Buongiorno a tutti!
Ho il seguente dubbio:
Sappiamo che quando si verifica un cortocircuito a bocca di centrale, o comunque nelle strette vicinanze, la tensione nel punto di guasto crolla a zero facendo così crollare a valori bassissimi anche la tensione alla sbarra di generazione della/delle macchine li presenti.
Gli alternatori, allora, erogheranno potenza reattiva per sostenere il più possibile la tensione nel punto di guasto ma soprattutto ai loro morsetti. Il mio dubbio è questo, di che tipo è il reattivo che erogano?
Di colpo direi capacitivo, ma è ovvio che l'alternatore durante un guasto non può trovarsi in sotto eccitazione (condizione necessaria per l'erogazione di capacitivo), quindi la risposta sarebbe induttivo? Ma perché induttivo? L'induttivo non dovrebbe far aumentare la cdt sulla reattanze di macchina e della linea (fino al punto di guasto), che in AAT/AT sono X>>R, determinando quindi ulteriore abbassamento della tensione?
Un grazie a tutti coloro mi aiuteranno a chiarire questo dubbio.
p.s.
Spero di aver centrato la sezione adatta del forum in cui porre questo quesito! Se così non fosse comunicatemi la corretta sezione che rifaccio il post.
Erogazione di reattivo degli alternatori durante un guasto
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Mike
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Buongiorno
Gabbo93,
durante un cto-cto in prossimità di una centrale la tensione ai morsetti di un alternatore cala bruscamente, come hai detto tu.
Non va a zero per via della presenza del trasformatore elevatore e della sua impedenza di corto circuito.
La f.e.m. dell'alternatore, in regime subtransitorio, vale circa 1 p. u., quindi ben più alta rispetto alla tensione ai morsetti della macchina.
L'alternatore eroga quindi potenza reattiva verso il guasto, in modo simile rispetto al suo comportamento in sovraeccitazione.
La differenza rispetto al funzionamento in sovraeccitazione è rappresentabile nel circuito equivalente con la sostituzione della reattanza sincrona con la subtransitoria e della fem a regime (dipendente dalla corrente di è citazione) con quella subtransitoria (indipendente in prima approssimazione della corrente di è citazione prima del guasto).
durante un cto-cto in prossimità di una centrale la tensione ai morsetti di un alternatore cala bruscamente, come hai detto tu.
Non va a zero per via della presenza del trasformatore elevatore e della sua impedenza di corto circuito.
La f.e.m. dell'alternatore, in regime subtransitorio, vale circa 1 p. u., quindi ben più alta rispetto alla tensione ai morsetti della macchina.
L'alternatore eroga quindi potenza reattiva verso il guasto, in modo simile rispetto al suo comportamento in sovraeccitazione.
La differenza rispetto al funzionamento in sovraeccitazione è rappresentabile nel circuito equivalente con la sostituzione della reattanza sincrona con la subtransitoria e della fem a regime (dipendente dalla corrente di è citazione) con quella subtransitoria (indipendente in prima approssimazione della corrente di è citazione prima del guasto).
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Ok quindi l'alternatore eroga reattivo induttivo durante il guasto, però dato che in condizioni di guasto la reattanza interna si riduce (passando da quella a regime permanente a quella sub transitoria) la cdt è molto ridotta consentendo di supportare la tensione ai suoi morsetti erogando, comunque, induttivo.
Per quanto riguarda la linea che separa i morsetti di macchina dal punto di guasto effettivo, però, li le reattanze induttive non dovrebbe subire variazioni.... quindi verso il punto di guasto avrei comunque delle cdt di tensioni importanti che non dovrebbero permettermi di supportare la tensione.
Infatti, se non erro, la tensione nel vero punto di guasto cala a zero senza se e senza ma... quindi ne deduco che il generatore eroga reattivo, a monte della variazione della sua reattanza interna, col fine di sostenere il più possibile la tensione ai suoi morsetti, non per sostenere la tensione nel punto effettivo di guasto.
Questo avrebbe senso, perché il sostentamento della tensione ai suoi morsetti è finalizzato a sostenere la coppia elettromagnetica il più possibile ai fini di ridurre la coppia accelerante dovuta allo squilibrio elettromeccanico che il calo di tensione genera.
Forse è per questo che non riuscivo a capire, mi focalizzavo sul punto di guasto effettivo senza pensare al motivo reale per il quale l'alternatore aveva interesse a supportare la tensione.
È dunque corretto ciò che ho detto?
Per quanto riguarda la linea che separa i morsetti di macchina dal punto di guasto effettivo, però, li le reattanze induttive non dovrebbe subire variazioni.... quindi verso il punto di guasto avrei comunque delle cdt di tensioni importanti che non dovrebbero permettermi di supportare la tensione.
Infatti, se non erro, la tensione nel vero punto di guasto cala a zero senza se e senza ma... quindi ne deduco che il generatore eroga reattivo, a monte della variazione della sua reattanza interna, col fine di sostenere il più possibile la tensione ai suoi morsetti, non per sostenere la tensione nel punto effettivo di guasto.
Questo avrebbe senso, perché il sostentamento della tensione ai suoi morsetti è finalizzato a sostenere la coppia elettromagnetica il più possibile ai fini di ridurre la coppia accelerante dovuta allo squilibrio elettromeccanico che il calo di tensione genera.
Forse è per questo che non riuscivo a capire, mi focalizzavo sul punto di guasto effettivo senza pensare al motivo reale per il quale l'alternatore aveva interesse a supportare la tensione.
È dunque corretto ciò che ho detto?
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