Buonasera
scusate se l’argomento è già stato più volte dibattuto però sono a chiedervi un ulteriore chiarimento teorico, ma anche un sistema pratico da usare per un compito di impianti, sui valori da usare nelle formule per il calcolo delle correnti di corto circuito e cadute di tensione in una conduttura. Infatti su vari articoli, siti internet, testi e norme trovo metodi e valori diversi.
la formula che uso è: c*U0/radq(Rt^2+Xtot^2)
Calcolo Icc Max
1. Lato MT si usa il coefficiente c=1,1 per il calcolo dell’impedenza (alcuni non lo usano)
2. Lato BT si usa il valore della resistenza a 20°C di temperatura (alcuni usano tabelle con la resistenza data a 30°C)
Calcolo Icc Min
3. Lato MT si usa il coefficiente c=1 per il calcolo dell’impedenza (alcuni usano i valori trovati per ICCmax)
4. Lato BT si usa coefficiente 0,95
5. Per i cavi si usa il valore della resistenza alla temperatura di corto circuito di 145°C (alcuni usano tabelle con la resistenza calcolata a 90°C temperatura di lavoro, altri usano sempre la resistenza a 20°).
Caduta di tensione
6. Per i cavi si usa il valore della resistenza a della resistenza calcolato a 90°C temperatura di lavoro, altri usano sempre la resistenza a 20°).
7. Si usa il valore di corrente effettivamente assorbito dal carico (alcuni usano il valore In dell’interruttore perché in un futuro possono essere aggiunti altri carichi fino ad In)
Inoltre la resistività del rame a 20° è: 0,18; 0,185, 0,178 o……..
Usando in varie combinazioni i vari valori trovo risultati molto diversi
Grazie
Aiuto per calcolo Icc e CdT
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Mike
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Se si tratta di un compito in classe ti conviene usare il metodo che vi ha insegnato il professore (sicuramente avrete fatto degli esercizi su queste cose), perché in genere i professori sui compiti in classe vogliono vedere le cose come le hanno spiegate loro.
Comunque la formula c*U0/radq(Rt^2+Xtot^2) è indicata dalla norma CEI 11-25, e sempre in questa norma c'è una tabella che ti dice il valore di questo coefficiente c a seconda dei casi.
La Icc max si calcola a inizio linea e si considera la temperatura ambiente, valuti tu se mettere 20 o 30 gradi, se l'impianto è in Antartide la temperatura da considerare è anche più bassa. Si considera naturalmente cortocircuito trifase.
Per la Icc min si calcola a fine linea la temperatura che si considera la temperatura massima di funzionamento del cavo che è quella corrispondente ad un sovraccarico del 45% ovvero che nel cavo circoli una corrente pari a 1,45Iz per il PVC la temperatura corrisponde a 114 gradi (partendo da una temperatura di funzionamento a reggime pari a 70 gradi) e per l'EPR 145 gradi (partendo da una temperatura di funzionamento a reggime pari a 90 gradi).
La norma CEI 64-8 fornisce una formula semplificata per la valutazione della corrente di cortocircuito minima, ma solo ai fini della verifica termica dei cavi.
Per la caduta di tensione la resistività del rame quel 0,178 mi sembra un pochino basso, ma penso che da 0,18 a 0,185 cambi poco, dipende da con quale precisione vuoi fare i calcoli, in genere con i margini che si prendono va bene un valore approssimato (se vedi che il cavo riesce a stare entro i limiti di sicurezza per poco ti conviene prendere un cavo più grosso).
Per la caduta di tensione si considerala temperatura di funzionamento che corrisponde a 70 gradi per il PVC e 90 gradi per l'EPR.
Si considera la In dell'interruttore solo per la verifica della portata del cavo ma per la caduta di tensione in genere si considera la corrente d'impiego Ib, naturalmente noi siamo dei progettisti, non dei calcolatori e sta a noi valutare l'eventualità di un futuro aumento della corrente di impiego che ti porta ad avere una caduta di tensione maggiore.
Comunque la formula c*U0/radq(Rt^2+Xtot^2) è indicata dalla norma CEI 11-25, e sempre in questa norma c'è una tabella che ti dice il valore di questo coefficiente c a seconda dei casi.
La Icc max si calcola a inizio linea e si considera la temperatura ambiente, valuti tu se mettere 20 o 30 gradi, se l'impianto è in Antartide la temperatura da considerare è anche più bassa. Si considera naturalmente cortocircuito trifase.
Per la Icc min si calcola a fine linea la temperatura che si considera la temperatura massima di funzionamento del cavo che è quella corrispondente ad un sovraccarico del 45% ovvero che nel cavo circoli una corrente pari a 1,45Iz per il PVC la temperatura corrisponde a 114 gradi (partendo da una temperatura di funzionamento a reggime pari a 70 gradi) e per l'EPR 145 gradi (partendo da una temperatura di funzionamento a reggime pari a 90 gradi).
La norma CEI 64-8 fornisce una formula semplificata per la valutazione della corrente di cortocircuito minima, ma solo ai fini della verifica termica dei cavi.
Per la caduta di tensione la resistività del rame quel 0,178 mi sembra un pochino basso, ma penso che da 0,18 a 0,185 cambi poco, dipende da con quale precisione vuoi fare i calcoli, in genere con i margini che si prendono va bene un valore approssimato (se vedi che il cavo riesce a stare entro i limiti di sicurezza per poco ti conviene prendere un cavo più grosso).
Per la caduta di tensione si considerala temperatura di funzionamento che corrisponde a 70 gradi per il PVC e 90 gradi per l'EPR.
Si considera la In dell'interruttore solo per la verifica della portata del cavo ma per la caduta di tensione in genere si considera la corrente d'impiego Ib, naturalmente noi siamo dei progettisti, non dei calcolatori e sta a noi valutare l'eventualità di un futuro aumento della corrente di impiego che ti porta ad avere una caduta di tensione maggiore.
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