Molti elettricisti, anche di lunga esperienza, sono soliti chiamare l'interruttore magnetotermico differenziale salvavita. A torto, aggiungo. I motivi sono molteplici.
1) L'utente é convinto di essere totalmente protetto, anche dai contatti diretti. Invece la protezione, in caso di contatto diretto, può solo essere addizionale. Infatti, confrontando le curve d'intervento del differenziale con le curve tempo corrente relative agli effetti sulle persone della corrente alternata, si nota chiaramente che per alcuni valori di corrente, la protezione offerta, dal differenziale, non é completa.
2) Salvavita é il nome commerciale che diede la ticino (a torto) all'interruttore magnetotermico differenziale.
3) denota scarsa preparazione teorica dell'installatore.
magnetotermico differenziale --> salvavita ?
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Si, andrebbe eliminato perché genera un finto senso di sicurezza nell'utente.
La colpa, o almeno buona parte della colpa, é degli installatori con poca preparazione teorica.
Installatori che sono soliti usare espressioni come corrente a 220 V, oppure quel carico tira tre kili.
Preciso che un'elettricista non deve parlare come un libro stampato ma un minimo di gergo tecnico dovrebbe possederlo.
La colpa, o almeno buona parte della colpa, é degli installatori con poca preparazione teorica.
Installatori che sono soliti usare espressioni come corrente a 220 V, oppure quel carico tira tre kili.
Preciso che un'elettricista non deve parlare come un libro stampato ma un minimo di gergo tecnico dovrebbe possederlo.
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non sono del tutto d'accordo...
Un nome in parte improprio ma comprensibile per tutti aiuta, e credo nel caso abbia aiutato molto, a far capire l'utilità di una piccola spesa per la propria sicurezza.
Che poi la protezione non sia totale... credo valga per qualsiasi dispositivo reale di sicurezza.
Comunque di vite in concreto ne ha salvate tantissime, bisogna anche considerare l'utilità principale del dispositivo, cioè rilevare dispersioni e costringere a risolvere il problema PRIMA che l'utente vada in contatto con la parte sotto tensione.
Un nome in parte improprio ma comprensibile per tutti aiuta, e credo nel caso abbia aiutato molto, a far capire l'utilità di una piccola spesa per la propria sicurezza.
Che poi la protezione non sia totale... credo valga per qualsiasi dispositivo reale di sicurezza.
Comunque di vite in concreto ne ha salvate tantissime, bisogna anche considerare l'utilità principale del dispositivo, cioè rilevare dispersioni e costringere a risolvere il problema PRIMA che l'utente vada in contatto con la parte sotto tensione.
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interessante discussione
personalmente,
davanti al cliente quel "coso" lo chiamo salvavita ® [1]
in fase di ordine o al banco, è un magnetotermico differenziale [2]
[1] tutte le volte che mi sono messo a spiegare che avrei installato un interruttore combinato magnetico termico e differenziale, mi hanno sempre risposto: "e il salvavita non me lo mette?"
[2] non sempre, quando ho premura chiedo un salvavita
ah, diciamo le cose come stanno, molti installatori non sanno nemmeno come funziona elettricamente un salvavita, quindi non mi scandalizzo affatto se usano talvolta termini "impropri" o "popolari"
quello che invece mi fa inc... veramente è quando chiedi una coca in pizzeria e ti portano una pepsi
personalmente,
davanti al cliente quel "coso" lo chiamo salvavita ® [1]
in fase di ordine o al banco, è un magnetotermico differenziale [2]
[1] tutte le volte che mi sono messo a spiegare che avrei installato un interruttore combinato magnetico termico e differenziale, mi hanno sempre risposto: "e il salvavita non me lo mette?"
[2] non sempre, quando ho premura chiedo un salvavita
ah, diciamo le cose come stanno, molti installatori non sanno nemmeno come funziona elettricamente un salvavita, quindi non mi scandalizzo affatto se usano talvolta termini "impropri" o "popolari"
quello che invece mi fa inc... veramente è quando chiedi una coca in pizzeria e ti portano una pepsi
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
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Salvatore Quasimodo
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3) denota scarsa preparazione teorica dell'installatore
sono in disaccordo con questa affermazione, io la vedo diversamente e credo che queste "precisazioni" vengano fatte soprattutto da chi ha poca esperienza nel campo e con un diploma/o laurea in mano pensa di conoscere tutto, ma a volte la teoria con la pratica non ci azzecca
condivido questa affermazione:
personalmente,
davanti al cliente quel "coso" lo chiamo salvavita ® [1]
in fase di ordine o al banco, è un magnetotermico differenziale
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Partendo dal presupposto che rispetto tutte le idee, non sono d'accordo con le affermazioni che sono seguite al mio post iniziale.
Se fosse corretto chiamare l'interruttore differenziale salvavita, esso dovrebbe intervenire in tutti i casi di possibile pericolo per l'utente.
Ad'esempio in caso di doppio contatto diretto (mano -mano) il salvavita non salva un bel niente. E l'utente muore.
un altro esempio: differenziale in classe AC installato a protezione di una lavatrice monofase dotata di inverter. Impianto di terra assente ingiustificato. Per un guasto d'isolamento, la carcassa assume il potenziale dei conduttori attivi, l'utente ignaro, convinto di essere in una botte di ferro perché l'elettricista gli ha installato il salvavita, tocca la lavatrice e rimane secco.
Qualche mese fa ero a casa di un'installatore con mio figlio che stava per infilare le dita nei morsetti di collegamento di una vecchia presa di corrente chiusa male. Ho ripreso mio figlio dicendogli di fare attenzione e l'installatore rispose di stare tranquillo perché c'e' il salvavita.
Devo commentare? Che grado di preparazione denota un'affermazione del genere?
E potrei continuare così...
Vi chiedo, é complicato dire al cliente le ho installato l'interruttore magnetotermico differenziale, erroneamente indicato salvavita?
L'installatore dovrebbe anche istruire il cliente, se é in grado di farlo, sui limiti delle protezioni che ha montato.
Scusa Core, senza polemica, la preparazione teorica dovrebbe andare sempre a braccetto con la preparazione pratica. Nella mia ditta faccio il manutentore, se non avessi delle solide basi di elettrotecnica molti problemi non riuscirei a risolverli. Oppure non sarei in grado di dimensionare un cavo per alimentare un impianto nuovo.
Se fosse corretto chiamare l'interruttore differenziale salvavita, esso dovrebbe intervenire in tutti i casi di possibile pericolo per l'utente.
Ad'esempio in caso di doppio contatto diretto (mano -mano) il salvavita non salva un bel niente. E l'utente muore.
un altro esempio: differenziale in classe AC installato a protezione di una lavatrice monofase dotata di inverter. Impianto di terra assente ingiustificato. Per un guasto d'isolamento, la carcassa assume il potenziale dei conduttori attivi, l'utente ignaro, convinto di essere in una botte di ferro perché l'elettricista gli ha installato il salvavita, tocca la lavatrice e rimane secco.
Qualche mese fa ero a casa di un'installatore con mio figlio che stava per infilare le dita nei morsetti di collegamento di una vecchia presa di corrente chiusa male. Ho ripreso mio figlio dicendogli di fare attenzione e l'installatore rispose di stare tranquillo perché c'e' il salvavita.
Devo commentare? Che grado di preparazione denota un'affermazione del genere?
E potrei continuare così...
Vi chiedo, é complicato dire al cliente le ho installato l'interruttore magnetotermico differenziale, erroneamente indicato salvavita?
L'installatore dovrebbe anche istruire il cliente, se é in grado di farlo, sui limiti delle protezioni che ha montato.
Scusa Core, senza polemica, la preparazione teorica dovrebbe andare sempre a braccetto con la preparazione pratica. Nella mia ditta faccio il manutentore, se non avessi delle solide basi di elettrotecnica molti problemi non riuscirei a risolverli. Oppure non sarei in grado di dimensionare un cavo per alimentare un impianto nuovo.
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ok, se ne fai una questione di pura semantica è giusto quello che dici,
quello che ho scritto prima, si basava sul presupposto che "salvavita" o "cazzillobuffo" aveva per me poca differenza
quasi sempre informo il cliente "base" di cosa comporti e come funzioni il "salvavita", considera che alcuni ancora oggi non hanno un impianto di messa a terra e in quei casi il nome "salvavita" assume ovviamente un significato ancora più grottesco
ora, potrei anche a fine lavori, tirare fuori le curve di sicurezza tensione-tempo e corrente-tempo e sedermi col cliente a confrontarle, per renderlo consapevole che "quel coso" non dovrebbe chiamarsi "salvavita", oppure mettergli in mano fase e neutro e mostrargli che il "salvavita" è molto democratico in quei casi e se ne sta buono buono
certo che se chi ha avuto la brillante idea di dargli quel nome, fosse stato estremamente realista e l'avesse chiamato "salvaquasilavita" o "salvalavitamanonfarcitroppoaffidamento", forse non avrebbe avuto lo stesso successo, di fatto ormai è un termine che fa parte del vocabolario e dell'immaginario collettivo
personalmente non mi focalizzerei troppo sul termine e sul concetto erroneo, del resto va anche detto che cinquant'anni fa le cose erano un po' diverse e forse considerando gli incidenti per contatti diretti e indiretti, il termine utilizzato non era poi così scandaloso
oggi nessuno si sognerebbe di chiamare i suoi SPD "salvaincendio", "salvapparecchiature" o "salvafulmine",
quello che ho scritto prima, si basava sul presupposto che "salvavita" o "cazzillobuffo" aveva per me poca differenza
quasi sempre informo il cliente "base" di cosa comporti e come funzioni il "salvavita", considera che alcuni ancora oggi non hanno un impianto di messa a terra e in quei casi il nome "salvavita" assume ovviamente un significato ancora più grottesco
ora, potrei anche a fine lavori, tirare fuori le curve di sicurezza tensione-tempo e corrente-tempo e sedermi col cliente a confrontarle, per renderlo consapevole che "quel coso" non dovrebbe chiamarsi "salvavita", oppure mettergli in mano fase e neutro e mostrargli che il "salvavita" è molto democratico in quei casi e se ne sta buono buono
certo che se chi ha avuto la brillante idea di dargli quel nome, fosse stato estremamente realista e l'avesse chiamato "salvaquasilavita" o "salvalavitamanonfarcitroppoaffidamento", forse non avrebbe avuto lo stesso successo, di fatto ormai è un termine che fa parte del vocabolario e dell'immaginario collettivo
personalmente non mi focalizzerei troppo sul termine e sul concetto erroneo, del resto va anche detto che cinquant'anni fa le cose erano un po' diverse e forse considerando gli incidenti per contatti diretti e indiretti, il termine utilizzato non era poi così scandaloso
oggi nessuno si sognerebbe di chiamare i suoi SPD "salvaincendio", "salvapparecchiature" o "salvafulmine",
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trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
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non sto dicendo che la teoria non conta , anzi, ma in questo caso mi sembra che tu stia dando contro a molti elettricisti che magari di teoria ne hanno assai, mi sembra che ti stai fossilizzando su un termine impropriamente utilizzato ma ormai consolidato per la comprensione di chi non è del campo tecnico/teorico
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