Ciao [user]gohan[/user]!
In questo senso ti do ragione in pieno, quindi tu intendi
l'hardware di Arduino.
Non fa differenza dunque, come dici giustamente anche tu, comperare Arduino, il Pierin, usare l'STK500 e tirare i fili sulla bread board o chissà cos'altro.
Mi sono quindi espresso male: per Arduino io intendo l'hardware e il firmware già fatto. Non lo reputo particolarmente istruttivo per gli stessi motivi che menzioni anche tu: non si impara quasi nulla a fare il collage di cose già fatte da altri che funzionano per mistero della fede.
Ahimè, con i microcontrollori ho cominciato molto dopo aver cominciato a fare qualcosa di elettronica, sia perché quando mi divertivo a fare le cose di digitale (sì, anche io avevo fatto le luci supercar

) non erano ancora così diffusi, sia per il loro costo, sia per la loro reperibilità.
Usavo ancora gli integrati 74LSxxx o i 40xx e vivevo felice. Le FSM le facevo con carta e penna e cercavo di usare i FF di tipo JK per risparmiare porte logiche, che costavano
Giusto ieri o l'altro ieri, leggendo un post, mi ero chiesto se fossi ancora in grado di progettarne una, così mi sono preso, come esempio, un post del forum e mi sono divertito a farne una FSM.
Ci sono riuscito , ma che fatica, dopo tanto tempo!
Già, oggi con le FPGA e con il fitter che fa tutto da solo, a fare quei progetti non ha più senso.
Un secolo fa? ma no, avevo 15-16 anni, e gli integrati si andavano a comperare da un rivenditore facendo 10km in bicicletta per una strada che, all'andata, era in discesa, ma al ritorno era in salita!
A casa non mancavano mai i led, i 7805, e le resistenze da 330Ω e 10kΩ.
Poi c'era l'analogica, dove, sostanzialmente, mi limitavo a gli operazionali e a poco altro.
Poi, dopo il liceo, mi sono iscritto a Fisica in un'altra città e non ho avuto più tempo nemmeno per respirare!
Autobiografia non richiesta a parte

, quando ho cominciato con i microcontrollori, il mio inizio è stato breadboard, tanti fili, programmatore con 2 IC 74LS244 autocostruito su millefori funzionante da porta parallela (con modifica perché veniva alimentato dalla stessa porta parallela e non funzionava)e programmazione in assembler.
La cosa era fenomenale, nuovissima, fortissima. Non dovevi più, come con lo Z80 in kit, passare da mnemonico a esadecimale con le tabelle, faceva tutto il PC !
E' giusto che oggi sia un po' più facile di così, ma non troppo, altrimenti non si impara davvero più nulla.
In definitiva il mio scetticismo su Arduino arriva dal fatto che è bello e comodo farsi sedurre dalle cose già fatte e funzionanti che cadono dall'alto, ma, facendo così, non si impara nulla.
Quasi mi verrebbe da pensare che lo facciano di proposito per vendere, ma forse adesso esagero.
Purtroppo, che io sappia, il sudore e l'impegno sono gli unici ingredienti per cucinare un po' di conoscenza.
Senza contare che oggi è tutto molto più facile: c'è EY, ci sono le Application Notes, ci sono i Tutorial online. Quando avevo 15 anni i consigli me li dava qualche libro di elettronica acquistato sulle bancarelle e tanta sperimentazione fatta di prove e insuccessi.
Non c'è nulla di male a comprare una scheda già fatta: l'importante è che ci siano gli schemi per capirla, così come non c'è nulla di male a scaricarsi una libreria già fatta: l'importante è che ci sia il sorgente.
Su quei libri blu della National Instruments, i data-book (roba da paleolitico, oggi) c'erano sempre tutti gli schemi interni a porte logiche degli integrati e, all'inizio, nella mitica sezione 1, c'erano gli schemi interni delle porte logiche disegnate con i transistori, di solito con gli ingressi che avevano un transistore con due collettori (o erano emettitori? non mi ricordo più tanto bene...

)
Come vedi di elettronica non sono mai stato nessuno, purtroppo!
BTW, in definitiva ho capito che abbiamo la stessa idea su Arduino e company e, a dirla tutta, mi fa piacere sapere che abbiamo le idee chiare.
Piè