Ciao,
spesso negli schemi si trovano utilizzati questi due componenti come sensori di luminosità.
Il loro principio di funzionamento è diverso, ma il loro utilizzo mi pare piuttosto simile, nel senso che li vedo sempre utilizzati come parte "attiva" di un partitore resistivo.
Mi chiedevo in base a cosa si preferisce l' utilizzo dell' uno piuttosto che dell' altro, e quali sono le differenze che non colgo.
Fotodiodi e fotoresistori.
Moderatori:
carloc,
g.schgor,
BrunoValente,
IsidoroKZ
5 messaggi
• Pagina 1 di 1
2
voti
Ciao,
Credo che I fotodiodi offrano, rispetto ai tradizionali dispositivi fotosensibili, cioè i fotoresistori e i rivelatori di radiazioni infrarosse, il vantaggio di una più lunga durata ed un'area attiva estremamente ridotta; quest'ultima prerogativa è di notevole utilità nelle applicazioni in cui i fotodiodi sono utilizzati come indicatori di posizione.
Credo che I fotodiodi offrano, rispetto ai tradizionali dispositivi fotosensibili, cioè i fotoresistori e i rivelatori di radiazioni infrarosse, il vantaggio di una più lunga durata ed un'area attiva estremamente ridotta; quest'ultima prerogativa è di notevole utilità nelle applicazioni in cui i fotodiodi sono utilizzati come indicatori di posizione.
2
voti
I fotodiodi sono più veloci delle fotoresistenze ma forniscono un segnale molto ridotto per cui richiedono una buona amplificazione.
Concettualmente il fotodiodo può lavorare come generatore, proprio nel senso energetico del termine, mentre la fotoresistenza è solo dissipativa.
Concettualmente il fotodiodo può lavorare come generatore, proprio nel senso energetico del termine, mentre la fotoresistenza è solo dissipativa.
0
voti
Grazie delle risposte.
Questo lo avevo dedotto leggendo la spiegazione del suo funzionamento, ma viene utilizzato come tale anche nella pratica?
EcoTan ha scritto:Concettualmente il fotodiodo può lavorare come generatore....
Questo lo avevo dedotto leggendo la spiegazione del suo funzionamento, ma viene utilizzato come tale anche nella pratica?
0
voti
La curva tensione-corrente del fotodiodo non passa per l'origine dunque c'è un quadrante in cui funziona da "generatore" (con nanocorrenti da impazzire).
Diciamo che, se lavora in quel quadrante, allora lui genera, ma in pratica richiede un circuito attivo per amplificare il segnale.
Diciamo che, se lavora in quel quadrante, allora lui genera, ma in pratica richiede un circuito attivo per amplificare il segnale.
5 messaggi
• Pagina 1 di 1
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 37 ospiti

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)



