Buongiorno,
premetto che di elettrotecnica ne capisco poco, ma ultimamente sto cercando di imparare il più possibile perché il discorso un po' mi appassiona visto che ormai siamo immersi in un mondo fatto elettrotecnica, elettronica e tra un po' anche le auto saranno elettriche.
Ho imparato i concetti di differenza di potenziale, intensità, potenza, resistenza, corrente continua, corrente alternata.. ma qui c'è una cosa che non riesco a capire: perché negli impianti di casa, il connettore neutro si collega a terra per chiudere il circuito? Ho visto un video informativo su YouTube dove fanno vedere come viene indotta elettricità a una spira immersa in un campo magnetico dove ai due estremi viene collegata una lampadina.. utilizzando questo esempio nell'impianto delle case, il connettore neutro non dovrebbe essere collegato al generatore di corrente? Oltretutto, dal generatore di corrente parte solo un cavo che porta la fase? Su degli appunti ho trovato scritto che il connettore neutro è collegato a terra per dare a tutto il sistema elettrico un sicuro riferimento col potenziale di terra, ma così io che sono ignorante mi immagino la spira immersa nel campo elettrico a cui ad un estremo c'è collegata la lampadina e all'altro estremo non c'è collegato niente, mentre la lampadina viene collegata a terra, giusto?
Ringrazio tanto chi saprà delucidarmi
Approfondimento conduttore neutro impianto monofase
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Il neutro quando c'è (quasi sempre) è collegato al generatore e anche a terra.
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Quindi il neutro è sempre collegato al generatore e in più anche a terra? Perché?
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Continuo con la brutale semplificazione.
Il neutro è ovviamente collegato al generatore per chiudere il circuito e a terra perché altrimenti non sarebbe un neutro ma una seconda fase.
Il generatore viene collegato a terra per consentire la protezione dei circuiti con gli interruttori ad apertura automatica in caso di guasto.
Il neutro è ovviamente collegato al generatore per chiudere il circuito e a terra perché altrimenti non sarebbe un neutro ma una seconda fase.
Il generatore viene collegato a terra per consentire la protezione dei circuiti con gli interruttori ad apertura automatica in caso di guasto.
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Scusami, non capisco perché non dovrebbe essere un'altra fase.. se facciamo un esempio semplicissimo, in un altro impianto, non di casa, dove c'è un generatore o alternatore e un utilizzatore (lampadina), dall'alternatore escono due cavi che vanno a collegarsi entrambi alla lampadina (in questo caso ci sono due fasi?)
Un'altra domanda: qual è l'utilità di collegare il neutro a terra e non a un pezzo di plastica?
Scusatemi l'ignoranza
Un'altra domanda: qual è l'utilità di collegare il neutro a terra e non a un pezzo di plastica?
Scusatemi l'ignoranza

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perché in realtà dal generatore escono tre fasi, a 400 V l'una dall'altra e ciascuna a 230 V rispetto al neutro (quindi alla terra).
La somma delle correnti delle tre fasi, in presenza di un carico perfettamente equilibrato (uguale su tutte le fasi) è zero. Se invece c'è uno squilibrio sul neutro corre una corrente molto più bassa che sulle fasi, utile solo a compensare questo squilibrio.
Oltre a questo avendo il neutro a terra vuol dire avere la possibilità di installare i salvavita (che in realtà si chiamerebbero interruttori differenziali) che hanno la funzione di rilevare le correnti che vanno disperse verso terra, evitando situazioni più pericolose.
Alle case portano una fase ed il neutro (almeno in condizioni normali), alle piccole industrie portano le tre fasi più il neutro, ecc.
Così facendo al generatore arrivano tre fasi più o meno equilibrate ed un neutro che ha doppia funzione: fare da riferimento per i sistemi di protezione e compensare gli squilibri dei carichi.
Ovviamente ho semplificato per dare una risposta veloce... Spero di aver risposto ai tuoi dubbi ed essere stato sufficientemente chiaro
La somma delle correnti delle tre fasi, in presenza di un carico perfettamente equilibrato (uguale su tutte le fasi) è zero. Se invece c'è uno squilibrio sul neutro corre una corrente molto più bassa che sulle fasi, utile solo a compensare questo squilibrio.
Oltre a questo avendo il neutro a terra vuol dire avere la possibilità di installare i salvavita (che in realtà si chiamerebbero interruttori differenziali) che hanno la funzione di rilevare le correnti che vanno disperse verso terra, evitando situazioni più pericolose.
Alle case portano una fase ed il neutro (almeno in condizioni normali), alle piccole industrie portano le tre fasi più il neutro, ecc.
Così facendo al generatore arrivano tre fasi più o meno equilibrate ed un neutro che ha doppia funzione: fare da riferimento per i sistemi di protezione e compensare gli squilibri dei carichi.
Ovviamente ho semplificato per dare una risposta veloce... Spero di aver risposto ai tuoi dubbi ed essere stato sufficientemente chiaro
Almeno l'itagliano sallo...
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E che differenza ci sarebbe tra collegare il neutro a terra oppure isolarlo in un pezzo di plastica?
Sicuramente sto facendo domande troppo banali.. per questo vi chiedo: esiste un qualche materiale informativo su cui imparare queste basi?
Grazie mille
Sicuramente sto facendo domande troppo banali.. per questo vi chiedo: esiste un qualche materiale informativo su cui imparare queste basi?
Grazie mille
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La domanda è sensata
Un sistema, sia monofase che trifase, funzionerebbe ugualmente anche se non fosse connesso a terra (sistema I. T.), le tensioni sarebbero le stesse. Uno dei terminali del secondario del trasformatore viene connesso a terra per motivi di sicurezza, per essere sicuri che uno dei poli attivi sia in ogni caso a zero volt e che l'altro non assuma potenziali diversi da 230V rispetto a terra (sistema T. T. oppure T. N.).
Se il sistema di distribuzione è trifase, di solito il secondario del trasformatore è a stella e viene connesso a terra il centro-stella, che prende il nome di neutro; se il sistema di distribuzione è monofase, il trasformatore ha un avvolgimento secondario con presa centrale e questa viene connessa a terra in modo da avere ad esempio due fasi con tensione di 110V rispetto a terra e con tensione fase-fase (cioè prendendo le due estremità dell'avvolgimento) di 220 V.
Può succedere (per fortuna molto raramente) che l'ente distributore per sbaglio connetta a terra una estremità dell'avvolgimento anziché il centro, in questo caso i poli di alcune prese monofase sarebbero -nel sistema monofase dell'esempio di prima- a 110V e 220 V rispetto a terra (anziché 0 e 110) ma la maggior parte degli utilizzatori funzionerebbe normalmente, vedendo comunque una tensione di 110V.
Un sistema, sia monofase che trifase, funzionerebbe ugualmente anche se non fosse connesso a terra (sistema I. T.), le tensioni sarebbero le stesse. Uno dei terminali del secondario del trasformatore viene connesso a terra per motivi di sicurezza, per essere sicuri che uno dei poli attivi sia in ogni caso a zero volt e che l'altro non assuma potenziali diversi da 230V rispetto a terra (sistema T. T. oppure T. N.).
Se il sistema di distribuzione è trifase, di solito il secondario del trasformatore è a stella e viene connesso a terra il centro-stella, che prende il nome di neutro; se il sistema di distribuzione è monofase, il trasformatore ha un avvolgimento secondario con presa centrale e questa viene connessa a terra in modo da avere ad esempio due fasi con tensione di 110V rispetto a terra e con tensione fase-fase (cioè prendendo le due estremità dell'avvolgimento) di 220 V.
Può succedere (per fortuna molto raramente) che l'ente distributore per sbaglio connetta a terra una estremità dell'avvolgimento anziché il centro, in questo caso i poli di alcune prese monofase sarebbero -nel sistema monofase dell'esempio di prima- a 110V e 220 V rispetto a terra (anziché 0 e 110) ma la maggior parte degli utilizzatori funzionerebbe normalmente, vedendo comunque una tensione di 110V.
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SediciAmpere
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SediciAmpere ha scritto:se il sistema di distribuzione è monofase, il trasformatore ha un avvolgimento secondario con presa centrale e questa viene connessa a terra in modo da avere ad esempio due fasi con tensione di 110V rispetto a terra e con tensione fase-fase (cioè prendendo le due estremità dell'avvolgimento) di 220 V.
ASSOLUTAMENTE NO!!!
Il sistema di distribuzione è quasi ovunque 400V trifase e 220 monofase.
Solo in alcune zone d'Italia, dove sono presenti impianti di distribuzione molto vecchi, ci sono ancora sistemi di distribuzione bifase (non MONOfase) dove alle utenze vengono portate due fasi a 230 V tra loro e 120 V verso terra.
Ma si tratta di pochissimi casi, situati (se non erro) solo in alcune zone di Roma e pochi altri casi.
Nelle case di tutto il resto d'Italia ( e d'Europa) c'è il sistema di distribuzione monofase (UNA fase, a differenza del BIfase che sta ad indicare DUE fasi) dove alle utenze viene portata una fase ed il neutro.
Comunque credo che con questo discorso abbiamo solo incasinato di più le idee di
elem ha scritto:E che differenza ci sarebbe tra collegare il neutro a terra oppure isolarlo in un pezzo di plastica?
Detta in due parole, con il neutro a terra se una persona va a toccare una massa si becca 230 V, ma se c'è a monte un salvavita questo interviene e si salva.
Se il neutro non fosse connesso a terra, nel caso ci sia solo una fase che tocca una massa non succederebbe praticamente nulla, ma nel momento in cui le fasi che toccano le masse fossero due, si beccherebbe 400 V.
Per evitare questo problema servirebbe un sistema di controllo molto più complesso del salvavita
Almeno l'itagliano sallo...
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