Ciao a tutti.
Qualche settimana fa ho scaricato una decina di pdf da stampare, riguardanti la costruzione di alimentatori switching.
In questo "libro", c'è una tabella che lega il valore dell'induttore con la frequenza di switching alla quale dovrebbe lavorare, per consentire di "caricare" l'induttore.
Cito parole testuali del pdf:
'Induttanze di piccolo valore si "caricano" velocemente e quindi richiedono una frequenza di commutazione più alta e viceversa.'
La tabella presente è la seguente:
A me interesserebbe sapere I legami anche con le altre frequenze, tuttavia cercando su internet non ho trovato niente. Qualcuno può aiutarmi?
Sicuramente c'è una formula che lega questi valori, tuttavia non la so.
Grazie in anticipo
Tabella induttanza - frequenza per consentire la "carica"
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IsidoroKZ
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Una tabella così non ha molto significato. Nel senso che, fondamentalmente, un alimentatore switching non è altre che un circuito risonante di tipo RLC, questo vuol dire che la frequenza di carica dell'induttore andrebbe scelta nell'intorno più prossimo della pulsazione di risonanza del gruppo RLC stesso. Questo lo si fa per massimizzare l'efficienza dell'alimentatore stesso.
Andrebbero quindi conosciuti anche i valori della capacità, e del carico, questo per poter fare, quanto meno, una stima grossolana di quella che potrebbe essere la pulsazione di risonanza e determinare quindi l'intorno della frequenza da scegliere.
Se, veramente la tabella che hai trovato è una semplice stima basata su non si sa quali parametri che ti da quei valori, meglio se la ignori, perché esisterebbero infinite configurazioni che, con quelle stesse frequenze ed induttanze potrebbero creare più problemi di quanti non ne risolvano.
Andrebbero quindi conosciuti anche i valori della capacità, e del carico, questo per poter fare, quanto meno, una stima grossolana di quella che potrebbe essere la pulsazione di risonanza e determinare quindi l'intorno della frequenza da scegliere.
Se, veramente la tabella che hai trovato è una semplice stima basata su non si sa quali parametri che ti da quei valori, meglio se la ignori, perché esisterebbero infinite configurazioni che, con quelle stesse frequenze ed induttanze potrebbero creare più problemi di quanti non ne risolvano.
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harpefalcata
326 1 3 6 - Stabilizzato

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harpefalcata ha scritto:fondamentalmente, un alimentatore switching non è altre che un circuito risonante di tipo RLC, questo vuol dire che la frequenza di carica dell'induttore andrebbe scelta nell'intorno più prossimo della pulsazione di risonanza del gruppo RLC stesso. Questo lo si fa per massimizzare l'efficienza dell'alimentatore stesso.
Purtroppo non è assolutamente corretto. La frequenza di "carica" non esiste, o meglio non l'ho mai sentita definire, e la frequenza di switching di un alimentatore switching non c'entra nulla con la frequenza di risonanza dell'induttore con le capacità (quali tra l'altro? quelle di uscita?), dove hai trovato queste informazioni?
Per l'OP: quella tabella ti dice che, in sintesi, un induttore di valore piccolo sottoposto ad una certa tensione fa crescere la sua corrente più velocemente di un induttore più grosso. Come sia stata definita quella tabella non è dato saperlo.
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marioursino
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EcoTan ha scritto:Quella tabella potrebbe avere un senso precisando a quale configurazione circuitale e a quale modalità di funzionamento faccia riferimento.
Alimentatori switching, modalità boost
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Il booster può trovarsi in diverse zone:
1 A basso carico la corrente nell'induttanza cresce poi decresce fino a zero quindi aspetta il prossimo ciclo.
2 Crescendo il carico la pendenza delle rampe non varia quindi la corrente nell'induttanza cresce e decresce ma non si annulla mai.
Nel caso 1 può stabilirsi la relazione rigida fra induttanza e frequenza, per date tensioni di entrata e uscita. Nel caso 2 il problema è la saturazione quindi entrano nel conto il carico e i dati magnetici
P.S. I convertitori risonanti forse esistono ma sicuramente non c'entrano niente.
1 A basso carico la corrente nell'induttanza cresce poi decresce fino a zero quindi aspetta il prossimo ciclo.
2 Crescendo il carico la pendenza delle rampe non varia quindi la corrente nell'induttanza cresce e decresce ma non si annulla mai.
Nel caso 1 può stabilirsi la relazione rigida fra induttanza e frequenza, per date tensioni di entrata e uscita. Nel caso 2 il problema è la saturazione quindi entrano nel conto il carico e i dati magnetici
P.S. I convertitori risonanti forse esistono ma sicuramente non c'entrano niente.
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