Ciao a tutti,
sono ormai giunto al termine del percorso di studi universitario, della tesi mancano poche pagine, e vi è ormai una data certa, il 7 dicembre.
Quel che mi chiedo è cosa fare dopo, dopo tanti anni passati sui banchi, vorrei trovare lavoro.
io vivo a Rovigo, città che non offre molte opportunità a quanto ho visto, ma al contempo non vorrei neanche allontanarmi troppo da casa, perché temo che con il primo stipendio permettersi un affitto altrove sia abbastanza improbabile.
Comunque valuto qualsiasi opportunità.
Visto che su questa community ci sono diverse persone con qualche anno di esperienza in più, vorrei, oltre ad eventuali offerte ed annunci (ho già spulciato l'apposito thread), raccogliere qualche suggerimento, idea, consiglio.
Non ho particolari requisiti, quel che mi lascerebbe un po' deluso sarebbe trovarmi al 10 dicembre con le mani in mano.
Grazie
cosa fare dopo la laurea
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admin
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Ciao Andrea, su quale argomento hai svolto la tesi? Come hai strutturato il tuo percorso di studi?
Ti può interessare una esperienza all'estero? Il primo stipendio ti consentirà comodamente di vivere in affitto e non solo.
Ti può interessare una esperienza all'estero? Il primo stipendio ti consentirà comodamente di vivere in affitto e non solo.
Alberto.
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Ciao Brabus, quel che tu proponi sarebbe interessante.
Effettivamente, mi piacerebbe, magari per un periodo, poter stare in un paese in cui si parla inglese, perché ad oggi è molto richiesto, ma dal canto mio, fin che si tratta di leggere o scrivere me la cavo, ma a parlarvi meno… Quindi sarebbe un buon modo per fare pratica.
Il mio percorso di studi è così composto:
dopo il diploma di perito elettrotecnico, mi sono laureato in ingegneria dell'energia qui a padova, come percorso triennale.
Ora, la laurea magistrale che sto per conseguire è in ingegneria dell'energia elettrica (abbastanza simile all'ex elettrotecnica).
La tesi è "sul rilievo di scariche parziali nelle macchine rotanti per scopi di diagnostica"
Quello che che mi ha sempre attirato, e verso la quale ho orientato per quel che è possibile i corsi svolti è
la parte relativa ad impianti e reti.
Effettivamente, mi piacerebbe, magari per un periodo, poter stare in un paese in cui si parla inglese, perché ad oggi è molto richiesto, ma dal canto mio, fin che si tratta di leggere o scrivere me la cavo, ma a parlarvi meno… Quindi sarebbe un buon modo per fare pratica.
Il mio percorso di studi è così composto:
dopo il diploma di perito elettrotecnico, mi sono laureato in ingegneria dell'energia qui a padova, come percorso triennale.
Ora, la laurea magistrale che sto per conseguire è in ingegneria dell'energia elettrica (abbastanza simile all'ex elettrotecnica).
La tesi è "sul rilievo di scariche parziali nelle macchine rotanti per scopi di diagnostica"
Quello che che mi ha sempre attirato, e verso la quale ho orientato per quel che è possibile i corsi svolti è
la parte relativa ad impianti e reti.
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Il lavoro lo troverai abbastanza facilmente e le offerte, tramite agenzie, non mancheranno. Anzi ti chiameranno ogni settimana, più volte.
Certo lo stipendio sarà ovvio e scontato che non supererà i 1000-1200 netti (per quanto tempo, per anni?), ovvero come qualsiasi operaio-impiegato che non ha la laurea. A meno che tu non venga da 6-8 anni di lavoro come operaio specializzato e allora, nonostante tu sia ingegnere alle prime armi, non potranno darti meno della cifra (e meno della categoria) che prendevi prima.
Se farai l'esame di stato occhio: può capitare che non ti assumano proprio perché sei ingegnere abilitato. Metti mai che un domani ti metti in proprio e gli rubi i clienti. E' successo a me , dove quando ho detto che stavo studiando per l'esame di stato, il colloquio ha preso subito una piega diversa.
Poi ti diranno che "in realtà il tuo stipendio è buono, e l'azienda non può permettersi di più".
Preparati a scontrarti con la competenza e l'arroganza maturata da chi , pur non essendo ing magistrale, ha anni e anni di esperienza. Ti faranno pesare il fatto che loro, pur non avendo studiato, ne sanno più di te. Parti con le mani avanti. La frase "partendo dal presupposto che io non so un ca..o" è sempre efficace (ovviamente non in fase di colloquio).
Se puoi, se non hai famiglia alle spalle, casa , legami che prevalgono sulla carriera, amore per il luogo natio, ti consiglio di valutare seriamente un lavoro all'estero.
Certo lo stipendio sarà ovvio e scontato che non supererà i 1000-1200 netti (per quanto tempo, per anni?), ovvero come qualsiasi operaio-impiegato che non ha la laurea. A meno che tu non venga da 6-8 anni di lavoro come operaio specializzato e allora, nonostante tu sia ingegnere alle prime armi, non potranno darti meno della cifra (e meno della categoria) che prendevi prima.
Se farai l'esame di stato occhio: può capitare che non ti assumano proprio perché sei ingegnere abilitato. Metti mai che un domani ti metti in proprio e gli rubi i clienti. E' successo a me , dove quando ho detto che stavo studiando per l'esame di stato, il colloquio ha preso subito una piega diversa.
Poi ti diranno che "in realtà il tuo stipendio è buono, e l'azienda non può permettersi di più".
Preparati a scontrarti con la competenza e l'arroganza maturata da chi , pur non essendo ing magistrale, ha anni e anni di esperienza. Ti faranno pesare il fatto che loro, pur non avendo studiato, ne sanno più di te. Parti con le mani avanti. La frase "partendo dal presupposto che io non so un ca..o" è sempre efficace (ovviamente non in fase di colloquio).
Se puoi, se non hai famiglia alle spalle, casa , legami che prevalgono sulla carriera, amore per il luogo natio, ti consiglio di valutare seriamente un lavoro all'estero.
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albertagort
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Per un giovane sono molto importanti le prime scelte lavorative per cui quello che ti invito a fare è riflettere opportunamente ragionando in ottica futura.
Tu hai una percorso scolastico simile al mio, solo che io ho una ventina di anni in più.
Il fatto che tu abbia una formazione da perito fa si che nel ambito lavorativo la tua forza sarà il problem solving avendo un approcio mediamente più pratico e pragmatico rispetto ad un liceale, almeno questo è quello che noto confrontandomi con ingegneri, il titolo è lo stesso ma posso affermare con certezza che la formazione della scuola superiore è fondamentale e dà un modo di lavorare totalmente diverso.
Di questo secondo me ne devi tener conto.
La prima scelta che devi fare è valutare azienda piccola o azienda grande.
Io ho iniziato a lavorare per una grande azienda, non sono durato tanto perché sostanzialemente mi annoiavo e non ero in grado di gestire le dinamiche interne all'azienda a livello di lotte interne, a livello lavorativo facevo il passacarte di progetti di cui non avevo troppe competenze ma sopratutto non erano richieste, io invece volevo sviluppare molto di più l'aspetto tecnico.
Dopo due anni ho cambiato per una piccola che lavorava come subcontractor, qua sono cresciuto molto tecnicamente sia a livello di progetti che a livello di cantiere. L'aspetto negativo è che rischi di diventare un mulo se non sai difenderti.
Poi ho cambiato varie volte in ditte di taglio più o meno vario.
Il mio consiglio è inizia con una piccola fai esperienza su vari fronte con una visione multitasking e poi quando hai la possibilità passa nella grande a fare il gestionale una volta che hai capito come gira il mondo del lavoro.
Per quanto riguarda l'inglese, io ho fatto un corso a miei spese e all'estero ci vado senza problemi sia per lavoro che per motivi personali.
Al di la della laurea che rimane un punto di partenza per entrare nel mondo del lavoro, l'approcio deve essere di continua crescita sia professionale che economica, mi sembra chiaro che ti toccherà mangiare anche delle belle badilati di xxrda ma anche quello serve diventare uomo e a capire il mondo e le persone che ti circondano.
Tu hai una percorso scolastico simile al mio, solo che io ho una ventina di anni in più.
Il fatto che tu abbia una formazione da perito fa si che nel ambito lavorativo la tua forza sarà il problem solving avendo un approcio mediamente più pratico e pragmatico rispetto ad un liceale, almeno questo è quello che noto confrontandomi con ingegneri, il titolo è lo stesso ma posso affermare con certezza che la formazione della scuola superiore è fondamentale e dà un modo di lavorare totalmente diverso.
Di questo secondo me ne devi tener conto.
La prima scelta che devi fare è valutare azienda piccola o azienda grande.
Io ho iniziato a lavorare per una grande azienda, non sono durato tanto perché sostanzialemente mi annoiavo e non ero in grado di gestire le dinamiche interne all'azienda a livello di lotte interne, a livello lavorativo facevo il passacarte di progetti di cui non avevo troppe competenze ma sopratutto non erano richieste, io invece volevo sviluppare molto di più l'aspetto tecnico.
Dopo due anni ho cambiato per una piccola che lavorava come subcontractor, qua sono cresciuto molto tecnicamente sia a livello di progetti che a livello di cantiere. L'aspetto negativo è che rischi di diventare un mulo se non sai difenderti.
Poi ho cambiato varie volte in ditte di taglio più o meno vario.
Il mio consiglio è inizia con una piccola fai esperienza su vari fronte con una visione multitasking e poi quando hai la possibilità passa nella grande a fare il gestionale una volta che hai capito come gira il mondo del lavoro.
Per quanto riguarda l'inglese, io ho fatto un corso a miei spese e all'estero ci vado senza problemi sia per lavoro che per motivi personali.
Al di la della laurea che rimane un punto di partenza per entrare nel mondo del lavoro, l'approcio deve essere di continua crescita sia professionale che economica, mi sembra chiaro che ti toccherà mangiare anche delle belle badilati di xxrda ma anche quello serve diventare uomo e a capire il mondo e le persone che ti circondano.
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Coulomb
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JAndrea ha scritto:ma al contempo non vorrei neanche allontanarmi troppo da casa, perché temo che con il primo stipendio permettersi un affitto altrove sia abbastanza improbabile.
Preferisci una pedata nei denti o calcio nelle gengive?
Come ti hanno gia' scritto, una esperienza all'estero e' "fondamentale" - (non hai fatto l'Erasmus?)
I complimenti (e la bevuta - virtuale) al 7 dicembre
Non sono in grado di darti nessun (buon) consiglio ma:
- Glassdoor - lo conosci(evi)?
https://www.glassdoor.com/index.htm
https://it.wikipedia.org/wiki/Glassdoor
- Vita e lavoro all'estero (guarda i primi link del post)
viewtopic.php?f=6&t=72125&p=747249#p747249
- Fare Soldi
viewtopic.php?f=6&t=73195
e (scusa l'autocitazione) questi miei post
viewtopic.php?f=6&t=73195&start=40#p762279
Quante ore al giorno dedicate alla gestione dei vostri soldi?
viewtopic.php?f=6&t=73246
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Più che andare all'estero per un figlio maschio italiano è fondamentale staccarsi da casa, dal cordone ombelicale della mamma va bene anche andare a lavorare a Milano.
L'erasmus serve a quello mica ad imparare una lingua, ad avere una visione più ampia del mondo e a sapersi mettere in discussione, io nel mio anno all'estero imparai il francese, utilità quasi nulla a livello lavorativo a meno che uno non voglia andare a lavorare in Africa.
L'erasmus serve a quello mica ad imparare una lingua, ad avere una visione più ampia del mondo e a sapersi mettere in discussione, io nel mio anno all'estero imparai il francese, utilità quasi nulla a livello lavorativo a meno che uno non voglia andare a lavorare in Africa.
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Coulomb
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Bravo! La faticaccia che hai fatto merita un bravo.
Purtroppo adesso ti renderai conto che l'ingegnere è l'operaio del nuovo millennio.
Se ti diverti a fare il tecnico rimarrai tale (sottopagato e sfruttato almeno qui in italia all'estero non so)
Meglio una figura tecnico/commerciale (in altre parole un commerciale che sa di cosa parla) molto richiesta ma le tue conoscenze tecniche sono condizione necessaria non suffciente.
Io ormai sono padre ho fatto anni fa la tua stessa identica fatica (e adesso non la rifarei) e sento genitori che a piena bocca mi dicono "Mio figlio studia ingegneria!" (Vorrei rispondere bravo mona! ma non si può)
Secondo me per fare il tecnico un buon perito basta e avanza, tu ormai la frittata l'hai fatta perciò io suggerisco:
carriera unviersitaria frustrante all'inizio ma poi
puntare a impiego tecnico/commerciale ruoli quali capo progetto direttore di qualcosa. NON farsi infognare in ruoli meramente tecnici di sviluppo sw/hw scrittura di capitolati ecc..(Se inevitabile ridurre a al minimo questo periodo)
E dimentica le conoscenze tecniche ricordati che anche escludendo gli indiani e i cinesi un bravo perito europeo che conosce bene la materia a pari età ha già 5anni di esperienza di lavoro in più di te, difficilmente potrà fare le scarpe al suo capo (gli manca il titolo!) e costa molto meno di te che sei ingegnere.
Purtroppo adesso ti renderai conto che l'ingegnere è l'operaio del nuovo millennio.
Se ti diverti a fare il tecnico rimarrai tale (sottopagato e sfruttato almeno qui in italia all'estero non so)
Meglio una figura tecnico/commerciale (in altre parole un commerciale che sa di cosa parla) molto richiesta ma le tue conoscenze tecniche sono condizione necessaria non suffciente.
Io ormai sono padre ho fatto anni fa la tua stessa identica fatica (e adesso non la rifarei) e sento genitori che a piena bocca mi dicono "Mio figlio studia ingegneria!" (Vorrei rispondere bravo mona! ma non si può)
Secondo me per fare il tecnico un buon perito basta e avanza, tu ormai la frittata l'hai fatta perciò io suggerisco:
carriera unviersitaria frustrante all'inizio ma poi
puntare a impiego tecnico/commerciale ruoli quali capo progetto direttore di qualcosa. NON farsi infognare in ruoli meramente tecnici di sviluppo sw/hw scrittura di capitolati ecc..(Se inevitabile ridurre a al minimo questo periodo)
E dimentica le conoscenze tecniche ricordati che anche escludendo gli indiani e i cinesi un bravo perito europeo che conosce bene la materia a pari età ha già 5anni di esperienza di lavoro in più di te, difficilmente potrà fare le scarpe al suo capo (gli manca il titolo!) e costa molto meno di te che sei ingegnere.
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luxinterior
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- Iscritto il: 6 gen 2016, 17:48
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luxinterior ha scritto:Purtroppo adesso ti renderai conto che l'ingegnere è l'operaio del nuovo millennio.
Secondo me per fare il tecnico un buon perito basta e avanza,
un bravo perito europeo che conosce bene la materia a pari età ha già 5anni di esperienza di lavoro in più di te,
tutto verissimo e condivisibile.
per il fatto di fare il tecnico commerciale, c'è un talento, o una caratteristica, che non è facile da coltivare: la capacità umana di relazionarsi e le capacità di "mediazione commerciale". Tutte cose che uno ha o non ha.
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albertagort
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