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Diventare progettista elettrico: SI o NO?

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[1] Diventare progettista elettrico: SI o NO?

Messaggioda Foto Utentelequadro » 21 mag 2014, 21:46

Salve a tutti,
scrivo per chiedere un consiglio a tutti coloro che hanno una certa esperienza nel campo della progettazione elettrica e quindi della libera professione.
Premetto che sono neolaureato in ingegneria elettrica (1° livello) e nei mesi di Giugno-Luglio dovrò sostenere gli esami per l'iscrizione all'albo degli ingegneri sez. B.
Da qualche anno lavoro per un'azienda di installazione impianti elettrici e tecnologici (rilevazione fumi, videosorveglianza, antintrusione ecc...) con il compito di redigere piccoli progetti, seguire i lavori in cantiere, realizzare preventivi, redigere le DICO - DIRI, ecc... .
Purtroppo a causa della crisi sono stato sospeso dall'attività lavorativa fino a quando l'azienda non viene incaricata ad eseguire altri lavori.
A questo punto anch'io mi trovo in crisi :( e, oltre ad aver già inviato parecchi curriculum, starei valutando l'ipotesi di intraprendere la strada del libero professionista.

Quali difficoltà potrei incontrare per potermi affermare come progettista elettrico?
Come faccio a trovare i clienti? Dovrei confidare solo nelle amicizie e nel passaparola?
E' impossibile iniziare da zero?
Voi come ci siete riusciti?

Grazie mille a tutti quelli che mi daranno un aiuto. O_/
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[2] Re: Diventare progettista elettrico: SI o NO?

Messaggioda Foto UtenteMike » 22 mag 2014, 11:40

Lo stato ladro italiano fa di tutto per mettere i bastoni fra le ruote agli imprenditori e professionisti, soprattutto quelli piccoli. Se cerchi:
- sicurezza economica
- guadagni
- lavorare poco
- avere tempo libero
- non avere stress
La libera professione non fa per te.
Sinceramente, in questo momento storico faccio molta fatica a consigliarlo perché ho una certa esperienza e ho il polso della situazione, ma non voglio in nessun modo scoraggiarti, dico solo che dipende tutto da te, se hai passione per questo lavoro e sei determinato ce la farai.
--
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--
Non credete minimamente a ciò che dico. Non prendete nessun dogma o libro come infallibile. (Buddha)
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Quello che non comprendi con l'insegnamento, lo imparerai, a tue spese, con l'esperienza. (MMGM)
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[3] Re: Diventare progettista elettrico: SI o NO?

Messaggioda Foto Utentedemos81 » 23 mag 2014, 14:56

io ho fatto per 2 anni libera professione e per 6 lavoro dipendente.
il mio consiglio è:
NO libera professione (sei tartassato di tasse e adempimenti e lo stato Italiano è come un socio ubriacone e spendaccione che crea solo casini) considera che:
- in periodi di mancanza di lavoro non hai alcun regime di tutela (niente disoccupazione o altro)
- che tu fatturi o no devi comunque pagare i minimi a INARCASSA per alcune migliaia di Euro, in pratica sei disoccupato ma paghi contributi per una pensione che non avrai
- sei soggetto a costi obbligatori di formazione dall'Agosto 2013 per un ulteriore migliaio di euro l'anno, che spesso non son neanche tanto pertinenti a ciò che ti serve, viceversa devi acquistare a tue spese manuali, norme e quant'altro per lavorare con decoro.

il mio consiglio è di cercare lavoro alle dipendenze di un azienda medio-grande, se non trovi e sei giovane infila tutto in una borsa e vai all'estero.
Male che ti va, anche se trovi solo come cameriere o apprendista impari comunque una lingua e ti apri nuove prospettive. Alla fine se rimani qui in un azienda che ti fa un CO CO PRO guadagni come un cameriere e non è detto che impari qualcosa.
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[4] Re: Diventare progettista elettrico: SI o NO?

Messaggioda Foto Utentedemos81 » 23 mag 2014, 15:00

ah dimenticavo, come lib. professionista avrai almeno alcune spese di base per un software CAD e un PC con pacchetto office decente nella migliore delle ipotesi.
Altre spese..
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[5] Re: Diventare progettista elettrico: SI o NO?

Messaggioda Foto Utenterosino » 23 mag 2014, 15:31

Diciamo che partire senza una base di clientela la vedo dura.
Il professionista tipo inizia sempre con un lavoro subordinato che sia come praticante, dipendente o altro, grazie al quale nel tempo sviluppa capacità, conoscenze e potenziale clientela.
La saggezza non può essere trasmessa. La saggezza che un saggio tenta di trasmettere suona sempre simile alla follia.
Hermann Hesse - Siddharta
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[6] Re: Diventare progettista elettrico: SI o NO?

Messaggioda Foto Utentemk66 » 23 mag 2014, 16:12

Esattamente. :-)

Tenendo sempre valido e ben a mente il discorso fiscale/contributivo, l'esperienza professionale e le conoscenze personali sono fondamentali per cominciare bene.

Se riesci, comincia come dipendente, con le relative tutele, possibilmente in un'azienda non troppo grande (sono quelle dove "ci si sporca le mani" e si impara veramente di piu': in una grande, rischi di finire a fare l'impiegato relegato a ruoli che non influenzerebbero minimamente il tuo futuro professionale)

Quando avrai accumulato una discreta esperienza (te ne renderai conto da solo) e avrai anche accumulato alcune conoscenze (il cantiere e' il posto migliore dove conoscere persone e fare esperienza) allora potrai valutare il grande passo.

In alcuni casi, e' anche possibile fare qualcosa nel "tempo libero" per cominciare a saggiare il terreno e farti conoscere dai potenziali clienti, ma tieni conto che, probabilmente, i tuoi primi clienti saranno le stesse ditte con le quali hai lavorato come dipendente.

A quel punto, il passo e' breve!

Rischi pero' di finire in qualche parte del mondo che non sapevi nemmeno esistesse... ;-)

In pratica, questo potrebbe essere un riassunto del mio caso personale, quindi non e' detto che funzioni cosi' per tutti, ma l'idea di fondo e' sempre valida: in bocca al lupo! :D
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[7] Re: Diventare progettista elettrico: SI o NO?

Messaggioda Foto Utentelequadro » 23 mag 2014, 19:29

Grazie mille per i vostri consigli.

Ho letto con molta attenzione le vostre risposte e ritengo che siano tutte molto interessanti e utili per la scelta che dovrò fare.

A presto O_/

Lele
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[8] Re: Diventare progettista elettrico: SI o NO?p

Messaggioda Foto Utentep.errico » 23 mag 2014, 23:26

Ciao,
ti rispondo per le mie esperienze:
Laurea anno 2005
Dal 2006 a gennaio 2012
- collaboratore a tempo pieno presso società di ingegneria mediamente strutturata con obbligo apertura partita iva. Rapporto finito causa crisi. Sono andato via con una mano avanti ed una dietro. No TFR nulla di nulla. Praticamente un rapporto da dipendente a tempo indeterminato mascherato da partita IVA.

Dal aprile 2012 a aprile 2013
- esperienza all'estero in un paese Ex URSS. Molto positiva per le lingue ma il cavallo dove ero impiegato era un ronzino.

Da aprile 2013 a oggi:
- lavoratore somministrato presso primaria azienda italiana

Col senno di poi meglio lavoratore dipendente certo le paghe non sono eccelse ma almeno vivi tranquillo
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[9] Re: Diventare progettista elettrico: SI o NO?

Messaggioda Foto Utentedemos81 » 24 mag 2014, 0:02

non vorrei esser frainteso ma potendo scegliere e avendo un economia marciante penso che preferirei essere libero professionista; è più stimolante e creativo come lavoro e inoltre sotto il profilo lavorativo fa maturare moltissimo.
E' vero che certi problemi ci son sempre stati e son sempre gli stessi ma la congiuntura attuale e sopratutto la mancanza di prospettive di ripresa in molti settori credo sia una nuova sfida figlia di questi tempi.

Questi ultimi anni hanno aggiunto una zavorra in più che rende titanico tenersi a galla.
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[10] Re: Diventare progettista elettrico: SI o NO?

Messaggioda Foto Utentesebago » 25 mag 2014, 9:59

Non sono il più adatto a darti consigli: libero professionista per 20 anni, da maggio scorso (un anno fa) ho chiuso l'attività a causa di:
1) clienti insolventi, per recuperare il dovuto dai quali mi sarebbe costato più l'avvocato (con l'aggiunta del rischio di perdere pure le cause);
2) deregulation selvaggia del settore, per cui ci sono:
2.1) grossissmi studi - che pagano i dipendenti con coriandoli (per esempio docenti universitari che hanno i laureandi come "praticanti") - che fanno ribassi pazzeschi , anche fino al 75%, mettendoti di fatto fuori mercato;
2.2) nuovissimi neofiti che - con l'acqua alla gola a causa della crisi - sono disposti a progettare a cifre irrisorie, giusto per coprire le spese e non restare senza far niente: si lavora giusto per mangiare e per non chiedere a mamma i soldi per le sigarette...
3) a fronte di questa deregulation, totale assenza di controlli sulla qualità degli elaborati progettuali, persino nei lavori pubblici dove è prevista la validazione del progetto; questo significa che l'andazzo è quello di sempre: progetti indecorosi fatti passare per esecutivi, che tanto poi aggiusta tutto l'impresa e alla fine si fa l'asbuilt che fa tanto figo. Tanto più che il cliente vede il progetto elettrico come il fumo negli occhi, cioè una spesa inutile; magari quei soldi preferirebbe investirli in piastrelle costosissime, che fanno lievitare il valore dell'immobile mentre "l'impianto elettrico mica si vede"... Di clienti assennati ce n'è sempre meno;
4) spese FISSE per:
4.1) commercialista, che di questi tempi deve essere una specie di mago per districarsi nel guazzabuglio della giungla fiscale;
4.2) inarcassa a livello di sanguisuga come già detto da qualcuno e non aggiungo altro;
4.3) aggiornamento (leggi crediti formativi) senza il quale non puoi neppure mettere firma su nulla: giusto il principio ma pessima l'applicazione, c'è già la corsa ai "bollini" ;
4.4) assicurazione RC professionale obbligatoria: giusta ma è una spesa che si aggiunge alle altre;
4.5) norme, che cambiano sempre più rapidamente (appena uscite, neanche sei mesi dopo si presentano le varianti, ovviamente a pagamento)
4.6) software (e questa sarebbe la meno onerosa)
insomma tutta roba che, lavoro o no, devi sborsare comunque
5) ordini professionali che ... (beh, non mi piace dire parolacce sul forum)
...
Potrei continuare ma sarebbe inutile.
Come già detto, non sono il più adatto a darti consigli.
Sebastiano
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