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Esercizio trasformatore trifase

Trasformatori, macchine rotanti ed azionamenti

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[1] Esercizio trasformatore trifase

Messaggioda Foto UtenteDanteCpp » 7 gen 2018, 12:45

Salve a tutti, ci sono alcune cose con non capisco del seguente esercizio

Esercizio .jpg


Prima tra tutte non capisco nel testo cosa si intende per Xo=Yo, l'ammettenza si misura in simens mentre la reattanza in ohm, devo intenderlo come un errore del testo? Cioè forse si intendeva Xo=1/Yo.

Secondo dubbio, tra i dati di targa non è presente la corrente a vuoto percentuale, devo forse assumere che sia nulla quindi la reattanza trasversale del modello equivalente sia un circuito aperto?

Ho anche un altro dubbio, ma vorrei prima chiarire questi due.

Grazie.
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[2] Re: Esercizio trasformatore trifase

Messaggioda Foto Utentefpalone » 13 gen 2018, 20:05

Salve Foto UtenteDanteCpp,
in effetti sembra essere un refuso.
Del resto, in una macchina a flussi liberi (5 colonne o shell-type) la tensione di corto circuito alla sequenza omopolare è, con ottima approssimazione, uguale a quella alla sequenza diretta. Per me ci sarebbe dovuto essere scritto Xo=Xd.
Piuttosto, attenzione, il neutro lato primario non è accessibile, quindi le correnti omopolari non possono trovare richiusura nella rete al primario!
Dovranno quindi richiudersi nel ramo di magnetizzazione alla sequenza omopolare che, per macchine a flussi liberi, è praticamente uguale per impedenza a quello di sequenza diretta.
Invece, sebbene non sia indicata la corrente di magnetizzazione, hai indicate le perdite a vuoto, per cui almeno quelle puoi considerarle; per avere un'idea della reattanza trasversale, potresti al limite ipotizzare un fattore di potenza realistico per la corrente di magnetizzazione; conosci già la componente attiva di tale corrente, quindi una volta ipotizzato un fattore di potenza per la corrente di magnetizzazione puoi anche calcolare la componente reattiva.
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[3] Re: Esercizio trasformatore trifase

Messaggioda Foto UtenteDanteCpp » 13 gen 2018, 22:07

Caro Foto Utentefpalone,
grazie per i chiarimenti. Alla fine per risolvere l'esercizio e passare oltre ho ipotizzato un fattore di potenza unitario per la corrente di magnetizzazione, quindi in sostanza ho trascurato completamente la componente reattiva del ramo trasversale. Tuttavia, mi piacerebbe sapere secondo la tua esperienza, quale può essere un fattore di potenza realistico per un sistema siffatto.
Per quanto riguarda la prima parte, ho considerato Zo = 1/Yo che per quanto detto prima è uguale alla resistenza del ramo trasversale.
L'affermazione

la tensione di corto circuito alla sequenza omopolare è, con ottima approssimazione, uguale a quella alla sequenza diretta


non mi sembra ovvia, ho bisogno di pensarci su. Appena rimetto mano al pezzo di carta in cui ho svolto l'esercizio lo posto per intero, cosi magari mi puoi dare qualche altro consiglio.
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[4] Re: Esercizio trasformatore trifase

Messaggioda Foto Utentefpalone » 13 gen 2018, 23:10

In una macchina a flussi liberi la corrente omopolare, se libera di circolare in entrambi gli avvolgimenti, porta ad una cdt non diversa rispetto a quella di sequenza diretta.
Questo perché il flusso popolare può trovare una richiusura a bassa riluttanza nelle colonne laterali (se parliamo di un nucleo a 5 colonne) o nel mantello (se parliamo di uno shell type) .
In una macchina a 3 colonne invece il flusso omopolare incontra una riluttanza elevata, perché deve "saltare" dal nucleo alla cassa. Questo porterà ad avere un'impedenza di corto circuito alla sequenza omopolare un po' più bassa rispetto a quella di sequenza diretta.
Se invece la corrente omopolare non può circolare in uno dei due avvolgimenti, perché il neutro non è messo a terra oppure perché la rete a cui è collegato ne impedisce la circolazione, le amperspire non saranno bilanciate e quella componente di corrente omopolare diventerà una corrente di magnetizzazione.
Qui le differenze tra macchina a flussi liberi e vincolati sono ancora maggiori. Infatti in una macchina a flussi liberi l'imoendenza di magnetizzazione alla sequenza omopolare è dello stesso ordine di grandezza di quella di sequenza diretta. In una macchina a flussi vincolati l'impedenza di magnetizzazione alla sequenza omopolare è di 100 o 1000 volte più bassa rispetto a quella di sequenza diretta.
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