Buongiorno al forum,
premetto che l'impianto elettrico di casa mia è del 1958. In parte ci sono canaline rigide e in parte i cavi dei lampadari sono bloccati nell'intonaco.
A causa di una serie di problemi con le prese del 1968 (non protette e con falsi contati ai terminali), ho deciso di sostituire tutti i cavi, prese, interruttori.
La sostituzione, contro tutte le aspettative, è andata a buon fine. Dorsale a 4mmq, rami a 2,5mmq, prese nuove e interruttori luci nuovi, connessioni con forbox per i cavi e forbox a levetta per i cavi lampadari (che sono rimasti con i fili rigidi originali).
L'appartamento è formato da due corridoi lunghi 5 metri circa. Il primo dove è presente il quadro elettrico all'ingresso e il secondo dove iniziano tutte le stanze.
Tutte le canaline, provenienti da tutte le stanze (di cui tre solo dalla cucina che sembra ben sezionata), arrivano in una cassetta posta alla fine del primo corridoio. Da questa cassetta c'è una canalina che arriva al quadro elettrico.
poiché ho cambiato i cavi in 4mmq mi trovo 3+3+3+3+3 (3 = Fase/Neutro/Massa), purtroppo nella canalina possono passare al massimo 3 cavi da 4mmq e 2 cavi da 1,5mmq (devitatori x luce) lasciando spazio adeguato di aria.
Le opzioni sono 2:
1) Perdere il sezionamento delle canaline e unire tutte le fasi/neutri/masse e connettere il tutto al quadro elettrico.
2) Rifare la canalina ma sembra che ne potrei aggiungerne solo una da 15mm ma entrerebbero poco e niente.
Pertanto, guardando l'impianto elettrico della azienda dove lavoro, ho visto che non necessariamente bisogna avere solo un quadro elettrico ossia possono esserci quadro elettrico principale e quadri elettrici secondari.
Io sarei propenso a montare un secondo quadro elettrico (non incassato) che mi consentirebbe di conservare il sezionamento fatto dalle canaline e di poter montare anche un gestore di carichi. Il principale continuerebbe ad avere il differenziale da 25A e MT C16, quest'ultimo che si collega al secondo quadro elettrico.
Mi pongo due domande:
1) Il cavo elettrico da utilizzare per connettere i due quadri elettirici va bene il 4mmq ? Se metto il 6mmq non rimane aria nelle canaline.
2) Il secondo quadro elettrico, che sarebbe gestito dal "gestore dei carichi", può trovarsi alle spalle della cassetta di derivazione? Ossia la parte posteriore aperta del quadro elettrico andrebbe a corrispondere sulla cassetta di derivazione e quindi la cassetta di derivazione sarebbe accessibile dal quadro elettrico.
3) Se alla seconda è si, il secondo quadro elettrico si troverebbe ad una altezza di circa 2m da terra. poiché è comandata dal quadro elettrico principale, per buon senso, non dovrebbe essere un problema, giusto ?
Grazie per aver letto, ancor di più se mi rispondete.
cnesan
Aggiunta di un quadro elettrico secondario
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Mike
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Un dettaglio:
Nel secondo quadro, ogni canalina avrebbe il suo MTD dedicato.
Il gestore dei carichi terrebbe il frigo come principale e il resto come secondario.
Il gestore verrebbe impostato a max 3 kW (praticamente mi interessa solo tenere il frigo in funzione).
Nel secondo quadro, ogni canalina avrebbe il suo MTD dedicato.
Il gestore dei carichi terrebbe il frigo come principale e il resto come secondario.
Il gestore verrebbe impostato a max 3 kW (praticamente mi interessa solo tenere il frigo in funzione).
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cnesan ha scritto:
1) Il cavo elettrico da utilizzare per connettere i due quadri elettrici va bene il 4mm²? Se metto il 6mm² non rimane aria nelle canaline.
Dipende dai carichi, dalle condizioni di posa, dalla protezione che c'è a monte.
Nel tuo caso la sezione di 4 mm² protetta da interruttore C16 va bene.
2) la parte posteriore aperta del quadro elettrico andrebbe a corrispondere sulla cassetta di derivazione e quindi la cassetta di derivazione sarebbe accessibile dal quadro elettrico.
Se apri il quadro puoi mettere mano alla cassetta di derivazione e viceversa?
Se le aperture sono possibili solo con attrezzi (cacciavite) non è vietato.
il secondo quadro elettrico si troverebbe ad una altezza di circa 2m da terra. poiché è comandata dal quadro elettrico principale, per buon senso, non dovrebbe essere un problema, giusto ?
Al limite devi prendere uno sgabello per manovrare gli interruttori, attento a non cadere.
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Grazie per aver risposto.
Mi sono letto un po la documentazione in merito agli impianti elettrici per uso abitativo poiché non sono un elettricista ma elettronico. Prima di mettere le mani cerco di documentarmi.
Ho fatto uno schema dell'impianto elettrico presente del 1968 e ho tratto la conclusione che andava dismesso e sostituito con un impianto base (secondo le norme vigenti).
Il cambio di impianto obligato poiché avevo un consumo di 190Kw mese non giustificati (di cui 30Kw per il frigo). Infatti con la dismissione ad fine Gennaio dell'impianto, la bolletta Gennaio/Febbraio riportava un consumo non più di 487 kW ma di 168 kW. Il frigo consuma circa 1Kw giorno ma può arrivare anche a 2Kw nei periodi caldi.
Con la documentazione per impianti elettrici alla mano ho fatto un progetto (da inesperto) tenendo presente tutte le regole e pare che ci sono riuscito (calcoli/punti luce/punti prese/n°rami/etc) circa un mese.
I tubi sono quelli rigidi (simil quelli usati per impianti esterni di colore grigio chiaro) e sono posati nelle pareti fissati in diversi punti a base cementizia (bianco grigiastro). I tubi presentano, agli estremi, dei tagli non netti ma sono integri al loro interno verificando con una sonda a telecamera. Le pieghe a 90° sono stretti ma i cavi ci passano.
Per i carichi, oltre a quelli fissi come il frigorifero e quelli silenti come TV e etc., ho considerato i casi eccezionali ossia tutti in funzione e in modo costante (Forno/Cappa/Lavatrice/etc). Premetto che in tal caso scatterebbe il contatore enel poiché basta il forno (2,1Kw) dorsale cucina + Ferro da stiro (1,8Kw) dorsale soggiorno.
Dai calcoli per il potenza, teoricamente, le dorsali devono avere 4mmq per rientrare tranquillamente poiché i vari utilizzatori pesanti sono distribuiti su più dorsali con la media di uno per ogni dorsale e su un ramo dedicato da 2,5mmq. (il forno ha un cavo da 1,5mmq) Inoltre le prese shuko sono posizionate in tal senso.
Se portassi, in linea teorica, il quadro elettrico principale (linea enel) nel secondo corridoio starei dentro a tutte le regole poiché ogni dorsale avrebbe il suo MT specifico, a seguire il differenziale da 25A (30mA) e la linea enel a chiusura.
Purtroppo, tra la cassetta di derivazione (dove arrivano tutte le dorsali (4)) e il quadro elettrico principale c'è soltanto una canalina che è di circa 18mm. (nelle curce si riduce) ossia troppo piccola per contenere 9 cavi da 4mmq + 2 cavi da 1,5mmq (deviatori per luce) + 1 cavo di fase da 1,5mmq.
Da qui l'idea di mantenere il sezionamento dell'impianto che diventerebbe:
Linea Enel ->
Quadro principale contenente: Differenziale 25A (30mA) -> MT C16 (altri due MT C10 per campanello e luci)
3 Cavi da 4mmq (5,5metri) che collega il quadro principale al quadro secondario (+ due deviatori luce).
Quadro secondario contenente:
- Gestione carichi BTicino che alimenta 1 MTD per Frigo (linea Lp) e 3 MTD per dorsali (linea Ln).
-- MTD C10 x Frigo
-- MTD C10 x stanze da letto + bagno + corridoio + luci
-- MTD C16 x soggiorno (tre rami: [TV+ADSL+accessori] / Condizionatore dedicato / shuko dedicato per Ferro da stiro)
-- MTD C16 x ramo Forno / ramo cappa / ramo Microonde e Frigitrice / ramo accessori
Per quanto riguarda il posizionamento: Il secondo Quadro elettrico (smontando il coperchio anteriore) si possono vedere ad occhio le canaline (una a sinistra, tre al centro e una a destra che è l'alimentazione).
Ovviamente, staccando la corrente nel primo quadro elettrico, si può inserire le dita per sostituire un cavo anche se io utilizzo la pinza a becco lungo.
Per quanto riguarda l'altezza, basta uno sgabello due piani (vabè io sono alto).
La mia preoccupazione è quel cavo da 4mmq tra i due quadri (che dovrebbe essere una super dorsale nella mia ignoranza). Ho comprato il cavo da 6mmq ma ho paura che nei due angoli potrei avere problemi nel passaggio.
Grazie per la risposta
cnesan
Mi sono letto un po la documentazione in merito agli impianti elettrici per uso abitativo poiché non sono un elettricista ma elettronico. Prima di mettere le mani cerco di documentarmi.
Ho fatto uno schema dell'impianto elettrico presente del 1968 e ho tratto la conclusione che andava dismesso e sostituito con un impianto base (secondo le norme vigenti).
Il cambio di impianto obligato poiché avevo un consumo di 190Kw mese non giustificati (di cui 30Kw per il frigo). Infatti con la dismissione ad fine Gennaio dell'impianto, la bolletta Gennaio/Febbraio riportava un consumo non più di 487 kW ma di 168 kW. Il frigo consuma circa 1Kw giorno ma può arrivare anche a 2Kw nei periodi caldi.
Con la documentazione per impianti elettrici alla mano ho fatto un progetto (da inesperto) tenendo presente tutte le regole e pare che ci sono riuscito (calcoli/punti luce/punti prese/n°rami/etc) circa un mese.
I tubi sono quelli rigidi (simil quelli usati per impianti esterni di colore grigio chiaro) e sono posati nelle pareti fissati in diversi punti a base cementizia (bianco grigiastro). I tubi presentano, agli estremi, dei tagli non netti ma sono integri al loro interno verificando con una sonda a telecamera. Le pieghe a 90° sono stretti ma i cavi ci passano.
Per i carichi, oltre a quelli fissi come il frigorifero e quelli silenti come TV e etc., ho considerato i casi eccezionali ossia tutti in funzione e in modo costante (Forno/Cappa/Lavatrice/etc). Premetto che in tal caso scatterebbe il contatore enel poiché basta il forno (2,1Kw) dorsale cucina + Ferro da stiro (1,8Kw) dorsale soggiorno.
Dai calcoli per il potenza, teoricamente, le dorsali devono avere 4mmq per rientrare tranquillamente poiché i vari utilizzatori pesanti sono distribuiti su più dorsali con la media di uno per ogni dorsale e su un ramo dedicato da 2,5mmq. (il forno ha un cavo da 1,5mmq) Inoltre le prese shuko sono posizionate in tal senso.
Se portassi, in linea teorica, il quadro elettrico principale (linea enel) nel secondo corridoio starei dentro a tutte le regole poiché ogni dorsale avrebbe il suo MT specifico, a seguire il differenziale da 25A (30mA) e la linea enel a chiusura.
Purtroppo, tra la cassetta di derivazione (dove arrivano tutte le dorsali (4)) e il quadro elettrico principale c'è soltanto una canalina che è di circa 18mm. (nelle curce si riduce) ossia troppo piccola per contenere 9 cavi da 4mmq + 2 cavi da 1,5mmq (deviatori per luce) + 1 cavo di fase da 1,5mmq.
Da qui l'idea di mantenere il sezionamento dell'impianto che diventerebbe:
Linea Enel ->
Quadro principale contenente: Differenziale 25A (30mA) -> MT C16 (altri due MT C10 per campanello e luci)
3 Cavi da 4mmq (5,5metri) che collega il quadro principale al quadro secondario (+ due deviatori luce).
Quadro secondario contenente:
- Gestione carichi BTicino che alimenta 1 MTD per Frigo (linea Lp) e 3 MTD per dorsali (linea Ln).
-- MTD C10 x Frigo
-- MTD C10 x stanze da letto + bagno + corridoio + luci
-- MTD C16 x soggiorno (tre rami: [TV+ADSL+accessori] / Condizionatore dedicato / shuko dedicato per Ferro da stiro)
-- MTD C16 x ramo Forno / ramo cappa / ramo Microonde e Frigitrice / ramo accessori
Per quanto riguarda il posizionamento: Il secondo Quadro elettrico (smontando il coperchio anteriore) si possono vedere ad occhio le canaline (una a sinistra, tre al centro e una a destra che è l'alimentazione).
Ovviamente, staccando la corrente nel primo quadro elettrico, si può inserire le dita per sostituire un cavo anche se io utilizzo la pinza a becco lungo.
Per quanto riguarda l'altezza, basta uno sgabello due piani (vabè io sono alto).
La mia preoccupazione è quel cavo da 4mmq tra i due quadri (che dovrebbe essere una super dorsale nella mia ignoranza). Ho comprato il cavo da 6mmq ma ho paura che nei due angoli potrei avere problemi nel passaggio.
Grazie per la risposta
cnesan
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La (mini) dorsale dal quadro principale al secondario non desta problemi se nel principale è adeguatamente protetta (porta 32A cioè circa 6 kW)
Giusta l'osservazione su chi fa i lavori: serve la DICO.
Giusta l'osservazione su chi fa i lavori: serve la DICO.
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Grazie per l'informazione.
Sto ora leggendo "Conformità degli impianti: DiCo e DiRi".
Anche se sto in analisi sul da farsi in merito al secondo quadro elettrico, solo per curiosità, la DiCo si applica per delle variazioni su l'aggiunta o la rimozione o anche per le sostituzioni (prese/interruttori/cavi) ?
Al di la del quadro intermedio con i MTD come sezionatori, visto che il progetto 1968 prevede l'unificazione di tutti i cavi raggruppati all'epoca per Forza Normale e Forza Motrice e senza Messa a terra, la mia odvrebbe essere vista come un miglioramento sulla sicurezza dell'impianto o sbaglio ?
Grazie per aver letto
cnesan
Sto ora leggendo "Conformità degli impianti: DiCo e DiRi".
Anche se sto in analisi sul da farsi in merito al secondo quadro elettrico, solo per curiosità, la DiCo si applica per delle variazioni su l'aggiunta o la rimozione o anche per le sostituzioni (prese/interruttori/cavi) ?
Al di la del quadro intermedio con i MTD come sezionatori, visto che il progetto 1968 prevede l'unificazione di tutti i cavi raggruppati all'epoca per Forza Normale e Forza Motrice e senza Messa a terra, la mia odvrebbe essere vista come un miglioramento sulla sicurezza dell'impianto o sbaglio ?
Grazie per aver letto
cnesan
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Il DM 37/2008 indica che l'intervento di una impresa abilitata e il rilascio della dichiarazione di conformità non sono richiesti solo nel caso di manutenzione ordinaria: sostituzione di elementi con altri che abbiano le stesse caratteristiche.
Se si guasta una presa e la cambi è manutenzione ordinaria.
In tutti gli altri casi (nuovo impianto, ampliamento, trasformazione, manutenzione straordinaria) il lavoro è riservato alle imprese iscritte alla camera di commercio con i requisiti professionali che hanno l'obbligo di rilasciare la dichiarazione di conformità.
Se si guasta una presa e la cambi è manutenzione ordinaria.
In tutti gli altri casi (nuovo impianto, ampliamento, trasformazione, manutenzione straordinaria) il lavoro è riservato alle imprese iscritte alla camera di commercio con i requisiti professionali che hanno l'obbligo di rilasciare la dichiarazione di conformità.
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