Inverter a 50 Hz per trasformatori di rete
Moderatori:
carloc,
g.schgor,
BrunoValente,
IsidoroKZ
-2
voti
Ringrazio per gli interventi.
Partendo dalla fine: per quanto concerne il pendolamento, pensavo di cavarmela utilizzando un latch PNP + SCR + interruttore ma devo ancora valutare come collegarli e se potrà funzionare, ma con questa integrazione, a quanto pare, siamo troppo avanti…
Credevo che questa sezione del circuito fosse semplice, e probabilmente lo sarà anche, invece mi sta facendo tribolare e perdere molto, troppo tempo.
Il suggerimento ricevuto credo di averlo capito e l’ho anche provato ma non ha funzionato. Sapevo già che non avrebbe funzionato perché prima di pubblicare lo schemino avevo già fatto prove simili che tuttavia ho voluto ripetere.
Sarà che non mi è chiaro come potrebbe funzionare il circuito spostando la R9 sul pin 3, dato che la tensione di riferimento non è determinata da un partitore resistivo, che potrebbe far variare qualche valore, ma da uno zener, e l’isteresi non dovrebbe poter influire sulla tensione di zener che inchioda il valore a 3.3V.
Lo zener è necessario perché se non ci fosse, non avremmo una tensione di riferimento stabile. Col calare della tensione di batteria i due ingressi finirebbero per inseguirsi a vicenda senza mai raggiungersi. Con lo zener, invece, la tensione di riferimento è bloccata e prima o poi viene raggiunta anche quando la tensione della batteria varia di molto.
Il problema principale che ho riscontrato spostando R9 sul pin 3 è che si è invertito il ciclo. Diminuendo la tensione della batteria, l’uscita di pin 1 si abbassa, salendo di tensione l’uscita si alza e così non si pilota il pin 10 dello SG3525. E comunque anche nel test qui richiesto, e ripetuto, non c’è mai stato modo di rilevare un gradino tipo trigger ma sempre uno spostamento lineare tipo alimentatore variabile ma in direzione contraria rispetto al precedente.
Non so se sia il caso di continuare. Quasi quasi rinuncio. Potrei accettare il rischio di provare un servizio solo dopo la realizzazione della PCB perché subordinato ad un funzionamento non isolabile dal contesto ma qui mi trovo a lavorare su un circuitino che dovrebbe funzionare anche senza il contesto e anche se funziona non si può certo dire che funzioni bene. In più mi sono accorto che il circuito è anche sensibile al carico (ci mancava). Ma anche per poca cosa. Ho collegato un led con resistenza su pin 1 e mi ha sballato le regolazioni. Forse il metodo non è indicato per gestire quel servizio e forse andrebbe abbandonato e ripensato. Cosa mi dite? Butto tutto alle ortiche?
Partendo dalla fine: per quanto concerne il pendolamento, pensavo di cavarmela utilizzando un latch PNP + SCR + interruttore ma devo ancora valutare come collegarli e se potrà funzionare, ma con questa integrazione, a quanto pare, siamo troppo avanti…
Credevo che questa sezione del circuito fosse semplice, e probabilmente lo sarà anche, invece mi sta facendo tribolare e perdere molto, troppo tempo.
Il suggerimento ricevuto credo di averlo capito e l’ho anche provato ma non ha funzionato. Sapevo già che non avrebbe funzionato perché prima di pubblicare lo schemino avevo già fatto prove simili che tuttavia ho voluto ripetere.
Sarà che non mi è chiaro come potrebbe funzionare il circuito spostando la R9 sul pin 3, dato che la tensione di riferimento non è determinata da un partitore resistivo, che potrebbe far variare qualche valore, ma da uno zener, e l’isteresi non dovrebbe poter influire sulla tensione di zener che inchioda il valore a 3.3V.
Lo zener è necessario perché se non ci fosse, non avremmo una tensione di riferimento stabile. Col calare della tensione di batteria i due ingressi finirebbero per inseguirsi a vicenda senza mai raggiungersi. Con lo zener, invece, la tensione di riferimento è bloccata e prima o poi viene raggiunta anche quando la tensione della batteria varia di molto.
Il problema principale che ho riscontrato spostando R9 sul pin 3 è che si è invertito il ciclo. Diminuendo la tensione della batteria, l’uscita di pin 1 si abbassa, salendo di tensione l’uscita si alza e così non si pilota il pin 10 dello SG3525. E comunque anche nel test qui richiesto, e ripetuto, non c’è mai stato modo di rilevare un gradino tipo trigger ma sempre uno spostamento lineare tipo alimentatore variabile ma in direzione contraria rispetto al precedente.
Non so se sia il caso di continuare. Quasi quasi rinuncio. Potrei accettare il rischio di provare un servizio solo dopo la realizzazione della PCB perché subordinato ad un funzionamento non isolabile dal contesto ma qui mi trovo a lavorare su un circuitino che dovrebbe funzionare anche senza il contesto e anche se funziona non si può certo dire che funzioni bene. In più mi sono accorto che il circuito è anche sensibile al carico (ci mancava). Ma anche per poca cosa. Ho collegato un led con resistenza su pin 1 e mi ha sballato le regolazioni. Forse il metodo non è indicato per gestire quel servizio e forse andrebbe abbandonato e ripensato. Cosa mi dite? Butto tutto alle ortiche?
-

gianniniivo
9.010 7 11 13 - No Rank
- Messaggi: 2874
- Iscritto il: 5 feb 2019, 23:50
-2
voti
Buona sera Forum.
Visto che non ci sono stati altri suggerimenti pubblico quello che attualmente è disponibile. Il regolatore di batteria scarsa è stato sostituito con l'ultima mia realizzazione, che per quanto non possa considerarsi perfetta, funziona e raggiunge sia pur con progressione lineare le soglie programmate. Sono comunque disponibile a valutare altre soluzioni se ed in quanto proposte.
Ho in programma di apportare altre modifiche sullo SG3525 ma non ho avuto il tempo di valutarle a fondo e lo farò appena troverò un ritaglio di tempo.
Il circuito limitatore di potenza e il circuito di controreazione sono solo abbozzati ed attendono di essere valutati per poi essere testati.
Visto che non ci sono stati altri suggerimenti pubblico quello che attualmente è disponibile. Il regolatore di batteria scarsa è stato sostituito con l'ultima mia realizzazione, che per quanto non possa considerarsi perfetta, funziona e raggiunge sia pur con progressione lineare le soglie programmate. Sono comunque disponibile a valutare altre soluzioni se ed in quanto proposte.
Ho in programma di apportare altre modifiche sullo SG3525 ma non ho avuto il tempo di valutarle a fondo e lo farò appena troverò un ritaglio di tempo.
Il circuito limitatore di potenza e il circuito di controreazione sono solo abbozzati ed attendono di essere valutati per poi essere testati.
-

gianniniivo
9.010 7 11 13 - No Rank
- Messaggi: 2874
- Iscritto il: 5 feb 2019, 23:50
6
voti
Non ho seguito tutto il thread perché sono stato impegnato nella scrittura di un articolo, ma dato che parli di aver sostituito l'operazionale con un comparatore, ti segnalo una svista: la reazione di R7 va riportata sul morsetto non invertente del comparatore, altrimenti rendi il circuito instabile (il circuito interno del comparatore non ha pole splitting o altri meccanismi di compensazione, per cui collegato così molto probabilmente oscilla). Confronta lo schema interno:
Se hai un oscilloscopio prova a vedere che segnale ottieni all'uscita del comparatore.
Hai montato il circuito per provarlo?
Infine ti segnalo che esistono degli integrati che alzano un bit al raggiungimento di una certa soglia della batteria, si chiamano brown-out detectors e ce ne sono anche di molto sofisticati, per esempio ci sono quelli che misurano il dV/dt della batteria o anche quelli che misurano la corrente per effettuare misure che compensino la caduta della resistenza interna della batteria.
Quelli più sofisticati si chiamano Voltage supervisors, ce ne sono anche alcuni che, oltre avere un bus IIC, hanno anche dei bit di interrupt, che potresti usare nel tuo circuito.
Puoi googlare queste parole per trovare molti integrati adatti a quello che vuoi fare tu.
Così com'è il tuo circuito non funziona.
Ciao
Pietro
Se hai un oscilloscopio prova a vedere che segnale ottieni all'uscita del comparatore.
Hai montato il circuito per provarlo?
Infine ti segnalo che esistono degli integrati che alzano un bit al raggiungimento di una certa soglia della batteria, si chiamano brown-out detectors e ce ne sono anche di molto sofisticati, per esempio ci sono quelli che misurano il dV/dt della batteria o anche quelli che misurano la corrente per effettuare misure che compensino la caduta della resistenza interna della batteria.
Quelli più sofisticati si chiamano Voltage supervisors, ce ne sono anche alcuni che, oltre avere un bus IIC, hanno anche dei bit di interrupt, che potresti usare nel tuo circuito.
Puoi googlare queste parole per trovare molti integrati adatti a quello che vuoi fare tu.
Così com'è il tuo circuito non funziona.
Ciao
Pietro
-

PietroBaima
90,7k 7 12 13 - G.Master EY

- Messaggi: 12206
- Iscritto il: 12 ago 2012, 1:20
- Località: Londra
4
voti
gianniniivo ha scritto:Sarà che non mi è chiaro come potrebbe funzionare il circuito spostando la R9 sul pin 3, dato che la tensione di riferimento non è determinata da un partitore resistivo, che potrebbe far variare qualche valore, ma da uno zener, e l’isteresi non dovrebbe poter influire sulla tensione di zener che inchioda il valore a 3.3V.
Non devi collegarla direttamente al pin, ma metterci una resistenza in mezzo. Guarda il secondo schema in [110].
gianniniivo ha scritto:Cosa mi dite? Butto tutto alle ortiche?
Ho partecipato molto poco a questo thread, un po' per forzatura lavorativa e un po' perché non avrei saputo da che parte cominciare.
Entrando nel merito del solo giudizio tecnico, trovo che sia un progetto completamente sovradimensionato.
Se si ha difficoltà a comprendere e far funzionare un comparatore a isteresi (cosa del tutto legittima), non si può pretendere di trattarlo come un sotto-problema di un sistema più grande che di difficoltà e problemi ne darà il quintuplo, se non di più.
Il mio consiglio è di aprire un thread per ogni problema e chiuderlo, passando oltre, SOLO quando questo sia stato esaustivamente affrontato e il risultato finale possa considerarsi in linea con le aspettative.
Pretendere che un circuito funzioni quando alcuni dei suoi sottoblocchi "funzionicchiano" è, dal punto di vista dell'approccio, semplicemente sbagliato: si possono accettare degli scostamenti e imperfezioni ad alto livello, ma le fondamenta devono esserci.
2
voti
Stavo leggendo la risposta di
PietroBaima e metterla su fidocadj e nel mentre rivedevo la risposta che aveva messo qualche post indietro
gill90.
Credo di interpretare che dovrebbe essere questo lo schema da seguire, se è così dovrai aggiustare i valori dei due resistori.
Credo di interpretare che dovrebbe essere questo lo schema da seguire, se è così dovrai aggiustare i valori dei due resistori.
Alex
https://www.facebook.com/Elettronicaeelettrotecnica
<< vedi di pigliare arditamente in mano, il dizionario che ti suona in bocca,
se non altro è schietto e paesano.
(Giuseppe Giusti) <<
https://www.facebook.com/Elettronicaeelettrotecnica
<< vedi di pigliare arditamente in mano, il dizionario che ti suona in bocca,
se non altro è schietto e paesano.
(Giuseppe Giusti) <<
2
voti
Poi si potrebbe avere anche una instabilità a livello più alto: nel momento in cui interrompo il carico la tensione di batteria risale e, se questa supera la soglia, farà commutare nuovamente il trigger.
Sarebbe più opportuno prevedere una interruzione da resettare a mano oppure almeno un circuito hiccup.
Come dicevo, esistono degli integrati appositi e alcuni di loro hanno già queste funzioni embedded.
Mi piace molto l'idea di
gill90: apri un thread per discutere solo di questo problema. E' un metodo di lavoro molto pulito ed ordinato.
Ciao,
Pietro.
Sarebbe più opportuno prevedere una interruzione da resettare a mano oppure almeno un circuito hiccup.
Come dicevo, esistono degli integrati appositi e alcuni di loro hanno già queste funzioni embedded.
Mi piace molto l'idea di
Ciao,
Pietro.
-

PietroBaima
90,7k 7 12 13 - G.Master EY

- Messaggi: 12206
- Iscritto il: 12 ago 2012, 1:20
- Località: Londra
-3
voti
Un saluto a tuti.
Io mi sbaglierò ma in quel comparatore ci credo sempre meno. Funzionava quasi “meglio” il 358, se non altro era meno permaloso. Mi dava la possibilità di tentare anche la gestione della potenza in ingresso e il modo comune non l’ho mai incontrato. Tuttavia, per onestà, devo dire che tra tutti e due li prenderei per metterli sotto la punta di un trapano e dimostrare, con poca scienza e molto realismo, in cosa consista sbattere contro il vero modo comune...
A seguire, potrei provare a ripetere prove già fatte, ma sono piuttosto estenuanti con tutti quei trimmer assortiti da regolare, quindi mi sia consentito ricordare un paio di problemi che avevo già descritto in qualche precedente passaggio e che forse sono sfuggiti.
In sostanza, appurato che ristabilire le soglie d’intervento con diversi trimmer assortiti non è impossibile ma è una tribolazione, va anche detto che all’atto pratico, tutto sommato, è il male minore e, una volta trovate le soglie, il circuito in qualche modo funziona. I problemi gravi sono altri.
Se adotto la modifica di Gil90 e Setteali, dopo aver ricercato le nuove soglie, il circuito funziona al contrario: batteria bassa uscita bassa – batteria alta uscita alta e a quel punto andare alla ricerca dell’isteresi lo trovo un esercizio del tutto inutile.
In più, provando a collegare un led da 5mA con relativa resistenza, per avere risposta visiva del funzionamento, ho scoperto che il led funziona ma basta un niente perché le soglie vadano a farsi benedire. Se teniamo conto che la tensione di uscita è piuttosto elevata per pilotare il pin 10 dello SG3525, che vuole 2,5V, dobbiamo introdurre una limitazione che può essere determinata da un partitore o da uno zener ma abbiamo visto che il carico crea problemi. E allora a cosa servirebbe aprire un thread dedicato se poi, inserendo il circuitino nel circuito generale, cambiano i carichi e cambia anche tutta la regolazione e… probabilmente anche il funzionamento? Sarebbe mera accademia…
La mia opinione, per quello che vale, è che quei due integrati non sono adatti a quella gestione. Quegli integrati sono comodi perché un singolo chip può gestire più servizi ma se qui non funzionano è inutile insistere. Ci vuole altro. Non sono propenso ad utilizzare componenti speciali di cui non conoscevo nemmeno l’esistenza, che magari svolgono attività complesse ma se qualcosa va storto siamo punto e a capo.
Pensavo piuttosto ad un trigger Schmitt realizzato con un 555; non dovrebbe essere difficile da realizzare e neanche da tarare. Ha un’uscita di 200mA e del carico se ne fa un baffo. Non so se mi sono spiegato correttamente, dato che la materia non è il mio forte, ma ci possiamo ragionare?
Io mi sbaglierò ma in quel comparatore ci credo sempre meno. Funzionava quasi “meglio” il 358, se non altro era meno permaloso. Mi dava la possibilità di tentare anche la gestione della potenza in ingresso e il modo comune non l’ho mai incontrato. Tuttavia, per onestà, devo dire che tra tutti e due li prenderei per metterli sotto la punta di un trapano e dimostrare, con poca scienza e molto realismo, in cosa consista sbattere contro il vero modo comune...
A seguire, potrei provare a ripetere prove già fatte, ma sono piuttosto estenuanti con tutti quei trimmer assortiti da regolare, quindi mi sia consentito ricordare un paio di problemi che avevo già descritto in qualche precedente passaggio e che forse sono sfuggiti.
In sostanza, appurato che ristabilire le soglie d’intervento con diversi trimmer assortiti non è impossibile ma è una tribolazione, va anche detto che all’atto pratico, tutto sommato, è il male minore e, una volta trovate le soglie, il circuito in qualche modo funziona. I problemi gravi sono altri.
Se adotto la modifica di Gil90 e Setteali, dopo aver ricercato le nuove soglie, il circuito funziona al contrario: batteria bassa uscita bassa – batteria alta uscita alta e a quel punto andare alla ricerca dell’isteresi lo trovo un esercizio del tutto inutile.
In più, provando a collegare un led da 5mA con relativa resistenza, per avere risposta visiva del funzionamento, ho scoperto che il led funziona ma basta un niente perché le soglie vadano a farsi benedire. Se teniamo conto che la tensione di uscita è piuttosto elevata per pilotare il pin 10 dello SG3525, che vuole 2,5V, dobbiamo introdurre una limitazione che può essere determinata da un partitore o da uno zener ma abbiamo visto che il carico crea problemi. E allora a cosa servirebbe aprire un thread dedicato se poi, inserendo il circuitino nel circuito generale, cambiano i carichi e cambia anche tutta la regolazione e… probabilmente anche il funzionamento? Sarebbe mera accademia…
La mia opinione, per quello che vale, è che quei due integrati non sono adatti a quella gestione. Quegli integrati sono comodi perché un singolo chip può gestire più servizi ma se qui non funzionano è inutile insistere. Ci vuole altro. Non sono propenso ad utilizzare componenti speciali di cui non conoscevo nemmeno l’esistenza, che magari svolgono attività complesse ma se qualcosa va storto siamo punto e a capo.
Pensavo piuttosto ad un trigger Schmitt realizzato con un 555; non dovrebbe essere difficile da realizzare e neanche da tarare. Ha un’uscita di 200mA e del carico se ne fa un baffo. Non so se mi sono spiegato correttamente, dato che la materia non è il mio forte, ma ci possiamo ragionare?
-

gianniniivo
9.010 7 11 13 - No Rank
- Messaggi: 2874
- Iscritto il: 5 feb 2019, 23:50
-2
voti
Beh, mi riferivo al 555.
Sarebbe interessante sapere se a qualcuno quel circuito con il 393 ha funzionato come descritto anche dal vero e soprattutto come ha reagito...
Anche a me ha funzionato ma il funzionamento non è stato come teoricamente previsto...
Sarebbe interessante sapere se a qualcuno quel circuito con il 393 ha funzionato come descritto anche dal vero e soprattutto come ha reagito...
Anche a me ha funzionato ma il funzionamento non è stato come teoricamente previsto...
-

gianniniivo
9.010 7 11 13 - No Rank
- Messaggi: 2874
- Iscritto il: 5 feb 2019, 23:50
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 37 ospiti

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)


pigreco]=π


