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comprereste il mio riso?

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[1] comprereste il mio riso?

Messaggioda Foto Utentelodovico » 12 dic 2020, 2:17

Ciao a tutti,
per questo Natale stavo pensando di farmi un regalo utile,
esattamente un macchinario per sbiancare il riso grezzo
(detto risone) , rendendolo direttamente utilizzabile, alla pari del riso bianco che si trova nei supermercati.

Io sono figlio di agricoltori, ma, diversamente da mio fratello, ho preso un'altra strada, dal punto di vista lavorativo (fino ad aprile facevo il programmatore).
Da qualche mese, causa pandemia, pero', sono praticamente fermo perche' il cliente per cui lavoravo e' anch'esso praticamente fermo, per lo stesso motivo.
Ora stavo cercando di capire se era il caso di tornare ,almeno temporaneamente, sui miei passi, ovvero rientrare nell'azienda agricola dei miei, magari sviluppando qualche progetto 'innovativo', o per lo meno qualche progetto pensato ma poi messo da parte per mancanza di risorse, sia economiche che di lavoro.

Uno di questi progetti e' appunto questo, cioe' la lavorazione del riso che viene prodotto dall'azienda, per renderlo direttamente vendibile al consumatore.

Attualmente nell'azienda dei miei, per i motivi indicati, manca questa fase, ed il riso grezzo viene venduto (direttamente o tramite un consorzio) a riserie che si occupano della lavorazione finale e successiva commercializzazione.

La mia idea e' di provare a fare un piccolo investimento per l'acquisto di un piccolo macchinario che serve per lo scopo, ma in grado di trattare per il momento solo minime quantita'.
Per chi non ha proprio idea di cosa sto parlando, si tratta di una cosa di questo tipo (nella sua forma piu economica e semplice):

1607728226360.png


In pratica, il riso grezzo (che si vede nell'immagine circolare in alto a sinistra) viene introdotto nell'imbuto in alto, ed in uscita si ottiene il riso bianco (cerchio in basso a sinistra), e lo scarto di lavorazione (sostanzialmente, il rivestimento piu esterno, ed alcuni strati sottostanti, in base al grado di raffinazione scelto)

Considerate che il risone (riso grezzo) viene venduto dalla mia azienda a 30-35 euro al quintale, cioe' 30-35 centesimi al chilo,
ed invece al supermercato, causa i vari passaggi di lavorazione delle riserie, ed i successivi passaggi di commercializzazione, un chilo di riso si trova a circa 1.5-2 euro.

Tagliando via questi passaggi, potrei proporre un prezzo decisamente concorrenziale, ma il mio dubbio e' questo:

perche' il consumatore dovrebbe scegliere il mio riso?
il vantaggio economico dal suo punto di vista sarebbe ridotto...
considerando il consumo medio annuo pro capite di 6kg, ed il prezzo di 2 euro/kg, una famiglia di 4 persone spende non piu di 50 euro/anno in riso.
quindi il fatto di pagarlo la meta' , o anche un terzo, darebbe un risparmio di 25-35 euro che su un anno mi sembra poca cosa.

a questo punto entra in gioco il discorso della qualita', genuinita', la filiera corta dal produttore al consumatore, etc

nel mio caso potrei addirittura corredare la scatola di un link ad un video effettuato a mezzo multicottero delle piante da cui e' derivato il pacchetto :mrgreen:

ma secondo voi, una persona terrebbe in considerazione questi elementi, anche per un alimento abbastanza comune e disponibile in larga quantita' come il riso?

ad esempio, voi lo fareste?

Fatemi sapere, grazie!
O_/
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[2] Re: comprereste il mio riso?

Messaggioda Foto Utenteclaudiocedrone » 12 dic 2020, 2:40

A mio parere no, l'unica per spuntarla sarebbe puntare sul biologico ma se il tuo riso è irrorato, automaticamente non c'è trippa per gatti.
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[3] Re: comprereste il mio riso?

Messaggioda Foto UtenteIlGuru » 12 dic 2020, 4:05

Io ci metterei una bella etichetta tipo "Riso bio equo e solidale non trattato" e lo venderei agli hipsters al triplo del valore del riso grezzo, senza toccarlo.
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[4] Re: comprereste il mio riso?

Messaggioda Foto Utentelacoontfreed » 12 dic 2020, 6:09

Da punto di vista prettamente numerico, tempo fa leggevo meno di 0.1€/kg per le carote al produttore e un rincaro di almeno 10x nei negozi, mentre nel tuo caso si ha un rincaro ~5x Vedo che il prezzo di riso ha più 'valore' per il produttore (certo, bisogna tenere presenti i costi di produzione di riso, carota per fare un confronto serio)
lodovico ha scritto: perche' il consumatore dovrebbe scegliere il mio riso?


ho la fortuna di avere un orticello, niente trattamenti e ciò che cresce, cresce. Gli ortaggi che raccolgo hanno tutt'altro sapore da quelli che vendono nei negozi bio, figuriamoci nei super. Certo le quantità sono misere, lo vedo anche con la vicina, lei raccoglie p.e. 5/6kg di melanzana per pianta io sono felice quando ne raccolgo due.
Ecco, il tuo riso è migliore rispetto a quelli che vendono nei negozi?
Puoi creare un prodotto di nicchia, tipo capperi di Pantelleria, pistacchio di Bronte?

PS per la statistica:
Io compro il riso quando finisce, vado al super e compro quello che è in offerta, quel che sia, sia (tanto, io non ho mai capito la differenza tra quello che è per l'insalata o per il risotto), ne prendo 10~20kg e non ci penso per un bel po'
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[5] Re: comprereste il mio riso?

Messaggioda Foto Utenteedgar » 12 dic 2020, 9:35

Qui in zona negli anni scorsi sono state installate alcune postazioni per la vendita di latte fresco direttamente dal produttore.
Diverse sono state rimosse dopo qualche mese: trattandosi di vendita al pubblico (così mi hanno detto) è necessaria una licenza di vendita commerciale che i produttori non avevano.
Prima di fare investimenti, anche relativamente piccoli, ti consiglierei di verificare la parte burocratica.

Per quanto riguarda l'acquisto, io ho il mio spacciatore (produttore) di fiducia di vialone nano di ottima qualità ma non l'ho sposato :mrgreen:
L'ultimo acquisto; 90 kg da condividere con familiari e amici.
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[6] Re: comprereste il mio riso?

Messaggioda Foto UtenteMarcoD » 12 dic 2020, 9:43

Solo per riferimento, ogni qualche mese compro qualche pacco da 1 kg di riso Carnaroli a 3,6 € cad. presso il negozio della riseria Tomasoni di Rovasenda.
Il riso è in un pacchetto trasparente sigillato sottovuoto, a sua volta dentro una scatola in cartone.

Ho visitato i macchinari, mi ha colpito una macchina in cui I chicchi di riso sono selezionati uno per uno da un canale con fotocellula e soffio ad aria compressa che elima quelli irregolari (rotti o non bianchi) e accende un LED per segnalare lo scarto in direi un decimo di secondo (in realtà ci sono almeno 50 canali in parallelo). Non pensavo ci fosse lavoro per elettronici controllisti. :-)

Un prodotto con valore aggiunto è un pacchettino da 2 hg ? di riso con aggiunto un preparato per risotti (funghi o radicchio ).

Mia moglie è soddisfatta :!: , io mangio tutto quello che mi viene presentato ;-) :-)


p.s.: se per 10 € mi dessero un sacchetto in tela con 5 kg di riso, avrei difficoltà a gestirlo e forse a conservarlo e magari lo lascerei scadere e mia moglie lo butterebbe via.
Ritengo per me vantaggioso pagare caro poco riso ma ben confezionato.
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[7] Re: comprereste il mio riso?

Messaggioda Foto Utenteedgar » 12 dic 2020, 10:06

lacoontfreed ha scritto:il tuo riso è migliore rispetto a quelli che vendono nei negozi?

Ti riporto una stranezza (!) che ho riscontrato.
Il riso che acquisto dal produttore è disponibile normalmente anche in vari supermercati della zona.
Sullo scaffale trovi esattamente lo stesso riso, stesso formato, stessa confezione in atmosfera inerte, stesso produttore.
Lo cucini, è diverso. Quello acquistato alla fonte ha un profumo più marcato ed un sapore migliore, confermato anche da familiari e amici.
Anni fa ho acquistato del carnaroli in una piccola riseria a sud di Milano, anche in questo caso il sapore era decisamente migliore rispetto al riso medio del supermercato.
Se tanto mi dà tanto mi aspetto che il riso di Foto Utentelodovico sia ottimo :ok:
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[8] Re: comprereste il mio riso?

Messaggioda Foto Utentevince59 » 12 dic 2020, 11:11

No. Io non cercherei tutte ste caratteristiche nel riso nostrano. Non credo che lo specifico settore possa interessare un ampia fascia di mercato. Avendo frequentato per lungo tempo il novarese, ho visto belle aziende con tanti prodotti riso e derivati ma non hoimmaginato una grande crescita. Poi il marketing è ance capace di creare delle belle realtà o di "friggere l'aria". Come bell'esempio, riferito al novarese, cito il gorgonzola, quello cha ha anche una squadra di pallavolo, i cui prodotti sono anche in germania.
Tieni poi conto della forte presenza, almeno nel Lazio, di una grande comunità orientale ed indiana che stanno indondando il mercato con tanti tipi di riso.
Opinione da consumatore ovviamente.
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[9] Re: comprereste il mio riso?

Messaggioda Foto Utentestefanopc » 12 dic 2020, 14:17

Sono sicuro che farai un prodotto ottimo ma non puoi e non devi fare concorrenza alla grande distribuzione.
Devi crearti una tua nicchia con i tuoi prodotti due o tre massimo distinguibili completamente da quelli normali per la qualità.
Quindi dovrebbero essere una varietà magari antica e/o di eccellenza , bio o almeno a lotta integrata e senza uso di diserbanti , raffinato a pietra (lavorazione lenta ) a richiesta sottovuoto ecc.
Sei vicino a Milano e li non hai idea di quanti hanno la predisposizione alla filiera corta.
Se pensi che vengono a raccogliere la frutta dalle piante vicino a Piacenza a prezzi simili a quelli che pratica la grande distribuzione senza indugio ti ho detto tutto.
È vero che la frutta costa uguale ma se assaggi quella raccolta dalla pianta dopo l'altra fai molta fatica a mangiarla.
Mia moglie fa ottimi risotti essendo meneghina e io il tuo riso lo comprerei volentieri.
Poi potresti fare scambio come fanno qui da noi con altri piccoli produttori.
Cosi puoi proporre altre cose oltre al riso per esempio miele uova patate e così gli altri proporre il tuo riso.
Se poi avrai un prodotto talmente buono da proporlo ai ristoranti slow food di fascia medio alta allora sarai a posto.
Ci sono anche le sovvenzioni europee dovresti informarti.

Ciao
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[10] Re: comprereste il mio riso?

Messaggioda Foto UtenteGoofy » 12 dic 2020, 15:17

Io penso che il settore primario sia quello che ha più certezze.
Fra le tante, una è che bisogna lavorare tanto e bene per andare avanti; un'altra che non ci sono facili guadagni.
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