Buon giorno,
Ho intenzione di realizzare una scheda elettronica che poi vorrei rivendere. Non voglio vendere il progetto ma proprio fornire la quantità di pezzi che mi vengono richiesti.
Il mio problema è che, una volta realizzata la scheda, non so se vi sono requisiti particolari per la commercializzazione. Non intendo l'apertura di partita iva per la fatturazione, ma se vi sono certificazioni di cui è necessario dotare la scheda e come ottenerle. Il mio timore è che per vendere una scheda di 40 euro, debba spenderne 1000 in documenti.
Oppure dopo aver faticato per realizzare il prototipo, perdermi in milioni di pratiche rendendomi impossibile la vendita. A me serve proprio lo stretto necessario per la vendita.
Grazie mille in anticipo.
Emanuele
Requisiti vendita scheda elettronica
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emacar ha scritto:Il mio timore è che per vendere una scheda di 40 euro, debba spenderne 1000 in documenti.
Più che timore direi è quasi una certezza. Se la scheda lavora a meno di 50 volt te la potresti cavare con i test sull' emissioni irradiate e anche se ti fai tutta la "carta" possibile in proprio devi comunque fare i test in un laboratorio certificato. Comunque per i test da fare ti consiglio di chiedere a qualche esperto. la spesa per la certificazione è una tantum, quindi dipende da quante schede pensi di vendere.
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Utdis1
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Io sono un ingegnere elettronico, iscrivendomi all'albo potrei autocertificarmi? Potresti indicarmi quali certificazioni servono e a chi chiedere i costi con precisione? La scheda lavora a meno di 50 V, il problema è che essendo la mia prima esperienza non so quante ne riuscirò a vendere. Avevo intenzione intanto di vendere ad una decina di contatti che ho e nel contempo creare un sito dove pubblicizzare questa ed eventuali altre schede, ma senza le certificazioni non posso neanche fare pubblicità...
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emacar ha scritto:Io sono un ingegnere elettronico, iscrivendomi all'albo potrei autocertificarmi?
Autocertificarti per cosa? I test in un laboratorio certificato sono il documento che certifica la rispondenza della tua scheda alle normative e ovviamente devi metterci la firma nel certificato di conformità, che firmerai in assunzione di responsabilità e garanzia che la produzione sia conforme a quanto dichiarato.
Il certificato di conformità riporterà l'elenco delle norme che tu certifichi siano rispettate in base ai report di laboratorio certificato.
Ti parlo per quella che è la mia esperienza, ma sicuramente in questo forum ci sarà qualcuno che ne sà di più in merito.
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Utdis1
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Per vendere nella comunità EU dei prodotti occorre fare un'analisi preliminare sulle direttive CEE applicabili.
Probabilmente al tuo caso si applica la direttiva Compatibilità Elettromagnetica e non la Bassa Tensione per la tensione di alimentazione che non pone problemi di sicurezza elettrica.
Fatto questo si individuano le norme armonizzate (EN) che soddisfano i requisiti generali indicati nelle direttive applicabili.
La tua costruzione se soddisfa le norme armonizzate la puoi certificare CE citando nella certificazione le norme pertinenti.
La certificazione CE è sempre e comunque una "autocertificazione" non serve nessuna iscrizione in alcun albo ed i test fatti presso laboratori esterni sono necessari solo per avere un giusto riferimento (o pezza d'appoggio)a quanto dichiarato nella certificazione CE. Se sei capace ed hai i mezzi idonei le prove puoi benissimo farle da te.
Se la tua costruzione ponesse invece particolari problemi (vedere le direttive per i casi particolari!!!!) allora non è più ammessa l'autocertificazione, ma occorre sottoporre ad approvazione il fascicolo tecnico della costruzione da parte di un Organismo Competente Notificato a livello CEE (Competent Body) prima dell'immissione sul mercato del prodotto.
Tutte queste procedure qui molto sommariamente indicate sono esplicate nelle direttive CEE di riferimento.
Probabilmente al tuo caso si applica la direttiva Compatibilità Elettromagnetica e non la Bassa Tensione per la tensione di alimentazione che non pone problemi di sicurezza elettrica.
Fatto questo si individuano le norme armonizzate (EN) che soddisfano i requisiti generali indicati nelle direttive applicabili.
La tua costruzione se soddisfa le norme armonizzate la puoi certificare CE citando nella certificazione le norme pertinenti.
La certificazione CE è sempre e comunque una "autocertificazione" non serve nessuna iscrizione in alcun albo ed i test fatti presso laboratori esterni sono necessari solo per avere un giusto riferimento (o pezza d'appoggio)a quanto dichiarato nella certificazione CE. Se sei capace ed hai i mezzi idonei le prove puoi benissimo farle da te.
Se la tua costruzione ponesse invece particolari problemi (vedere le direttive per i casi particolari!!!!) allora non è più ammessa l'autocertificazione, ma occorre sottoporre ad approvazione il fascicolo tecnico della costruzione da parte di un Organismo Competente Notificato a livello CEE (Competent Body) prima dell'immissione sul mercato del prodotto.
Tutte queste procedure qui molto sommariamente indicate sono esplicate nelle direttive CEE di riferimento.
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Grazie mille, gli articoli erano molto interessanti, in particolare il primo!
esisnc ha scritto:Per vendere nella comunità EU dei prodotti occorre fare un'analisi preliminare sulle direttive CEE applicabili.
Probabilmente al tuo caso si applica la direttiva Compatibilità Elettromagnetica e non la Bassa Tensione per la tensione di alimentazione che non pone problemi di sicurezza elettrica.
Fatto questo si individuano le norme armonizzate (EN) che soddisfano i requisiti generali indicati nelle direttive applicabili.
La tua costruzione se soddisfa le norme armonizzate la puoi certificare CE citando nella certificazione le norme pertinenti.
La certificazione CE è sempre e comunque una "autocertificazione" non serve nessuna iscrizione in alcun albo ed i test fatti presso laboratori esterni sono necessari solo per avere un giusto riferimento (o pezza d'appoggio)a quanto dichiarato nella certificazione CE. Se sei capace ed hai i mezzi idonei le prove puoi benissimo farle da te.
Se la tua costruzione ponesse invece particolari problemi (vedere le direttive per i casi particolari!!!!) allora non è più ammessa l'autocertificazione, ma occorre sottoporre ad approvazione il fascicolo tecnico della costruzione da parte di un Organismo Competente Notificato a livello CEE (Competent Body) prima dell'immissione sul mercato del prodotto.
Tutte queste procedure qui molto sommariamente indicate sono esplicate nelle direttive CEE di riferimento.
Grazie mille, era proprio ciò che mi serviva sapere. Quindi una volta effettuato il progetto e realizzato il prototipo devo capire quale direttiva applicare nel mio caso, leggere tutte le norme e vedere se riesco ad effettuare tutte le misure necessarie alla certificazione (altrimenti devo rivolgermi ad un ente esterno). Una volta superati tutti i test richiesti, posso apporre il marchio CE, allegare tutta la documentazione necessaria alla scheda e procedere con pubblicità e vendita.
La veridicità della mia certificazione verrebbe intaccata solo nel caso in cui il mio dispositivo provochi incidenti di qualche sorta?
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esisnc ha scritto:La veridicità della mia certificazione verrebbe intaccata solo nel caso in cui il mio dispositivo provochi incidenti di qualche sorta?
Nel momento in cui firmi il certificato di conformità ti assumi tutte le responsabilità del caso.
Questo vale in assoluto per ogni volta che firmi qualcosa, ma non dovrebbe essere necessario spiegarlo.
Da quello che so solo il ministero delle telecomunicazioni "o del lavoro" sono autorizzati a richiedere il fascicolo tecnico della produzione del "dispositivo" elettronico, in fase di ispezione, una volta dovesse verificarsi qualche "non conformità" .
Se dovesse essere confermato che la certificazione prodotta non corrisponde ai risultati dell'ispezione , beh, allora credo proprio siano problemi. Ma vediamo gli esperti cosa dicono.
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Utdis1
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emacar ha scritto:Quindi una volta effettuato il progetto e realizzato il prototipo devo capire quale direttiva applicare nel mio caso, leggere tutte le norme e vedere se riesco ad effettuare tutte le misure necessarie alla certificazione (altrimenti devo rivolgermi ad un ente esterno). Una volta superati tutti i test richiesti, posso apporre il marchio CE, allegare tutta la documentazione necessaria alla scheda e procedere con pubblicità e vendita.
La veridicità della mia certificazione verrebbe intaccata solo nel caso in cui il mio dispositivo provochi incidenti di qualche sorta?
Prima ci si rende conto quali normative seguire e dopo si progetta..........di solito.
In casa si può fare solo alcuni test e già per quelli occorre una ragguardevole attrezzatura, per fare tutti i test (full compliance) è pressochè obbligatorio rivolgersi a laboratori esterni.
Esempio : le prove di emissione e suscettibilità radiata le devi fare obbligatoriamente in una camera anecoica "a 3 m" che costicchia qualcosa come 500 Keuri.
La tua dichiarazione è intaccata solo se quello che dichiari non è vero o non è supportato da una documentazione adeguata (fascicolo tecnico di costruzione e test report delle prove di tipo).
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Le mie speranze allora di realizzare e vendere una scheda per conto mio stanno diminuendo...però vorrei fare un'ulteriore domanda per capire meglio. Supponiamo che la scheda che voglio vendere sia il classico e semplicissimo microcontrontrollore che accende un led. Credo che se attestassi che questo circuito sia conforme a normativa CE, anche senza effettuare tutte le misure del caso, sia difficile che un'eventuale verifica possa dimostrare il contrario. Con un circuito così semplice non ci dovrebbe essere il rischio di non rispettare la normativa, quindi sarei sicuro di superare degli eventuali test di verifica. Se fossi pienamente sicuro del mio progetto potrei comunque attestarne la conformità o nei documenti bisogna riportare gli esatti valori di misura che io non avrei?
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