Salve a tutti,
la fornitura di energia in una palazzina condominale e' formata da un contatore trifase che alimenta l'ascensore.
Da una fase e' derivato l'impianto luce scala con un suo magnetotermico differenziale, temporizzatore ecc.
Ora, l'impianto luce scala e' stato rifatto, con la sostituzione di cavi, interruttori, portalampade ecc, quindi ritengo che sia un nuovo impianto.
Nella dichiarazione di conformita' secondo il D.M. 37/08 occorre dichiarare la potenza dell'impianto (potenza fornita?), e qui adesso sorgono i problemi.
La fornitura e' di 6,9 kW, come riportato nella bolletta, visto che alimenta l'ascensore... tuttavia per il rifacimento dell'impianto luce scale (la dichiarazione di conformita' riguardera' solo quest ultimo) viene utilizzata solo una fase, pertanto certamente non tutta la potenza disponibile (il magnetotermico e' da 16 A).
Nella dichiarazione di conformita' cosa dichiarare come potenza?
Se si dichiarano 6,9 kW, in teoria ci sarebbe l'obbligo del progetto da parte dell'ingegnere...
Tuttavia l'impianto luce scala non supera i 3 kW...
Progetto si o no?
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Mike
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1- sono aspetti da prendere in considerazione sempre PRIMA di iniziare i lavori, mai dopo
2- l'obbligo di progetto ai sensi art. 5 comma 2 c'è perché superi la potenza impegnata in ogni caso l'obbligo del progetto c'è SEMPRE secondo il comma 1
3- l'installatore è responsabile se un intervento o meno è soggetto a progettazione e può essere sanzionato ai sensi art. 15 o per falso ideologico.
2- l'obbligo di progetto ai sensi art. 5 comma 2 c'è perché superi la potenza impegnata in ogni caso l'obbligo del progetto c'è SEMPRE secondo il comma 1
3- l'installatore è responsabile se un intervento o meno è soggetto a progettazione e può essere sanzionato ai sensi art. 15 o per falso ideologico.
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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Grazie per la risposta.
Cerco di esprimermi meglio.
Il progetto, secondo il D.M. 37/08 ci vuole sempre, solo che sotto i 6 kW puo' essere redatto dallo stesso istallatore (se abilitato).
Il mio dubbio e' se il progetto, in questo caso, puo' essere sempre redatto dall'istallatore medesimo, visto che utilizza solo una fase e quindi una potenza effettiva sotto i 3 kW (vista anche la limitazione del magnetotermico da 16 A) oppure il progetto deve essere necessariamente redatto da un ingegnere.
Cerco di esprimermi meglio.
Il progetto, secondo il D.M. 37/08 ci vuole sempre, solo che sotto i 6 kW puo' essere redatto dallo stesso istallatore (se abilitato).
Il mio dubbio e' se il progetto, in questo caso, puo' essere sempre redatto dall'istallatore medesimo, visto che utilizza solo una fase e quindi una potenza effettiva sotto i 3 kW (vista anche la limitazione del magnetotermico da 16 A) oppure il progetto deve essere necessariamente redatto da un ingegnere.
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Secondo il mio modo di vedere le cose, anche se "utilizzi una sola fase" della fornitura trifase da 6,9 kW e la "limiti" subito a valle con un magnetotermico da 16 A (e quindi siamo d'accordo che saresti sotto ai 6 kW), ricadi comunque nell'obbligo di progetto da parte di professionista abilitato (non necessariamente un ingenere) secondo l'art. 5 comma 2 perché parla espressamente di "potenza impegnata" e all'art. 2 comma 1 lettera a) specifica che intende "potenza impegnata: il valore maggiore tra la potenza impegnata contrattualmente con l'eventuale fornitore di energia, e la potenza nominale complessiva degli impianti di autoproduzione eventualmente installati"
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I limiti di applicazione non riguardano l'intervento specifico ma l'impianto nel suo complesso. Se gli impianti elettrici per i servizi condominiali hanno una potenza impegnata superiore a 6 kW il progetto da parte di un professionista ci vuole SEMPRE per tutti gli interventi di "nuovo impianto", "ampliamento", "trasformazione", indipendente da cosa ci vai a fare. Il professionista può essere iscritto all'albo degli ingegneri oppure a quello dei periti industriali e periti industriali laureati.
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Mike
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Il fatto e' che mi sembra strana la fornitura...
Io sapevo che i tagli di potenza erano 3 kW, 4.5 kW, 6 kW, 10 kW ...
6.9 kW mi sembra strano...
Puo' darsi che siano i canonici 6 kW e con tolleranze ecc segnano in bolletta 6.9?
Grazie per le risposte
Io sapevo che i tagli di potenza erano 3 kW, 4.5 kW, 6 kW, 10 kW ...
6.9 kW mi sembra strano...
Puo' darsi che siano i canonici 6 kW e con tolleranze ecc segnano in bolletta 6.9?
Grazie per le risposte
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Attenzione, la legge NON parla di potenza contrattuale (che non è mai nota all'atto della redazione della DICO), ma di "potenza massima impegnabile" cioè la potenza massima che l'utente può richiedere per il contratto di fornitura elettrica che guarda caso coincide con quella progettuale.
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Michele Lysander Guetta
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Questione un po' spinosa.
Il DM 37/08 si riferisce, nelle definizioni (art. 3) e nella determinazione degli obblighi progettuali (art. 5 c.2) alla "potenza impegnata" definendola come:
"il valore maggiore tra la potenza impegnata contrattualmente con l'eventuale fornitore di energia, e la potenza nominale complessiva degli impianti di autoproduzione eventualmente installati".
Sembrerebbe tutto chiaro: potenza impegnabile = potenza contrattuale (quella della bolletta) e finito il chiasso.
Invece...:
nel modello della Dichiarazione di Conformità si legge:
"Per gli impianti elettrici specificare la potenza massima impegnabile"
Che significa? Significa che il legislatore, giustamente, si è posto il problema di quegli impianti che ancora non esistono e dunque...non hanno ancora la bolletta
Come fare allora a sapere se c'è obbligo di progetto?
Semplice: occorre fare una valutazione di quanta potenza l'utente potrebbe prelevare dal fornitore (e pertanto di quanta contrattualmente potrebbe chiedergliene). Molto sinteticamente qualche esempio:
- se ho come interruttore generale un magnetotermico monofase da 32 A, posso prelevare fino a circa 6 kW e (salvo altri requisiti) non occorre il progetto;
- se lo metto da 63 A, per fare contento il cliente e per tentare di evitare problemi di selettività, la potenza prelevabile sarebbe di circa 12 kW e allora occorrerebbe comunque il progetto!
Questo serve anche ad evitare che qualche committente furbetto "dichiari" di impegnare contrattualmente fino a 6 kW e in questo modo possa aggirare l'obbligo di progetto: della serie "ad impianto terminato e a Dichiarazione di Conformità consegnata, faccio una telefonata al fornitore di energia e mi faccio passare il contratto a 9 kW, gabbando l'installatore, il progettista e la legge". Tanto più che il Fornitore non richiede mai la copia della Dichiarazione, come invece la legge prevede, ma quelli sono potenti...
Saluti
Il DM 37/08 si riferisce, nelle definizioni (art. 3) e nella determinazione degli obblighi progettuali (art. 5 c.2) alla "potenza impegnata" definendola come:
"il valore maggiore tra la potenza impegnata contrattualmente con l'eventuale fornitore di energia, e la potenza nominale complessiva degli impianti di autoproduzione eventualmente installati".
Sembrerebbe tutto chiaro: potenza impegnabile = potenza contrattuale (quella della bolletta) e finito il chiasso.
Invece...:
nel modello della Dichiarazione di Conformità si legge:
"Per gli impianti elettrici specificare la potenza massima impegnabile"
Che significa? Significa che il legislatore, giustamente, si è posto il problema di quegli impianti che ancora non esistono e dunque...non hanno ancora la bolletta
Come fare allora a sapere se c'è obbligo di progetto?
Semplice: occorre fare una valutazione di quanta potenza l'utente potrebbe prelevare dal fornitore (e pertanto di quanta contrattualmente potrebbe chiedergliene). Molto sinteticamente qualche esempio:
- se ho come interruttore generale un magnetotermico monofase da 32 A, posso prelevare fino a circa 6 kW e (salvo altri requisiti) non occorre il progetto;
- se lo metto da 63 A, per fare contento il cliente e per tentare di evitare problemi di selettività, la potenza prelevabile sarebbe di circa 12 kW e allora occorrerebbe comunque il progetto!
Questo serve anche ad evitare che qualche committente furbetto "dichiari" di impegnare contrattualmente fino a 6 kW e in questo modo possa aggirare l'obbligo di progetto: della serie "ad impianto terminato e a Dichiarazione di Conformità consegnata, faccio una telefonata al fornitore di energia e mi faccio passare il contratto a 9 kW, gabbando l'installatore, il progettista e la legge". Tanto più che il Fornitore non richiede mai la copia della Dichiarazione, come invece la legge prevede, ma quelli sono potenti...
Saluti
Sebastiano
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"Eo bos issettaìa, avanzade e non timedas / sas ben'ennidas siedas, rundinas, a domo mia" (P. Mossa)
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il DM 37/08 all'art.5 comma 2 parla di "potenza impegnata" e nella definizione fa preciso riferimento alla "potenza impegnata contrattualmente" (art.2 comma 1 lettera b) non capisco come mai dici che non è MAI nota.
Se l'impianto è nuovo e parliamo di una nuova abitazione, siamo d'accordo che ancora non si conosce... ma in molti altri casi direi che è nota (vedi questo), o mi sbaglio?
Secondo me la confusione può nascere se si considerano impianti separati o unico impianto.
Mi spiego meglio:
SE considerlo un unico impianto (ascensore e luce scale) e questo impianto "servizi condominiali" è alimentato da 6,9 kW, c'è poco da pensare, mi serve un progetto da parte di un professionista abilitato PRIMA di fare il lavoro e prima della DICO. e qui non ci vedo molti dubbi.
ma SE invece considero gli impianti separati (impianto1=ascensore, impianto2=luce scale) potrei dire:
- impianto1, da progetto, ha una potenza impegnabile di 6,9 kW -> obbligo progetto del professionista
- impianto2, da progetto, potenza impegnabile 3 kW -> no obbligo progetto del professionista.
Quindi le domande vere potrebbero essere:
1. POSSO considerare gli impianti separati SE alimentati da un'unica fornitura?
2. e nel caso "SI" alla domanda 1, ai fini del 37/08 vale la potenza PROGETTUALE del singolo impianto o quella della fornitura?
Se l'impianto è nuovo e parliamo di una nuova abitazione, siamo d'accordo che ancora non si conosce... ma in molti altri casi direi che è nota (vedi questo), o mi sbaglio?
Secondo me la confusione può nascere se si considerano impianti separati o unico impianto.
Mi spiego meglio:
SE considerlo un unico impianto (ascensore e luce scale) e questo impianto "servizi condominiali" è alimentato da 6,9 kW, c'è poco da pensare, mi serve un progetto da parte di un professionista abilitato PRIMA di fare il lavoro e prima della DICO. e qui non ci vedo molti dubbi.
ma SE invece considero gli impianti separati (impianto1=ascensore, impianto2=luce scale) potrei dire:
- impianto1, da progetto, ha una potenza impegnabile di 6,9 kW -> obbligo progetto del professionista
- impianto2, da progetto, potenza impegnabile 3 kW -> no obbligo progetto del professionista.
Quindi le domande vere potrebbero essere:
1. POSSO considerare gli impianti separati SE alimentati da un'unica fornitura?
2. e nel caso "SI" alla domanda 1, ai fini del 37/08 vale la potenza PROGETTUALE del singolo impianto o quella della fornitura?
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Mi riferivo proprio agli impianti nuovi, mi sembrava che fosse chiaro quando ho scritto:
Per le tue domande:
1. NO
2. vedi 1.
Saluti
sebago ha scritto:il legislatore, giustamente, si è posto il problema di quegli impianti che ancora non esistono e dunque...non hanno ancora la bolletta
Per le tue domande:
1. NO
2. vedi 1.
Saluti
Sebastiano
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