avevo una domanda da porre o meglio un dubbio da risolvere..
Con l'analisi di GRANDE segnale ho sempre considerato il tipo di analisi dedita alla ricerca del punto di lavoro del dispositivo elettronico . Questo tipo di analisi viene chiamato anche "Analisi in DC" o "Analisi in continua" proprio perché, come nel caso dei transistori, le correnti e le tensioni sono COSTANTI.
Con l'analisi di PICCOLO segnale ho sempre considerato il tipo di analisi che mi porta a sostituire il circuito con equivalente lineare sotto le dovute e opportune condizioni affinché il segnale sia realmente "piccolo" da poter approssimare il comportamento lineare e rientrano in questo tipo di analisi quindi corrente e tensioni VARIABILI la cui ampiezza può far approssimare in primo ordine il circuito con un equivalente lineare.
Per quelli VARIABILI ma con ampiezza relativamente GRANDE tale da NON poter approssimare il circuito con un equivalente lineare, non ho ancora trovato nessun tipo di analisi.
Il dubbio mi è nato studiando l'amplificatore differenziale, non per quanto riguarda lo studio di piccolo segnale e quindi il guadagno differenziale, il guadagno in modo comune , il CMRR ecc...
Lì ho ben chiaro che quando ho due segnali di ingresso ( quindi segnali variabili nel tempo e non costanti giusto ? ) , posso riscriverli come la somma di un segnale variabile di modo differenziale ed uno di modo comune e si studia il circuito affinchè il segnale di modo comune venga attenuato e amplificato quello differenziale.
Il dubbio mi è nato studiando sulle mie dispense-appunti digitali l''amplificatore differenziale per GRANDI SEGNALI che funge da interruttore elettrico.
In pratica si studia che all'aumentare della differenza dei due segnali di ingresso, la corrente arriva a scorrere tutta su un ramo lasciando a 0 la corrente sull'altro.
Leggendo GRANDI SEGNALI quindi ho subito pensato che si trattasse di un circuito di POLARIZZAZIONE e quindi a segnali costanti, ma ho notato però che all'ingresso ci sono due tensioni
che fanno riferimento alla nomenclatura di una tensione variabile .Quindi ho pensato tra me e me: " Possibile che grandi segnali si intenda anche segnali variabili la cui ampiezza non è tale da poter approssimare il circuito con un equivalente lineare?"
Inoltre, googlando un po' qua e là, ho trovato i seguenti video
e questo sito dell'UNINA
http://www.federica.unina.it/ingegneria/elettronica-analogica/amplificatore-differenziale-msfet-e-bjt/
che spiegano proprio lo studio dell'amplificatore differenziale in CONTINUA e quindi mi fa supporre che le tensioni siano costanti..
La domanda è : c'è un errore sulle mie slide o c'è qualcosa che mi sfugge?
Grazie a tutti!

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, la corrente si sposta tutta su uno dei due rami ma non mi è chiaro se vale sia per segnali variabili che per quelli costanti..












e
, il funzionamento da interruttore non lo vedo proprio