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Riscaldamento autonomo su diversi ambienti

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[1] Riscaldamento autonomo su diversi ambienti

Messaggioda Foto Utentesabruri1 » 24 ago 2018, 1:39

Ciao ragazzi, ho un quesito da porvi!
Come da titolo, a casa mia devo rendere autonomo il riscaldamento sui diversi piani.

Ho 3 piani, e attualmente vi è un unico termostato sul piano centrale che pilota tutto.
Quello che voglio fare è rendere ogni piano autonomo in modo che su ognuno si possa regolare la sua temperatura. Assieme all'idraulico abbiamo messo su questa soluzione:



poems by Bronson Alcott

Per ogni piano abbiamo dunque una elettrovalvola pilotata da un termostato. L'elettrovalvola in questione ha un uscita che ha il seguente funzionamento:
- Se il termostato chiude il contatto, sull'uscita della EV viene cortocircuitata la fase in ingresso alla EV
- Se il termostato apre il contatto, sull'uscita viene aperto il contatto in cui c'è la fase in ingresso alla EV

L'uscita di ogni EV la porto al piano 1 e la metto in parallelo alle restanti uscite delle altre EV. Con questo parallelo alimento un relè monostabile, che apre (se non è alimentato) e chiude (se è alimentato) un contatto. Questo segnale sarà quello della caldaia; il risultato sarà che la caldaia si avvierà se almeno una elettrovalvola è attiva, invece si spegnerà quando tutte le EV sono spente.

Come mostro nell'immagine, ogni piano ha il proprio magnetotermico differenziale. Il relè riceve il parallelo delle fasi provenienti dalle 3 EV, e ha il neutro proveniente dal magnetotermico del piano 1.

Ora, mi chiedevo se, il fatto di alimentare il relè con la fase che è il parallelo delle fasi delle EV sui 3 piani diversi (e con i diversi magnetotermici), e il neutro proveniente dal magnetotermico del piano 1, potesse in qualche modo creare problemi all'impianto.

Chiaramente tutte le messe a terra le ho risparmiate per non creare confusione sullo schema, ma ovviamente ci saranno.

Grazie in anticipo! :)

edit Foto Utentemir .Le immagini si allegano con la funzione Invia allegato in formato jpg 480 x640 max, fermo restando che per gli schemi (ma anche per disegni) è consigliabile l'utilizzo di FidocadJ, software di disegno free di facile utilizzo.
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[2] Re: Riscaldamento autonomo su diversi ambienti

Messaggioda Foto Utenteelfo » 24 ago 2018, 9:03

Forse e' meglio mettere 3 rele' monostabili (uno per piano) cosi' hai 3 contatti "puliti" che puoi mettere in parallelo (funzione OR).
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[3] Re: Riscaldamento autonomo su diversi ambienti

Messaggioda Foto Utentesabruri1 » 24 ago 2018, 10:28

Già, mi sa che è l'unica soluzione!
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[4] Re: Riscaldamento autonomo su diversi ambienti

Messaggioda Foto Utentegabrisav » 24 ago 2018, 16:44

Di solito le elettrovalvole hanno un contatto ausiliario pulito, mettendoli in parrallelo e collegandoli alla caldaia hai risolto il problema.

Con la tua soluzione, prendendo la fase da un circuito con proprio diff. e il neutro da altro circuito con proprio diff. di sicuro saltano tutte le volte che si alimenta il rele
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[5] Re: Riscaldamento autonomo su diversi ambienti

Messaggioda Foto UtenteJAndrea » 24 ago 2018, 16:56

La caldaia, con la sua scheda elettronica, sarà predisposta per avere in ingresso il segnale di un contatto pulito.
Che puoi facilmente fornire con i contatti ausiliari delle elettrovalvole.

Sarebbe meglio avere un contatto montato internamente alla valvola (in caso di valvole a 2 vie) anche per avviare la pompa solo se effettivamente il circuito idraulico ha già aperto la via di passaggio dell'acqua.

Alcune elettrovalvole possono avere tempi di manovra di diversi minuti...

Come hai risolto il problema dello sbilanciamento idraulico tra il vecchio impianto e la nuova soluzione con valvole di zona?
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[6] Re: Riscaldamento autonomo su diversi ambienti

Messaggioda Foto Utentesabruri1 » 1 set 2018, 10:11

Dunque, come consigliato da voi ho utilizzato i contatti (puliti) ausiliari delle EV. Inizialmente non sapevo ci fossero, in effetti su alcuni modelli non ci sono. L'idraulico, me ne ha fornite alcune della De Pala con questi contatti. Parallelo tra tutti e il risultato va alla caldaia. In realtà le caldaie sono due: una a pellet, una a metano. Ho messo un switch a 3 vie e 6 contatti (giu, centro, su) tra il parallelo e le caldaie per poter selezionare quale far partire.

Come hai risolto il problema dello sbilanciamento idraulico tra il vecchio impianto e la nuova soluzione con valvole di zona?

Della parte idraulica io non mi sono occupato, ho solo rispettato le specifiche dell'idraulico per mettere su la parte elettrica. Mi puoi spiegare meglio di che si tratta così a limite mi informo anche con lui su come ha risolto? :-)

Grazie a tutti :)
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[7] Re: Riscaldamento autonomo su diversi ambienti

Messaggioda Foto UtenteJAndrea » 1 set 2018, 13:29

Nel passaggio da riscaldamento su un unico circuito a più circuiti separati, la caldaia vede una diversa caratteristica idraulica del circuito sulla base del numero di zone attive.
Se infatti tu accendessi una zona sola, o tutte e tre, la portata d'acqua in ciascuna potrebbe non essere la stessa.
Uno dei più semplici metodi per risolvere il problema è l'utilizzo di valvole a tre vie, dove per le zone "chiuse" l'acqua viene in realtà deviata direttamente sul ritorno, in modo che la pompa interna alla caldaia non si accorga di nulla nel passaggio fra zone aperte e chiuse.
Oggigiorno, con la disponibilità dei circolatori a giri variabili e gli autoflow, sarebbero possibili soluzioni più raffinate ed efficienti.
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[8] Re: Riscaldamento autonomo su diversi ambienti

Messaggioda Foto Utentesabruri1 » 1 set 2018, 13:40

JAndrea ha scritto:Nel passaggio da riscaldamento su un unico circuito a più circuiti separati, la caldaia vede una diversa caratteristica idraulica del circuito sulla base del numero di zone attive.
Se infatti tu accendessi una zona sola, o tutte e tre, la portata d'acqua in ciascuna potrebbe non essere la stessa.
Uno dei più semplici metodi per risolvere il problema è l'utilizzo di valvole a tre vie, dove per le zone "chiuse" l'acqua viene in realtà deviata direttamente sul ritorno, in modo che la pompa interna alla caldaia non si accorga di nulla nel passaggio fra zone aperte e chiuse.
Oggigiorno, con la disponibilità dei circolatori a giri variabili e gli autoflow, sarebbero possibili soluzioni più raffinate ed efficienti.

Ti ringrazio, lo farò subito presente all'idraulico e ti aggiornerò quanto prima! O_/
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