Salve a tutti,
dispongo di un generatore collegato in parallelo rete tramite apposito quadro; trifase 400v; potenza massima ammessa dall'Enel 19kwh;
l'alternatore è un 30 kWh ABB AMG 0180DD04 con AVR EA63-5.
Il motore a scoppio è un gruppo alimentato a gas di "gasogeno" a cippato.
alle prime prove di parallelo mi sono accorto di avere il cosfi (misurato da un socomec diris a10) basso, di fare molta potenza reattiva a volte addirittura negativa.
addirittura ho avuto dei distacchi per eccessiva potenza consumata (149% riportati dal contatore, che in acquisto è da 3 kW))
Ho interpretato la causa con il disallineamento che c'è tra la tensione dell'alternatore (costante, regolata a mano tramite potenziometro fisso sull'AVR ad inizio sincronizzazione con la rete) e la tensione di rete che oscilla.
Penso anche che l'AVR intervenga a rovescio, e cioè quando sente la tensione più alta (alzata dalla rete) tenta di ridurre l'eccitazione e viceversa peggiorando il cosfi.
L'oscillazione di rete va da 396 a 403, con 1 volt o due di differenza tra fasi.
effettivamente ho visto che variando la tensione sull'AVR varia anche il cosfi, ma non vorrei essermi sbagliato in quanto prima di essermi chiarito i dubbi non mi sento di fare prove approfondite;
A questo punto penso che dovrei dotarmi di apposito potenziometro motorizzato per regolare l'AVR durante la marcia (visto che non ha altri ingressi di regolazione sull'AVR).
Che ne pensate? ho visto giusto?
sapreste indicarmi una soluzione al problema con apparati già in commercio?
Grazie a tutti
Alberto M.
Alternatore in Parallelo e cosfi
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SandroCalligaro,
mario_maggi,
fpalone
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Domanda interessante, cui non so rispondere, per cui invochiamo qualcuno che sa, tipo
fpalone o altri macchinisti.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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L'AVR ti permette di mantenere costante la tensione in uscita dal tuo generatore,ma devi considerare che il tuo è un'alternatore asincrono e come tale utilizza la potenza reattiva induttiva prelevata dalla rete andando così ad abbassare notevolmente il fatto di potenza, comunque con generatori asincroni è necessario adottare un impianto di rifasamento per porre fine a tale problema.
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Caro Fra84,
Non so se la tua analisi è giusta (riguardo ai condensatori di rifasamento, che si usano sicuramente coi motori).
Sicuramente però il mio alternatore è un "sincrono" e non un asincrono, proprio perché viaggia alla frequenza di rete e ha tramite appunto l'AVR, il prprio sistema di eccitazione (qundi non preleva corrente dalla rete per l'eccitazione) a meno che appunto non sia sottoeccitato dall'AVR, che è proprio il mio caso
A presto
Non so se la tua analisi è giusta (riguardo ai condensatori di rifasamento, che si usano sicuramente coi motori).
Sicuramente però il mio alternatore è un "sincrono" e non un asincrono, proprio perché viaggia alla frequenza di rete e ha tramite appunto l'AVR, il prprio sistema di eccitazione (qundi non preleva corrente dalla rete per l'eccitazione) a meno che appunto non sia sottoeccitato dall'AVR, che è proprio il mio caso
A presto
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Per eseguire il parallelo tra alternatore e rete si opera nel seguente modo: devi portare la macchina pressoché al numero di giri normale, si regolerà l’eccitazione fino a che la f.e.m. ai morsetti abbia un valore efficace uguale a quello della f.e.m. esistente alle sbarre. Si osserverà mediante il sincronoscopio o il voltmetro di fase sia in sincronismo e in tale istante si chiuderà l’interruttore che collega la macchina alle sbarre. Ciò fatto, si aumenterà subito l’ammissione del fluido motore-primo per prendere carico, contemporaneamente devi regolare l'eccitazione.alle prime prove di parallelo mi sono accorto di avere il cosfi (misurato da un socomec diris a10) basso, di fare molta potenza reattiva a volte addirittura negativa.
Da quanto si è scritto, è bene avere sul quadro un amperometro sull’eccitazione, un voltmetro, un wattmetro, e l’apparecchio sincronizzatore. Quando si regola l’ammissione del fluido motore, si deve tener d’occhio il wattmetro, mentre la regolazione dell’eccitazione è fatta per mezzo dell’amperometro o di un indicatore del fattore di potenza.
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StefanoSunda
2.880 3 6 10 - Master

- Messaggi: 1962
- Iscritto il: 16 set 2010, 19:29
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Salve
amenergia,
da come ho capito il problema è che il tuo generatore, o meglio il tuo AVR, cerca (in un certo senso correttamente) di regolare la tensione ai suoi morsetti:
Non ricordo cosa prescriva la CEI 0-21 a proposito dei generatori sincroni, domani controllerò.
Ad ogni buon conto per ridurre l'entità del problema dovrebbe in via teorica essere sufficiente regolare l'AVR in modo da aumentare lo statismo.
da come ho capito il problema è che il tuo generatore, o meglio il tuo AVR, cerca (in un certo senso correttamente) di regolare la tensione ai suoi morsetti:
amenergia ha scritto:Penso anche che l'AVR intervenga a rovescio, e cioè quando sente la tensione più alta (alzata dalla rete) tenta di ridurre l'eccitazione e viceversa peggiorando il cosfi.
Non ricordo cosa prescriva la CEI 0-21 a proposito dei generatori sincroni, domani controllerò.
Ad ogni buon conto per ridurre l'entità del problema dovrebbe in via teorica essere sufficiente regolare l'AVR in modo da aumentare lo statismo.
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Ho controllato, la CEI 0-21 prevede logiche di regolazione di tensione e potenza reattiva solo per impianti di produzione collegati a mezzo inverter: cit § E.1
"Attualmente le logiche descritte ed i valori indicati per la tensione e la potenza reattiva si riferiscono al funzionamento richiesto ai generatori statici indicati nel paragrafo 8.4.4.2 e verificati mediante le prove di cui in B.1.2.1. Per i generatori tradizionali, analoghe prescrizioni sono allo studio. Tali logiche saranno attivate a richiesta del Distributore."
Immagino che il distributore non ti abbia comunicato alcuna richiesta, quindi puoi provvedere a desensibilizzare il tuo AVR agendo sullo statismo o in maniera più fine (non so se il tuo AVR lo preveda, ma se è fatto per lavorare in parallelo probabilmente sarà così) implementando un controllo di tensione tale da imporre un fattore di potenza unitario.
"Attualmente le logiche descritte ed i valori indicati per la tensione e la potenza reattiva si riferiscono al funzionamento richiesto ai generatori statici indicati nel paragrafo 8.4.4.2 e verificati mediante le prove di cui in B.1.2.1. Per i generatori tradizionali, analoghe prescrizioni sono allo studio. Tali logiche saranno attivate a richiesta del Distributore."
Immagino che il distributore non ti abbia comunicato alcuna richiesta, quindi puoi provvedere a desensibilizzare il tuo AVR agendo sullo statismo o in maniera più fine (non so se il tuo AVR lo preveda, ma se è fatto per lavorare in parallelo probabilmente sarà così) implementando un controllo di tensione tale da imporre un fattore di potenza unitario.
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l'AVR ha il controllo "droop" così descritto testualmente dal manuale:
"Droop adjustment. When paralleling, the AVR compensates
the input rating and voltage shifting based on load current. This is based on
AVR’s internal circuit calculation. This way the AVR increases or decreases
the voltage. When phase current lags the voltage, AVR decreases original
voltage setting, and if the phase current leads the voltage it increases the
original voltage setting. The increase and decrease range can be preset by
the DROOP adjustment."
Secondo te è sufficiente questo come controllo del cosfi dell'impianto?
anche perché la norma CEI prevede:
"8.4.4.2 Requisiti dei generatori/impianti: immissione di potenza reattiva(47)
Il funzionamento in parallelo alla rete BT del Distributore è consentito agli impianti di
produzione, trifase e/o monofase, realizzati con una o più delle seguenti tipologie:
......
b) macchina rotante sincrona di potenza superiore a 6 kW, purché in grado di funzionare con
fattore di potenza istantaneo regolabile compreso tra cos = 0,98 in assorbimento di
reattivo e cos = 0,9 in erogazione di reattivo.
(47) I limiti di capability sono riferiti a un generatore operante alla tensione nominale."
Quindi pensavo dopo avere fatto dei test per verificare se l'inseguimento del cosfi è corretto, eventualmente di cercare schede elettroniche di controllo del cosfi
"Droop adjustment. When paralleling, the AVR compensates
the input rating and voltage shifting based on load current. This is based on
AVR’s internal circuit calculation. This way the AVR increases or decreases
the voltage. When phase current lags the voltage, AVR decreases original
voltage setting, and if the phase current leads the voltage it increases the
original voltage setting. The increase and decrease range can be preset by
the DROOP adjustment."
Secondo te è sufficiente questo come controllo del cosfi dell'impianto?
anche perché la norma CEI prevede:
"8.4.4.2 Requisiti dei generatori/impianti: immissione di potenza reattiva(47)
Il funzionamento in parallelo alla rete BT del Distributore è consentito agli impianti di
produzione, trifase e/o monofase, realizzati con una o più delle seguenti tipologie:
......
b) macchina rotante sincrona di potenza superiore a 6 kW, purché in grado di funzionare con
fattore di potenza istantaneo regolabile compreso tra cos = 0,98 in assorbimento di
reattivo e cos = 0,9 in erogazione di reattivo.
(47) I limiti di capability sono riferiti a un generatore operante alla tensione nominale."
Quindi pensavo dopo avere fatto dei test per verificare se l'inseguimento del cosfi è corretto, eventualmente di cercare schede elettroniche di controllo del cosfi
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Forse ho trovato ciò che cercavo in questo documento;
www.aezitaly.com/pdf/UVR_MU.pdf
mi sembra molto ben fatto ed esauriente
Saluti a tutti
www.aezitaly.com/pdf/UVR_MU.pdf
mi sembra molto ben fatto ed esauriente
Saluti a tutti
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Buongiorno a tutti,
mi collego a questo forum per porvi una domanda: nella centrale in cui lavoro una turbina a vapore, muove un alternatore sincrono a poli salienti, dotato di un eccitazione statica che porta la c.c. su una eccitatrice rotante brushless, collegata con il circuito d'eccitazione del rotore.
Durante una fase transitoria del processo, con poco vapore, il carico dell'alternatore è sceso molto, e per evitare un blocco della turbina, ho volontariamente aperto l'interruttore di macchina, in modo da non far scendere a zero giri la turbina. La turbina è rimasta a giri (f=49.7Hz) e dopo il transitorio ho rifatto il parallelo con la rete. La cosa che mi lascia perplesso è l'eccitazione. Al momento dell'apertura dell'interruttore, la macchina è rimasta eccitata, e questo stato è durato per tutto il transitorio (circa 30min). Infatti al momento del nuovo parallelo con la rete, la spia relativa alla macchina eccitata, era ancora accesa. Secondo voi tale manovra è stata pericolosa? cosa potrebbe comportare lasciare la macchina eccitata? Grazie per le vostre risposte
mi collego a questo forum per porvi una domanda: nella centrale in cui lavoro una turbina a vapore, muove un alternatore sincrono a poli salienti, dotato di un eccitazione statica che porta la c.c. su una eccitatrice rotante brushless, collegata con il circuito d'eccitazione del rotore.
Durante una fase transitoria del processo, con poco vapore, il carico dell'alternatore è sceso molto, e per evitare un blocco della turbina, ho volontariamente aperto l'interruttore di macchina, in modo da non far scendere a zero giri la turbina. La turbina è rimasta a giri (f=49.7Hz) e dopo il transitorio ho rifatto il parallelo con la rete. La cosa che mi lascia perplesso è l'eccitazione. Al momento dell'apertura dell'interruttore, la macchina è rimasta eccitata, e questo stato è durato per tutto il transitorio (circa 30min). Infatti al momento del nuovo parallelo con la rete, la spia relativa alla macchina eccitata, era ancora accesa. Secondo voi tale manovra è stata pericolosa? cosa potrebbe comportare lasciare la macchina eccitata? Grazie per le vostre risposte
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