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Una curiosità sulla programmazione oggi.

Linguaggi e sistemi

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[1] Una curiosità sulla programmazione oggi.

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 6 nov 2018, 13:25

Ciao a tutti! Reduce da quasi una nottata passata a taroccare un installer di yosemite da utilizzare sul mio mac "tottamintosh" pro 1.1 ( :mrgreen: ) - che funziona anche se ancora non posso realmente avviarla causa mancanza di una scheda video più prestante di quella attuale (già ordinata ma che mi deve ancora arrivare) - mi son venute spontanee alcune considerazioni, che erano già latenti dopo l'esperienza fatta con l'installazione su Linux di alcuni programmi pacchettizzati.

L'impressione principale (netta) che ho avuto è che la programmazione classica, su cui avevo iniziato a infarinarmi quando ero ancora studente, sia di fatto divenuta roba da museo nello stesso modo in cui, per capirci, lo è diventata la progettazione di circuiti elettronici discreti, da tempo trasformatasi in un assemblaggio più o meno accorto di blocchi funzionali venduti pronti all'uso sotto forma di circuiti integrati.

Nel caso dell'elettronica, l'utilizzo dei vari integrati è subordinato alla lettura e comprensione dei datasheet associati sulla base dei quasi, se serve, viene aggiunta progettazione ad hoc di stadi e circuiti che fungono da collante tra un blocco e l'altro. Curiosando e anche giocando con gli installer mi è venuto da pensare che anche in informatica ci possa essere una prassi di lavoro analoga: si acquistano blocchi funzionali (gli "integrati") con i relativi datasheet che spiegano la funzione e le necessità dei vari "pin" (grandezze e parametri da passare al blocco di elaborazione e i dati che ne escono da utilizzare a proprio comodo) a cui aggiungere dei "programmi-collante" che si occupino soprattutto di interfacciare i blocchi tra loro.

La faccenda mi intriga abbastanza in quanto, senza mettere in discussione le prerogative dei "piani alti" della programmazione, il poter assemblare tra loro (naturalmente con intelligenza, non con i piedi...) vari blocchi funzionali pronti consentirebbe anche ai semiprofani di informatica di realizzare programmi su misura delle proprie esigenze, pur senza necessariamente essere (o divenire) dei programmatori in senso stretto.

Come stanno davvero le cose oggi?

Grazie fin da ora! :-)
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[2] Re: Una curiosità sulla programmazione oggi.

Messaggioda Foto Utenteegbit » 6 nov 2018, 13:36

Si ricicla tutto quello che si può fino a dimenticare di averlo riciclato insieme agli errori che contiene e che nessuno si sogna di correggere perche' sepolti in milioni di righe di codice, si scrive solo ciò che manca, sopravvive comunque ancora qualcuno della specie homo-lo-faccio-mellium pochi esemplari in estinzione



Rottamintosh (tm) :mrgreen:
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[3] Re: Una curiosità sulla programmazione oggi.

Messaggioda Foto Utentevenexian » 6 nov 2018, 13:56

Pezzi di software presi qua e là, messi insieme con qualche riga aggiunta alla meglio fino a ottenere qualcosa che più o meno funziona.

Mi ricorda qualcosa...
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[4] Re: Una curiosità sulla programmazione oggi.

Messaggioda Foto Utentearkeo2001 » 6 nov 2018, 14:00

Credo che le cose stiano in modo simile alla tua analogia. A parte le tantissime librerie disponibili che sono il quasi esatto equivalente del circuito integrato, esiste la STL (standard template library) del C++ che è davvero una bella realizzazione e consente di pensare a blocchi con la sicurezza di un'implementazione che più ottimizzata non si può e la sicurezza che è così collaudata che praticamente ha ben pochi bachi se non nessuno.

Quello che invece mi è poco chiaro, ma non solo a me, è "dove stiamo andando". Gli ultimi due standard del C++ sono roba per pochissimi eletti, più vicini alla mentalità di un logico matematico sofisticato che a quella di programma per uno scopo. Pensavo di conoscere il C++ al suo 40%, adesso devo ridimensionarmi al 5% :lol:
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[5] Re: Una curiosità sulla programmazione oggi.

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 6 nov 2018, 14:12

venexian ha scritto:Mi ricorda qualcosa...


Cosa?
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[6] Re: Una curiosità sulla programmazione oggi.

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 6 nov 2018, 14:27

arkeo2001 ha scritto:Quello che invece mi è poco chiaro, ma non solo a me, è "dove stiamo andando". Gli ultimi due standard del C++ sono roba per pochissimi eletti, più vicini alla mentalità di un logico matematico sofisticato che a quella di programma per uno scopo. Pensavo di conoscere il C++ al suo 40%, adesso devo ridimensionarmi al 5% :lol:


E questo in realtà è il lato positivo dell'evoluzione tecnologica. Il concetto della piramide di Maslow (la piramide delle priorità di soddisfazione delle necessità) non vale solo per i bisogni delle persone ma anche per le attività che svolgono.
A dirla tutta penso che sia una strada evolutiva imposta dalle circostanze: i supercervelli in grado di pensare meglio della media sono sempre stati e saranno sempre rari rispetto alla media ("pensare bene" è un'attività faticosa e costosa in termini di risorse). Da qui la spinta, incessante e continua, a farne il più possibile a meno e di utilizzarli al meglio quando proprio non se ne può fare a meno. Se se ne può fare a meno perché costa meno... se ne fa a meno.

Anche questo è mercato bellezza! :mrgreen: ;-)
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[7] Re: Una curiosità sulla programmazione oggi.

Messaggioda Foto Utentearkeo2001 » 6 nov 2018, 14:36

Entro certi limiti. Cerco sempre di distinguere i casi di quando non ci arrivo io alle cose e quando è un problema con una base più o meno oggettiva. Una buona parte della comunità dei programmatori è perplessa sulle recenti evoluzioni del linguaggio, sta diventando qualcosa di farraginoso e si sta perdendo l'equilibrio di tutti quei fattori che rendono vincente una qualsiasi idea.

Oltretutto quello che dici, che è condivisibile, si ritorce contro parte del mondo software: se rendi uno strumento adatto solo a pochi geniacci verrà usato poco. Esiste ed esisterà sempre una piattaforma di gente meno geniale ma che poi nei fatti manda avanti la baracca intesa come produttività globale in quel certo campo e bisogna pensare a quella per un semplice fatto di numeri. Chiaramente il C++ è una goccia nel mare della programmazione però mi sembrano tendenze tutto sommato in atto, pensa a quanto è complesso sviluppare per un sistema operativo ormai indispensabile come android. Non so... forse è nella natura delle cose che tutto diventi sempre più complesso poi ci pensa la pressione selettiva a sforbiciare (purtroppo) le persone nel mondo del lavoro.
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[8] Re: Una curiosità sulla programmazione oggi.

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 6 nov 2018, 14:47

Al riguardo (anche come richiamo alla prudenza, visto che questo tipo di dinamica è tutt'altro che nuova) penso che una lettura (o rilettura) di un bel libro di una dozzina di anni fa - Merrill Chapman, In Search of Stupidity - possa aiutare in queste riflessioni.
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[9] Re: Una curiosità sulla programmazione oggi.

Messaggioda Foto Utentebrabus » 6 nov 2018, 14:48

Piercarlo ha scritto:
venexian ha scritto:Mi ricorda qualcosa...


Cosa?


venexian ha scritto:E' che la parola "arduino" mi genera una specie di orticaria diffusa... :roll: . (...)


:mrgreen:
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[10] Re: Una curiosità sulla programmazione oggi.

Messaggioda Foto Utentewruggeri » 6 nov 2018, 14:49

venexian ha scritto:Pezzi di software presi qua e là, messi insieme con qualche riga aggiunta alla meglio fino a ottenere qualcosa che più o meno funziona.


egbit ha scritto:Si ricicla tutto quello che si può fino a dimenticare di averlo riciclato insieme agli errori che contiene e che nessuno si sogna di correggere perche' sepolti in milioni di righe di codice, si scrive solo ciò che manca, sopravvive comunque ancora qualcuno della specie homo-lo-faccio-mellium pochi esemplari in estinzione



I signori qui citati mi hanno tolto le parole da sotto le dita.

Aggiungo a quanto da loro scritto che le università oggi non fanno nulla (in ogni ambito, e in questo in particolare) per contrastare questa tendenza o almeno far notare agli studenti che - sai com'è - si potrebbe anche usare il cervello qualche volta. E credete che gli studenti si lamentino di questo? Niente affatto: oggi, il problema degli studenti e di chi li rappresenta è garantire il diritto al pezzo di carta, mica il diritto a un'istruzione di qualità! :evil:


arkeo2001 ha scritto:Gli ultimi due standard del C++ sono roba per pochissimi eletti, più vicini alla mentalità di un logico matematico sofisticato che a quella di programma per uno scopo.


FINALMENTE
Era ora che qualcuno si rendesse conto che l'approccio "agile" alle cose è semplicemente una scusa per dare dignità alla faciloneria. Un punto per la competenza! W1U
Evidenzio, a proposito, una cosa fondamentale: i documenti degli standard non sono destinati ai programmatori, bensì a personaggi assai più competenti, quali ad esempio coloro che si occupano di realizzare compilatori e roba "mistica" agli occhi dei più come Polyspace o analoghe suite. Il programmatore quadratico medio può tranquillamente acquistare uno dei tantissimi testi per programmatori disponibili in commercio (per il C++, in particolare, ho elencato alcune proposte interessanti qui; una guida ancor più completa - e soprattutto redatta da una persona estremamente competente in materia - era una volta reperibile online, ma non ricordo più dove).
Rispondo solo a chi si esprime correttamente in italiano.
Se non conosci un argomento, non parlarne.
Gli unici fatti sono quelli dimostrabili, il resto è opinione.
Non dirò una parola sulla politica e sul M5S, del quale aspetto solo l'estinzione.
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