La teoria sulla natura della luce, c'è poco da fare, lascia insoddisfatti.
Mi è capitato l'altro giorno di imbattermi per caso nella lettura di questo articoletto "IL COLPO DEL FOTONE" a pag. 4-10 di Elektor di Aprile del 1983, dove l'autore manifesta con argomentazioni interessanti la sua disapprovazione alla illogica conclusione ufficialmente approvata dalla fisica che è la dottrina della dualità... e siccome io, come lui, sono tra quelli che non l'hanno digerita, avrei piacere se qualche esperto volesse commentare e dire la sua.
Sarebbe inoltre interessante sapere se c'è stato un seguito: l'autore dell'articolo proponeva l'esecuzione di nuovi esperimenti.
Fotoni: onde o particelle?
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IsidoroKZ,
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Ianero
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Quello che per alcuni è insoddisfacente per altri è affascinante.
La fisica moderna, dell'infinitamente piccolo o dell'infinitamente grande, ci obbliga ad abbandonare il punto di vista intuitivo della fisica di tutti i giorni.
Una volta adottato questo punto di vista, che richiede la corretta formulazione matematica, mi sembra che la teoria della luce sia abbastanza soddisfacente: "funziona" ed è ciò che conta.
Altrimenti, più o meno, rischiamo di buttare via gli ultimi 100 anni di fisica.
La fisica moderna, dell'infinitamente piccolo o dell'infinitamente grande, ci obbliga ad abbandonare il punto di vista intuitivo della fisica di tutti i giorni.
Una volta adottato questo punto di vista, che richiede la corretta formulazione matematica, mi sembra che la teoria della luce sia abbastanza soddisfacente: "funziona" ed è ciò che conta.
Altrimenti, più o meno, rischiamo di buttare via gli ultimi 100 anni di fisica.
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Be' a me non basta che i conti tornano, mi piacerebbe anche capire perché tornano, non si può ridurre la fisica ad un ricettario.
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BrunoValente
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Proprio questo è il punto: qualcuno la sta cercando? Perché invece pare che quella conclusione illogica sia stata universalmente accettata e considerata un punto d'arrivo oltre il quale non può esserci altro.
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BrunoValente
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Mi sposto su un esempio diverso che forse chiarifica la situazione: ci sono molti risultati della teoria delle probabilità che appaiono paradossali alla maggior parte delle persone. Ciò non li rende meno veri.
Solo perché fisicamente una cosa ci sembra paradossale e lontana dalla nostra esperienza non significa che sia falsa. In effetti gli esperimenti fatti concordano con le nostre previsioni a prima vista assurde basate su un modello dualistico della materia.
Se il modello di cui disponiamo risponde bene agli esperimenti perché dovremmo considerarlo sbagliato o irragionevole?
Solo perché fisicamente una cosa ci sembra paradossale e lontana dalla nostra esperienza non significa che sia falsa. In effetti gli esperimenti fatti concordano con le nostre previsioni a prima vista assurde basate su un modello dualistico della materia.
Se il modello di cui disponiamo risponde bene agli esperimenti perché dovremmo considerarlo sbagliato o irragionevole?
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Qualcosa non ha funzionato...
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fairyvilje
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A tal proposito avevo trovato letto questo articolo poco tempo fa, ma quello che c'è scritto mi convince ancora meno della teoria attuale. http://www.lescienze.it/news/2016/02/22 ... li-2981200
Secondo me il fatto è che nell' infinitamente piccolo le cose funzionano in maniera molto diversa, e le nostre percezioni "macroscopiche" ci fanno apparire il loro funzionamento poco intuitivo.
Secondo me il fatto è che nell' infinitamente piccolo le cose funzionano in maniera molto diversa, e le nostre percezioni "macroscopiche" ci fanno apparire il loro funzionamento poco intuitivo.
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PaoloLiutaio
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BrunoValente ha scritto:Be' a me non basta che i conti tornano,
I "conti tornano" si riferisce alla teoria che è consistente e non contraddittoria, che è in grado di giustificare i fenomeni conosciuti. Ovviamente ben vengano le interpretazioni intuitive più o meno paradossale.
Il "dualismo" onda - corpuscolo, per quanto così lontano dall'intuizione, è in grado di spiegare la fenomenologia conosciuta ed è alla basa della fisica moderna.
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Beh, io non sono molto d'accordo che il dualismo onda/particella sia lontano dall'intuizione.
Se uno ci si abitua, diventa intuitivo anche quello. Uno sviluppa la propria intuizione sulla base degli oggetti che ha di fronte tutti i giorni, perciò chi lavora con i fotoni tutti i giorni finisce per abituarsi al loro comportamento.
Mi pare che Feynman abbia detto in diverse occasioni che la fisica quantistica è stata una vera rivoluzione per la generazione dei fisici più anziani di lui. Già la sua generazione (nata intorno al 1920) si era praticamente formata già con i nuovi principi. Figuriamoci i fisici moderni!
Per avere un'idea di come si comporta un fotone tenendo conto i principi quantistici, un libro divulgativo che avevo letto e che mi era piaciuto molto è QED, sempre di Feynman.
Dello stesso autore, in "The Feynman Lectures on Physics", all'inizio del terzo volume c'è una splendida descrizione del dualismo onda/particella:
http://www.feynmanlectures.caltech.edu/III_01.html
Se uno ci si abitua, diventa intuitivo anche quello. Uno sviluppa la propria intuizione sulla base degli oggetti che ha di fronte tutti i giorni, perciò chi lavora con i fotoni tutti i giorni finisce per abituarsi al loro comportamento.
Mi pare che Feynman abbia detto in diverse occasioni che la fisica quantistica è stata una vera rivoluzione per la generazione dei fisici più anziani di lui. Già la sua generazione (nata intorno al 1920) si era praticamente formata già con i nuovi principi. Figuriamoci i fisici moderni!
Per avere un'idea di come si comporta un fotone tenendo conto i principi quantistici, un libro divulgativo che avevo letto e che mi era piaciuto molto è QED, sempre di Feynman.
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DarwinNE
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