Buongiorno, premetto che non sono un tecnico, sto cercando di capire la logica di un impianto elettrico.
Trattasi di autorimessa soggetta a prevenzione incendi.
Lo schema è:
Contatore Enel ----> interruttore automatico 25a curva c ----> interruttore magnetotermico 16a + BLOCCO DIFFERENZIALE 25a (sensibilità 30mA)
A questi sono poi collegati in parallelo vari magnetotermici differenziali da 10a curva C, class AC da 30mA con i relativi teleruttori (lo sgancio della corrente avviene con circuito 24 V sempre chiuso): luci comuni, cancello, illuminazione e prese elettriche box.
Quello che non capisco è la ragione del blocco differenziale da 25a, il compito di assolvere alla protezione dai contatti indiretti non è svolto dal magnetotermico differenziale (modello ABB Ds 941 Ac)?
E' corretto installare a monte un interruttore automatico invece di un magnetotermico differenziale selettivo da 0,3?
I teleruttori sono stati installati a valle dei magnetotermici differenziali, affiancati nello stesso quadro, è corretto?
Installare 2 differenziali magnetotermici (sempre DS 941 ac) con le stesse caratteristiche in serie può essere controindicato? ne vedo 2 in serie con un teleruttore tra essi.
Collegamento blocco differenziale
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Non è molto chiaro quanto da te esposto, ma provo a rispondere (se volessi fare uno schema con fidocadJ sarebbe più facile aiutarti).
Per una maggiore chiarezza dovresti anche specificare se sono installati in quadri diversi.
Comunque, se fosse tutto nello stesso quadro, il differenziale 30mA 25A è inutile perché se sono installati differenziali da 30mA sulle partenze svolgono loro stessi la protezione dai contatti indiretti.
Per la tua seconda domanda sarebbe necessario conoscere l'architettura dell'impianto (dislocazione dei quadri e dei vari dispositivi).
Per quanto riguarda i contattori nessun problema.
Installare 2 differenziali con la stessa corrrente di intervento (30mA in questo caso) in serie è un inutile spreco (non c'è selettività).
Per avere risposte certe dovresti però cercare di descrivere meglio l'impianto, sarebbe perfetto uno schema con FicodadJ).

Per una maggiore chiarezza dovresti anche specificare se sono installati in quadri diversi.
Comunque, se fosse tutto nello stesso quadro, il differenziale 30mA 25A è inutile perché se sono installati differenziali da 30mA sulle partenze svolgono loro stessi la protezione dai contatti indiretti.
Per la tua seconda domanda sarebbe necessario conoscere l'architettura dell'impianto (dislocazione dei quadri e dei vari dispositivi).
Per quanto riguarda i contattori nessun problema.
Installare 2 differenziali con la stessa corrrente di intervento (30mA in questo caso) in serie è un inutile spreco (non c'è selettività).
Per avere risposte certe dovresti però cercare di descrivere meglio l'impianto, sarebbe perfetto uno schema con FicodadJ).

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Grazie per le risposte danielex ci proverò a fare lo schema, piano piano mi sto impratichendo.
Sono nello stesso quadro (solo il primo interruttore automatico è posato nel locale contatori), quindi questo blocco differenziale (modello ABB DDA 202 ac ln 0,03) abbinato al mt/M ABB s202 c16 è inutile per la presenza dei vari mtM/D a valle.
Il progetto prevedeva un semplice sezionatore al posto di questo abbinamento da 40a.
Mi interessa che sia preservata la sicurezza e la normativa.
Sono nello stesso quadro (solo il primo interruttore automatico è posato nel locale contatori), quindi questo blocco differenziale (modello ABB DDA 202 ac ln 0,03) abbinato al mt/M ABB s202 c16 è inutile per la presenza dei vari mtM/D a valle.
Il progetto prevedeva un semplice sezionatore al posto di questo abbinamento da 40a.
Mi interessa che sia preservata la sicurezza e la normativa.
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zarate6 ha scritto:Mi interessa che sia preservata la sicurezza e la normativa
zarate6 ha scritto:Il progetto prevedeva un semplice sezionatore al posto di questo abbinamento da 40a.
se posso farti una domanda, TU rispetto a tutta questa situazione, che ruolo hai?
preservare la sicurezza e la normativa... hum!
la sicurezza: chiaramente più differenziali da 30 mA metto in cascata sullo stesso circuito più "aumento la sicurezza"
, si chiama ridondanza o in certi casi [tipo questo] la si può chiamare opulenza la normativa: beh! anche la normativa è arrivata a scrivere nero su bianco che utilizzando un interruttore generale differenziale, questo deve essere selettivo rispetto agli (eventuali) interruttori differenziali posti a valle
la buona tecnica, è quella "scienza" che invece ti fa capire perché devi mettere cosa, ed è importante apprenderla perché prima o poi ti troverai difronte a situazioni oggettive non normate alla lettera, o dove applicare la norma alla lettera sarebbe demenziale
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ultimo ma non ultimo, la Sicurezza è sempre un compromesso tra l'accettazione di un rischio residuo e la continuità di servizio del sistema, per questo motivo deve essere oggetto di scelte ben ponderate
anche le norme sanno bene che non tutti i luoghi richiedono lo stesso tipo di Sicurezza, poiché non i tutti i luoghi si hanno le stesse criticità
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
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Attilio grazie per la chiarezza.
Sono responsabile dell'attività e ho in mano i progetti di questo impianto. Ci sono delle varianti delle quali sto cercando di trovare una giustificazione.
Per esempio il progetto prevedeva 1 pulsante di sgancio d'emergenza e credo che il comando dei VVFF abbia richiesto un pulsante per ogni ingresso (il soccorritore appena entra deve avere il pulsante a disposizione).
Il progetto prevedeva infatti un mtD/M selettivo sensib. 0,3 a monte di tutto, poi 2 sezionatori ed in seguito i differenziali magnetotermici da 30mA a proteggere i circuiti, abbinati a teleruttori per sgancio.
Invece ho l'interruttore automatico da 25a a monte, e al posto dei sezionatori questo abbinamento col blocco differenziale da 30 mA, in seguito segue "abbastanza" il progetto.
I circuiti sono banali: illuminazione, qualche presa da 10a, un cancello automatico.
Sono responsabile dell'attività e ho in mano i progetti di questo impianto. Ci sono delle varianti delle quali sto cercando di trovare una giustificazione.
Per esempio il progetto prevedeva 1 pulsante di sgancio d'emergenza e credo che il comando dei VVFF abbia richiesto un pulsante per ogni ingresso (il soccorritore appena entra deve avere il pulsante a disposizione).
Il progetto prevedeva infatti un mtD/M selettivo sensib. 0,3 a monte di tutto, poi 2 sezionatori ed in seguito i differenziali magnetotermici da 30mA a proteggere i circuiti, abbinati a teleruttori per sgancio.
Invece ho l'interruttore automatico da 25a a monte, e al posto dei sezionatori questo abbinamento col blocco differenziale da 30 mA, in seguito segue "abbastanza" il progetto.
I circuiti sono banali: illuminazione, qualche presa da 10a, un cancello automatico.
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zarate6 ha scritto:Ci sono delle varianti delle quali sto cercando di trovare una giustificazione
i guasti a terra sono normalmente più comuni rispetto ai cortocircuiti o ai sovraccarichi
avere un interruttore generale differenziale da 30 mA con a valle altri interruttori di pari corrente differenziale, è un non senso, ma lo è ancor di più se non parliamo di un appartamento
significa che con una probabilità molto alta, per un guasto a terra su una presa ad esempio, ti ritrovi anche tutti i circuiti di illuminazione fuori uso (fino a che non procedi al ripristino manuale)
sulle motivazioni per le quali, il progetto dice una cosa e il quadro un'altra, non mi esprimo, ma è ovvio che un'idea me la sono fatta
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Ora è chiaro, ho capito cosa significa selettività
Sì in effetti è incredibile come in questo cantiere hanno spulciato sui 20€ cercando di svuotare resti di magazzino...ho anche visto sonde di temperatura attaccate con lo scotch ai tubi!!!

Sì in effetti è incredibile come in questo cantiere hanno spulciato sui 20€ cercando di svuotare resti di magazzino...ho anche visto sonde di temperatura attaccate con lo scotch ai tubi!!!

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