Siamo abituati e convinti di sapetre sempre se un circuito è esercito in c.a. od in c.c., ma, poi, fino a che punto ne siamo convinti?
Se analizziamo un circuito prendendo in esame un periodo di tempo di molti ordini di grandezza inferiore al periodo della c.a. fondamentale, osserviamo il comportamento di un circuito in c.a. oppure in c.c.?
c.a. e c.c. Ma fino a che punto?
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g.schgor,
IsidoroKZ
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E` facile: la c.c. non esiste. Dovrebbe essere iniziata prima del big bang e finire dopo il big crunch (o la morte entropica dell'universo). Tutto quello che chiamiamo c.c. e` cominciato con un gradino o qualcosa del genere.
Spesso la cosa non da` problemi, ma in alcuni casi dimenticare questo gradino vuol dire far esplodere qualche circuito
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Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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Candy ha scritto:ma, poi, fino a che punto ne siamo convinti?
A me più che teoria mi sembra filosofia dei circuiti.
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dukeuniver
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Sicuramente non cosa assumi tu.
Dai tuoi interventi che si riassumo praticamente con un lampidario: "è così e basta", poi, non si conclude nulla.
Mi piacerebbe invece analizzare il contesto in modo diverso: come descriveremmo un circuito in c.c., oppure in c.a., senza usare mai il tempo?
Dai tuoi interventi che si riassumo praticamente con un lampidario: "è così e basta", poi, non si conclude nulla.
Mi piacerebbe invece analizzare il contesto in modo diverso: come descriveremmo un circuito in c.c., oppure in c.a., senza usare mai il tempo?
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Candy
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Comincio a dar retta a un filosofo se prima sa scrivere e risolvere l'equazione di Schroedinger, altrimenti e` puro tempo perso. Di solito non sanno di cosa parlano, non capiscono quello che dicono, anche perche' spesso non ha nessun senso, ma parlano lo stesso. La cosa piu` ragionevole e` lasciarli perdere (con rarissime eccezioni).
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IsidoroKZ ha scritto:Comincio a dar retta a un filosofo se prima sa scrivere e risolvere l'equazione di Schroedinger, altrimenti e` puro tempo perso. Di solito non sanno di cosa parlano, non capiscono quello che dicono, anche perche' spesso non ha nessun senso, ma parlano lo stesso. La cosa piu` ragionevole e` lasciarli perdere (con rarissime eccezioni).
Uhm... Non sono in grado di ribattere, ma non mi persuado, almeno per ora.
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Candy
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Visto che l'argomento è stato buttato in filosofia, e premesso che probabilmente sbaglio, dico:
Immaginiamo un'onda sinusoidale simmetrica rispetto allo 0, con ampiezza pari a x V; questa mi hanno insegnato che sia corrente alternata.
Immaginiamo di mandare l'onda di cui sopra dentro un ponte di Graetz; in uscita avremo (grossomodo) le semionde di valore negativo "ribaltate": avranno, quindi, lo stesso segno di quelle che avevano valore positivo prima del ponte. Questa mi hanno insegnato che si chiama "corrente continua pulsante".
Tornando all'onda del primo esempio, senza ponte, se riusciamo a dargli un offset maggiore del suo valore di picco (magari mettendogli in serie un po' di batterie dell'automobile, o barando vilmente coi comandi dell'oscilloscopio), la spariamo sopra allo zero e diventa cosa? Corrente continua altalenante? Corrente alternata continuata? Se decidiamo che il discriminante tra c.a. e c.c. sia l'inversione periodica del segno (o verso) allora questo ultimo caso rientrerebbe nella continua ma io non credo di capire e mi sono limitato a darvi noia con una mia inutile riflessione.
Tanto, male che vada, ci metti un condensatore e la c.c. non passa.
Ciao.
Immaginiamo un'onda sinusoidale simmetrica rispetto allo 0, con ampiezza pari a x V; questa mi hanno insegnato che sia corrente alternata.
Immaginiamo di mandare l'onda di cui sopra dentro un ponte di Graetz; in uscita avremo (grossomodo) le semionde di valore negativo "ribaltate": avranno, quindi, lo stesso segno di quelle che avevano valore positivo prima del ponte. Questa mi hanno insegnato che si chiama "corrente continua pulsante".
Tornando all'onda del primo esempio, senza ponte, se riusciamo a dargli un offset maggiore del suo valore di picco (magari mettendogli in serie un po' di batterie dell'automobile, o barando vilmente coi comandi dell'oscilloscopio), la spariamo sopra allo zero e diventa cosa? Corrente continua altalenante? Corrente alternata continuata? Se decidiamo che il discriminante tra c.a. e c.c. sia l'inversione periodica del segno (o verso) allora questo ultimo caso rientrerebbe nella continua ma io non credo di capire e mi sono limitato a darvi noia con una mia inutile riflessione.
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