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IMPIANTO DEL 1986 CHE FARE ?

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[1] IMPIANTO DEL 1986 CHE FARE ?

Messaggioda Foto Utentecalmo » 20 giu 2018, 18:09

Nel ristorante di un mio cliente è installato un impianto elettrico risalente all'anno 1986 con qualche piccolo aggiustamento futuro.
IL cliente non ha nessuna documentazione relativa all'impianto visto che quest'ultimo risale appunto al 1986.
Alla data attuale, il tecnico della sicurezza (D.L. 81/2008) mette al corrente il committente che deve entrare in possesso dei documenti relativi all'impianto elettrico e di seguito denunciare l'impianto a INAIL e AUSL e provvedere alle verifiche periodiche di cui al DPR 462/2001.
IL cliente chiede il mio aiuto.

Premesso che:
1) si tratta di un ristorante da 400 posti a sedere e quindi un luogo a maggior rischio i caso di incendio;
2) ha una cucina di potenzialità superiore a 100KW e soggetta a CPI
3) superficie totale coperta pari a 900mq
4) potenza elettrica P=40KW trifasi

che fare ?
a) è necessario che venga prodotta una documentazione di progetto/diri/dico essendo l'impianto risalente
a prima del 1986 ?

b) Nel caso si facesse una diri, si può fare una dichiarazione che dimostri la rispondenza a dei requisiti di sicurezza minimi come si fa ad esempio per gli ambienti civili ante 90, secondo il decreto 37/2008 ?

c) nel caso si possa fare la diri secondo quanto indicato al punto b) quali sono i requisiti minimi di sicurezza
che devono essere garantiti in un luogo del genere ?

d) ai fini della prevenzione incendi/rinnovo CPI sono sufficienti i requisiti di sicurezza basilari minimi o è necessario che l'impianto risponda a pieno alle norme CEI attuali ?

#-o #-o
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[2] Re: IMPIANTO DEL 1986 CHE FARE ?

Messaggioda Foto UtenteGoofy » 20 giu 2018, 19:45

calmo ha scritto:Alla data attuale, il tecnico della sicurezza (D.L. 81/2008) mette al corrente il committente che deve entrare in possesso dei documenti relativi all'impianto elettrico e di seguito denunciare l'impianto a INAIL e AUSL e provvedere alle verifiche periodiche di cui al DPR 462/2001.

Si sveglia in ritardo ma meglio che mai.


a) è necessario che venga prodotta una documentazione di progetto/diri/dico essendo l'impianto risalente a prima del 1986 ?

Sì, se l'impianto di terra non è mai stato denunciato all'ISPESL serve una dichiarazione di conformità o rispondenza dell'impianto di terra, da inviare a INAIL e ASL; al più presto verifica da parte di ente con riconoscimento ministeriale 462/2001.
Dichiarazione di rispondenza obbligatoria per gli interventi sull'impianto fatti dopo il 1990.
Dichiarazione di rispondenza o qualcosa di equivalente per tutto l'impianto.
Schemi elettrici indispensabili per il DM 81/2008.

b) Nel caso si facesse una diri, si può fare una dichiarazione che dimostri la rispondenza a dei requisiti di sicurezza minimi come si fa ad esempio per gli ambienti civili ante 90, secondo il decreto 37/2008 ?

No, serve la dichiarazione di piena rispondenza alla regola d'arte dell'epoca di installazione (che non è sostanzialmente diversa da quella attuale)

d) ai fini della prevenzione incendi/rinnovo CPI sono sufficienti i requisiti di sicurezza basilari minimi o è necessario che l'impianto risponda a pieno alle norme CEI attuali ?

Servirà il modello CERT.IMP.
L'impianto deve rispondere alla regola d'arte (non alle norme CEI) come al punto b) e alle prescrizioni dei decreti di prevenzione incendi e essere in buono stato di manutenzione.
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[3] Re: IMPIANTO DEL 1986 CHE FARE ?

Messaggioda Foto Utentecalmo » 20 giu 2018, 20:52

fare una dichiarazione di rispondenza alle norme del 1986........?
tornare a quella data e sapere cosa prescrivessero le norme allora mi è un po' difficile, consigli ??

per quanto concerme gli impianti oggetto di CPI (cucina), rispettare le norme di prevenzione incendi alla data attuale siginifica praticamente rifare tutto l'impianto, basti pensare al regolamento CPR sui cavi e a tutte le prescrizioni ulteriori che a volte sono più severe delle norme CEI stesse.

Per quanto riguarda poi impianto alla regola dell'arte ma non alle norme CEI, cosa intendi ?
impianto a regola d'arte secondo le norme di allora es DPR 547 ma comunque anche le norme CEI perché anche a quella data esistevano . .....
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[4] Re: IMPIANTO DEL 1986 CHE FARE ?

Messaggioda Foto Utentecalmo » 20 giu 2018, 21:33

fatto bene è una parolona.....
l'impianto è dotato di cavi flessibili di colorazioni e sezioni che a prima vista sembrano adeguate in relazione alla portata degli interruttori di protezione, la separazione degli impianti a diversa destinazione sarebbe da verificare in tutti i posti, la cucina necessita di interruottore di emergenza generale e sistemare grado di protezione, è sprovvista ad esempio di foro di areazione a filo soffitto secondo la vecchia CEI 64-2 (non voglio nenache addentrarmi nella nuova CEI 31-87/35) i cavi nei tubi interrati all'esterno sono dei FROR e non dei FG7OR ma sembrano in buone condizioni, lo stato degli involucri, coperchi sembra discreto..........
in breve dei requisiti minimi di sicurezza quali
protezione dai corti, sovracorrenti, colorazione dei cavi, impianto di terra, protezioni differenziali..... ci sono ma mi è difficile capire quale è il minimo richiesto e dove devo arrestarmi perché quanto richiesto nel 1986 non saprei defenirlo
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[5] Re: IMPIANTO DEL 1986 CHE FARE ?

Messaggioda Foto Utentecalmo » 20 giu 2018, 22:58

devo dire che sei bello diretto........

ad ogni modo ho capito il tuo messaggio, ma come sempre, tocca fare i conti con il cliente che spesso pone un freno anche ai più piccoli interventi di adeguamento.
L'impianto a mio avviso può essere "sistemato", tenendo come metro ad esempio la normativa dei primi anni 90 che conosco bene, per farlo occorre valutarlo a fondo e a questo punto mi toccherà capire se la committenza è intenzionata veramente a sistemarlo e/o a strapparmi una firma punto e basta.
Vorrà dire che proporrò un primo onorario per fare un sopralluogo teso a verificare a fondo l'impianto e stilare gli interventi da farsi al fine della dichiarazione e un secondo onorario relativo al restante lavoro a patto che la committenza intenda proseguire...... in questo modo eviterò di perdere tempo e denaro.
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[6] Re: IMPIANTO DEL 1986 CHE FARE ?

Messaggioda Foto Utentecalmo » 21 giu 2018, 0:25

tutto chiaro, ad ogni modo io non ho mai detto che i cavi rigidi non vanno bene..... ho solo detto che i cavi sono flessibili, per far capire che l'impianto anche se risalente all'86 era stato fatto utilizzando materiali più simili a quelli attuali e ancora in buone condizioni.......
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[7] Re: IMPIANTO DEL 1986 CHE FARE ?

Messaggioda Foto UtenteMike » 21 giu 2018, 9:07

calmo ha scritto:
Premesso che:
1) si tratta di un ristorante da 400 posti a sedere e quindi un luogo a maggior rischio i caso di incendio;

Sicuro?
calmo ha scritto:
2) ha una cucina di potenzialità superiore a 100KW e soggetta a CPI

Se supera i 116 kW
calmo ha scritto:
che fare ?
a) è necessario che venga prodotta una documentazione di progetto/diri/dico essendo l'impianto risalente
a prima del 1986 ?

Dipende. La prima attività da fare è una verifica straordinaria dell'impianto elettrico esistente e un rilievo dello stato di fatto. Dai risultati della verifica identifichi le difformità, le priorità e modalità di adeguamento. Se gli interventi di adeguamento sono assimilabili a manutenzione ordinaria o straordinaria, redigi una DIRI ai sensi della L. 186/68 e l'installatore rilascerà la DICO dei lavori di adeguamento previsti. Viceversa, redigi un progetto di adeguamento (trasformazione) nel quale indicherai la parti di impianto che recuperi e quelle da rifare. Il problema è il contesto normativo da applicare. Se c'è documentazione dimostrante quali norme sono state applicate per la progettazione e realizzazione le applichi, altrimenti ti rifai alle norme vigenti anche perché si tratta di un ambiente di lavoro e il datore di lavoro è obbligato a valutare i rischi e a migliorare costantemente la sicurezza applicando le norme e tecniche più avanzate.
calmo ha scritto:b) Nel caso si facesse una diri, si può fare una dichiarazione che dimostri la rispondenza a dei requisiti di sicurezza minimi come si fa ad esempio per gli ambienti civili ante 90, secondo il decreto 37/2008 ?

No, sei fuori campo di applicazione e sarebbe mendace, fai la stessa cosa solo riferito alla L. 186/68.
calmo ha scritto:c) nel caso si possa fare la diri secondo quanto indicato al punto b) quali sono i requisiti minimi di sicurezza
che devono essere garantiti in un luogo del genere ?

Se non hai documentazione dell'impianto esistente non hai alternative se non quella di applicare le norme vigenti, ovviamente vagliando le parti che migliorano la sicurezza, non gli aspetti prestazionali.
calmo ha scritto:d) ai fini della prevenzione incendi/rinnovo CPI sono sufficienti i requisiti di sicurezza basilari minimi o è necessario che l'impianto risponda a pieno alle norme CEI attuali ?

L'impianto deve essere a regola d'arte.
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[8] Re: IMPIANTO DEL 1986 CHE FARE ?

Messaggioda Foto Utentecalmo » 21 giu 2018, 19:07

1) i posti a sedere dichiarati al sottoscritto dal committente sono 400
2) i kW della cucina sono superiori a 116KW chiedo scusa per l'errore

ricapitolando:
se seguo i suggerimenti di mike mi sembra di capire che devo provvedere in buona sostanza a rifare quasei tutto l'impianto, come del resto mi sembra di capire si aspettino i VVF che non credo si accontentino dei requisiti minimi.
Gli interventi che credo saranno da fare sono:
1) modifica e ampliamento dei quadri elettrici
2) integrazione apparecchi di illuminazione di sicurezza
3) installazione sgancio generale cucina e ristorante
4) revisione e sistemazione impianto elettrico cucina
5) sostituzione di cav laddove non sia possibile la protazione con gli interruttori automatici in virtu del carico applicato
6) rifacimento di derivazioni nei pozzetti interrati
7) sismazione costruzioni elettriche con gradi di protezione non idonee
8) ecc. ecc.

e poi non ho ancora fatto la verifica sulla protezione dalle scariche atmosferiche,
pensa cosa può venire fuori con 400 persone presenti.......
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[9] Re: IMPIANTO DEL 1986 CHE FARE ?

Messaggioda Foto UtenteDanielex » 21 giu 2018, 19:27

calmo ha scritto:1)
e poi non ho ancora fatto la verifica sulla protezione dalle scariche atmosferiche,
pensa cosa può venire fuori con 400 persone presenti.......

non verrà fuori nulla di strano, sempre che si circoscriva per bene il problema delle zone a rischio di esplosione della cucina.

Comunque, per tornare più in tema, se leggi tutti gli interventi, puoi trarre una conclusione:
Foto UtenteGoofy ha fatto notare un aspetto importante, il DLgs 81 prevede che siano disponibili scemi di impianto;

Foto UtenteMike ti ha evidenziato il modo impeccabile di procedere

QUindi?

Direi che visto che non si tratta del ristorantino da 40 persone, e parliamo di un impianto del 68, cercherei di spingere per l'analisi approfondita dell'impianto, quindi un rilievo completo, poi si identificheranno con calma gli interventi da fare una volta acquisite tutte le informazioni necessarie.

Proponi anche al cliente di fare in prima battuta un rilievo e la definizione degli interventi da eseguire, in seconda battuta si procederà con il progetto di adeguamento (proponi separatamente le due cose a livello di incarico).
Alla fine avrai tutta la documentazione da inviare ad INAIL ed ARPA, la documentazione completa dell'impianto per assolvere agli obblighi del D.Lgs. 81 e soprattutto, un impianto a regola d'arte!!

Se il cliente fa storie, io leverei le tende, cerca il timbricatore.
O_/
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[10] Re: IMPIANTO DEL 1986 CHE FARE ?

Messaggioda Foto UtenteDanielex » 21 giu 2018, 19:38

#-o
ops
Ora mi hai immortalato, dai non correggo niente così in questo marasma qualcuno si fa anche due risate!
:mrgreen:
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