Salve, un mio conoscente è temporaneamente alloggiato in una casa degli anni 70 (75-76 o giù di li), classica "bifamilaire" ognuna con proprio contatore...sono andato a trovarlo e mi si è presentata questa situazione:
- L'impianto è derivato direttamente a valle del contatore di energia senza un centralino nel mezzo, mancano quindi protezioni per le linee elettriche e protezione differenziale generale.
- Non c'è l'impianto di terra, non è stato posato nei tubi il conduttore giallo verde, tutte le prese sono senza messa a terra, così come i punti luce.
- Manca ovviamente anche il dispersore.
- I conduttori mi sembrano difficilmente sfilabili.
Quanto scritto vale anche per l'altra unità.
Si vorrebbe adeguare l'impianto elettrico e vorrei riepilogargli quale sarebbe il minimo normativo da eseguire...Per gli impianti impianti realizzati ante 13 marzo 1990, mi pare di capire che la normativa vigente li considera adeguati se dotati di sezionamento e protezione contro le sovracorrenti posti all'origine dell'impianto, di protezione contro i contatti diretti, di protezione contro i contatti indiretti con interruttore differenziale avente corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA.
Leggo che l'adeguamento di questi impianti avrebbe dovuto essere comprovato da atto notorio previsto dall'articolo 6 del DPR 392/94...
Ma se uno ci mette le mani adesso, può semplicemente ricreare questa condizione? ok, vi anticipo che sono d'accordo che l'impianto andrebbe tutto rifatto, ma almeno per il momento, per fare il primo passaggio di messa in sicurezza:
1) per la protezione delle linee luce e fm mi sembra di vedere che è fatto tutto con il 2.5mmq, senza distinzione luce e fm...a quel punto sarebbe possibile utilizzare un unico 16A come interruttore generale dato che il 2.5mmq in tubo da solo porta 18A...dovrebbero essere fatte anche le derivazioni con quella sezione (1,5mmq anche da solo porta meno di 16A).
2) faremmo quindi installare un "centralino minimo" (unico interruttore mgt+diff 16A 0,03A) a valle del contatore.
Questa ristrutturazione non è "edile" quindi si esula dall'allegato 37 della norma CEI 64-8 per le dotazioni minime...i circuiti non vengono aggiunti ne modificati...l'abitazione non ha ambienti soggetti a normativa specifica e non supera i parametri del DM 37/08 che obbligano a progetto da parte di professionista...questo intervento potrebbe essere seguito da una dichiarazione di conformità con allegato progetto dell'installatore?
Infine, nel 1976 era già obbligatoria la realizzazione di un impianto di terra? vabbè che sono passati 40 anni (senza infortuni cavolo!...e mi pare che un impianto elettrico dovrebbe avere una "vita" di 30 anni) ma volendo ci si potrebbe rivalere su una eventuale ditta installatrice? domanda che faccio per capire la situazione e ragionare su quanto si potrebbe andare indietro...ovviamente era il periodo d'oro dei dopolavoristi e delle fatture di magia nera, non ci aspettiamo di risalire a qualche ditta, è solo per capire.
Ringrazio anticipatamente chi ha suggerimenti in merito
Abitazione anni 70 con impianto elettrico fuori norma
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Mike
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thekant ha scritto:Si vorrebbe adeguare l'impianto elettrico
a cosa?
di impianti così ce n'è una caterva, installa la/le protezioni più idonee al caso e verifica se sia effettivamente così difficile dotare almeno le prese del collegamento di terra con realizzazione dello stesso si intende
non capisco a che pro seguire la carta burocratese del "se po fa'.." invece della buona tecnica
è caxxo è ora di porre diversamente il problema!
un impianto senza terra può comportare...
un impianto con la terra efficiente...
fate decidere i clienti su dati oggettivi e probabilisticamente reali... non solo sulle deficienze normative
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
Salvatore Quasimodo
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Mi risulta molto difficile pensare di non ragionare con il triangolo "impianto a norma/costo economico/parte burocratica"...purtroppo come dici te di impianti così ce ne sono tanti e quando se ne trova uno, l'esigenza di sistemarlo può non andare a braccetto con la volontà del soggetto interessato per non parlare della disponibilità economica...
Anche io citando Bartali gli ho detto che "l'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare!"...mi sembra sbagliato però anche non valutare (economicamente lo ammetto) quello che potrebbe essere la soluzione minima da raggiungere.
Anche io citando Bartali gli ho detto che "l'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare!"...mi sembra sbagliato però anche non valutare (economicamente lo ammetto) quello che potrebbe essere la soluzione minima da raggiungere.
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thekant ha scritto:...cut...
Ma se uno ci mette le mani adesso, può semplicemente ricreare questa condizione?
Non ha alcun senso fare un adeguamento del genere adesso invocando il rispetto delle condizioni non più in vigore. Fai l'adeguamento dei requisiti minimi di sicurezza ma nel rispetto della legge attualmente in vigore e rilasci la DICO DM 37/08 per intervento di "trasformazione".
1) Accettabile; le derivazioni da 1,5 non sono protette dalle sovracorrenti ma se riguardano circuiti luce non c'è l'obbligo di proteggere le relative condutture ma di contro bisogna verificare la Icc minima fondo linea.
Il problema rimane la protezione dai contatti indiretti. Per quanto mi riguarda non adeguerei mai un impianto elettrico senza impianto di terra e relativo coordinamento. Se non posso fare l'impianto di terra, allora adotto sistemi alternativi, per esempio separazione elettrica.
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Mike ha scritto:Se non posso fare l'impianto di terra, allora adotto sistemi alternativi, per esempio separazione elettrica.
In concreto, come si fa in una civile abitazione piena di prese con PE ?
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6367 ha scritto:
In concreto, come si fa in una civile abitazione piena di prese con PE ?
Trasformatore d'isolamento e interconnessione della masse tramite i PE delle prese. Ho già adottato questo sistema alternativo di protezione dai contatti indiretti, per esempio su una struttura commerciale che doveva operare ancora 1 anno prima di essere demolita.
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pienamente d'accordo.
altrimenti ci scappa la vittima.
al primo guasto non succede nulla al secondo sono guai.
alla fine in soluzione estrema potrebbe mettere a terra le prese che alimentano gli elettrodomestici e omettendo le altre.
altrimenti ci scappa la vittima.
al primo guasto non succede nulla al secondo sono guai.
alla fine in soluzione estrema potrebbe mettere a terra le prese che alimentano gli elettrodomestici e omettendo le altre.
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6367 ha scritto:OK, ma fatto così mi sembra sia idoneo solo a impianti supervisionati da esperti, che non è il caso di una abitazione.
Non mi risulta, forse intendi un sistema IT, ma non è questo il caso. Non c'è nulla da supervisionare, in caso di primo guasto a terra non succede nulla, con il secondo diventa un cortocircuito ed intervengono le protezioni.
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