Argomento molto spinoso è quello della protezione dalle scariche atmosferiche, cioè la verifica se serva o non serva una determinata protezione... credo che questo argomento, quando possibile si cerca di evitare e di nascondere nei progetti... lo faccio anch'io!
Ma quando è necessario oppure obbligatorio effettuare questa verifica, che ricordiamo essere statistica? Per esempio, in un progetto di un autorimessa possibile che si debba fare questo tipo di verifica? In prima approssimazione mi sembra inutile... voglio dire, compendo per un edificio che, avendo un suo colmo potrebbe essere soggetto a fulminazione, ma un'autorimessa proprio non mi pare soggetta.
Che ne pensate?
Protezione dalle scariche atmosferiche ed autorimessa
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giorgiodavid
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Con il tuo ragionamento dimentichi che le sorgenti di danno non sono solo le fulminazioni dirette (S1) fulmine sulla struttura, ma anche quelle (S2) fulmine in prossimità della struttura, (S3) fulmine su una linea, (S4) fulmine in prossimità di una linea.
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Tutta statistica... ecco perché lo ritengo inutile... ritengo che il rischio di fulminazione sia raro e circoscritto a casi particolari, inoltre non è ne semplice ne intuitivo inserire i giusti parametri nel software di calcolo, tipo quello di TNE. Spesso alcuni parametri non si conoscono, diventa quindi d'obbligo taroccare i dati, da qui l'inutilità di questa verifica, ripeto statistica.
Infatti nelle relazioni scrivo sempre che il progettista non può essere ritenuto responsabile di eventuali fulminazioni in quanto si tratta di una valutazione statistica.
In ogni caso, in sintesi, mi dici che me tocca fa pure sto calcolo inutile!
Infatti nelle relazioni scrivo sempre che il progettista non può essere ritenuto responsabile di eventuali fulminazioni in quanto si tratta di una valutazione statistica.
In ogni caso, in sintesi, mi dici che me tocca fa pure sto calcolo inutile!
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giorgiodavid
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Statistica o no, è un obbligo di legge nei luoghi di lavoro.
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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Allora taroccare taroccare sicuramente i dati incerti... in ogni caso, l'autorimessa in questione non è un luogo di lavoro, almeno all'apparenza, in quanto non c'è personale addetto fisso... al massimo, quelli della pulizia e/o manutenzione all'occorrenza.
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giorgiodavid
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Se non è un luogo di lavoro, per es. un'autorimessa condominiale, la responsabilità è dell'amministratore di condominio. Se l'attività è soggetta a prevenzione incendi la responsabilità è di chi ha firmato/firmerà la SCIA. In ogni caso non capisco a quali "dati taroccati" ti riferisci.
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In materia di sicurezza, e più in generale per molti versi in materia di progettazione, la valutazione del rischio è basata su elementi di tipo probabilistico. Quello che tu banalizzando chiami statistica. Se fai a meno di questi strumenti che fai? Fino a quando pensi di, ad esempio nel caso specifico delle fulminazioni, non dover prevedere alcuna protezione? Vai a sentimento?
Paradossalmente, se decidi di non fare alcun calcolo, implicitamente stai affermando che la tua valutazione (fatta a sentimento o in altro modo) ti ha condotto a ritenere inutile ogni protezione.
Sulla disponibilità dei dati. Io credo che, come in molti altri casi, sia ragionevole procedere, dovendo valutare una struttura, in modo graduale e per passi successivi. Nel senso che con una prima valutazione, con i dati, magari non del tutto completi ma assunti in modo cautelativo, di cui dispongo, posso stabilire che la struttura è certamente auto protetta allora mi posso fermare. Se invece non è così, cercherò di approfondire, acquisendo dati più puntuali, affinando, in funzione della complessità dell’incarico, la valutazione.
Paradossalmente, se decidi di non fare alcun calcolo, implicitamente stai affermando che la tua valutazione (fatta a sentimento o in altro modo) ti ha condotto a ritenere inutile ogni protezione.
Sulla disponibilità dei dati. Io credo che, come in molti altri casi, sia ragionevole procedere, dovendo valutare una struttura, in modo graduale e per passi successivi. Nel senso che con una prima valutazione, con i dati, magari non del tutto completi ma assunti in modo cautelativo, di cui dispongo, posso stabilire che la struttura è certamente auto protetta allora mi posso fermare. Se invece non è così, cercherò di approfondire, acquisendo dati più puntuali, affinando, in funzione della complessità dell’incarico, la valutazione.
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Si tratta di una autorimessa pubblica situata in un porto di mare. Per il resto, ora ci provo a fare una valutazione, ma è un assurda incombenza inutile per il progettista.
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Si, scusate, ma questa valutazione mi è ostica per tanti motivi... appena mi ci metto su, vi elenco cosa non mi torna... ovviamente farò riferimento a Zeus di Tuttonormel.
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giorgiodavid
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