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Requisiti per la progettazione elettrica

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[1] Requisiti per la progettazione elettrica

Messaggioda Foto Utentesoltec » 25 ago 2013, 11:03

Mi sapete dire se chi frequenta il corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Edile Architettura potrà un domani progettare impianti elettrici?
Grazie
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[2] Re: Requisiti per la progettazione elettrica

Messaggioda Foto UtenteGiovepluvio » 25 ago 2013, 11:17

C'è parecchia confusione a riguardo.
Probabilmente con quel titolo di studio si avrà accesso al settore "civile" dell'ordine cosa che dovrebbe precludere la possibilità di progettazione di impianti industriali ma non di quelli a servizio degli edifici.

Alla fine però in questo Paese ciascuno fa quel che vuole perché non c'è nessuno con la volontà e le competenze per controllare...
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[3] Re: Requisiti per la progettazione elettrica

Messaggioda Foto UtenteMike » 25 ago 2013, 14:27

Certo che si.
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[4] Re: Requisiti per la progettazione elettrica

Messaggioda Foto Utentesoltec » 25 ago 2013, 21:30

ok grazie per le risposte.
invece ai fini dei requisiti per responsabile tecnico va bene per tutte le lettere?
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[5] Re: Requisiti per la progettazione elettrica

Messaggioda Foto UtenteMike » 25 ago 2013, 22:11

Laurea magistrale in materie tecniche = tutte lettere
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[6] Re: Requisiti per la progettazione elettrica

Messaggioda Foto UtenteSerafino » 26 ago 2013, 9:55

Mike permettimi di dissentire sulla progettazione in questi termini:

FORSE LEGALMENTE con il titolo che possiedi potrai progettare impianti MA, in scienza e coscienza, devi essere certo di possedere le capacità e le competenze per farlo (a morte i timbrifici!).

Se davvero volevi occuparti di impiantistica elettrica, forse una laurea in ingegneria elettrica è più indicata (ma anche in ingegneria elettrotecnica ed anche, lo affermo, in ingegneria elettronica ad indirizzo industriale).

Ovvio che puoi imparare post laurea (e tutti hanno imparato dopo...) ma avresti basi meno solide dei tuoi colleghi laureati nei settori che ho menzionato.
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[7] Re: Requisiti per la progettazione elettrica

Messaggioda Foto UtenteMike » 26 ago 2013, 10:03

Io mi riferisco alla facoltà di ingegneria edile, l'ingegnere edile sarebbe quella figura che unirebbe l'architetto e l'ingegnere, cosa del tutto normale negli altri paese occidentali anche se viene chiamato solo architetto. L'Architetto (con la A maiuscola per distinguerlo da quello di base italiano), colui che sovraintende tutta l'opera edilizia, NON può non conoscere gli impianti tecnologici, NON può non avere le competenze per entrare nel merito della progettazione elettrica, termoirdaulica, ecc., sia che avvenga fuori o dentro la sua organizzazione.
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[8] Re: Requisiti per la progettazione elettrica

Messaggioda Foto Utentegiuliomega » 27 ago 2013, 10:46

Ho due risposte non convergenti.
La prima è che in Italia tutti firmano di tutto. Non lo dico con sarcasmo o timore per la mia professione e la concorrenza, lo dico proprio come dato di fatto che non si può ignorare, questo lo dico dopo 6 anni di libera professione e sgomitamento nel libero mercato, in piena crisi economica. La crisi rende le persone mediamente più aggressive e violente, anche in termini di libera professione.
Ho ricevuto diverse volte i planimetrici da geometri ed architetti che mi consegnavano già disegnate in pianta delle oscenità di schemi elettrici (prese ubicate senza aver ovviamente valutato dove mettere le scatole di derivazione, tracce a soffitto oblique, mancanza di indicazione di IP e di PE, etc.). Questi soggetti li ho smontati subito e da essi sono nate due categorie: quelli che si rivolgono a me senza disegnarmi oscenità e lasciando a me il mio lavoro, e quelli che vanno da altri macellai di turno. A me questo va bene.
La considerazione invece legale e legislativa è differente. Nella legge di riferimento del 3+2 del 2001 , se non erro dovrebbe essere scritto cosa può fare la singola categoria di Ing. Ora, io lo confesso, non sono elettrico, ma Ambiente e Territorio, al che mi si potrebbe chiedere perché progetto impianti elettrici ed antincendio. Al che io solitamente rispondo così: nella mia categoria di laurea si parla di progettazione di impianti annessi alle costruzione e non si parla di impianti industriali, per cui di fatto mi limito alla Bassa Tensione. Secondo aspetto: ho sostenuto esami di elettrotecnica 1 e 2, macchine 1 e 2, impianti tecnici, strumenti di misura, telerilevamento e diagnostica e.m., centrali termoelettriche, Impiego razionale dell'energia, Energetica ambientale, e via discorrendo. Terzo aspetto: esame di stato , prova scritta di progettazione, progetto di impianto trattamento acque reflue. Tra le varie cose ci venne richiesto: dimensionamento strutturale delle vasche in c.a. e dimensionamento impianto di sollevamento delle acque (in soldoni, non progettai il quadro elettrico ad arte, ma le pompe elettriche a 380 V scegliendole da un catalogo che ci fu consegnato all'esame; dimensionamento cavi, nota la lunghezza; contemporaneità di funzionamento; calcolo di valori elettrici in punti chiave). chi era in grado di affrontare questa seconda parte, prendeva più punti. Al che la domanda: ma se l'ambientale non deve in assoluto progettare roba elettrica, perché me la sono ritrovata all'esame di Stato? Vuoi facoltativa, ma fino a un certo punto.
Concludo con una nota sempre di carattere legislativo e legale; il vero ostacolo secondo me è rappresentato dai concorsi pubblici o dai bandi di gara per appalto pubblico. Ma in quei casi di solito si chiede il tipo specifico di laurea. Potrei però dire che ho letto di molti ricorsi al TAR con esiti discordanti nelle dispute tra Geometri e d Architetti per gare dove era previsto il calcolo del cemento armato. Un soluzione univoca ad oggi non esiste.
Un saluto.
Giulio Passarini.
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[9] Re: Requisiti per la progettazione elettrica

Messaggioda Foto UtenteSerafino » 28 ago 2013, 9:05

@giuliomega:
hai fatto un esame di trasmissioni elettriche? dall'elenco mi pare di no quindi, secondo il tuo ragionamento, non potresti "firmare" che mezzo impianto domotico, mai l'impianto TV, men che meno quelli W-Less per non parlare delle connessioni ottiche!
Quindi non credo che il solo aspetto "esami" sia da considerare come indice di competenza in materia di impiantistica.
Dopo di che un conto è quello di cimentarsi, nel corso della propria carriera professionale, ad affrontare problemi affini ed attinenti al proprio settore (che ne so, dimensionarsi i sostegni di un cavidotto aereo BT od i sostegni di una canala a passerella non è roba da chiamare l'esperto di turno ma è roba da calcolatrice ed abaco) o fare dei progetti preliminari - sommari (pre-dimensionare a circa meno quasi una trave semplicemente appoggiata non è una scienza occulta...), ben diverso è l'atteggiamento di colui che studia IDRAULICA e poi vuole fare il responsabile di una azienda che installa CENTRALI ELETTRONICHE di TLC (fatto salvo che non sia cresciuto in azienda ed abbia maturato esperienza "pratica").
Conoscere un argomento ed essere in grado di fare un progetto di massima od anche uno definitivo e coordinarli in fase esecutiva è il mestiere del tecnico professionista mentre rendere esecutivo un progetto è il mestiere del professionista competente.
D'altro canto è perfetto l'esempio degli schemi elettrici: ci sono e magari sono pure sufficienti per una DIA/SCIA ma dal punto di vista pratico sono oscenamente contrari all'aspetto pratico, economico, funzionale e spesso (ma non sempre) sono decisamente "spannometrici" nei dimensionamenti.
Pensate al medico: si va dal medico di base (o di famiglia) il quale, se ha dei dubbi o per farti fare l'esame specialistico ti manda dal collega che per mestiere fa quello ed ha le competenze, l'espereinza e l'attrezzatura per farlo: è cosi difficile pensarlo anche fra i tecnici? Autorisposta: ovviamente si!
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[10] Re: Requisiti per la progettazione elettrica

Messaggioda Foto Utentegiuliomega » 28 ago 2013, 10:04

Concordo, ed infatti non mi occupo di centrali elettroniche, di TLC, non progetto PLC se non i basilari schemi AUX da manuale, quelli che si trovano spesso su qualsiasi catalogo componenti.
Non mi sognerei mai di andare a progettare un interruttore o un sezionatore o un altro componente.
Non mi interessa minimamente il W-Less e nemmeno le connessioni ottiche, se così fosse mi sarei iscritto ad elettronica o TLC, indirizzi che non mi hanno mai appassionato, differente è il calcolo degli spillamenti in turbina o di un trasformatore. Con tutto che in fase di tesi purtroppo o per fortuna ho dovuto realizzare una cella di misura in alluminio, programmare rampe di temperatura in umidità controllata, per testare dei materiali tirando fuori spettroscopie di impedenza e armennicoli vari.
Esistono come in tutti i settori possibilità di affrontare una disciplina su differenti livelli di approfondimento e di calcolo o progettazione. In Italia viene oggi richiesto un grado si specializzazione molto elevato ed in continuo aggiornamento, su di un singolo spicchio di sapere.
Vi cito un esempio che ritengo la chiave di volta mettere le carte in tavola su come vanno le cose, nel mondo del lavoro come negli atenei. Sono stato RSPP di una azienda che si occupa di trasformatori e apparati per ferrovie dello stato, marina militare, etc. Dai collaudi a 5000 V dietro un po' di gabbie, fino alle MIL. Da un anno circa collaboro con due ingegneri, un elettrico ed un elettronico che lavorano dentro questa azienda, chi nei collaudi e chi in progettazione: due persone a mio avviso in gamba che dalla mattina alla sera si occupano di quanto sopra indicato. Persone forti nel proprio lavoro. Sapete quale è la collaborazione? Mi portano clienti per la progettazione di impianti elettrici BT, ma non perché io metta la firma in quanto libero professionista e loro dipendenti, no proprio perché il progetto lo faccio io e gli riconosco una percentuale. Si va dalla macelleria, all'impianto di lavaggio auto, e così via. Sapete dove sta il trucco? Non c'è, è solo che siccome i due Colleghi sono alle prese con la progettazione e il collaudo di componenti di potenza e complessi nei loro settori, dove io non saprei mettere le mani, loro non hanno la minima idea di come si faccia a progettare e verificare quadri o linee in BT rispettando le norme e le leggi vigenti. Mi dicono "si so verificare la caduta di tensione, calcolare la sezione del cavo, ma il quadro elettrico che IP deve avere? Ma va bene l'FG o la cordicella? Ma il lavaggio auto quali leggi deve rispettare? Ma i luoghi MARCI cosa sono?" potrei scrivere per ore delle varie discussioni.
Questa è l'Italia oggi.
Un saluto.

Giulio Passarini
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