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Batteria in tampone. Quale tecnologia usare?

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[1] Batteria in tampone. Quale tecnologia usare?

Messaggioda Foto UtenteElectroTech » 2 gen 2018, 19:27

Ciao a tutti ragazzi e buon anno O_/
Devo realizzare un circuito che mantenga in funzione un Arduino , anche se la tensione di rete viene a mancare.
Il circuito assorbirà più o meno 200 mA , quindi non una corrente elevata , ma non so quale tecnologia di batterie usare.
Le batterie al piombo sarebbero molto indicate per questi utilizzi , ma purtroppo il loro impiego presuppone un grande spazio, che non ho.
Ho letto vari topic nel forum , dove vengo trattate le batterie Ni-MH , ma se non sbaglio queste non possono essere caricare in tampone , perche potrebbero surriscaldarsi.
Qualcuno ha dei consigli in merito? #-o
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[2] Re: Batteria in tampone. Quale tecnologia usare?

Messaggioda Foto Utenteluxinterior » 2 gen 2018, 19:39

Secondo me se l'intervento del tampone è molto raro puoi tranquillamente usare delle NiMh caricate con la corrente di mantenimento Hai una ricarica biblica che non compromette le batterie.
Certo la cosa migliore è "pararsi il sedere" con un cotrollo di temperatura e un montior della tensione, anche grezzo, solo per intervenire in caso di valori pericolosi. Poi se ne devi fare un pezzo per casa tua puoi anche lasciar perdere e intervenire quando il tampone non tampona più
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[3] Re: Batteria in tampone. Quale tecnologia usare?

Messaggioda Foto UtenteElectroTech » 2 gen 2018, 19:58

Foto Utenteluxinterior Il sistema lo utilizzerò io, però "pararsi il sedere" non fa mai male.
L'intervento del tampone sarà molto raro.
A quanto dovrebbe ammontare la corrente di ricarica?
La tensione che devo avere in uscita deve essere 9v , quindi devo fare un pacco batterie formato da 8 celle...
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[4] Re: Batteria in tampone. Quale tecnologia usare?

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 2 gen 2018, 20:12

le classiche NiMH scaldano già con 100mA se pienamente cariche... prevedi una carica a V=1,4V/cella, quindi 1,4x8=11,2V.

Se fatta con un regolatore lineare (o anche switching) la corrente tenderà a zero all'avvicinarsi a tale tensione
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[5] Re: Batteria in tampone. Quale tecnologia usare?

Messaggioda Foto UtenteGuidoB » 2 gen 2018, 20:29

Le batterie al piombo sono forse le più facili da gestire, anche se pesano un po'. Io direi di controllare se, per la capacità che ti serve, il peso e volume della batteria sono accettabili.

Per quanto tempo vuoi avere i 200 mA in caso di black-out?

Ti servono davvero in uscita 9 V? Non puoi ridurli a 5 V?
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[6] Re: Batteria in tampone. Quale tecnologia usare?

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 2 gen 2018, 20:32

Guido non posso essere d'accordo, per queste correnti le attuali stilo NiMH da 2000 mAh e oltre sono adattissime, e molto più "robuste" di quelle al pb sia in carica che in scarica
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[7] Re: Batteria in tampone. Quale tecnologia usare?

Messaggioda Foto UtenteElectroTech » 2 gen 2018, 20:44

Foto UtenteGuidoB Purtroppo per quanto tempo è una variabile , nel senso che fino alla riattivazione della tensione di rete #-o Non so se sono stato chiaro
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[8] Re: Batteria in tampone. Quale tecnologia usare?

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 2 gen 2018, 20:56

Il tempo non può essere una variabile indefinita, perché dalle ore di autonomia che tu DEVI garantire si ricava la capacità necessaria del pacco batterie in Ah...

fino a 4-5h ce la fai con le stilo NiMH, se ti servono mesi di autonomia la vedo dura con qualsiasi cella :mrgreen:
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[9] Re: Batteria in tampone. Quale tecnologia usare?

Messaggioda Foto UtenteElectroTech » 2 gen 2018, 21:18

:mrgreen: Scherzavo , 30 minuti di autonomia !
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[10] Re: Batteria in tampone. Quale tecnologia usare?

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 2 gen 2018, 22:09

30 minuti sono circa 100 mAh...le NiMH stilo bastano e avanzano
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