Salve, volevo sottoporvi il problema della realizzazione del manuale d’uso e manutenzione dell’impianto elettrico realizzato, che dovrebbe essere allegato alla dichiarazione di conformità e redatto dalla ditta installatrice.
Fondalmentalmente sono in difficoltà su due aspetti:
1) Cosa dovrebbe contenere
2) Da dove si dovrebbe partire
Il problema (1) è presto detto, sembra non essere sufficiente la raccolta dei manuali d’uso e manutenzione delle singole apparecchiature installate…ma allora cosa manca?
Se come mi sembra di capire mancano le procedure per operare sui vari impianti, o parti di impianto, come si può riportare su carta una sequenza di operazioni simile? Parlo di impianti complessi ovviamente…
Mi sembrerebbe plausibile se si partisse (2) da un elaborato di progetto dove si leggesse cosa è richiesto per ogni singolo impianto e la ditta associa a queste richieste come si deve operare sulle apparecchiature che ha installato…ma partire da degli schemi quadri striminziti e da una relazione copiata e incollata da mille progetti fa, rende la creazione di questo fantomatico manuale (che io non ho mai visto, giuro) una vera e propria epopea!
Se qualcuno ha voglia di esprimere un'opinione o darmi un'indicazione, leggerò tutto volentieri.
Saluti
Il manuale d'uso e manutenzione dell'impianto elettrico
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Mike
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Pierluigi2002
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Il programma per le redazioni delle DICO di TNE fornisce anche una bozza del manuale.
E' molto striminzito, ci sono scritte giusto quattro righe, prove dei differenziali ecc.
Secondo la mia opinione ciò che potrebbe dare un senso a questo benedetto manuale sarebbe l'indicazione delle modalità e scadenze per effettuare le operazioni di manutenzione e le verifiche periodiche.
Il manuale dovrebbe "interfacciarsi" con il registro delle verifiche periodiche (in realtà io farei un unico documento).
Io l'ho predisposto fino ad ora solo per piccoli impianti, chiaramente è stato facile perché i componenti non erano tanti ed è stato sufficiente riportare le verifiche prevista dalla 64-8, quelle per l'illuminazione di emergenza 11222 e un po' di approfondimento l'ho dedicato ai differenziali.
Poi ho indicato che figura avrebbe dovuto occuparsi di ogni verifica e quando.
Stessa cosa anche per le verifiche dell'impianto di terra secondo 462.

E' molto striminzito, ci sono scritte giusto quattro righe, prove dei differenziali ecc.
Secondo la mia opinione ciò che potrebbe dare un senso a questo benedetto manuale sarebbe l'indicazione delle modalità e scadenze per effettuare le operazioni di manutenzione e le verifiche periodiche.
Il manuale dovrebbe "interfacciarsi" con il registro delle verifiche periodiche (in realtà io farei un unico documento).
Io l'ho predisposto fino ad ora solo per piccoli impianti, chiaramente è stato facile perché i componenti non erano tanti ed è stato sufficiente riportare le verifiche prevista dalla 64-8, quelle per l'illuminazione di emergenza 11222 e un po' di approfondimento l'ho dedicato ai differenziali.
Poi ho indicato che figura avrebbe dovuto occuparsi di ogni verifica e quando.
Stessa cosa anche per le verifiche dell'impianto di terra secondo 462.

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Il lavoro del Prosiel non mi piace perché, in ultima analisi, è come se avessero fatto un raccoglitore per la documentazione dell'impianto e vi avessero spillato sopra una check list di controllo.
Se quella è la filosofia allora basta fare bene le relazioni di progetto sommarie ed allegare la check list.
Ogni manuale che si rispetti dovrebbe presentare una descrizione dei rischi residui con le relative contromisure, una sezione dedicata al cosa fare in caso di guasto ed ancor meglio cosa NON fare mai sull'impianto.
Un manuale d'uso descrive come usare correttamente un impianto elettrico ma il problema è capire a chi ci rivolgiamo: se parli al manutentore gli dai gli schemi se parli alla signora Maria gli dici che la presa che ha nello stanzino può portare al massimo 10A quindi è possibile che se ci attacca il ferro da stiro intervenga l'interruttore tal dei tali che deve essere riarmato solo dopo che ha staccato il ferro da stiro.
Il manuale per la manutenzione ordinaria è dedicato anch'esso a personale che non necessariamente è tecnico quindi il linguaggio e le istruzioni devono essere semplici e soprattutto devono dire come si fa e cosa si fa
Se quella è la filosofia allora basta fare bene le relazioni di progetto sommarie ed allegare la check list.
Ogni manuale che si rispetti dovrebbe presentare una descrizione dei rischi residui con le relative contromisure, una sezione dedicata al cosa fare in caso di guasto ed ancor meglio cosa NON fare mai sull'impianto.
Un manuale d'uso descrive come usare correttamente un impianto elettrico ma il problema è capire a chi ci rivolgiamo: se parli al manutentore gli dai gli schemi se parli alla signora Maria gli dici che la presa che ha nello stanzino può portare al massimo 10A quindi è possibile che se ci attacca il ferro da stiro intervenga l'interruttore tal dei tali che deve essere riarmato solo dopo che ha staccato il ferro da stiro.
Il manuale per la manutenzione ordinaria è dedicato anch'esso a personale che non necessariamente è tecnico quindi il linguaggio e le istruzioni devono essere semplici e soprattutto devono dire come si fa e cosa si fa
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sicuramente dobbiamo distinguere il manuale di uso e manutenzione di un appartamento e di una fabbrica e distinguere soprattutto chi fa questa manutenzione, riassumere il tutto in un unico fascicolo è cosa assai complicata comunque fattibile ne abbiamo completato uno per uno stabilimento industriale scorsa settimana con ben 125 pagine di manuale, io parto dal tipo di manutenzione e mi concentro molto su quella preventiva da eseguire sulle apparecchiature per le quali non posso ragione con la manutenzione a chiamata poiché se risultano guaste come devono funzionare è troppo tardi per esempio: differenziali, magnetotermici, protezioni in genere, quadri elettrici (pulizia, serraggio morsetti ecc.), illuminazione di sicurezza (UNI CEI 11222), illuminazione nei luoghi di lavoro (UNI EN 12464-1), equipotenzialità, sganci tensione, resistenza di terra e di isolamento ecc.
non ci sono problemi, ma solo soluzioni
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Io però non sono molto d'accordo con ISOLO35: un conto è dare delle indicazioni per la manutenzione dell'impianto in termini generali, per un suo uso corretto e sicuro ed un conto è fare un piano di manutenzione.
Se dobbiamo fare un piano di manutenzione, facciamo un piano di manutenzione ma visto che la norma impone istruzioni d'uso e manutenzione, se non è un incarico specifico, non serve esagerare.
Anche perché, esperienza docet, 125 pagine di manuale sono 125 pagine ignorate.
Lo scopo delle istruzioni è ISTRUIRE ovvero rendere edotto il conduttore dell'impianto su cosa deve fare ed in limitata misura sul come. Già io nel precedente post ho sconfinato dalle istruzioni al manuale (che invece è proprio operativo su come fare le cose), ma un po' di mix ci vuole.
Lo scopo è istruire quindi diciamo al signor committente che il suo impianto, se non viene controllato annualmente (dico io e non è un obbligo) potrebbe divenire insicuro e che il controllo minimo da fare comprende... e via di check list
Istruiamolo dicendo che modificare un impianto rende inutile la dichiarazione di conformità e che per modifica sostanziale intendiamo questo e quello.
Istruiamolo facendogli presente che lui ha un contratto da 3 kW ma la sua architettura d'impianto è prevista per portarne 6 kW senza modifiche.
Istruiamolo dicendogli che la scatola di derivazione è dietro il frigo e che non serve smontare tutta la cucina per trovarla.
Lo scopo non deve essere insegnare come si sostituisce un interruttore e nemmeno quando, ma piuttosto che è importante che l'interruttore funzioni e quindi deve essere controllato, magari ogni anno.
Tuttavia nel manuale possiamo istruire sul come si cambia la lampadina, ovvero insegnare che è meglio farlo sezionando l'interruttore opportuno per esempio.
Possiamo istruire un utilizzatore a far controllare l'impianto se vede anche lievi tracce di annerimento su una presa, invece di aspettare le evidente tracce di annerimento...
Poi il resto, come fanno i tipi del Prosiel, è solo una raccolta di dati ed informazioni.
Se dobbiamo fare un piano di manutenzione, facciamo un piano di manutenzione ma visto che la norma impone istruzioni d'uso e manutenzione, se non è un incarico specifico, non serve esagerare.
Anche perché, esperienza docet, 125 pagine di manuale sono 125 pagine ignorate.
Lo scopo delle istruzioni è ISTRUIRE ovvero rendere edotto il conduttore dell'impianto su cosa deve fare ed in limitata misura sul come. Già io nel precedente post ho sconfinato dalle istruzioni al manuale (che invece è proprio operativo su come fare le cose), ma un po' di mix ci vuole.
Lo scopo è istruire quindi diciamo al signor committente che il suo impianto, se non viene controllato annualmente (dico io e non è un obbligo) potrebbe divenire insicuro e che il controllo minimo da fare comprende... e via di check list
Istruiamolo dicendo che modificare un impianto rende inutile la dichiarazione di conformità e che per modifica sostanziale intendiamo questo e quello.
Istruiamolo facendogli presente che lui ha un contratto da 3 kW ma la sua architettura d'impianto è prevista per portarne 6 kW senza modifiche.
Istruiamolo dicendogli che la scatola di derivazione è dietro il frigo e che non serve smontare tutta la cucina per trovarla.
Lo scopo non deve essere insegnare come si sostituisce un interruttore e nemmeno quando, ma piuttosto che è importante che l'interruttore funzioni e quindi deve essere controllato, magari ogni anno.
Tuttavia nel manuale possiamo istruire sul come si cambia la lampadina, ovvero insegnare che è meglio farlo sezionando l'interruttore opportuno per esempio.
Possiamo istruire un utilizzatore a far controllare l'impianto se vede anche lievi tracce di annerimento su una presa, invece di aspettare le evidente tracce di annerimento...
Poi il resto, come fanno i tipi del Prosiel, è solo una raccolta di dati ed informazioni.
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sì il mio è proprio un piano di manutenzione dell'impianto elettrico, comunque se è gestito bene dai vari manutentori ti assicuro che eleva di molto la sicurezza e riduce anche i fermi impianto per guasti, l'anno scorso dopo un'indagine durata 5 anni il capo della manutenzione di uno stabilimento mi ha fatto vedere dei grafici molto significatici di una riduzione del fermo impianto in questo arco temporale del 20% che a parer mio non è poco tramite un'attenta manutenzione preventiva
non ci sono problemi, ma solo soluzioni
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Serafino ha scritto:Se dobbiamo fare un piano di manutenzione, facciamo un piano di manutenzione ma visto che la norma impone istruzioni d'uso e manutenzione, se non è un incarico specifico, non serve esagerare.
Anche perché, esperienza docet, 125 pagine di manuale sono 125 pagine ignorate.
Lo scopo delle istruzioni è ISTRUIRE ovvero rendere edotto il conduttore dell'impianto su cosa deve fare ed in limitata misura sul come.
Esatto! Il DM 37/08 parla di: ...istruzioni per l'uso e la manutenzione predisposte dall'impresa installatrice dell'impianto... Altra cosa è un piano di manutenzione per il quale devi avere un incarico specifico perché non è un lavoretto di poco conto.
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Michele Lysander Guetta
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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Se un piano di manutenzione non migliorasse la sicurezza dell'impianto elettrico, quello che ha fatto il piano sarebbe un somaro con la calcolatrice!
I piani di manutenzione sono documenti a mio avviso delicati : ci sono aspetti e calcoli che coinvolgono l'uso dell'impianto, i soldi a budget, il tempo dedicato ecc ovvero informazioni che uno deve volerti dare.
Fare una istruzione per il DM 37/08 è roba da qualche ora di lavoro, diciamo che nel caso peggiore ci perdi la giornata se è un grosso impianto industriale.
Fare un piano di manutenzione per un grosso impianto industriale occupa giorni e giorni (a me magari qualcuno è più bravo e ci impiega meno tempo) e, non so a casa degli altri, ma farmi pagare un piano di manutenzione al pare di una istruzione d'uso e manutenzione a me proprio non mi entusiasma....
I piani di manutenzione sono documenti a mio avviso delicati : ci sono aspetti e calcoli che coinvolgono l'uso dell'impianto, i soldi a budget, il tempo dedicato ecc ovvero informazioni che uno deve volerti dare.
Fare una istruzione per il DM 37/08 è roba da qualche ora di lavoro, diciamo che nel caso peggiore ci perdi la giornata se è un grosso impianto industriale.
Fare un piano di manutenzione per un grosso impianto industriale occupa giorni e giorni (a me magari qualcuno è più bravo e ci impiega meno tempo) e, non so a casa degli altri, ma farmi pagare un piano di manutenzione al pare di una istruzione d'uso e manutenzione a me proprio non mi entusiasma....
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iosolo35 ha scritto:il mio è proprio un piano di manutenzione dell'impianto elettrico, comunque se è gestito bene dai vari manutentori ti assicuro che eleva di molto la sicurezza (...)
eleva di molto la sicurezza? eh?
iosolo35 ha scritto: (...) e riduce anche i fermi impianto per guasti, l'anno scorso dopo un'indagine durata 5 anni il capo della manutenzione di uno stabilimento mi ha fatto vedere dei grafici molto significatici di una riduzione del fermo impianto in questo arco temporale del 20%
fammi capire, i fermi macchina/impianto erano da assoggettare in lauta parte (il 20% del totale dei fermi dovuto all'impianto di distribuzione è un valore enorme!) all'impianto elettrico (quindi escludendo tutti gli equipaggiamenti elettrici delle macchine) ?
seriamente, non lo dico per il piacere di contraddirti, ma in quindici anni di manutenzione industriale, l'unica manutenzione programmata per l'impianto elettrico (esclusi impianti ausiliari) era la pulizia dei filtri dei quadri, la verifica del funzionamento dei sistemi di areazione e ventilazione degli stessi, un'esame a vista dell'insieme, e una prova sui differenziali, a parte ovviamente un piano dedicato alle cabine MT/BT, quest'ultima per altro (causa guasto sull'IMS) fu l'unica causa di fermo impianto in vent'anni di attività, dovuta all'impianto elettrico a cui vanno aggiunti un paio "sabotaggi" e relativi roditori arrostiti
ma quello che più mi rende scettico, è che se 125 pagine servono solo per mantenere in efficienza l'impianto elettrico, il programma di manutenzione preventiva completo, per quanto riguarda gli impianti e i macchinari di produzione ed ausiliari, assumerebbe proporzioni da enciclopedia Treccani
ma davvero esistono stabilimenti dove ci sono più manutentori che addetti di produzione?
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