Provo a darti qualche dritta, non a spiegarti i transistor, per quello, come già ti hanno detto, occorre studiarli davvero.
Aster ha scritto:1) un concetto che mi ha sempre confuso: io so perfettamente che veramente gli elettroni scorrono in maniera esattamente differente rispetto al flusso convenzionale (dannato volta

), questo è importante o posso sorvolare?
No se vuoi solo capire il funzionamento guardando come si comporta dall'esterno, cioè se non vuoi addentrarti a capire come funziona dentro dal punto di vista fisico.
Per utilizzarlo correttamente nei circuiti non occorre sapere la fisica dei semiconduttori.
Aster ha scritto:2) Collettore (C) , Base (B) ed Emettitore (E). si può dire che il flusso va da C a E e io tramite B "regolo" il passaggio?
Si ma il flusso (convenzionale) va da C a E solo negli NPN, nei PNP invece va da E a C.
Devi far conto come se in serie all'emettitore ci sia un diodo orientato con la punta uscente negli NPN e entrante nei PNP, quindi il flusso non è bidirezionale, non si comporta come una resistenza, ma, grooooosso modo, come una resistenza il cui valore dipende dalla corrente che entra in base e con in serie un diodo.
Aster ha scritto:3) so che esistono essenzialmente due tipi di transistor npn e pnp, per come ho capito la differenza (sorvolando su come internamente sono disposti i semiconduttori) il tipo-n fa passare la corrente quando la B è > della "soglia di attivazione" mentre il tipo-p al contrario, cioè la corrente passa sempre ma quando io metto una tensione sufficiente sulla B il circuito si apre
L'hai detta male, forse l'hai anche capita male.
Intanto va chiarito che ai fini del controllo della corrente che scorre tra C ed E quello che conta non è la tensione a cui è sottoposta la base ma
la differenza di potenziale a cui è sottoposta la giunzione BE.
Tanto per intenderci: se la base si trova a 2V rispetto al riferimento del circuito e l'emettitore si trova a 1.4V sempre rispetto al riferimento del circuito, allora la tensione che sta agendo sul comando del transistor è di 0.6V (2V-1.4V=0.6V) con la base positiva rispetto all'emettitore, quindi, se è un NPN, in queste condizioni sta conducendo corrente tra C ed E perché grosso modo 0.6V è la soglia di conduzione (silicio).
Se la tensione della base fosse stata di 50V e quella di emettitore di 49.4V il transistor, per quanto riguarda il controllo, si sarebbe comportato identicamente, lui non è in grado di capire a che valore di tensione sono i suoi piedini ma è in grado di capire solo quanto vale la differenza di potenziale tra i suoi piedini.
Così, se la massima tensione tra C ed E sopportabile da un 2N2222 è di 30V puoi anche farlo lavorare con una tensione di 1000V al collettore, a patto che quella di emettitore non scenda mai sotto 970V.
Quindi un transistor inizia a condurre se la differenza di potenziale tra base ed emettitore, grosso modo, raggiunge 0.6V, negli NPN con la base positiva rispetto all'emettitore, nei PNP con la base negativa rispetto all'emettitore.
Aster ha scritto:4) credo che entrambi i tipi possano essere posti sia in high side (fra vcc e componente) che in low side (fra componente e ground), c è qualche differenza rilevante in questo o è come per le resistenze?
Non è come le resistenze, devi tener conto del diodo in serie all'emettitore che deve trovarsi orientato correttamente ed inoltre devi anche considerare che la tensione di controllo, quella che va applicata tra base ed emettitore, a seconda dei casi può trovarsi con il meno in comune al meno del circuito oppure no...e le cose possono complicarsi per comandarlo correttamente.
Aster ha scritto:5) tutti i transistor sono a giunzione bipolare (BJT)? e che cosa significa esattamente?
Quelli di cui stiamo parlando, a cui appartiene il 2N2222 per intenderci, sono bipolari, ma ve ne sono altri tipi che funzionano diversamente, quindi quello che ti sto dicendo riguarda solo i bipolari, non i fet i mosfet ecc.
Aster ha scritto:6) i darlinton sono "semplicemente" due transistor appaiti in modo che con un solo ic si abbia un guadagno più elevato?
Sì
Aster ha scritto:7) la nomenclatura mi confonde notevolmente quali sono le differenze fra transistor, fet, mosfet, e tutti gli altri termini simili che vengono utilizzati in questo campo?
Grosso modo hanno tutti tre piedini di cui una coppia va collegata al circuito di comando e un'altra coppia al circuito comandato, quindi con un piedino in comune, ma sono diverse le caratteristiche e le grandezze in gioco: ad esempio il circuito di comando vede un diodo quando è collegato alla giunzione B-E di un bipolare, invece vede un circuito aperto quando è collegato alla coppia di piedini gate-source di un fet o di un mosfet, che sono i corrispondenti a B ed E dei bipolari.
Aster ha scritto:8) credo che il doping non sia importante per le mie conoscenze
l'aspetto fisico no
Aster ha scritto:9) i campi di applicazione per quanto ne so io riguardano: interruttori, amplificatori e oscillatori, ci sono altre cose importanti?
Ora non me ne vengono in mente.
Aster ha scritto:10) leggere un datasheet: quali sono i valori che devo attenzionare? non credo che voi lo leggete tutto ma piuttosto sapete cosa dovete cercare e il vostro occhio va subito lì...
questo è un esempio per il
2n2222a (consigliato da un mio amico in base a caratteristiche che spero di poter capire da solo quando mi risponderete)
credo che i valori che mi servono siano "soglia di attivazione" per attivarlo, "corrente massima alla Base" per non distruggerlo, "tensione massimo" per capire la tensione massima che può sopportare da C, "corrente massima" idem, altro?
La soglia di attivazione non ti interessa, è sempre grosso modo di 0.6V, oltre alle cose che hai elencato è importante il guadagno del quale bisogna tenere conto, o meglio bisogna tener conto del valore minimo che può assumere ma comunque dipende molto dall'applicazione, non si può dare una regola generale.
Il guadagno è una grandezza molto ballerina, varia tanto con la temperatura e anche tra esemplari dello stesso tipo vi sono enormi differenze, quindi nel datasheet è dichiarato il valore minimo che può assumere in varie condizioni di utilizzo (linearità, saturazione ecc.) e a seconda dell'applicazione occorre sapere di quale bisogna tener conto per dimesionare correttamente gli altri componenti in modo che alla fine il funzionamento del circuito risenta il meno possibile delle variazioni che il guadagno può subire a causa di una variazione di temperatura o per la sostituzione del transistor dopo una rottura.