Buongiorno! Stamane mi sono svegliato con un altro dubbio che vorrei estirpare grazie al supporto di qualche vostro suggerimento.
Quando misuro l'ampiezza della funzione di trasferimento ai capi dell'induttore in un circuito RLC serie, mi trovo di fronte al fenomeno dell'extra-tensione in prossimità della frequenza di risonanza.
Ho letto però, che il massimo dell'ampiezza della funzione di trasferimento non coincide proprio con la frequenza di risonanza, ma trasla verso frequenze maggiori man mano che si dimunisce la tensione del generatore. perché? E se volessi misurare la frequenza di risonanza come dovrei procedere?
Cioè, se fossi di fronte a un filtro passa banda, in prossimità del massimo riesco ad individuare la frequenza di risonanza, e dividendo per la radice di 2, trovo le due frequenze che mi permettono di determinare la larghezza di banda.
Però nel caso in cui il segnale di uscita fosse hai capi dell'induttore non saprei come fare.
Suggerimenti?
Freq. di risonanza RLC con segnale di uscita sull'induttore
Moderatori:
g.schgor,
IsidoroKZ
11 messaggi
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Visto che nessuno ti ha risposto, ci provo io.
in effetti l'argomento non è semplice, da spiegare in poche righe
e ti propongo di studiarlo assieme partendo da questo circuito:
ponendo R=1 Ohm, C=1uF, L=1mH
Sai trovare la funzione di trasferimento (Laplace), cioè il rapporto fra Vu e Vi?
in effetti l'argomento non è semplice, da spiegare in poche righe
e ti propongo di studiarlo assieme partendo da questo circuito:
ponendo R=1 Ohm, C=1uF, L=1mH
Sai trovare la funzione di trasferimento (Laplace), cioè il rapporto fra Vu e Vi?
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In questo caso la funzione di trasferimento dovrebbe essere

o sbaglio?
Per vedere cosa accade alla risonanza, dobbiamo porre uguale a zero la suscettanza, esatto?
Però ancora non ho ben chiara la situazione descritta nel primo messaggio

o sbaglio?
Per vedere cosa accade alla risonanza, dobbiamo porre uguale a zero la suscettanza, esatto?
Però ancora non ho ben chiara la situazione descritta nel primo messaggio
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Sì, è giusta, ma per meglio interpretarla con Bode
è opportuno sctiverla così:

Sai ora tracciare i diagrammi di Bode separati
di H1 (numeratore) ed H2 (denominatore ),
approssimandoli a semirette?
Per facilitare questo, è opportuno ricavare
il denominatore come prodotto di 2 costanti di tempo T1 e T2.
è opportuno sctiverla così:

Sai ora tracciare i diagrammi di Bode separati
di H1 (numeratore) ed H2 (denominatore ),
approssimandoli a semirette?
Per facilitare questo, è opportuno ricavare
il denominatore come prodotto di 2 costanti di tempo T1 e T2.
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Sai ora tracciare i diagrammi di Bode separati
di H1 (numeratore) ed H2 (denominatore ),
approssimandoli a semirette?
Non purtroppo durante il corso (corso base di circuiti cdl in fisica ) non sono mai stati accennati i diagrammi di Bode, quindi pensavo si potesse ragionare prendendo in considerazione solo la funzione di trasferimento o seguendo un'altra strada. Se non fosse periodo di esami starei ore a leggere e studiare tanti argomenti che purtroppo vengono facilmente tralasciati, ma ho paura di andare troppo fuori strada e perdere di vista gli obbiettivi degli esami
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I diagrammi di Bode rendono più evidenti i comportamenti dei blocchi,
ma si può ragionare anche senza.
Riesci a scrivere le espressioni di T1 e T2?
ma si può ragionare anche senza.
Riesci a scrivere le espressioni di T1 e T2?
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Perdonami ma non so come scrivere il denominatore come due costanti di tempo
Cioè so che per un RLC la pulsazione di risonanza è
inoltre la costante di smorzamento
Per l'RLC serie risulta

mentre per l'RLC parallelo

Sto consultando il libro "Renzo Perfetti: Circuiti elettrici" ma ancora non sono riuscito a trovare nulla
Cioè so che per un RLC la pulsazione di risonanza è

inoltre la costante di smorzamento
Per l'RLC serie risulta

mentre per l'RLC parallelo

Sto consultando il libro "Renzo Perfetti: Circuiti elettrici" ma ancora non sono riuscito a trovare nulla
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Per farla breve, intendavo trasformare il denominatore
come prodotto di 2 costanti di tempo:

ponendo


In questo modo è facile riconoscere che quando

si hanno soluzioni reali, altrimenti si hanno soluzioni complesse coniugate
(cioè il fenomeno della risonanza)
Nell'espressione al numeratore possiamo infine ricavare
e 
Rispettivamente pulsazione e frequenza "naturali",
che corrispondono all'oscillazione permanente del circuito,
una volta eccitato ed in assenza di dissipazione (cioè nel caso R=0)
come prodotto di 2 costanti di tempo:

ponendo


In questo modo è facile riconoscere che quando

si hanno soluzioni reali, altrimenti si hanno soluzioni complesse coniugate
(cioè il fenomeno della risonanza)
Nell'espressione al numeratore possiamo infine ricavare
e 
Rispettivamente pulsazione e frequenza "naturali",
che corrispondono all'oscillazione permanente del circuito,
una volta eccitato ed in assenza di dissipazione (cioè nel caso R=0)
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Ok più o meno ci sono. Però ancora non mi è ben chiaro perché nel circuito RLC il massimo è spostato un po più a destra rispetto alla frequenza di risonanza se considero la funzione di trasferimento ai capi dell'induttore , mentre è spostato un po più a sinistra se considero l'uscita ai capi del condensatore
Grazie mille della pazienza
Grazie mille della pazienza
11 messaggi
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