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Impianto elettrico in una cucina di un ristorante

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[1] Impianto elettrico in una cucina di un ristorante

Messaggioda Foto Utentefalessi » 11 giu 2012, 10:54

Salve Ragazzi!
Rieccomi qui a porvi i miei quesiti :roll:
Premetto che ho cercato nel forum, ma non ho trovato nulla.

Ho avuto l'incarico per progettare l'impianto elettrico in un Self-Service, in cucina sono istallate apparecchiature (cucina e forni) alimentate a GAS con una potenza si 107kW (il committente ha chiesto una fornitura di 90kW).

Il committente ha chiesto, inoltre, che le condutture dell'impianto elettrico siano esterne (non chiedetemi il perché, io avrei fatto tutto incassato, visto che stanno facendo i muri della cucina).

I miei quesiti sono:

1) posso utilizzare i tubi in PVC (ad esempio RK15 o RKB) con i relativi acessori (cassette di derivazione e quadretti prese) in PVC e cavo N07V-K?

2) il committente ha chiesto che in prossimità delle postazioni di lavoro vengano installati dei quadretti contenenti 1 presa CEE 220 V, una presa CEE 400V e due prese universali. come mi devo comportare, devo usare prese IP55?

3) per l'illuminazione devo usare plafoniere ATEX o bastano quelle stagne?


Grazie per la disponibilità
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[2] Re: Impianto eletrico in una cucina di un ristorante

Messaggioda Foto UtenteDanielex » 11 giu 2012, 12:44

1) dovrai fare le tue valutazioni per capire se è un luogo MARCIO e poi potrai scegliere il tipo di conduttura, in ogni caso non vedo controindicazioni al tipo di conduttura che proponi (a parte il fatto che sarebbe molto meglio utilizzare condutture sotto-traccia e dovresti spingere verso questa soluzione)
2) anche in questo caso è una valutazione che devi fare tu stesso, IP44, IP55 ecc.. dipende dal tipo di attrezzatura che si utilizza, esempio se sono in prossimità di un lavandino metterei IP55 o superiore ovviamente (per le CEE non ci sono problemi mentre per le civili dovresti sceglierne un modello che mantiene il grado di protezione anche con la spina inserita).
3)e la valutazione del rischio di esplosione?? le lampade sono l'ultima cosa di cui dovresti preoccuparti.. senza valutazione rischio esplosione è inutile fare considerazioni..
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[3] Re: Impianto eletrico in una cucina di un ristorante

Messaggioda Foto UtenteMike » 11 giu 2012, 18:39

Sotto i 116 kW di potenzialità termica non sei soggetto al controllo dei VVF, in ogni caso rientri nel DM 16.04.1996 e bisogna valutare il rischio esplosione. In linea generale se l'impianto gas, le aperture di areazione fisse e l'impianto di espulsione (cappa) risulta conforme al DM 16.04.1996 e le attrezzature sono marcate CE ai fini della Direttiva gas, bisogna in ogni caso valutare le SE della tubazione di adduzione del gas e relative distanze delle zone pericolose evitando l'installazione di apparecchiature in quelle zone altrimenti devono essere Atex per la categoria prevista. I gradi di protezione IP sono funzione delle attività previste in cucina e non per la sicurezza esplosione e/o incendio.
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[4] Re: Impianto eletrico in una cucina di un ristorante

Messaggioda Foto Utentegiuliomega » 12 giu 2012, 9:52

Mi permetto di aggiungere a quanto già correttamente indicato dai colleghi, che personalmente quando si è vicini ai 116 kW, poco conta a livello legislativo, se non serva il CPI.
Voglio dire che è comunque un bel cucinotto.
Io propongo comunque in questi casi un fattore di sicurezza integrativo. Collegamento segnale apertura/chiusura elettrovalvola if cappa aspirante on/off.
Cioè in caso di guasto o non funzionamento cappa: gas chiuso a monte.
Ovviamente questo solo dopo aver rispettato le norme relative ai volumi d'aria di ricambio e/o aerazione locali.

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[5] Re: Impianto eletrico in una cucina di un ristorante

Messaggioda Foto UtenteMike » 12 giu 2012, 10:10

Infatti, essere soggetto al CPI è solo un aspetto amministrativo, in ogni caso si deve rispettare il DM 12/04/96 che richiede, tra le altre cose, quello che ha accennato Foto Utentegiuliomega
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[6] Re: Impianto eletrico in una cucina di un ristorante

Messaggioda Foto Utentefalessi » 12 giu 2012, 13:38

Premetto che il mio incarico riguarda esclusivamente gli impianti elettrici...

credo che chi progetterà "l'impianto del gas" dovrà darmi delle direttive (penso di dover fornire un'alimentazione per i circuiti di sicurezza della cucina) per fare in modo che il DM venga rispettato...

intanto io sto predisponendo lo sgancio di emergenza(posizionato all'esterno della rosticceria) del dispositivo di protezione generale (posizionato nel quadro consegna energia posto in un locale diverso e subito a valle del contatore) e due pulsanti di emergenza uno all'interno della cucina ed uno posto nel locale vendita (dove si consumeranno anche i prodotti venduti con un numero di persone inferiore a 100) in prossimità della cassa (postazione sempre presidiata) che saranno collegati alla protezione che alimenta la linea che alimenta il quadro cucina.

datemi i vostri pareri...
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[7] Re: Impianto eletrico in una cucina di un ristorante

Messaggioda Foto UtenteMike » 12 giu 2012, 13:48

falessi ha scritto:Premetto che il mio incarico riguarda esclusivamente gli impianti elettrici...
credo che chi progetterà "l'impianto del gas" dovrà darmi delle direttive (penso di dover fornire un'alimentazione per i circuiti di sicurezza della cucina) per fare in modo che il DM venga rispettato...


Esatto! Dal punto di vista teorico è così, in un paese normale è così, se lavori all'estero è così... dal punto di vista pratico invece se aspetti che qualcuno ti dica qualcosa... campa cavallo... qui in Italia bisogna sempre anticipare, anche le mancanze degli altri altrimenti lo prendi sempre in quel posto e non sai neanche chi ringraziare... Ti consiglio di chiedere per iscritto al collega o alla DLL o alla committenza se ci sono prescrizioni particolari da rispettare di modo che dopo qualcuno non venga a recriminare: eh! ma lo dovevi sapere?!?! Il DM dovevi conoscerlo anche tu!! L'ho scritto nella mia relazione a pag. 1254 con font 0.2 Ecc. ecc.... dalla mie parti si dice: scolta el vecio! ;-)

Il pulsante di sgancio, è sufficiente uno in posizione segnalata e accessibile, che con una unica manovra tolga tensione a tutto il compartimento anticendio con l'eccezione dei circuiti di sicurezza che devono funzionare anche in caso d'incendio.
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[8] Re: Impianto eletrico in una cucina di un ristorante

Messaggioda Foto Utentefalessi » 12 giu 2012, 14:53

relazione di 1254 pagine ?^!

domani ho una riunione con il collega che progetterà l'impianto del gas e con la committenza (la DDL non credo esista...forse è un geometra parente del committente che si sta occupando delle opere civili)

ti faccio un ulteriore domanda (so che sono scocciante): posso indicare in pianta dei collegamenti passanti per prese non nella stessa cassetta portafrutto, e per i punti luce?

nel seguente modo per intenderci:

-----Y------Y--------Y---------Y

----X----X------X---------X

invece di:

     Y         Y         Y
     |         |         |
----O-------O-------O--------Y


     X         X         X
     |         |         |
----O-------O-------O--------X

dove le Y sono le prese e le X i punti luce e le O le cassette di derivazione.....

ovviamente le dorsali sarebbero sempre da 4mmq per le prese (16A) e da 2,5mmq per l'impianto luce.

questo perché non vorrei appesantire i disegni, considerato il fatto che li ho sempre visti realizzati così DAGLI ELETTRICISTI. io normalmente metto delle cassette.
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[9] Re: Impianto eletrico in una cucina di un ristorante

Messaggioda Foto Utentefalessi » 12 giu 2012, 23:40

in primis.....chi mi ha fatto guadagnare i miei primi 5 punti reputazione esca fuori O_uu_O

....posso collegare le prese ( ed i punti luce) come su indicato?

thanks
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[10] Re: Impianto eletrico in una cucina di un ristorante

Messaggioda Foto UtenteMike » 13 giu 2012, 9:25

Io non lo faccio mai almeno che non lo richieda specificatamente la committenza... Se fanno così gli elettricisti non è buon motivo per continuare a farglielo fare, se seguono il mio progetto e il mio capitolato non lo fanno perché è specificato che il punto presa è SINGOLO e parte dalla scatola di derivazione del locale, altrimenti c'è un'altra voce che si chiama punto presa derivato che appunto contempla questa soluzione, e i COSTI delle due lavorazioni sono decisamente diversi... stessa cosa per i punti luce...
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