Salve,vorrei se possibile qualche libro,pagina web o documento pdf in cui si spiega in maniera chiara il funzionamento degli amplificatori in classe D e classe T (Tripath). A quanto ho capito la classe T è una versione modificata della classe D in cui però si fa uso anche di un DSP quindi un misto tra tecnica analogica e "digitale".Nella classe T non ho capito quale è la funzione del DSP cioè in che modo realizza un amplificatore migliore della la claase D?
Grazie a tutti quanti mi daranno una mano.
Ciao
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elettronepazzo ha scritto:(...)vorrei se possibile qualche libro,pagina web o documento pdf in cui si spiega in maniera chiara il funzionamento degli amplificatori in classe D e classe T (Tripath)(...)
Classe D
http://www.analog.com/library/analogdia ... lass_d.pdf
http://www.irf.com/technical-info/appnotes/an-1071.pdf
http://pdfserv.maximintegrated.com/en/an/AN3977.pdf
http://www.ece.ucsb.edu/rad/pubs/master/along_2003.pdf
Classe T
La pagina di Wikipedia riporta:
"A Class T amplifier is a switching (class D) audio amplifier (...)"
Chissà nei PDF linkati ci sono informazioni utili a riguardo..
Ciao!
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Aggiungo i miei soliti due cents: il grande spartiacque fra la classe D e la classe T sta nel fatto che mentre, tipicamente, nei finali in classe D si preleva il segnale di retroazione dopo il filtro LC, nei classe T lo si preleva direttamente all'uscita del ponte, non filtrato. Il resto è matematica da cefalea a grappolo.
Buona lettura!

Alberto.
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Grazie per le risposte,quello che non capisco è che essendo la classe D uno stadio di potenza non è reazionato,nel senso che in uscita il segnale di ingresso amplificato viene ricostruito dalla modulazione PWM tramite il filtro LC,nella classe T a quanto pare vi è una reazione oppure ho capito male?Il DSP interno che funzioni ha?distorce il segnale di ingresso in modo da prevedere la distorsione di uscita e quindi compensarla successivamente?
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elettronepazzo
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lo stadio finale è in digitale, quindi il pilotaggio che fornisce è un'onda quadra sull'induttore, il risultato è sicuramente una distorsione,
senonchè lavorando a frequenze molto alte, il controllo della tensione in uscita è estremamente veloce, e permette di ottenere un valore in uscita bf, con buona approssimazione simile all'ingresso, (quindi ottenere una bassa distorsione), mi pare che alcuni classe D li diano a THD<0.02%,
guarda questo classe T http://pdf.datasheetcatalog.com/datasheets2/32/320673_1.pdf
per funzionare hanno bisogno sicuramente di una retroazione, altrimenti il circuito di controllo in ingresso non saprebbe dove si trova l'uscita.
scusa se la spiegazione è un po contorta.
saluti.
senonchè lavorando a frequenze molto alte, il controllo della tensione in uscita è estremamente veloce, e permette di ottenere un valore in uscita bf, con buona approssimazione simile all'ingresso, (quindi ottenere una bassa distorsione), mi pare che alcuni classe D li diano a THD<0.02%,
guarda questo classe T http://pdf.datasheetcatalog.com/datasheets2/32/320673_1.pdf
per funzionare hanno bisogno sicuramente di una retroazione, altrimenti il circuito di controllo in ingresso non saprebbe dove si trova l'uscita.
scusa se la spiegazione è un po contorta.
saluti.
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lelerelele
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Ok grazie per i commenti,ma non c'è qualche articolo che spiega in maniera piu semplice e dettagliato il funzionamento dell'amplificatore di potenza in classe T?Grazie ciao
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elettronepazzo
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lelerelele
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Grazie li avevo già visti..ma nessuno dei due parla degli ampli classe T,inoltre il secondo link è relatio agli amplifi di potenza orientati all rf
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elettronepazzo
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http://www.google.com/patents/US6970123
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Lelettrico
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Interessante il tuo link.
te ne invio un altro che mi sembra interessante: http://www.microst.it/tutorial/classed_2.htm
cercherò di interpretarlo......ovvio che le mie sono solo congetture.
allora la cosa che mi salta all'occhio, è data dal fatto che il classe D ha una configurazione del tutto simile al convertitore Buck, quindi in uscita si avrà un PWM, il duty-cicle applicato al filtro passabasso LC determina la ricostruzione del segnale analogico.
il classe T invece presenta un pilotaggio con due poli caldi, cioè pilota entrambi i fili dell'altoparlante, quindi non solo l'ampiezza degli impulsi determina l'ampiezza di uscita, ma anche la relativa fase tra il polo positivo e quello negativo. Non capisco se questa strategia possa portare un vantaggio, in termini di costi direi di no, però potrebbe esserlo in termini di distorsione di crossover, essendo possibile ottenere un'impulso piccolissimo pur avendo un impulso più grande sulle due uscite, solamente sfasandoli tra loro.
comunque interessante vedrò di approfondire.
saluti.
te ne invio un altro che mi sembra interessante: http://www.microst.it/tutorial/classed_2.htm
cercherò di interpretarlo......ovvio che le mie sono solo congetture.
allora la cosa che mi salta all'occhio, è data dal fatto che il classe D ha una configurazione del tutto simile al convertitore Buck, quindi in uscita si avrà un PWM, il duty-cicle applicato al filtro passabasso LC determina la ricostruzione del segnale analogico.
il classe T invece presenta un pilotaggio con due poli caldi, cioè pilota entrambi i fili dell'altoparlante, quindi non solo l'ampiezza degli impulsi determina l'ampiezza di uscita, ma anche la relativa fase tra il polo positivo e quello negativo. Non capisco se questa strategia possa portare un vantaggio, in termini di costi direi di no, però potrebbe esserlo in termini di distorsione di crossover, essendo possibile ottenere un'impulso piccolissimo pur avendo un impulso più grande sulle due uscite, solamente sfasandoli tra loro.
comunque interessante vedrò di approfondire.
saluti.
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lelerelele
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