Buongiorno a tutti, sono nuovo del forum, mi occupo di progettazioni elettroniche soprattutto nel settore del lighting, in particolare di prodotti a led.
Ieri ho avuto una discussione non ancora chiusa con un cliente il quale mi ha affidato la progettazione e la fornitura di un prodotto (1 campione per prove di laboratorio) alimentato a 220Vac e che in uscita pilota una serie di led.
Io internamente utilizzo per la conversione da ac a dc (io lavoro a 48Vdc) un alimentatore certificato.
Il cliente mi pagherebbe questo prototipo una parte come costi di produzione una parte come progettazione.
Lui dice che la sua azienda vuole che tutti i prodotti pagati siano marcati CE. Io ritengo che essendo questo un esemplare unico, destinato solo alla validazione del progetto, realizzato con attrezzature non ancora definitive (deve essere provato, non sappiamo nemmeno se poi l'alimentatore interno ac/dc rimarra' di quella potenza), quindi non destinato alla vendita all' utilizzatore ed all' immissione nel mercato finale, non sia necessaria la marcatura CE. Inoltre il laboratorio che lo dovra' testare e' competente e le persone sono tecnici.
Premetto comunque che il prodotto e' costruto in mdo da poi poterla fare, al moemnto e' quindi solo una questione economica.
Ho cercato in internet ma non sono riuscito a chiarire questo mio dubbio.
Qualcuno ha pareri da scambiare sull' argomento?
Grazie
Fabrizio
Marcatura CE anche per prototipi
Moderatore:
Guerra
44 messaggi
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Grazie Candy, pero' chiaramente se e' una questione di accordi tutto puo' essere risolto.
E' chiaro che se lui la paga io gliela posso fare (lui pero' non la vuole pagare) pero' poi sicuramente sara' da rivedere perche' il prodotto non e' in veste definitiva e quindi si spenderanno altri soldi.
Il fatto che la desideri e' lecito, io pero' vorrei sapere se e' obbligatoria (anche io desidero tante cose che poi non posso avere perche' non dovute)
E' chiaro che se lui la paga io gliela posso fare (lui pero' non la vuole pagare) pero' poi sicuramente sara' da rivedere perche' il prodotto non e' in veste definitiva e quindi si spenderanno altri soldi.
Il fatto che la desideri e' lecito, io pero' vorrei sapere se e' obbligatoria (anche io desidero tante cose che poi non posso avere perche' non dovute)
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fabrizio65bs
15 1 - Messaggi: 11
- Iscritto il: 22 mar 2013, 23:34
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Preciso altre informazioni:
Il cliente non e' in possesso di alcun documento produttivo per cui non lo puo' riprodurre e se anche lo facesso copiandolo, non avrebbe gli schemi ecc parte integrante del fascicolo tecnico.
la produzione futura gliela faro' io, e li si allora che fatto il primo campione identico alla serie si fara' la marcatura ce. Cosi' almeno la vedo io. Sarebbe come dire che per tutti i prototipi di auto che fa una casa costruttrice fa anche la relativa marcatura CE prima di provarli....
Il cliente non e' in possesso di alcun documento produttivo per cui non lo puo' riprodurre e se anche lo facesso copiandolo, non avrebbe gli schemi ecc parte integrante del fascicolo tecnico.
la produzione futura gliela faro' io, e li si allora che fatto il primo campione identico alla serie si fara' la marcatura ce. Cosi' almeno la vedo io. Sarebbe come dire che per tutti i prototipi di auto che fa una casa costruttrice fa anche la relativa marcatura CE prima di provarli....
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fabrizio65bs
15 1 - Messaggi: 11
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La direttiva macchine tratta anche l'argomento marcatura CE.
E' necessario capire i termini dell'uso che si intende fare del "prototipo".
Ti consiglio di leggere i paragrafi 39-72-73 della guida alla DM e la lettura della discussione
http://www.electroyou.it/forum/viewtopic.php?f=20&t=36692
che potrebbe esserti utile.
E' necessario capire i termini dell'uso che si intende fare del "prototipo".
Ti consiglio di leggere i paragrafi 39-72-73 della guida alla DM e la lettura della discussione
http://www.electroyou.it/forum/viewtopic.php?f=20&t=36692
che potrebbe esserti utile.
"Le domande non sono mai indiscrete. Le risposte lo sono a volte"
Per qualche dollaro in più
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Molto è appunto legato all'uso che se ne intende fare di questo "prototipo".
Sarà oggetto di studio?
Sarà oggetto di prova per verificarne effettivamente i limiti?
Cosa si intende per:
Sarà oggetto di studio?
Sarà oggetto di prova per verificarne effettivamente i limiti?
Cosa si intende per:
fabrizio65bs ha scritto:destinato solo alla validazione del progetto
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Comunque la marcatura CE può essere un'autocertificazione del produttore. Se ne era parlato qui, e anche in questo articolo.
Io ho parecchi manuali di istruzioni di vari dispositivi elettronici in cui (generalmente nell'ultima pagina) è riportata la "dichiarazione di conformità" della società produttrice, a volte con tanto di firma autografa del "managing director". Sapendo come fare, la fanno "in casa" senza spendere tanti quattrini...
Io ho parecchi manuali di istruzioni di vari dispositivi elettronici in cui (generalmente nell'ultima pagina) è riportata la "dichiarazione di conformità" della società produttrice, a volte con tanto di firma autografa del "managing director". Sapendo come fare, la fanno "in casa" senza spendere tanti quattrini...
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Caratteri utili: À È É Ì Ò Ó Ù α β γ δ ε η θ λ μ π ρ σ τ φ ω Ω º ª ² ³ √ ∛ ∜ ₀ ₁ ₂ ₃ ₄ ₅ ₆ ∃ ∄ ∆ ∈ ∉ ± ∓ ∾ ≃ ≈ ≠ ≤ ≥
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Non dobbiamo confondere le cose:
con la dichiarazione di conformità il produttore dichiara la conformità del suo prodotto ai requisiti minimi di imposti da determinate direttive, che prevedono la marcatura CE.
La DdC non è firmata da un Ente Terzo, è il "fabbricante o suo mandatario" che dichiara e firma (a rigore può indicare chi è la persona incaricata a stilare la dichiarazione CE).
Altro discorso è voler incaricare Organismi Terzi di verificare l'effetiva conformità del prodotto; poi comunque la DdC va firmata dal fabbricante. Nel fascicolo tecnico che costituisce allegherà le prove, verifiche o quant'altro dell'Organismo che effetua le verifiche.
Le norme aiutano in questo senso, fornendo la presunzione di conformità a quella direttiva.
Il fascicolo tecnico documenta quanto fatto (in casa o aiutati da altri).
con la dichiarazione di conformità il produttore dichiara la conformità del suo prodotto ai requisiti minimi di imposti da determinate direttive, che prevedono la marcatura CE.
La DdC non è firmata da un Ente Terzo, è il "fabbricante o suo mandatario" che dichiara e firma (a rigore può indicare chi è la persona incaricata a stilare la dichiarazione CE).
Altro discorso è voler incaricare Organismi Terzi di verificare l'effetiva conformità del prodotto; poi comunque la DdC va firmata dal fabbricante. Nel fascicolo tecnico che costituisce allegherà le prove, verifiche o quant'altro dell'Organismo che effetua le verifiche.
Le norme aiutano in questo senso, fornendo la presunzione di conformità a quella direttiva.
Il fascicolo tecnico documenta quanto fatto (in casa o aiutati da altri).
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Ringrazio tutti per l'approfondimento dell' argomento.
Mi sono letto il precedente post ma anche in quello alcuni dubbi esistevano, ovvero a me rimane poco chiaro il concetto di "immissione sul mercato" o "messa in servizio".
Ipotizziamo che la mia macchina piuttosto che una lampada a led sia un tritacarne elettrico, che ho sviluppato progettando e costruendo una lama rivoluzionarla.
Il cliente, come nel mio caso, e' assolutamente disinteressato, nelle prove di validazione (e qui cito Guerra) alle normative da rispettare, vuole provarla per vedere se effettivamente trita la carne meglio degli oggetti in commercio. Per ora gli aspetti normativi sono ininfluenti sulla validazione del progetto.
Per cui l'oggetto (la mia lampada) non sara' testata per verificarne i limiti richiamati da una norma o per controllare le emissioni irradiate, ma verra' testata solo per vedere che faccia la luce desiderata, quindi per verificare un parametro assolutamente al difuori delle norme di marcatura CE.
E' ovvio che il prodotto deve rispondere, una volta definito, alle norme che lo riguardano che sostanzialmente sono la EN55015, EN61547, EN61000 in vari paragrafi ed io prima di produrre in modo definitivo faro' i test presso un ente accreditato esterno e redigero' un fascicolo tecnico. In questo momento fornisco il prototipo per dimostrare che funziona (vedi quantita' e qualita' della luce), non non posso garantire ora che sia adatto ad essere venduto sul mercato anche perche' le prove sono influenzate da parametri che il cliente dovra' confermarmi dopo le sue prove (esempio, magari la potenza dovra' essere raddoppiata e quindi cosa me ne faccio della marcatura CE fatta adesso?). Ovviamente il prodotto e' realizzato "a regola d'arte", cioe' sono rispettate tutte quelle prescrizioni che lo definiscono "elettricamente sicuro".
Per sicurezza ho chiesto ad un ente certificatore cosa ne pensa dell' argomento e gia' oggi un responsabile mi ha risposto dicendomi:
"E’ responsabile della marcatura CE chi immette il prodotto sul mercato.
Il far verificare il primo prototipo al suo cliente non la considererei un emissione sul mercato.
Considerei più vincolante gli accordi contrattuali tra di voi sulle competenze della verifica del prodotto."
Cerchero' di convincere il cliente che la sua non e' una richiesta per me non vincolante, a meno che le spese delle prove le paghi lui.
Mi sono letto il precedente post ma anche in quello alcuni dubbi esistevano, ovvero a me rimane poco chiaro il concetto di "immissione sul mercato" o "messa in servizio".
Ipotizziamo che la mia macchina piuttosto che una lampada a led sia un tritacarne elettrico, che ho sviluppato progettando e costruendo una lama rivoluzionarla.
Il cliente, come nel mio caso, e' assolutamente disinteressato, nelle prove di validazione (e qui cito Guerra) alle normative da rispettare, vuole provarla per vedere se effettivamente trita la carne meglio degli oggetti in commercio. Per ora gli aspetti normativi sono ininfluenti sulla validazione del progetto.
Per cui l'oggetto (la mia lampada) non sara' testata per verificarne i limiti richiamati da una norma o per controllare le emissioni irradiate, ma verra' testata solo per vedere che faccia la luce desiderata, quindi per verificare un parametro assolutamente al difuori delle norme di marcatura CE.
E' ovvio che il prodotto deve rispondere, una volta definito, alle norme che lo riguardano che sostanzialmente sono la EN55015, EN61547, EN61000 in vari paragrafi ed io prima di produrre in modo definitivo faro' i test presso un ente accreditato esterno e redigero' un fascicolo tecnico. In questo momento fornisco il prototipo per dimostrare che funziona (vedi quantita' e qualita' della luce), non non posso garantire ora che sia adatto ad essere venduto sul mercato anche perche' le prove sono influenzate da parametri che il cliente dovra' confermarmi dopo le sue prove (esempio, magari la potenza dovra' essere raddoppiata e quindi cosa me ne faccio della marcatura CE fatta adesso?). Ovviamente il prodotto e' realizzato "a regola d'arte", cioe' sono rispettate tutte quelle prescrizioni che lo definiscono "elettricamente sicuro".
Per sicurezza ho chiesto ad un ente certificatore cosa ne pensa dell' argomento e gia' oggi un responsabile mi ha risposto dicendomi:
"E’ responsabile della marcatura CE chi immette il prodotto sul mercato.
Il far verificare il primo prototipo al suo cliente non la considererei un emissione sul mercato.
Considerei più vincolante gli accordi contrattuali tra di voi sulle competenze della verifica del prodotto."
Cerchero' di convincere il cliente che la sua non e' una richiesta per me non vincolante, a meno che le spese delle prove le paghi lui.
Ultima modifica di
Guerra il 24 mar 2013, 15:18, modificato 1 volta in totale.
Motivazione: eliminazione citazione
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fabrizio65bs
15 1 - Messaggi: 11
- Iscritto il: 22 mar 2013, 23:34
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La risposta dell' ente è corretta. La marcatura CE la fa chi immette il prodotto sul mercato.
Io fornisco circuiti ad una azienda ed è l' azienda che si è preoccupata di fare la marcatura.
Io fornisco circuiti ad una azienda ed è l' azienda che si è preoccupata di fare la marcatura.
"La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi".
"Parla soltanto quando sei sicuro che quello che dirai è più bello del silenzio".
Rispondere è cortesia, ma lasciare l'ultima parola ai cretini è arte.
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TardoFreak
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