Interruttore scatolato o aperto, quali differenze?
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Perdonate la domanda per molti immagino banale.. quale sono le differenze tra un interruttore scatolato o aperto?
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Emanuele78
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- Iscritto il: 15 mar 2010, 17:53
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La definizione storica dice che l’interruttore scatolato è quello posto contenuto in una scatola isolante (da qui il nome) mentre quello aperto è di dimensioni piu grandi non contenuto in scatola isolante perché caratterizzato da caratteristiche elettriche molto elevate. Gli interruttori scatolati infatti vanno da 100 fino a 1600 ampere, quelli aperti da 800 fino a 6300 ampere. Ci sono comunque interruttori scatolati anche per le taglie di 2000/2500 ampere, dipende dai costruttori. I vecchi interruttori aperti erano costruiti in metallo, oggi ormai non più, oggi molte parti sono costruite in materiale plastico. Spesso i dispositivi di protezione (relè di protezione) sono gli stessi per i due tipi di interruttori, viste le prestazioni piu spinte chieste agli aperti (e anche le dimensioni maggiori per l’alloggiamento) i relè piu sofisticati vengono montati su questi ultimi. Gli interruttori scatolati possono essere fissi, rimovibili o estraibili (i rimovibili sono quelli di taglia fino a 400 ampere, da 630 ampere in su per la loro estrazione si ricorre a un carrello e vengono detti estraibili), gli aperti sono fissi o estraibili, essendo di dimensioni importanti per la loro estraibilità hanno sempre bisogno di un carrello
Gli accessori e le versioni tra questi due tipi di interruttori differiscono profondamente. I comandi motorizzati ad esempio sono completamente diversi. Gli aperti hanno un motore carica molle, in quanto per la manovra dei contatti principali si deve fare ricorso all’energia accumulata da potenti molle. Negli scatolati la manovra di apertura e chiusura avviene direttamente su una leva, quando serve il motore per il comando a distanza si monta un accessorio che si incastra sulla leva e la apre oppure la chiude tramite un comando a solenoide. La leva dello scatolato, quando interviene la protezione a esso associato, si posiziona in un posizione intermedia tra aperto e chiuso detta di scattato. Per riarmare l’interruttore occorre riportarlo in posizione di zero e chiuderlo. L’aperto non ha leva ma due pulsanti per la manovra, la chiusura è possibile dopo avere caricato le molle (a mano o tramite motore). Quando l’interruttore è motorizzato la ricarica avviene dopo la chiusura, il motore viene alimentato fino a quando le molle sono cariche, un finecorsa a quel punto esclude il motore. In caso di scatto del relè di protezione l’aperto si apre (non va in una ipotetica posizione di scattato), generale esce un segnalatore meccanico che indica l’apertura per guasto, per riarmare l’interruttore occorre resettare il segnalatore meccanico. Gli interruttori scatolati hanno caratteristiche elettriche abbastanza modeste, la loro robustezza elettrica fondamentale per resistere alle sollecitazioni dovute ai ritardi di intervento per la selettività è poca cosa (vedi parametro Icw). La Icw degli aperti è sempre molto maggiore degli scatolati. Gli scatolati piu piccoli però se costruiti in modo particolare possono essere interruttori limitatori (ovvero limitano il valore di cresta della corrente di corto circuito) se aprono in tempi velocissimi, gli aperti avendo masse meccaniche molto piu grandi da spostare non possono raggiungere le velocità di apertura degli scatolati. Anche gli aperti possono essere limitatori ma con caratteristiche di limitazione modeste
Gli accessori e le versioni tra questi due tipi di interruttori differiscono profondamente. I comandi motorizzati ad esempio sono completamente diversi. Gli aperti hanno un motore carica molle, in quanto per la manovra dei contatti principali si deve fare ricorso all’energia accumulata da potenti molle. Negli scatolati la manovra di apertura e chiusura avviene direttamente su una leva, quando serve il motore per il comando a distanza si monta un accessorio che si incastra sulla leva e la apre oppure la chiude tramite un comando a solenoide. La leva dello scatolato, quando interviene la protezione a esso associato, si posiziona in un posizione intermedia tra aperto e chiuso detta di scattato. Per riarmare l’interruttore occorre riportarlo in posizione di zero e chiuderlo. L’aperto non ha leva ma due pulsanti per la manovra, la chiusura è possibile dopo avere caricato le molle (a mano o tramite motore). Quando l’interruttore è motorizzato la ricarica avviene dopo la chiusura, il motore viene alimentato fino a quando le molle sono cariche, un finecorsa a quel punto esclude il motore. In caso di scatto del relè di protezione l’aperto si apre (non va in una ipotetica posizione di scattato), generale esce un segnalatore meccanico che indica l’apertura per guasto, per riarmare l’interruttore occorre resettare il segnalatore meccanico. Gli interruttori scatolati hanno caratteristiche elettriche abbastanza modeste, la loro robustezza elettrica fondamentale per resistere alle sollecitazioni dovute ai ritardi di intervento per la selettività è poca cosa (vedi parametro Icw). La Icw degli aperti è sempre molto maggiore degli scatolati. Gli scatolati piu piccoli però se costruiti in modo particolare possono essere interruttori limitatori (ovvero limitano il valore di cresta della corrente di corto circuito) se aprono in tempi velocissimi, gli aperti avendo masse meccaniche molto piu grandi da spostare non possono raggiungere le velocità di apertura degli scatolati. Anche gli aperti possono essere limitatori ma con caratteristiche di limitazione modeste
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in posizione di scattato l'interruttore sarà aperto con la leva di manovra in posizione di scattato. Quindi il contatto ausiliario di stato segnalerà che l'interruttore è aperto. Il contatto di scattato invece può avere diverse declinazioni. Se utilizziamo ABB come esempio (ma con Schneider sarebbe la stessa cosa solo con denominazioni diverse ) possiamo affermare quanto segue. Se il contatto di scattato è un S51 (scattato relè guasto elettrico) , questo si attiverà solo per intervento del relè di massima corrente/guasto a terra montato a bordo interruttore (ad esempio tipo un Ekip dip LSI) , ma tale contatto non cambierà di stato in caso di intervento della bobina di apertura o di minima tensione. Se invece il contatto è un SY , questo cambierà il proprio stato anche per intervento degli sganciatori di apertura (bobina a lancio di corrente o minima tensione) asserviti a dispositivi esterni di sgancio (tipo relè differenziale a toroide separato o pulsante di emergenza). Schneider avrà un comportamento analogo solo che i contatti di scattato con funzioni diverse si chiameranno SDE e SD
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Grazie Massimo per la risposta
E' un discorso molto più semplice.
Ho uno scatolato con due contatti di stato, lo schema originale precede che un contatto se lo prende il cliente ed uno lo acquisisco io nel mio PLC.
Il cliente vuole togliere il suo contatto di stato e mettere uno scattato, e poi vuole duplicare il mio contatto con un rele' ausiliario e fare la serie scattato +relè aux per lo stato.
Non mi sembrava che avesse molto senso e volevo una conferma
E' un discorso molto più semplice.
Ho uno scatolato con due contatti di stato, lo schema originale precede che un contatto se lo prende il cliente ed uno lo acquisisco io nel mio PLC.
Il cliente vuole togliere il suo contatto di stato e mettere uno scattato, e poi vuole duplicare il mio contatto con un rele' ausiliario e fare la serie scattato +relè aux per lo stato.
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