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Aiuto riparazione steg aq 220.2
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Salve gente, mi trovo a voler riparare un amplificatore x car audio. All'amplificatore è stata rimossa la scheda che determina la logica di protezione dell'ampli stesso (surriscaldamento, corto circuiti ecc...) dal vecchio proprietario. Il mese scorso (dopo che aveva suonato x circa 3 anni in mio possesso) mi si rompe un crossover e va in corto il canale dx. salta il fusibile, fumo e puzza...lo apro e vedo un finale bruciato, lo cambio e se ne bruciano altri 3 sullo stesso canale -.-" decido allora di cambiarli tutti, do corrente e se ne brucia uno sull'altro canale (il sx)... alché ri controllo le saldature e le piste ma sono ok, tolgo tutti i finali e do corrente. Il survultore mi da +/- 46 volt e credo sia ok, sul canale dx ho 46-0-36 volt sui mosfet mentre sul sinistro ho 46-22-38
ho controllato i mosfet di potenza ma sono ok, i diodi idem e così i transistor. non so che fare...qualcuno ha qualche idea? :) grazie x i consigli...allego una foto dell'amplificatore, se ne dovessero servire altre basta chiedere :)
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Mah, io ho riparato un paio STEG QM 120.2.
E' un dato di fatto che gli STEG, ancorche' di ottima fattura, hanno gli schemi elettrici introvabili, quindi occorre procedere con la massima cautela durante la riparazione.
Nel mio caso si era fuso uno dei mosfet che pilotano lo switching step-up che a catena ne aveva fuso altri 2 (su 4).
Nell'altro STEG si era fuso pure l'integrato SG3525 che pilota i mosfet dello step-up.
In pratica per una corretta riparazione occorre procedere per gradi, verificando dapprima la bonta' dello stadio di alimentazione, scollegando i finali. Se il SG3525 e' guasto, lo switching funziona ma non regola e tira fuori tensioni a casaccio o nulle se e' andato in corto uno dei driver interni al chip.
Una volta constatata la perfetta efficienza del 3525 (occorre un oscilloscopio per verificare i segnali PWM che genera e il corretto pilotaggio dei MOSFET, verificando anche la correttezza dei valori dei componenti confrontandoli col datasheet dell'integrato), si passa alla sezione audio vera e propria.
Se si e' danneggiato un finale audio, oltre a controllare i restanti finali, occorre controllare anche i transistor di pilotaggio e quelli che regolano la polarizzazione, dato che tutto il circuito e' accoppiato in DC.
Occorre anche qui molta pazienza ed eventualmente armarsi di carta e matita per tracciare uno schema elettronico alla buona onde poter ragionare sulle tensioni presenti nel circuito.
Durante gli esperimenti e' buona norma controllare sempre le temperature dei transitor (finali e non) e staccare immediatamente l'alimentazione se i transistor tendono a scottare. Se vi fossero transistor che raggiungono temperature pericolose, si esegue un controllo preiminare con un tester per verificare che non vi siano componenti in corto o interrotti e procendendo col metodo di stacco/riattacco tensione (veloce!) si segnano le tensioni critiche sullo schema. Ragionandoci su si deve poter localizzare il guasto.
In uno degli STEG il finale continuava a bruciarsi (in realta' non si e' bruciato perche' io controllavo la temperatura dei case) perche' era andato completamente in fumo un piccolo BJT del circuito di polarizzazione/driver dei finali stessi.
Purtroppo senza schemi non vi e' alternativa. Cambiare i componenti senza aver prima stabilito l'origine del guasto e controllato che non vi siano altri componenti "fumati" non e' un buon metodo.
Otretutto nel tuo caso, l'aver tolto la schedina della logica che controlla le protezioni (sovracorrente, termica ecc..) non e' stata per niente una buona idea. Se c'e' una cosa che gli STEG hanno di buono è proprio il loro circuito di protezione. Io l'avevo decifrato e ricavato uno schemino, perche' in un altro ampli ancora la protezione interveniva sempre. In quel caso si era guastato il chip sulla schedina protezione.
Posta una o piu' foto come allegati, magari posso darti qualche dritta. Specifica esattamente quali componenti si sono e continuano a bruciarsi. Indicali con una freccia.
Max
E' un dato di fatto che gli STEG, ancorche' di ottima fattura, hanno gli schemi elettrici introvabili, quindi occorre procedere con la massima cautela durante la riparazione.
Nel mio caso si era fuso uno dei mosfet che pilotano lo switching step-up che a catena ne aveva fuso altri 2 (su 4).
Nell'altro STEG si era fuso pure l'integrato SG3525 che pilota i mosfet dello step-up.
In pratica per una corretta riparazione occorre procedere per gradi, verificando dapprima la bonta' dello stadio di alimentazione, scollegando i finali. Se il SG3525 e' guasto, lo switching funziona ma non regola e tira fuori tensioni a casaccio o nulle se e' andato in corto uno dei driver interni al chip.
Una volta constatata la perfetta efficienza del 3525 (occorre un oscilloscopio per verificare i segnali PWM che genera e il corretto pilotaggio dei MOSFET, verificando anche la correttezza dei valori dei componenti confrontandoli col datasheet dell'integrato), si passa alla sezione audio vera e propria.
Se si e' danneggiato un finale audio, oltre a controllare i restanti finali, occorre controllare anche i transistor di pilotaggio e quelli che regolano la polarizzazione, dato che tutto il circuito e' accoppiato in DC.
Occorre anche qui molta pazienza ed eventualmente armarsi di carta e matita per tracciare uno schema elettronico alla buona onde poter ragionare sulle tensioni presenti nel circuito.
Durante gli esperimenti e' buona norma controllare sempre le temperature dei transitor (finali e non) e staccare immediatamente l'alimentazione se i transistor tendono a scottare. Se vi fossero transistor che raggiungono temperature pericolose, si esegue un controllo preiminare con un tester per verificare che non vi siano componenti in corto o interrotti e procendendo col metodo di stacco/riattacco tensione (veloce!) si segnano le tensioni critiche sullo schema. Ragionandoci su si deve poter localizzare il guasto.
In uno degli STEG il finale continuava a bruciarsi (in realta' non si e' bruciato perche' io controllavo la temperatura dei case) perche' era andato completamente in fumo un piccolo BJT del circuito di polarizzazione/driver dei finali stessi.
Purtroppo senza schemi non vi e' alternativa. Cambiare i componenti senza aver prima stabilito l'origine del guasto e controllato che non vi siano altri componenti "fumati" non e' un buon metodo.
Otretutto nel tuo caso, l'aver tolto la schedina della logica che controlla le protezioni (sovracorrente, termica ecc..) non e' stata per niente una buona idea. Se c'e' una cosa che gli STEG hanno di buono è proprio il loro circuito di protezione. Io l'avevo decifrato e ricavato uno schemino, perche' in un altro ampli ancora la protezione interveniva sempre. In quel caso si era guastato il chip sulla schedina protezione.
Posta una o piu' foto come allegati, magari posso darti qualche dritta. Specifica esattamente quali componenti si sono e continuano a bruciarsi. Indicali con una freccia.
Max
Se funziona quasi bene, è tutto sbagliato. A.Savatteri/M.Mazza
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Ciao, ti ringrazio immediatamente per la risposta... Purtroppo la scheda di protezione è stata rimossa da chi ha riparato l'ampli e quando l'ho preso non avevo considerato la possibilità di un avvenimento come questo
comunque l'integrato l'ho sostituito subito x scrupolo quindi lo escluderei dalle cause. Nella foto che ho allegato sono stati segnati in rosso 4 transistor pnp che scaldano dando corrente, diventano caldi ma non bollenti. li ho controllati e funzionano. Il primo mosfet a saltare è stato proprio quello vicino all'integrato, sostituito e poi sono saltati i 3 al suo fianco. cambiati tutti ed è saltato quello cerchiato in nero. ho segnato poi in nero le 4 sedi dei finali in cui misuro 46-0-36 V, in giallo quelle in cui ho 46-0-43V e in bianco quelle con 46-22-43 V. Ho pensato a qualche saldatura venuta male o una pista rovinata o magari ancora che si fosse venuto a creare un corto circuito tra i 2 layer del PCB, ho provato a dissaldare le resistenze del mosfet cerchiato in nero e ripetere le misurazioni ma sul pin centrale ho sempre 22 V. Non so cosa posso aver fatto x compromettere questo canale visto che il guasto riguarda(va) l'altro
comunque credo che lo stadio di alimentazione sia apposto, il fusibile montato era da 60A quindi non elevatissimo (credo). un fenomeno strano che ho notato è che montando i finali e dando corrente (con un alimentatore da PC che eroga 15 A a 12 V) si sente dall'avvolgimento ( quello dove misuro +/-46 V) un sibilo, una specie di oscillazione, ma suppongo sia dovuta ad un assorbimento anomalo di corrente. Volevo inoltre chiederti se è normale che sui 4 finali "in giallo" si abbiano 43 volt invece di 36
Grazie ancora x il tuo tempo
ps come finali di ricambio ho preso degli IRF 9540N (nonostante la N sono di tipo P
) mentre gli originali erano SFP9540
Grazie ancora x il tuo tempo
ps come finali di ricambio ho preso degli IRF 9540N (nonostante la N sono di tipo P
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Ciao, riflettendo credo di aver capito l'errore che posso aver commesso...probabilmente ho invertito la serie di finali N con quella di finali P 
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Non ho capito come fai a misurare 46-22-36.
Sul secondario dello switching c'e' la presa centrale (lo 0 V) e i due rami che raddrizzati forniscono le tensioni positiva e negativa necessarie. Poi c'e' l'enorme blocco di condensatori di filtro, per ambedue i rami positivo e negativo.
Sui condensatori che tensioni misuri? Individua correttamente la massa (0 V) e misura le due tensioni rispetto a questa massa. Ricordati che non é la massa (-) della batteria dell'auto.
Fatto cio', prosegui e misura con calma le tensioni sui vari blocchi di mosfet. Generalmente l'alimentazione gli arriva sul drain, mentre sul source vi sono le classiche resistenze per equalizzare un poco la ripartizione della corrente tra i 4 mosfet. Verifica innanzitutto che tutti i drain dei mosfet siano in comune (a blocchi di 4).
Verifica che le resistenze di equalizzazione non siano alterate di valore (ne vedo una bruciaticcia in alto a sinistra)
Verifica le resistenze di gate.
Se l'alimentatore "tira fuori", diciamo, +/- 46 V, +/-46 V devono esserci (magari uno o due volt di meno, ma non una decina di meno!) sui drain dei mosfet. La misura falla ovviamente senza i mosfet per ora.
E così nel frattempo mi spieghi il significato dei 46--22-36
Quando fai le misure, è implicito che misuri una tensione rispetto al riferimento 0V, quindi se ad esempio misuri +46 e -36, puoi anche scrivere che hai misurato +46/-36, è inutile che scrivi 46-0-36 che tra l'altro non si capisce bene quale è la tensione positiva e quale la negativa
Non toccare per ora i trimmer che servono per regolare la corrente di riposo, Per tararli occorre un oscilloscopio onde polarizzare i finali in classe AB con una lieve corrente di riposo onde minimizzare la distorsione di incrocio.
E in ogni caso, il riparatore precedente ha massacrato mica male questo STEG. Mai vista una roba simile,,,
Intravedo un BDxxx, un ponte raddrizzatore a cubetto, componenti sparsi e fili volanti....mi sa tanto che si sia sbizzarrito nel circuito di accensione remota, per quale motivo non si sa... o meglio lo posso intuire: siccome non riusciva a venire a capo della schedina che gestisce le protezioni (e di conseguenza anche lo shutdown da remoto), l'ha tolta e ci ha ficcato il suo accrocchio bestiale per farlo accendere....
Dulcis in fundo, mi incuriosiscono anche le due enormi resistenze da 22 ohm in prossimita' della sezione pre d'ingresso...
Non vorrei essere troppo drastico, ma quell'amplificatore (che peraltro e' un ottimo amplificatore) avrebbe bisogno di una seria revisione generale....

Sul secondario dello switching c'e' la presa centrale (lo 0 V) e i due rami che raddrizzati forniscono le tensioni positiva e negativa necessarie. Poi c'e' l'enorme blocco di condensatori di filtro, per ambedue i rami positivo e negativo.
Sui condensatori che tensioni misuri? Individua correttamente la massa (0 V) e misura le due tensioni rispetto a questa massa. Ricordati che non é la massa (-) della batteria dell'auto.
Fatto cio', prosegui e misura con calma le tensioni sui vari blocchi di mosfet. Generalmente l'alimentazione gli arriva sul drain, mentre sul source vi sono le classiche resistenze per equalizzare un poco la ripartizione della corrente tra i 4 mosfet. Verifica innanzitutto che tutti i drain dei mosfet siano in comune (a blocchi di 4).
Verifica che le resistenze di equalizzazione non siano alterate di valore (ne vedo una bruciaticcia in alto a sinistra)
Verifica le resistenze di gate.
Se l'alimentatore "tira fuori", diciamo, +/- 46 V, +/-46 V devono esserci (magari uno o due volt di meno, ma non una decina di meno!) sui drain dei mosfet. La misura falla ovviamente senza i mosfet per ora.
E così nel frattempo mi spieghi il significato dei 46--22-36
Quando fai le misure, è implicito che misuri una tensione rispetto al riferimento 0V, quindi se ad esempio misuri +46 e -36, puoi anche scrivere che hai misurato +46/-36, è inutile che scrivi 46-0-36 che tra l'altro non si capisce bene quale è la tensione positiva e quale la negativa
Non toccare per ora i trimmer che servono per regolare la corrente di riposo, Per tararli occorre un oscilloscopio onde polarizzare i finali in classe AB con una lieve corrente di riposo onde minimizzare la distorsione di incrocio.
E in ogni caso, il riparatore precedente ha massacrato mica male questo STEG. Mai vista una roba simile,,,

Intravedo un BDxxx, un ponte raddrizzatore a cubetto, componenti sparsi e fili volanti....mi sa tanto che si sia sbizzarrito nel circuito di accensione remota, per quale motivo non si sa... o meglio lo posso intuire: siccome non riusciva a venire a capo della schedina che gestisce le protezioni (e di conseguenza anche lo shutdown da remoto), l'ha tolta e ci ha ficcato il suo accrocchio bestiale per farlo accendere....
Dulcis in fundo, mi incuriosiscono anche le due enormi resistenze da 22 ohm in prossimita' della sezione pre d'ingresso...
Non vorrei essere troppo drastico, ma quell'amplificatore (che peraltro e' un ottimo amplificatore) avrebbe bisogno di una seria revisione generale....

Se funziona quasi bene, è tutto sbagliato. A.Savatteri/M.Mazza
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Ciao, perdonami ma non ho ben capito dove devo prendere il riferimento x le tensioni
i valori che ti ho dato erano riferiti al foro che si vede nel PCB dove c'è il simbolo della terra e sicuramente avrò omesso qualche segno 

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Il blocco di 8 condensatori elettrolitici: quattro servono per filtrare il ramo positivo di alimentazione, e quattro per filtrare il ramo negativo. La massa che ti serve per le misure è quella dove tutti i - di 4 elettrolitici sono connessi al + degli altri 4 elettrolitici.
La "terra" come dici tu, molto probabilmente è connessa invece al negativo della batteria. Verificalo con un tester.
Sono due masse totalmente separate.
La "terra" come dici tu, molto probabilmente è connessa invece al negativo della batteria. Verificalo con un tester.
Sono due masse totalmente separate.
Se funziona quasi bene, è tutto sbagliato. A.Savatteri/M.Mazza
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quindi uno qualsiasi dei pin cerchiati? comunque si il punto di massa che avevo usato è in comune con il - dell'alimentazione e quindi della batteria
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Stavo x cominciare a fare le misurazioni quando, dando il segnale sul remote ho visto una scintilla tra la pista del drain e quella del source del secondo mosfet da destra 
ho staccato subito la corrente, ho ri-pulito la sede del mosfet con lo spray e ridato corrente ma niente...lasciando la corrente attaccata la scintilla rimane, come una saldatura...potrebbe essere un corto? un corto tra cosa?
ho controllato i drain e sono tutti in comune, nel senso che la pista parte dall'uscita (attacco altoparlante) e collega i drain di tutti i finali di quel canale e non è interrotta.
ho dato un occhiata anche ai transistor, mi sembrano apposto
grazie x la tua (infinita) pazienza
ho staccato subito la corrente, ho ri-pulito la sede del mosfet con lo spray e ridato corrente ma niente...lasciando la corrente attaccata la scintilla rimane, come una saldatura...potrebbe essere un corto? un corto tra cosa?
ho controllato i drain e sono tutti in comune, nel senso che la pista parte dall'uscita (attacco altoparlante) e collega i drain di tutti i finali di quel canale e non è interrotta.
ho dato un occhiata anche ai transistor, mi sembrano apposto
grazie x la tua (infinita) pazienza
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egystep ha scritto:quindi uno qualsiasi dei pin cerchiati?
Si uno di quelli. Per comodita' saldaci un filo che userai come riferimento di massa. Occhio a non fargli fare contatto da qualche parte o fai un bel corto secco.
egystep ha scritto:comunque si il punto di massa che avevo usato è in comune con il - dell'alimentazione e quindi della batteria
E quindi avevi misurato tensioni tutte sballate...

Se funziona quasi bene, è tutto sbagliato. A.Savatteri/M.Mazza
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