come altro fare... magari saltete i messaggi troppo lunghi

)
a presto
