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elettro » 24 dic 2013, 11:06
>>> Guarda ...questo è un caso classico...molto...gradirei un intervento di Mike in merito, ma esprimo communque la mia opinione in merito:--
Eseguire i lavori secondo le direttive del committente - rifacimento integrale ed aggiornamento dell'iimpianto dell'unità abitativa o manutenzione straordinaria - e trattare il problema della "terra" a parte.
Premeso quanto sopra, alla conclusione di lavori, in DICO bisongna ascrivere che l'impianto di terra condominiale non è certificato e tantomento è prova che è installato. Probabilmente, l'amministratore di condominio non lo dichiarerà mai in una atto notorio, e nmmeno si prodigherà per farlo approvare in assemblea.
Ricordiamo che l'impianto di terra condominiale è parte comune degli impianti e non delle unità abitative singole.
Dato che non si tratta di una nuova abitazione, ma bensì di un rifacimento di unità esistente gia con abitabilità - mi pare che non è più obbligatorio depositarlo allo sportello unico del Comune di residenza - grazie ad un Decreto per la semplificazione , ma lo si può sempre fare.
A dire il vero, con un altro Decreto impone algi amministratori di formalizzare un censimento sullo stato dei complessi residenziali condominiali, come le certificazioni delgi impianti ed altro...
Deto questo, per un professionista, redigere una DICO cove relazionato che è mancante o non certificato l'impianto non è certo deontologico tantomeno razionale sotto il punto di vista della regola dell'arte, ma credo si possa fare...molti installatori, nel tuo caso sono condizionati in tal senso.
Semmai, è bene informare il committente per iscritto e non solo verbalmente, lo stato dei fatti, ed anche l'amministratore del condominio, d'altornde l'impianto di terra è parte comune...potresti essere chiamato ad intervenire in un altro caso simile ove l'impianto di terra non è presente, e ti devi limitare a redigere DICO per la sola parte dell'intervento in essere....credo sia questo il succo...