Purtroppo le lezioni del corso sono state tenute "alla meno peggio" con dei lucidi molto approssimativi, di cui nessuno di noi seguenti è in possesso.
Non ci è stata data neanche un bibliografia per andare a ricercare gli argomenti trattati. In sostanza mi ritrovo ad affrontare una materia nuova senza alcun riferimento da seguire e con degli appunti pessimi.
Mi scuso quindi in anticipo per gli sfondoni che quasi sicuramente scriverò.
Dunque, vengo al punto. Ho provato a risistemare gli appunti, però come risultato trovo un paio di contraddizioni da risolvere. Provo a esporre quanto ho capito fin ora.
Legge di Rayleigh
Quando un'onda elettromagnetica incide su di un corpo questa subisce una attenuazione che obbedisce alla legge di Lambert-Beer-Bouguer

dove
indica l'intensità dell'onda (in radiometria misurata in
) ad una data distanza
dall'interfaccia tra il mezzo di propagazione e il corpo;
è l'intensità dell'onda all'interfaccia;
è il coefficiente di attenuazione associato al corpo investito dall'onda.

dove
è il coefficiente di assorbimento, proporzionale a
(con
frequenza dell'onda incidente), che tiene conto della porzione di in energia elettromagnetica dell'onda convertita in calore;
è il coefficiente di diffusione (o di scattering), proporzionale a
.
dalla potenza quarta della frequenza dell'onda è la legge di diffusione di Rayleigh.Diffusione
Detta
la lunghezza dell'onda incidente e
il diametro delle particelle che costituiscono il corpo investito dalla radiazione si ha che- se
allora il fenomeno dominante è l'assorbimento (e riflessione) dell'onda; - se
allora il fenomeno dominante è la diffusione dell'onda; - se
allora il corpo risulta trasparente all'onda.
Qua c'è la prima contraddizione, in quanto in base a quanto detto riguardo il coefficiente di attenuazione si ha che in alta frequenza conta la diffusione mentre in bassa frequenza conta l'assorbimento.
Il problema si risolverebbe se fosse vero che il coefficiente di assorbimento dipende dalla frequenza secondo una potenza di esponente maggiore di quattro.
Banda ottica di un fotorivelatore
L'energia radiante associata ad un'onda elettromagnetica, misurata in
, costituita da
"fasci" [è il termine giusto?] di fotoni di frequenza distinta , è data da 
dove
è la costante di Plank;
è il numero di fotoni che costituisco il fascio luminoso di frequenza
.
in particolare, quando l'onda è costituita da un unico fotone la precedente relazione si riduce alla seguente

Conseguentemente il flusso (o potenza) radiante dell'onda, in
, è dato da
Quando un fotorivelatore (connesso opportunamente in un circuito elettrico) è investito da una radiazione questo può rispondere generando una corrente elettrica continua. L'intensità
di tale corrente, in
, quando il fotorivelatore è investito da un'onda monocromatica, è descritta dall'equazione base dei fotoconduttori
dove
è la carica dell'elettrone;
tiene conto del rendimento del fotorivelatore [è l'efficienza quantica?], nel senso che quantifica il fatto che solo una parte dei fotoni assorbiti generano carica elettrica (i restanti vengono trasformati in calore);
è la potenza dell'onda monocromatica;
è la mobilità degli elettroni;
è la tensione a cui è sottoposto il fotorivelatore;
è la velocità della luce;
è una lunghezza legata al campo elettrico
interno al fotorivelatore e il tempo di attraversamento
[cosa indica il pedice?] impiegato dai portatori di carica per attraversare il fotorivelatore.
La
è valida fintanto che la potenza ottica incidente è sufficiente per generare portatori di carica liberi nel fotorivelatore. Più precisamente, detta
l'energy gap associata al materiale costituente il fotorivelatore, l'equazione
è valida se risulta verificata la condizione
da cui si deduce che il fotorivelatore è in grado di risolvere radiazioni di lunghezza d'onda

Si conclude quindi che la caratteristica corrente/lunghezza d'onda di un fotorivelatore, che descrive la sua banda ottica, è la seguente
L'andamento lineare è dovuto dalla
, la soglia superiore dalla
mentre la soglia inferiore dalla legge di Rayleigh.Ancora il discorso non torna. Secondo il ragionamento riguardante la diffusione arrivo a concludere nuovamente che (in accordo alla
) esiste una soglia superiore, dovuta ancora al fatto che al di sopra di una certa
un qualsiasi fotorivelatore non riesce ad assorbire potenza dalla radiazione incidente.Niente giustifica l'esistenza di una soglia inferiore
.Probabilmente mi sto perdendo in un bicchier d'acqua.

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instead of
(Anonimo).
ain't
, right?
in lieu of
.
for
arithm.



se si vuole una risposta logaritmica (v.
, il fotodiodo opera in modalità fotoconduttiva. Nel quarto quadrante, in modalità fotovoltaica.

è l'intensità della corrente fotogenerata.
, ossia
.
, la densità spaziale di carica libera
nel fotorivelatore segue la legge
è la densità di carica spaziale iniziale;
è il 

è il flusso attraverso la superficie superiore del fotorivelatore.
[la dipendenza da 1/D non l'ho capita, e poi a naso, dato che dovrebbe essere adimensionale, mi verrebbe più da dire che dipende direttamente da D...]![\begin{aligned}
n(x;t) &=\eta(x) n_0 \exp(-t/\tau) \\
&=\frac{\Phi_0\exp(-\alpha x)}{D} n_0 \exp(-t/\tau) \\
&=n_0 \frac{\Phi_0}{D} \exp[-(\alpha x + t/\tau)]
\end{aligned} \begin{aligned}
n(x;t) &=\eta(x) n_0 \exp(-t/\tau) \\
&=\frac{\Phi_0\exp(-\alpha x)}{D} n_0 \exp(-t/\tau) \\
&=n_0 \frac{\Phi_0}{D} \exp[-(\alpha x + t/\tau)]
\end{aligned}](/forum/latexrender/pictures/63d6f82d751677479d53c69d635b1e73.png)
![\begin{aligned}
I_\text{ph} (x;t) &= q \frac{n(x;t)}{\tau}DWL \\
&=q \frac{n_0 (\Phi_0 / D) \exp[-(\alpha x + t/ \tau)]}{\tau} DWL \\
&=q n_0 \Phi_0\frac{\exp[-(\alpha x + t/ \tau)]}{\tau}WL
\end{aligned} \begin{aligned}
I_\text{ph} (x;t) &= q \frac{n(x;t)}{\tau}DWL \\
&=q \frac{n_0 (\Phi_0 / D) \exp[-(\alpha x + t/ \tau)]}{\tau} DWL \\
&=q n_0 \Phi_0\frac{\exp[-(\alpha x + t/ \tau)]}{\tau}WL
\end{aligned}](/forum/latexrender/pictures/cd9877fcc0981641793181a3a33228d9.png)





).

di portatori di carica presenti nella zona fotosensibile sarà pari alla precedente densità spaziale moltiplicata per il volume
della zona fotosensibile del diodo, quindi
presente nella zona fotosensibile del diodo, quindi
[non è potenza radiante!]la densità superficiale di flusso del numero di fotoni, si ha che
che fluiscono attraverso la sezione
posta alla profondità 

], dalla precedente uguaglianza si trova la seguente relazione 



, corrisponde a 










.