Mi permetto di andare un po' in direzione opposta agli ultimi commenti: io utilizzo molto LinkedIn, ritenendola una piattaforma molto utile per diversi scopi. In primis, io la utilizzo per tenere contatti con colleghi pari-mansione di altre realtà lavorative, oppure per seguire gruppi di approfondimento o ancora, per trovare nuovi contatti in merito a possibili nuovi fornitori per diverse soluzioni industriali.
Per quel che guarda offerte lavorative, ne ho ricevute parecchie; detto questo sono assolutamente conscio che la quasi totalità fossero indirizzate a
n persone e che il processo di selezione fosse ai principi, alla macro-scrematura. Il fatto che io non possa sapere subito il nome della realtà che ha incaricato l'HR di effettuare le selezioni, mi tocca poco; che si chiami "
Pippo s.p.a.", "
Pluto s.n.c." o "
Paperino s.r.l." cosa mi cambia? L'importante è che, nella prima fase, sia chiara la posizione che si andrà a ricoprire; il resto viene, a mio avviso, dopo.
Definire LinkedIn il cancro del mercato del lavoro, mi sembra davvero un'esagerazione senza senso.

Poi non mi nascondo dietro un dito: molte offerte di lavoro sembrano tratte da un copione di "Amici miei", nelle migliori
zingarate di toscana memoria.
Il giorno che avrò necessità di cercare un nuovo lavoro, sono certo che sfrutterò a pieno la rete di contatti che con il tempo mi sono creato. Contatti veri, pochi ma veri. Non come quelli di Facebook ... che se proprio vogliam parlare di
cancro ...