Un commerciante di rottami in ferro intende ampliare il parco rottami. L’area interessata finirebbe a circa 10 m da un elettrodotto a 132 kV (distanza misurata tra l’esterno del muro perimetrale e la proiezione a terra dell’asse della terna). L’architetto responsabile del progetto di ampliamento sostiene che non è possibile posizionare attività lavorative all’interno della fascia di rispetto dell’elettrodotto, da lui stabilita non so come in 20 m. A sostegno di ciò adduce il rischio di archi voltaici (!) tra i conduttori e le macchine operatrici che, pertanto, “andrebbero tutte collegate a terra”. Stendendo un velo pietoso sull'ignoranza di questo "professionista", io, che sono stato chiamato a dare un parere dal proprietario del parco rottami, faccio le seguenti riflessioni.
1. La fascia di rispetto è definita per gli elettrodotti unicamente con riferimento agli effetti dei campi elettromagnetici ed è definita dallo spazio circostante l’elettrodotto in cui l’induzione magnetica è maggiore o uguale all’obiettivo di qualità (3 microT)
2. In tale fascia non posso posizionare “aree di gioco per l’infanzia, ambienti abitativi, ambienti scolastici e luoghi adibiti a permanenza non inferiore a quattro ore giornaliere” (legge 36/01)
3. L’unico che può determinare con precisione l’estensione della fascia di rispetto è il gestore dell’elettrodotto, che conosce i valori delle portate di corrente. Posso farlo anch’io ma dopo una campagna di misure laboriosa e costosa (una misura/minuto per 24 h eventualmente da ripetersi in diversi periodi dell’anno).
4. Effettivamente una terna a 132 kV, con conduttori disposti a triangolo e caricati con I=870 A, determina una distanza di prima approssimazione (DM 29.05.08) di circa 19 m.
5. All’interno di questi 19 m non posso posizionare le attività di cui al p.to 2, ma posso benissimo mettere un deposito che non preveda permanenza di persone per quattro ore/giorno o più.
6. Per quanto riguarda l’impiego di macchine operatrici all’interno del deposito (autogrù con braccio) è sufficiente rispettare la distanza prevista dalla tab. 1 allegato IX al D.Lgs. 81/08 (5 m per linee a 130 kV).
Chiedo conforto su questa mia impostazione.
Franco
Distanza da linea a 130 kV
Moderatori:
sebago,
MASSIMO-G,
lillo,
Mike
17 messaggi
• Pagina 1 di 2 • 1, 2
0
voti
Rispondo solo per il punto 6.
In linea di massima sono d'accordo con te e con il Testo Unico sulla distanza di 7 metri; non capisco però perche' esiste una normativa europea (CEI EN 50110-1, CEI EN 50110-2) ed italiana (CEI 11/21 Ed. III) che prescrivono che la distanza al di sotto della quale non bisogna mai scendere per 130 kV è 3,00 m anzi per l'esattezza 3,520 m !!!
Ovviamente per far si che i 3,520 m siano "sicuri" è necessario che siano rispettate altre precise e rigorose condizioni che si adottano esclusivamente per i lavori in prossimità di linee elettriche.
Le Norme su citate trattano esclusivamente lavori su o in prossimità di linee elettriche, ovviamente poiché il legislatore non ne è a conoscenza (cosi come tutti quelli che lavorano nei cantieri edili) ha preferito abbondare e fissare tale limite a 7,00m.
E' pur vero che la sicurezza non è mai troppa e che 7,00 sono più che sufficienti, ma è pur vero che queste norme esistono e sono adottate dalle più importanti società operanti nel settore elettrico italiano ed europeo. Per di più il Testo Unico (allegato IX) considera Norme di buona tecniche le Norme UNI, CEI, CEN, CENELEC, ISO...guarda un po'.
Allora chi ha ragione il T.U. o le Norme ?
Io mi rispondo cosi: se non conosco le Norme ha ragione il T.U. altrimenti evviva le norme !!!
ciaooooo
In linea di massima sono d'accordo con te e con il Testo Unico sulla distanza di 7 metri; non capisco però perche' esiste una normativa europea (CEI EN 50110-1, CEI EN 50110-2) ed italiana (CEI 11/21 Ed. III) che prescrivono che la distanza al di sotto della quale non bisogna mai scendere per 130 kV è 3,00 m anzi per l'esattezza 3,520 m !!!
Ovviamente per far si che i 3,520 m siano "sicuri" è necessario che siano rispettate altre precise e rigorose condizioni che si adottano esclusivamente per i lavori in prossimità di linee elettriche.
Le Norme su citate trattano esclusivamente lavori su o in prossimità di linee elettriche, ovviamente poiché il legislatore non ne è a conoscenza (cosi come tutti quelli che lavorano nei cantieri edili) ha preferito abbondare e fissare tale limite a 7,00m.
E' pur vero che la sicurezza non è mai troppa e che 7,00 sono più che sufficienti, ma è pur vero che queste norme esistono e sono adottate dalle più importanti società operanti nel settore elettrico italiano ed europeo. Per di più il Testo Unico (allegato IX) considera Norme di buona tecniche le Norme UNI, CEI, CEN, CENELEC, ISO...guarda un po'.
Allora chi ha ragione il T.U. o le Norme ?
Io mi rispondo cosi: se non conosco le Norme ha ragione il T.U. altrimenti evviva le norme !!!
ciaooooo
0
voti
Concordo anch'io alle valutazioni di Franco. Su un caso simile è bastato dimostrare che si rispettavano i limiti previsti dalla Legge regionale (Veneto) tramite apposita misura da laboratorio riconosciuto.
--
Michele Lysander Guetta
--
"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
Michele Lysander Guetta
--
"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
-

Mike
55,6k 7 10 12 - G.Master EY

- Messaggi: 17001
- Iscritto il: 1 ott 2004, 18:25
- Località: Conegliano (TV)
0
voti
Franco140751 ha scritto:Effettivamente una terna a 132 kV, con conduttori disposti a triangolo e caricati con I=870 A, determina una distanza di prima approssimazione (DM 29.05.08) di circa 19 m.
Ti volevo chiedere se hai tratto la distanza di prima approssimazione che menzioni nel DM 29-05-2008, perché io non l'ho trovata.
Ho invece trovato quel valore sul numero di TNE settembre 2006, dove per gli elettrodotti a 380 kV il raggio della distanza di prima approssimazione è indicato pari a 50 m circa.
Che valore devo prendere in cosiderazione per elettrodotti a 220 kV ?
Grazie, saluti.
-

andreandrea
1.572 1 5 6 - Expert EY

- Messaggi: 790
- Iscritto il: 21 apr 2008, 13:26
- Località: Genova
0
voti
Anch'io l'ho tratto dall'articolo di Tuttonormel. Per la linea a 220 kV io sentirei l'ENEL.
saluti
Franco
saluti
Franco
-

Franco140751
348 1 2 7 - Expert EY

- Messaggi: 436
- Iscritto il: 10 feb 2007, 7:29
0
voti
I 3,52 m citati dalle Norme devono essere considerati una distanza certa al 100%, nel senso che vanno tenute in considerazione la posizione e gli spostamenti degli addetti, l'interazione delle attrezzature e non ultima l'oscillazione del carico o della punta del braccio. Per fare questo bisogna individuare la zona di prossimità di una linea elettrica (zona il cui diametro è funzione della tensione) e vedere se per gli addetti, le attrezzature e le macchine non c'è interferenza con la zona prossima.
Se esiste interferenza la Norma stessa invita ad aumentare la distanza di 3,52 m ad un valore tale per il quale ci si assicuri al 100% assenza di interazione tra i soggetti/oggetti citati e la zona prossima.
ciao
P.S. mi sa che primo o poi posterò un articolo sui lavori in prossimità di linee elettriche
Se esiste interferenza la Norma stessa invita ad aumentare la distanza di 3,52 m ad un valore tale per il quale ci si assicuri al 100% assenza di interazione tra i soggetti/oggetti citati e la zona prossima.
ciao
P.S. mi sa che primo o poi posterò un articolo sui lavori in prossimità di linee elettriche
0
voti
3.52 mt da una linea a 130kv sono da aspiranti suicidi.
DA RICORDARE che detti sistemi hanno ( a differenza dei sistemi MT) il neutro efficaciemente a terra e una IGT elevatissima dell'ordine da 10 a 30KA .
ragion per cui qualsiasi messa terra d'utente e' TOTALMENTE inefficace.
quindi per evitare una fine sicura meglio prendere tutte le precauzioni possibili.
altro discorso e' l'elettrosmog di cui nessuno finora ha provato il pericolo.
ivano
DA RICORDARE che detti sistemi hanno ( a differenza dei sistemi MT) il neutro efficaciemente a terra e una IGT elevatissima dell'ordine da 10 a 30KA .
ragion per cui qualsiasi messa terra d'utente e' TOTALMENTE inefficace.
quindi per evitare una fine sicura meglio prendere tutte le precauzioni possibili.
altro discorso e' l'elettrosmog di cui nessuno finora ha provato il pericolo.
ivano
0
voti
ivano ha scritto:3.52 mt da una linea a 130kv sono da aspiranti suicidi
Mi viene da sorridere
Da non credere eh ?
Ad ogni modo non basta rispettare solo le distanze di sicurezza ma è necessario che chi lavora in prossimità di linea elettrica abbia titolo di Persona Esperta (PES) e/o Persona Avvertita (PAV) (questo richiede un bel po' di formazione) ed infine adottare le procedure per un lavoro sicuro indicate dalle stesse Norme CEI.
Tant'è vero che nell'art. 83 del Testo Unico , che riguarda i lavori in prossimità di parti attive, vengono ripresi in parte i contenuti dell’art. 344 del DPR 547/55, con una ulteriore specificazione del divieto di eseguire lavori in prossimità di parti attive non protette in condizioni non rispondenti alle indicazioni contenute nelle norme tecniche. Le distanze limite di sicurezza sono riportate nella tabella 1 dell’Allegato IX in cui si legge che per V = 132 kV la distanza minima consentita è 5m !!!
Io dico 3,52 m, il Testo Unico dice 5 m ma se si legge bene quanto riportato dall'art. 83 si devono considerare i 5 m solo nel caso di lavori in prossimità di parti attive non protette in condizioni non rispondenti alle indicazioni contenute nelle norme tecniche. Quindi, se mi attengo alle Norme CEI 11-27 e rispetto tutte le condizioni posso adottare i 3,52 m.
Ricordo che le CEI 11-27 sono Norme di attività, se ci si attiene ad esse si esegue un lavoro (manutenzione, riparazione) a regola d'arte.
Appena posso cerco di postare questi numeri ma lo si può verificare anche in internet con le parole chiave "lavori in prossimità di linee elettriche"...provare per credere.
ciaoooo
0
voti
ciao sto per comprare casa
nelle mie vicinanze passano i fili della metroplitana di roma
quale e' la distanza minima bisogna trovarsi per non subire danni dai campi magnetici
generati famigerati cavi di alimentazione della metro
grazie
nelle mie vicinanze passano i fili della metroplitana di roma
quale e' la distanza minima bisogna trovarsi per non subire danni dai campi magnetici
generati famigerati cavi di alimentazione della metro
grazie
-

giancarlopetrachi
0 1 - Messaggi: 1
- Iscritto il: 17 mar 2011, 7:24
17 messaggi
• Pagina 1 di 2 • 1, 2
Torna a Impianti, sicurezza e quadristica
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Google [Bot], Google Adsense [Bot] e 54 ospiti

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)




