Dichiarazione di Conformità 37/2008 e piazzali alta tensione
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Sì, lo so, è la seconda domanda oziosa che pongo, ma lo giuro, non sono un troll. Consideriamo la realizzazione di un piazzale di alta tensione (oltre 30 kV) all'aperto, sezionatori, interruttori, TA, TV, sbarre: per esempio una fornitura di energia elettrica per un grande stabilimento. Trattandosi di un impianto all'aperto non è soggetto alla 37/2008, quindi non è soggetto all'obbligo, almeno per la parte impiantistica, di progetto da persona iscritta a un albo né è soggetto, come impianto nel complesso, a Dichiarazione di Conformità, a meno di Dichiarazioni per singoli componenti. Possibile che le cose stiano così? Possibile che un impianto alta tensione all'aperto sia soggetto a meno vincoli di un impianto civile di luce e forza motrice all'interno di in un edificio o di una sua pertinenza? Cosa mi manca?
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Sempronio1960
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Sempronio1960 ha scritto:Cosa mi manca?
1- un impianto del genere è sicuramente progettato meglio di un condominio con 10 kW
2- l'impianto è a servizio di un immobile che avrà almeno una lampadina, quindi rientra nel 37/2008
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Il D.M.37/08 si applica a partire dal punto di consegna della fornitura.....dov'è nel tuo caso?
non ci sono problemi, ma solo soluzioni
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Goofy ha scritto:Sempronio1960 ha scritto:Cosa mi manca?
1- un impianto del genere è sicuramente progettato meglio di un condominio con 10 kW
2- l'impianto è a servizio di un immobile che avrà almeno una lampadina, quindi rientra nel 37/2008
iosolo35 ha scritto:Il D.M.37/08 si applica a partire dal punto di consegna della fornitura.....dov'è nel tuo caso?
Il progetto di un impianto in alta tensione è sicuramente diverso da quello di un condominio. Il livello di tensione maggiore dovrebbe essere una condizione necessaria per una progetto migliore, ma non credo sia sufficiente, soprattutto in impianti con sovrapposizione di interventi in tempi diversi.
La lettura pedissequa del 37/2008, già dal titolo, parla di "installazioni all'interno di edifici": l'estensione a impianti a servizio di immobili anche se ragionevole non la trovo esplicitata nel DM.
... disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici
1. Il presente decreto si applica agli impianti posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d'uso, collocati all'interno degli stessi o delle relative pertinenze. Se l'impianto è connesso a reti di distribuzione si applica a partire dal punto di consegna della fornitura.
Sicuramente gli "impianti di protezione contro le scariche atmosferiche" e "le antenne" sono all'esterno, ma allora perché non togliere i riferimenti a "interno"? Per gli impianti a alta tensione potrebbe non esserci un punto di consegna, per esempio una cabina di smistamento.
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Sempronio1960
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Sempronio1960 ha scritto: perché non togliere i riferimenti a "interno"?
Non scrivo io le leggi, ma dei burocrati che spesso sono ignoranti come capre e non sanno coniugare il verbo essere.
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un impianto in alta tensione va sempre progettato.
altrimenti non attivano la fornitura.
vai a guardare le regole di connessione per gli impianti in alta e media tensione.
poi chi farebbe realizzare ( e pagherebbe) un impianto simile senza un progetto?
una piccola cabina primaria per stabilimento costa diverse centinaia di migliaia di euro.
oltretutto si dovra' sottoporre l'impianto ai controlli di legge , che fino a prova contraria sono tutt'altra cosa
che un'eventuale verifica su un impianto casalingo o condominiale
altrimenti non attivano la fornitura.
vai a guardare le regole di connessione per gli impianti in alta e media tensione.
poi chi farebbe realizzare ( e pagherebbe) un impianto simile senza un progetto?
una piccola cabina primaria per stabilimento costa diverse centinaia di migliaia di euro.
oltretutto si dovra' sottoporre l'impianto ai controlli di legge , che fino a prova contraria sono tutt'altra cosa
che un'eventuale verifica su un impianto casalingo o condominiale
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