Vorrei semplicemente una conferma:
per regolare la velocità di un motore asincrono, attraverso un inverter posso alimentare la macchina a una frequenza diversa da quella di rete.
Si – parliamo di un motore costruito per 400 V – 50 Hz - 2poli.
per velocità inferiori a 2pi50 (pi sta per pi greco ), oltre a ridurre la frequenza devo ridurre anche il modulo della tensione di alimentazione, per assicurare un rapporto tensione frequenza costante.
Si
Faccio questo perché:
se ad esempio dimezzo solo la frequenza raddoppierei il flusso, e questo farebbe notevolmente aumentare la corrente assorbita.
Certamente è SI – Infatti, se riduci solo la frequenza a 25 Hz, il motore riceverebbe 400 V invece di 200 V: 400*25/50 = 200 V.I giri diventano 3000*25/50 = 1500 giri/min
il problema non si pone quando vogliamo invece aumentare la velocità.
Aumentiamo solo la frequenza (ad esempio a 100 Hz) e ne risulta che il flusso si dimezza, lavoriamo a flusso indebolito.
Non è consigliabile spingere la velocità al doppio per cui il motore è stato costruito. Io sono del parere che non si debba oltrepassare i limiti di frequenza 40/65 Hz per non mettere a rischio le parti meccaniche ed elettriche del motore, che è stato costruito per 50Hz.
Non aumentiamo la tensione in quanto, portarla a valori superiori a quello nominale sarebbe deleterio per gli isolamenti della macchina.
Esatto! Leggi sotto.
Variando la frequenza, anche la tensione deve variare nello stesso senso, così le caratteristiche magnetiche del motore rimangono le stesse”. Infatti, la f.e.m. è proporzionale al prodotto: f*B; (f = frequenza; b = induzione). Per esempio passando da 50 a 60 Hz la frequenza aumenta del 20%, e l’induzione diminuisce di altrettanto,al contrario se la frequenza viene abbassata. Per esempio un motore alimentato tramite inverter, a 60 Hz dovrà essere alimentato alla tensione di: 400*60/50 = 480 V.- I giri diventano 3000*60/50 = 3600 giri/min