Salve a tutti!
Premettendo che questo è per me un periodo di forte paranoia, leggendo di incendi in abitazioni dovuti all'impianto elettrico mi chiedevo se posso star tranquillo che a casa mia non succeda proprio nulla.
Mi spiego: anche se la casa è vecchiotta (direi 30 anni), ho comunque il contatore dell'elettricità in versione recente installato dell'enel, che se non ho capito male dovrebbe avere interruttore differenziale e magnetotermico.
A quanto ho letto l'unica cosa da cui non sono protetto sarebbe un guasto da arco elettrico, giusto?
Come si verifica?
Lasciando le spine inserite nelle prese corro qualche rischio? Magari se col tempo si sono leggermente sfilate dalle prese è pericoloso?
Non so se questa è la sezione corretta, se non lo fosse spostate pure il thread.
Vi ringrazio in anticipo per le risposte!
Sicurezza impianto elettrico a casa
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harplayer ha scritto:ho comunque il contatore dell'elettricità in versione recente installato dell'enel, che se non ho capito male dovrebbe avere interruttore differenziale e magnetotermico.
Hai capito male in effetti.
harplayer ha scritto:A quanto ho letto l'unica cosa da cui non sono protetto sarebbe un guasto da arco elettrico, giusto?
In conseguenza dell'inesattezza precedente no, nemmeno questo è corretto.
harplayer ha scritto:Lasciando le spine inserite nelle prese corro qualche rischio?
Se l'impianto è fatto bene e gli utilizzatori (apparecchi collegati con le loro spine all'impianto) sono in buono stato, non corri particolari rischi.
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
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Attilio ha scritto:harplayer ha scritto:ho comunque il contatore dell'elettricità in versione recente installato dell'enel, che se non ho capito male dovrebbe avere interruttore differenziale e magnetotermico.
Hai capito male in effetti.![]()
Cioè? non ha nessuna delle due? Può spiegarmi per favore?
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Non c'è molto da spiegare. Ti sei risposto da solo.
Non è detto che monti una protezione termica o magnetica. Di certo non ne monta una differenziale.
Non è detto che monti una protezione termica o magnetica. Di certo non ne monta una differenziale.
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Giovepluvio
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Il contatore elettronico ha esclusivamente la funzione di conteggiare l'energia e limitarne il prelievo qualora questo sia fuori dai limiti contrattuali, secondo modalità ben precise e specificate.
E' vero, sui misuratori monofase è installato un magnetotermico, si tratta di un interruttore di manovra che l'utente può utilizzare per sezionare il proprio impianto e che l'elettronica del contatore comanda attraverso un dispositivo esterno (bobina di sgancio) quando stai superando la potenza contrattuale.
Questo vuol dire, che quando si "stacca" il contatore, non è l'interruttore magnetotermico che interviene (a protezione della linea elettrica di tua proprietà) ma l'elettronica che gestisce la curva di potenza prelevabile (in funzione del tempo).
L'interruttore di manovra dei misuratori elettronici monofase ha una corrente nominale di 63 A (ampere), normalmente questa taratura non protegge dal sovraccarico il 99% dei montanti (che ad andare bene sono da 6 mm² per potenze contrattuali canoniche da 3 kW). Può invece proteggere il montante (linea che collega l'uscita del contatore al quadretto d'appartamento) dal cortocircuito, ma bisogna verificarlo!
Quindi, ricapitolando delle tre protezioni minime richieste:
1. Cortocircuito
2. Sovraccarico
3. Contatti indiretti (quando fatta come nel 99% dei casi per mezzo dell'interruzione automatica del circuito)
forse e sottolineo forse, hai solo quella contro il cortocircuito del montante, perché se il guasto avviene su un circuito prese o luci, di sezione inferiore, probabilmente la conduttura in quel punto non resisterebbe all'energia passante, danneggiandosi ed innescando fenomeni più o meno evidenti (non escludo l'incendio).
Poi non bisogna dimenticare che per bagni e circuiti prese è richiesta anche la protezione addizionale contro i
4. Contatti diretti
E va valutato caso per caso, l'impiego di protezioni contro le
5. Sovratensioni
Ora, non spaventarti, sincerati di cosa sia installato nel quadro d'appartamento (sperando che ci sia installato qualcosa, ovviamente!)
Per avere una protezione dalle sovracorrenti (cortocircuiti (1) e sovraccarichi (2)) devi avere almeno un magnetotermico coordinato con le sezioni dei conduttori ad esso collegati. Ovviamente il dispositivo deve avere caratteristiche ben precise anche per garantire la capacità di interrompere la corrente di cortocircuito presunta nel punto di installazione. E la sua corrente nominale deve tenere conto della massima portata di corrente dei conduttori con sezione minore ad esso collegati, e questo dipende anche dal tipo di isolante dei cavi utilizzati, della loro posa, del numero di circuiti affiancati, della temperatura ambiente, ecc.
Per garantire la protezione dai contatti indiretti (3), è fondamentale la presenza e l'idoneità dell'impianto di messa a terra a cui vanno collegate le masse degli utilizzatori (in maniera diretta o tramite il contatto centrale delle prese a spina) e le masse estranee quali tubazioni idriche, del riscaldamento, del gas, etc..
All'impianto di terra va associato un idoneo interruttore differenziale (erroneamente e comunemente detto: salvavita) la cui corrente differenziale nominale deve essere coordinata con il valore di resistenza dell'impianto di messa a terra.
Tuttavia, per garantire anche la protezione addizionale dai contatti diretti (4), almeno per il locale bagno e per le prese a spina dell'impianto è richiesto che il valore di corrente differenziale nominale dell'interruttore (salvavita) non sia superiore ai famosi 30 mA.
Inoltre se l'edicio è in una zona a rischio fulminazione diretta o indiretta, e relative sovratensioni (5) transitorie è necessario prendere in considerazione l'adozione di misure cuatelative quali impianto parafulmine (LPS) e scaricatori di sovratensione (SPD).
Poi in ultimo c'è il rischio che avevi avanzato, quello dell'arco elettrico, ma io prima di affrontarlo, curerei di verificare che quanto detto sia già presente, altrimenti è un inutile paura la tua
Probabilmente avrai capito poco o nulla di quello che ti ho scritto, ma non entrare in ansia, chiama un bravo elettricista e fai fare una verifica del tuo impianto. Sicuramente un tecnico, saprà dirti cosa occorre fare per mettere in sicurezza il tuo impianto (se non lo fosse già, si intende).
Non preoccuparti, nel peggiore dei casi, sono situazioni sanabili e più diffuse di quanto si pensi.
Se vuoi spiega come è strutturato il tuo impianto, magari anche con l'ausilio di qualche foto.
Saluti
E' vero, sui misuratori monofase è installato un magnetotermico, si tratta di un interruttore di manovra che l'utente può utilizzare per sezionare il proprio impianto e che l'elettronica del contatore comanda attraverso un dispositivo esterno (bobina di sgancio) quando stai superando la potenza contrattuale.
Questo vuol dire, che quando si "stacca" il contatore, non è l'interruttore magnetotermico che interviene (a protezione della linea elettrica di tua proprietà) ma l'elettronica che gestisce la curva di potenza prelevabile (in funzione del tempo).
L'interruttore di manovra dei misuratori elettronici monofase ha una corrente nominale di 63 A (ampere), normalmente questa taratura non protegge dal sovraccarico il 99% dei montanti (che ad andare bene sono da 6 mm² per potenze contrattuali canoniche da 3 kW). Può invece proteggere il montante (linea che collega l'uscita del contatore al quadretto d'appartamento) dal cortocircuito, ma bisogna verificarlo!
Quindi, ricapitolando delle tre protezioni minime richieste:
1. Cortocircuito
2. Sovraccarico
3. Contatti indiretti (quando fatta come nel 99% dei casi per mezzo dell'interruzione automatica del circuito)
forse e sottolineo forse, hai solo quella contro il cortocircuito del montante, perché se il guasto avviene su un circuito prese o luci, di sezione inferiore, probabilmente la conduttura in quel punto non resisterebbe all'energia passante, danneggiandosi ed innescando fenomeni più o meno evidenti (non escludo l'incendio).
Poi non bisogna dimenticare che per bagni e circuiti prese è richiesta anche la protezione addizionale contro i
4. Contatti diretti
E va valutato caso per caso, l'impiego di protezioni contro le
5. Sovratensioni
Ora, non spaventarti, sincerati di cosa sia installato nel quadro d'appartamento (sperando che ci sia installato qualcosa, ovviamente!)
Per avere una protezione dalle sovracorrenti (cortocircuiti (1) e sovraccarichi (2)) devi avere almeno un magnetotermico coordinato con le sezioni dei conduttori ad esso collegati. Ovviamente il dispositivo deve avere caratteristiche ben precise anche per garantire la capacità di interrompere la corrente di cortocircuito presunta nel punto di installazione. E la sua corrente nominale deve tenere conto della massima portata di corrente dei conduttori con sezione minore ad esso collegati, e questo dipende anche dal tipo di isolante dei cavi utilizzati, della loro posa, del numero di circuiti affiancati, della temperatura ambiente, ecc.
Per garantire la protezione dai contatti indiretti (3), è fondamentale la presenza e l'idoneità dell'impianto di messa a terra a cui vanno collegate le masse degli utilizzatori (in maniera diretta o tramite il contatto centrale delle prese a spina) e le masse estranee quali tubazioni idriche, del riscaldamento, del gas, etc..
All'impianto di terra va associato un idoneo interruttore differenziale (erroneamente e comunemente detto: salvavita) la cui corrente differenziale nominale deve essere coordinata con il valore di resistenza dell'impianto di messa a terra.
Tuttavia, per garantire anche la protezione addizionale dai contatti diretti (4), almeno per il locale bagno e per le prese a spina dell'impianto è richiesto che il valore di corrente differenziale nominale dell'interruttore (salvavita) non sia superiore ai famosi 30 mA.
Inoltre se l'edicio è in una zona a rischio fulminazione diretta o indiretta, e relative sovratensioni (5) transitorie è necessario prendere in considerazione l'adozione di misure cuatelative quali impianto parafulmine (LPS) e scaricatori di sovratensione (SPD).
Poi in ultimo c'è il rischio che avevi avanzato, quello dell'arco elettrico, ma io prima di affrontarlo, curerei di verificare che quanto detto sia già presente, altrimenti è un inutile paura la tua
Probabilmente avrai capito poco o nulla di quello che ti ho scritto, ma non entrare in ansia, chiama un bravo elettricista e fai fare una verifica del tuo impianto. Sicuramente un tecnico, saprà dirti cosa occorre fare per mettere in sicurezza il tuo impianto (se non lo fosse già, si intende).
Non preoccuparti, nel peggiore dei casi, sono situazioni sanabili e più diffuse di quanto si pensi.
Se vuoi spiega come è strutturato il tuo impianto, magari anche con l'ausilio di qualche foto.
Saluti
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harplayer ha scritto:Mi spiego: anche se la casa è vecchiotta (direi 30 anni), ho comunque il contatore dell'elettricità in versione recente installato dell'enel, che se non ho capito male dovrebbe avere interruttore differenziale e magnetotermico.
No! Il contatore non è un dispositivo di protezione ma solamente un limitatore, ai fini legali il distributore di energia non deve assolvere nessun obbligo di protezione, a valle del punto di consegna (morsetti del contatore) se ne deve occupare l'utilizzatore. La norma ammette la possibilità, tutta da verificare, che il contatore possa proteggere la conduttura montante dal cortocircuito, ma non c'è alcuna certezza.
harplayer ha scritto:A quanto ho letto l'unica cosa da cui non sono protetto sarebbe un guasto da arco elettrico, giusto?
No. Se ti affidi solo al contatore non sei protetto da nulla. Forse dal cortocircuito.
harplayer ha scritto:Come si verifica?
Lasciando le spine inserite nelle prese corro qualche rischio? Magari se col tempo si sono leggermente sfilate dalle prese è pericoloso?
I rischi elettrici sono molteplici, nel residenziale i principali sono (considero solo l'uso ordinario e non la manutenzione):
- contatti diretti
- contatti indiretti
- cortocircuito
- sovracorrenti
- Per i contatti diretti devi avere accesso alle parti in tensione, per cui è difficile sui un impianto residenziale, almeno che tu non abbia fili scoperti puoi star tranquillo.
- I contatti indiretti è il più pericoloso perché subdolo, qualsiasi elettrodomestico può andare in tensione e te ne accorgi solo quando è troppo tardi, toccandolo. Per evitare questo ci vuole il differenziale che PREVIENE e interviene prima che qualsiasi massa vada in tensione e il collegamento a terra di tutte le masse.
- Cortocircuito raro nel residenziale, difficilmente dipende dall'impianto elettrico ma è innescato dagli utilizzatori, elettrodomestici difettosi, stufette elettriche, forni, ecc. ecc. La protezione è affidata a interruttori magnetotermici che correttamente coordinati intervengono tempestivamente limitando l'arco elettrico e relative conseguenze.
- Sovracorrenti, pericoloso nel tempo. I cavi, le prese stesse, hanno una corrente di impiego limitata, superata la quale perdono nel tempo le caratteristiche di isolamento. Perdendo le caratteristiche possono accadere dei cortocircuiti. La protezione è affidata agli stessi magnetotermici che opportunamente coordinati limitano questo fenomeno.
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Grazie mille delle risposte!
E' possibile che non ci sia il quadro nell'appartamento?
Ma se qualcosa non va c'è modo di accorgesene?
Comunque chiamerò appena possibile un elettricista come mi avete consigliato!
Questa è una delle prese, non so se possa essere utile per carpire qualche informazione

E' possibile che non ci sia il quadro nell'appartamento?
Ma se qualcosa non va c'è modo di accorgesene?
Comunque chiamerò appena possibile un elettricista come mi avete consigliato!
Questa è una delle prese, non so se possa essere utile per carpire qualche informazione

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Se tutte le prese sono così, allora corri meno rischi. Non hai un quadro con i dispositivi di protezione centralizzato, ma questi sono distribuiti sulle prese (nella foto la presa è protetta da un magnetoermico da 6 A e un differenziale da 10 mA. Rimangono però fuori i punti luce (lampadari) e altre utenze fisse.
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E' una presa protetta localmente da un magnetotermico da 6A e con un differenziale da 10 mA. Suppongo sia una presa del bagno.
Occhio che quel tipo di differnziali sono di tipo elettronico e non elettromeccanico, essi dovrebbero avere sempre un dispositivo classico a monte per la protezione dai contatti indiretti.
In sostanza il 10 mA è cautelativo ed in favore della sicurezza, ma non ha le caratteristiche intrinseche di sicurezza di un dispositivo elettromeccanico. Quindi, male non fa, ma è importante che a monte ci sia il suo "fratello grande"
Occhio che quel tipo di differnziali sono di tipo elettronico e non elettromeccanico, essi dovrebbero avere sempre un dispositivo classico a monte per la protezione dai contatti indiretti.
In sostanza il 10 mA è cautelativo ed in favore della sicurezza, ma non ha le caratteristiche intrinseche di sicurezza di un dispositivo elettromeccanico. Quindi, male non fa, ma è importante che a monte ci sia il suo "fratello grande"
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La presa di prima è solo quella del bagno, nelle altre c'è solo la presa a sinistra, senza gli altri interruttori.
Ricapitolando, e premettendo che non trovo il quadro elettrico, rischi non ne corro ma è meglio se chiamo un elettricista?
E poi una curiosità: ma se una spina è inserita male in una presa, non fino in fondo ad esempio, che succede?
Ricapitolando, e premettendo che non trovo il quadro elettrico, rischi non ne corro ma è meglio se chiamo un elettricista?
E poi una curiosità: ma se una spina è inserita male in una presa, non fino in fondo ad esempio, che succede?
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