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Inaspettata variazione dell'indice di rifrazione

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[1] Inaspettata variazione dell'indice di rifrazione

Messaggioda Foto UtenteVinus » 14 apr 2014, 0:16

Salve a tutti,
Anzitutto vi riporto la situazioen sperimentale da cui questo post ha tratto origine.
Ponendo controluce (in pratica a pochi centimetri dal bulbo di una lampada alogena) diversi fogli di carta (trattasi di comunissimi fogli di carta per stampante) mi sono accorto che alcuni di essi lasciavano passare una luce rosso-violacea, mentre altri invece no... #-o

M'è parso più che ovvio che la differenza nel comportamento risieda nei differenti trattamenti chimici subiti dai fogli (di marche differenti)... però mi domando se a qualcuno è capitato di verificare qualcosa di simile e soprattutto se sia plausibile trarre conseguenze di carattere qualitativo da questa apparentemente banale osservazione...

Grazie a tutti O_/
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[2] Re: Inaspettata variazione dell'indice di rifrazione

Messaggioda Foto Utentegammaci » 14 apr 2014, 10:15

Ciao, la tua osservazione è solo apparentemente banale ed è comprensibile quello che sperimentalmente hai rilevato. Nel processo produttivo moderno la carta viene addizionata dei cosiddetti "fillers" per impreziosire / correggere / modificare le sue caratteristiche salienti come colore e consistenza, stabilità all'UV, ingiallimento etc.
I filler piu comuni sono CaCO3 (calcio carbonato) TiO2 (titanio biossido anatase o rutile) e argilla Al4Si4O10 (alluminio silicato).
A seconda del filler impiegato e della quantità immessa nell'impasto variano trasmittanza l'indice di rifrazione se vuoi - diffusività e altri parametri qualitativi del prodotto finito.
La trasmittanza segue una determinata legge al variare della lunghezza d'onda incidente.
Direi, a naso, che la carta che appare rossa (la cui trasmittanza è maggiore nella parte bassa dello spettro visibile) è fillata con argilla o carbonato PCC (precipitato) mentre quella che appare bianca è fillata con TiO2 anatase o rutile che sia.
La più pregiata è quella fillata con biossido di titanio, composto bianco ultrastabile che veniva usato anche per ottenere il colore bianco ad olio. Oggi e visto il costo elevatissimo viene sostituito con talco o roba prettamente di sintesi.
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