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Esperienza di lavoro all'estero.. da dove iniziare??

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[1] Esperienza di lavoro all'estero.. da dove iniziare??

Messaggioda Foto Utentedemos81 » 24 lug 2012, 10:41

Salve a tutti,
osservando questo periodo di crisi in questo paese( sia economica che di valori sociali) stavo pensando che sarebbe il momento giusto per pensare ad una esperienza all'estero.
Ho 31 anni e non son ancora sposato (anche se spero di riuscirci di qui a un annetto o 2), la mia partner mi seguirebbe a occhi chiusi e il mio inglese non è proprio da buttare.
Nonostante qui abbia un lavoro più che accettabile sono ormai esasperato dalla burocrazia di questo paese e mi rendo sempre più conto che tutto si muove sempre più verso il generare più carta senza predisporre un reale interesse nella crescita di una professionalità tecnica.

Mi piacerebbe ricevere qualche opinione, consiglio o parere di qualcuno di voi, amici di electroyou, che sicuramente dispone di qualche esperienza di vita in più.
ringrazio chiunque voglia partecipare con la sua esperienza.
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[2] Re: Esperienza di lavoro all'estero.. da dove iniziare??

Messaggioda Foto Utentesimo85 » 25 lug 2012, 5:18

Io ho solo 4 anni in meno di te ma vivo da solo all'estero da quasi 6.
Non so se tu vivi da solo, ma quando cambi paese le prime cose che devi avere sono due:

1) Le palle. Sai quello che lasci e molto probabilmente non sai quello che trovi.
2) I soldi per trovare casa e mantenerti fino a quando non trovi un lavoro (ovviamente se non ce l'hai già). Devi tenere in conto anche che se le cose non vanno bene devi poter tornare indietro e non restare nella cacca.

Se ci sono tutti e due, quello che devi anche tenere in conto del paese dove vai, è la lingua. Se non ti sai comunicare/esprimere a dovere, sono punti in meno, ma è anche vero che per imparare bene una lingua la devi praticare (parlando e pensando in questa stessa lingua) tutti i giorni.
Hai scritto che il tuo inglese non è da buttare. Quanto "non è da buttare"? Capisci bene "l'inglese tecnico"? Riesci a capire i film in inglese (britannico ed americano) senza complicazioni? Riesci a leggere in inglese senza troppe complicazioni? Riesci a mantenere una conversazione in inglese (inclusi i modi di dire) senza troppe complicazioni? Quest'ultimo è importantissimo.

Comunque diciamo che l'inglese è richiesto d'obbligo d'appertutto nel 95% dei posti di lavoro, dal settore tecnico al turismo e via dicendo, ma è anche vero che c'è gente che dice di parlare inglese ed è meglio che stia zitta, visto con i miei occhi su chi non si sapeva comunicare ed aveva un carico più importante di me (dove lavoro) per esempio.
Il 5% che ho escluso racchiude forse fabbriche, imprese di pulizie, lavori manuali e supermercati, in quei paesi dove l'inglese non è la lingua madre. Escludendo USA (in Canada si parla principalmente Inglese e Francese e se altro non ricordo al momento) e UK, Scozia, Irlanda, Australia tutti direi. Spero di non averne dimenticato nessuno. Ti ricordo che lo Spagnolo, oltre l'Inglese ed il Cinese, sono le lingue più richieste e parlate. Se sai anche il Francese ed il Tedesco meglio. Più lingue conosci meglio è.

Comunque in fin dei conti l'Inglese si parla d'appertutto, ma non tutti lo parlano.

Il "dove vado" dipende anche da cosa aspiri, in quale settore hai esperienza e da cosa hai in mano. Il turismo sembra che tira bene, ancora per quanto chi lo sà..
Ora come ora, dove molto probabilmente trovi più facilmente lavoro in EU ti consiglio un paese nordico, tra i quali Inghilterra, Germania, Olanda, Belgio, Svezia (attento che ci sono delle bionde da sballo e ti stai per sposare :mrgreen: ).
Non so come è la situazione in Francia. Forse Foto UtenteDarwinNE ci può dire qualcosa a riguardo.

Non ti consiglio la Spagna, motivo tanta crisi e poco lavoro. Ne riparleremo fra qualche anno spero.
Portogallo nemmeno.

Fuori EU? Tieni sempre a mente che quando esci dalla tua nazione devi fare i documenti, e quando esci dal tuo continente ne devi fare di più, e non è tutto così "rosa e fiori"..

Mi viene in mente l'Australia, ma se non sbaglio non hai più le condizioni per entrare e chiedere il Visto. In più quando entri in Australia si assicurano che tu abbia i soldi a sufficienza per rimanere li un tot di tempo. Diversamente come sei sbarcato ti rimbarcano e ti danno i loro saluti, ossia che se vogliono nemmeno esci dall'aeroporto. Io non ti nascondo che ci ho fatto un pensierino.. Sono ancora in tempo.

USA? Che io sappia ottenere la Green Card è un casino. Se ci vai, o c'è la gnocca che ti aspetta o hai un lavoro che ti aspetta da quelle parti. Per la prima opportunità non mi sembra sia il tuo caso, la seconda nemmeno sennò non avresti aperto il post.

Canada? A me attira, oltre l'Australia.

Altrimenti Sud America.. -:-

Ora è tardi, ho sonno e devo finire un paio di cose qui sul lavoro.
Spero di poter partecipare ancora di più alla discussione, come spero partecipino anche molti altri utenti.

Per il momento ti auguro di fare la scelta migliore.
O_/
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[3] Re: Esperienza di lavoro all'estero.. da dove iniziare??

Messaggioda Foto UtenteDarwinNE » 25 lug 2012, 13:37

Direi che il grande [user]gohan[/user] ha presentato molto bene la situazione.
Per me è stato abbastanza semplice andare a vivere in Francia, perché sono partito da studente... e ci sono rimasto. Ormai sono fuori Italia da 11 anni e per quanto riguarda le mie abitudini lavorative sono francese al 100%, con orari ed abitudini francesi in tutto e per tutto.
Non so fotografare chiaramente l'attuale situazione economica francese, ma quello che è certo è che è una nazione toccata dalla crisi europea attuale e che in giro c'è una certa inquietudine.
Sulla base della mia esperienza, andando a vivere all'estero si vedono dapprima i punti negativi (la pasta in bianco scotta come contorno) e ci vuole un po' di tempo per apprezzare gli aspetti positivi di cui prima non si sospettava neppure l'esistenza (le maigret de canard au miel avec un Hermitage 2005, suivi par une tarte tatin avec une boule de glace à la vanille).
La parte culinaria è solo un esempio, ma è vero un po' in tutto.
Attenzione che ogni paese ha i suoi stereotipi. Noi ci arrabbiamo se ci dicono italiano pizza spaghetti mandolino, bisogna ricordarsi che la Francia non è solo la tour Eiffel e la baguette. Bisogna cercare di imparare con umiltà anche a cambiare certe proprie abitudini. C'è ancora gente che è convinta che in Francia si mangi male... :roll:
Oltretutto, la Francia non è solo Parigi, che è una metropoli immensa con i difetti della vita frenetica in una grande città.
Come [user]gohan[/user] ha fatto notare, uscire dall'Italia vuole dire percorrere un autentico calvario fra documenti, difficoltà a trovare appartamenti in affitto in un mondo, una cultura ed una lingua che non si conosce e quant'altro. Bisogna mettere in conto di passare (se va bene) due o tre mesi da autentici alieni. Le cose sono più semplici se si ha già un punto d'appoggio, o un lavoro.
Non si può insistere troppo sulla la lingua: è importantissimo parlare un po' di lingue oggigiorno. Il francese è una lingua meravigliosa, piena di sottigliezze ed una grammatica complicata come quella italiana, meravigliosamente adatta ai giochi di parole. Val sicuramente la pena di investirci del tempo, anche se oggi bisogna parlare bene soprattutto l'inglese.
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[4] Re: Esperienza di lavoro all'estero.. da dove iniziare??

Messaggioda Foto Utentedemos81 » 25 lug 2012, 13:44

grazie ragazzi per aver messo a disposizione le voste esperienze di vita.
io ormai da tre anni non vivo più nella mia terra ma giro l'Italia; quindi non mi spaventa tanto il dover affrontare un viaggio o cercare una casa.
ciò che più mi preoccupa è:
1) la lingua ( ma va?? :mrgreen: )
2) lo scetticismo degli autoctoni verso gli Italiani ( considerati pizza e mandolino)
3) l'incompatibilità tra la mia formazione culturale e gli ambiti normativi esteri (anche se con l'Europa unita molti problemi dovrebbero essere contenuti)

non sapete quanto vi invidio :) deve essere stata una grande opportunità poter iniziare completando all'estero gli studi.
Ma voi di cosa vi occupate? cosa vi ha convinto a non tornare?
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[5] Re: Esperienza di lavoro all'estero.. da dove iniziare??

Messaggioda Foto Utentedemos81 » 25 lug 2012, 13:46

... vabbè che per [user]gohan[/user] ho già capito che la vena di esporatore è molto legata alla percentuale di bionde 90-60-90 presenti sul territorio ospitante... :mrgreen:
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[6] Re: Esperienza di lavoro all'estero.. da dove iniziare??

Messaggioda Foto Utentesimo85 » 25 lug 2012, 14:11

Tralasciando le misure e donne, se vuoi un consiglio serio, se hai un lavoro per il momento tieniti quello.

Mangi?
Paghi l'affitto?
Riesci a risparmiare qualcosa?

Oggi come oggi lamentarsi per la propria situazione è irresponsabile, se posso dirlo. Sempre più vedo persone frugare nei cassonetti. Questo mi spaventa.

Per il momento stai dove sei.
Quando la situazione sarà migliore, forse quando la popolazione mondiale si sarà incaxxata a dovere (perché è quello che sta succedendo) contro le prese per il cxxo in cui viviamo, date le manifestazioni sempre più frequenti, cambierai zona se ti va.

Fino ad allora, mangia bene che ti invidio.. :mrgreen:
Non è che se te ne vai sei un figo e se non lo fai no.
Sei un figo se fai le cose con la testa, e se la tua ragazza ti vuole veramente bene, tienitela stretta.

L'importante è che non rompa più di tanto. :mrgreen:
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[7] Re: Esperienza di lavoro all'estero.. da dove iniziare??

Messaggioda Foto UtenteJaXeL » 25 lug 2012, 16:43

Direi che ti hanno suggerito assai bene, ma secondo me mancano quei consigli dal lato "filosofico" :mrgreen:

E' vero che se hai un lavoro, ora come ora, è meglio tenerselo stretto, lo farei anch'io...
Però è anche giusto chiedersi a cosa ti porterà tutto ciò! Mettiamo pure che economicamente non te la passi male, e da quel che dici, neanche sentimentalmente (beato te :lol: ), mi chiedo come mai vuoi fuggire!
La buracrazia italiana è certo un nodo gordiano, ma è solo questo che ti spinge a cercare alternative di vita all'estero?
O forse ti chiedi che fine hanno fatto i progetti e le ambizioni di un tempo: Parlo dei sogni...
Studiare, lavorare, invecchiare e alla fine il tuo nome rimane solo sui quegli inutili pezzi di carta che ingrassano la burocrazia (eh lo so, ho una visione tristissima :roll: ).
Volevo solo assicurarmi che nella tua scelta finale, restare o partire, tu abbia comunque tenuto conto di cosa sarebbe meglio per realizzare i tuoi sogni :ok:
E mi raccomando, tieni anche conto dei sogni della tua futura partner! (Altrimenti ci arrabbiamo ?% )

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[8] Re: Esperienza di lavoro all'estero.. da dove iniziare??

Messaggioda Foto UtenteGuidoB » 25 lug 2012, 16:58

Chiarisciti bene le idee prima di prendere una decisione del genere, rischi di incasinarti la vita per niente.

1) L'essere giovane è un punto a favore.

2) L'avere un importante legame sentimentale invece no. La tua fidanzata è disposta a venire con te, lasciando i suoi affetti familiari, amicizie, ambiente sociale, o a restare in Italia aspettandoti per anni? Deve lasciare un lavoro per seguirti? Sono scelte di cui alla lunga potrebbe pentirsi.

3)
demos81 ha scritto:osservando questo periodo di crisi in questo paese (sia economica che di valori sociali)

In altri Paesi è anche peggio. Per esempio in Spagna, dove vivo. Io credo che l'Italia ne uscirà, nonostante certi inetti che comandano (e che spero mandino a casa). Il popolo italiano ha le paxxe per tener duro e andare avanti.

4)
demos81 ha scritto:sarebbe il momento giusto per pensare ad una esperienza all'estero.

In questo momento di crisi non direi proprio.
Devi come minimo scegliere un Paese con bassa disoccupazione e con fame di mano d'opera, e studiare bene le condizioni lavorative, livello salariale ecc. Un mio ex-collega è andato in California con la fidanzata americana ma non ha potuto cercare lavoro perché avevano appena chiuso la quota di lavoratori stranieri che potevano entrare (i dati che aveva consultato in internet prima di partire non erano aggiornati - quando si dice la sfiga). Magari se si sposa sblocca la situazione.

5)
demos81 ha scritto:Nonostante qui abbia un lavoro più che accettabile sono ormai esasperato dalla burocrazia di questo paese

Non prendere decisioni avventate, specialmente se hai un lavoro più che accettabile. La burocrazia e le storture in diverse misure e variazioni ci sono dappertutto. L'essere straniero e non conoscere legislazioni, fiscalità, usi e burocrazia locali è uno svantaggio, soprattutto se non hai nessuno a cui appoggiarti e chiedere lì. Sapere bene la lingua locale soprattutto in questo caso è importante.

6) Hai qualche base all'estero (parenti emigrati, consociata della ditta dove lavori dove potresti trasferirti...) su cui fare affidamento?

7) Non so che studi e che esperienze lavorative hai, né in che Paese saresti orientato ad andare. Comunque verifica prima se le tue capacità sono ricercate lì, e meglio ancora se fosse possibile riuscire ad avere un lavoro prima di partire (dovrai probabilmente farti almeno un viaggio per il colloquio previo all'eventuale assunzione).

8) Se riesci a conservare in qualche modo il posto di lavoro in Italia hai una sicurezza in più, che ti aiuta anche psicologicamente.

9) Hai guardato se ci sono iniziative o borse di lavoro pubbliche o private di supporto al commercio estero (Camere di Commercio) o di cooperazione internazionale? Forse si riesce a trovare lavoro nella rete consolare o in scuole italiane all'estero. Per lavoro qualificato tipo professore (avevo chiesto) bisogna comunque essere di ruolo e aver vinto concorsi in Italia. Un mio ex-collega è stato due anni ad Almaty, Kazakistan, con una borsa lavoro della Camera di Commercio spagnola. Era responsabile IT addetto alla rete informatica. Adesso è tornato in Spagna, non so che cosa fa. Per la cooperazione internazionale so che alcuni anni fa le ditte dovevano conservare il posto riconoscendo l'anzianità maturata... adesso non so.

10) Se va male, una soluzione di ripiego di solito si riesce a trovare (cameriere, commesso, addetto alle pulizie, magari pizzaiolo o gelataio sotto padrone italiano, all'inizio), e poi potresti migliorare, aprendoti la tua attività... però secondo me conviene sfruttare i propri studi e la propria esperienza lavorativa, non essere costretti a svendersi facendo lavori non corrispondenti alla propria qualificazione.

Ho scritto qualcosa sulla mia esperienza all'estero in questo articolo, prova a leggerlo se ti va.

gohan ha scritto:Non è che se te ne vai sei un figo e se non lo fai no.
Sei un figo se fai le cose con la testa, e se la tua ragazza ti vuole veramente bene, tienitela stretta.

Quoto [user]gohan[/user] al 100%.

E un grosso in bocca al lupo!

O_/

P.S.
demos81 ha scritto:lo scetticismo degli autoctoni verso gli Italiani (considerati pizza e mandolino)

Dove sono stato io (Belgio, Germania, Spagna) gli italiani sono ben visti. Mai subita discriminazione per la mia provenienza. Forse c'era discriminazione 50 anni fa, in qualche periferia degradata. Oggi preoccupati di conoscere la lingua locale o almeno l'inglese, e rispettare usi e regole locali.
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[9] Re: Esperienza di lavoro all'estero.. da dove iniziare??

Messaggioda Foto Utentedemos81 » 25 lug 2012, 20:26

beh vi do qualche info in più su me, mi sento in dovere di chiarire la natura del mio desiderio :)
iniziamo col dire che non è questione di esser figo come direbbe [user]gohan[/user] (ho colleghi che sbandierano esperienze di qualche mese all'estero come avventure da Lorenz d'Arabia e capisco che intendi..) , diciamo che la mia prospettiva è molto simile a quella prospettata da Foto UtenteJaXeL mi preoccupo molto perché non vedo risposte a domande del tipo "dove mi porterà tutto questo? e in che cavolo di direzione va questo paese? ma c'è una pianificazione di dove si intende andare??"

La preoccupazione nasce anche dal fatto che per lavoro son stato in varie fiere estere ed ho visto molte più idee e prospettive di quanti ne ho viste in pari eventi in Italia... siamo indietro, siamo senza pianificazione, e per quanto un imprenditore che mi guida voglia veder lontano lo fa in un paese che pensa a malapena a domani e non sa che farà dopodomani.. è più una mancanza di prospettive

Non credo di esser molto ambizioso, mi accontento di ciò che una società in difficoltà può offrire, mi accontento di guadagnare di meno ma costruire di più (anche perché ho imparato che i soldi vanno e vengono, le soddisfazioni anche con un pizzico di malinconia nei ricordi rimangono).
Per quanto riguarda ciò che dice Foto UtenteGuidoB ... per me molti dei sacrifici che elenchi paradossalmente pesano sul piatto opposto della bilancia, spiego meglio:
Son di origini Siciliane e per "fame" dopo una laurea mi è toccato spostarmi in giro per l'Italia.
La mia girl a Palermo guadagna qualcosa come 350 al mese (quando va bene e li prende a distanza di 6 mesi a progetto) con lavori che non hanno nulla a che vedere con la sua laurea, quindi sa che è comunque condannata a spostarsi.

però devo dire che in effetti ci son spunti che non avevo preso in considerazione, in effetti io non ho nessuno da nessuna parte che mi possa fornire un appoggio preliminare, quindi forse dovrei pianificare molto e cercare comunque di garantirmi un cuscinetto, leggerò il tuo articolo a dopo cena :)

ma secondo voi un esperienza di "saggio" per esempio impiegando un mese di ferie estive in un corso o collaborazione a progetto anche non retribuita all'estero, o proponendosi ad aziende .. potrebbe essere una via percorribile? ( anche per farsi conoscere)
ci sono enti che offrono magari in ambito di cooperazione internazionale qualcosa del genere?
son tutti impegni a maggior termine vero?
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[10] Re: Esperienza di lavoro all'estero.. da dove iniziare??

Messaggioda Foto Utentesimo85 » 25 lug 2012, 20:34

demos81 ha scritto:ma secondo voi un esperienza di "saggio" per esempio impiegando un mese di ferie estive in un corso o collaborazione a progetto anche non retribuita all'estero, o proponendosi ad aziende .. potrebbe essere una via percorribile? ( anche per farsi conoscere)
ci sono enti che offrono magari in ambito di cooperazione internazionale qualcosa del genere?
son tutti impegni a maggior termine vero?


Un mese? Direi che è troppo poco. Come minimo 6. Se lo fai affitti un appartamento, e normalmente si affittano per un anno minimo. Diversamente nelle grandi città, Londra, Barcelona etc. si affittano anche stanze, a mesi. Vivi con gente che non conosci, e ti può stare simpatica e la convivenza può diventare piacevole come possono essere persone che prenderesti a calci nel sedere. La convivenza non è facile... Se proprio vuoi che te lo dica, io vivrei da solo..

Per proporti alle aziende come freelancer devi solo saperti vendere. Internet, telefono, contatti.. Tutto quello che puoi lo usi. Sappi che se qualcuno lo fa per te si fa pagare.. Nessuno regala niente, a parte i veri amici.

Chi ti dice di farlo è perché in partenza ti sta già raccontando un sacco di puxxanate.
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