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Crisi energetica in Europa

Fonti energetiche e produzione e fornitura dell'energia elettrica.

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[1] Crisi energetica in Europa

Messaggioda Foto UtenteOasis91 » 11 set 2021, 23:08

Da qualche giorno in Europa stiamo assistendo ad un marcato aumento dei prezzi dell' energia.
In Italia, sul mercato del giorno prima (MGP) durante la sessione del 9 Settembre,i prezzi di acquisto hanno toccato i 160€/MWh, nel Regno Unito complice la ridotta produzione delle fonti eoliche l' energia è stata scambiata al prezzo record di 2300 sterline/MWh sul mercato infragiornaliero; l' Irlanda,che solitamente esporta energia eolica verso UK, si trova a dover fronteggiare una grave crisi di domanda energetica con il gestore della rete (Eirgrid) che ha emesso un warning per possibili blackout nel paese.
Attualmente i prezzi dell' energia sono trascinati verso l' alto principalmente da due fattori:
- le quotazioni record del gas (dovute alla fortissima domanda dello stesso e alle scorte ai minimi)
- il meccanismo europeo dei crediti per le emissioni climalteranti ( prezzo dei diritti di emissione di anidride carbonica che ha raggiunto ormai 60€/tonnellata)
La crisi attuale è stata frutto di diverse scelte sbagliate (anche se fatte con le migliori intenzioni) da parte della politica europea che ha puntato ad uno shutdown aggressivo di carbone e nucleare senza avere valide alternative.
Nel frattempo il gigante del gas Gazprom,dopo aver completato il gasdotto del mar Baltico (il famoso North Stream 2), si appresta ad "aprire i rubinetti" e a vendere 55 miliardi di metri cubi di gas all' anno a prezzi non proprio regalati (viste le attuali quotazioni).
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[2] Re: Crisi energetica in Europa

Messaggioda Foto Utentefpalone » 12 set 2021, 17:34

Le considerazioni di Foto UtenteOasis91 sono in gran parte condivisibili; l'attuale crisi energetica (a mio parere destinata ad esacerbarsi in inverno) è in buona parte legata alle ormai note dinamiche politiche e commerciali delle fonti fossili.
Negli anni passati (diciamo, fino al 2018) la diffusione delle fonti rinnovabili ha iniziato ad aggredire la quota di energia prodotta da gas naturale, che costituiva la fonte che più comunemente risultava marginale nei vari mercati energetici europei. Ne era conseguita una significativa riduzione delle ore equivalenti di funzionamento delle centrali a ciclo combinato, i cui proprietari hanno iniziato a spingere per fonti di remunerazione slegate dall'effettiva produzione e fuori da logiche dei mercati energetici: il famoso capacity payment, ossia un corrispettivo per "l'esistenza in vita" di una centrale a gas.
Negli ultimi tre anni la demonizzazione del carbone (complice, almeno in Italia, l'inganno linguistico per cui decarbonizazion è diventato sinonimo di "abbandono del carbone") ha rilanciato la produzione da gas naturale, i cui prezzi sono enormemente aumentati sia per la ripresa della domanda post-covid sia perché i paesi produttori dell'OPEC mantengono tuttora le forniture di idrocarburi rispetto ai livelli pre-covid.

Ad oggi, almeno in Italia, il problema non è tanto la sicurezza dell'approvvigionamento energetico: fintanto che la Russia tiene aperti i rubinetti del gas, tutto va bene; il TAP permette una diversificazione almeno parziale degli approvvigionamenti energetici.
Il vero problema, come segnalato da Oasis91, è l'impennata dei costi: in un mercato ormai azzoppato e basato sul prezzo marginale, l'aumento dei prezzi del gas con tutta probabilità causerà questo inverno un ulteriore e significativo incremento dei prezzi dell'energia.

Dal punto di vista della politica energetica, al di là delle dichiarazioni di intenti di legislature sempre più favorevoli alle rinnovabili, lo sviluppo delle stesse è ancora fermo al palo, visto che la crescita è nell'ultimo quinquennio è pari a circa il 90% in meno rispetto al periodo di boom delle rinnovabili (2011-2012) , come ho provato a riportare nel grafico sottostante.

Paradossalmente, il periodo attuale è estremamente favorevole allo sviluppo di impianti ad alta capitale investito (ossia a fonti rinnovabili, oltre che il nucleare da noi fuori gioco per motivi politici): tassi di interesse minimi e la prospettiva di una elevatissima inflazione nel medio termine spingono le utilities ad indebitarsi (ENEL sta facendo ricorso a bond perpetui, scommettendo proprio sull'inflazione).
Inoltre, l'aumento previsto dei combustibili fossili rende la grid parity molto più vicina anche per impianti a maggiore costo di sviluppo (es. eolico offshore, ancora del tutto inesplorato in Italia).


rinnovabili vs legislature.png


La costruzione di oltre 5 GW nuovi impianti turbogas ciclo aperto, utilissimi per coprire le variazioni delle fonti rinnovabili, implica che questi formeranno in molti casi il prezzo marginale, con conseguenze immaginabili sotto il punto di vista dei prezzi dell'energia sul mercato.
Di fatto, più che una rivoluzione verde, gli ultimi 4-5 anni sono stati caratterizzati dal cambio di direzione dal carbone al gas naturale, con forme di supporto politico ed economico verso quest'ultima fonte di energia.
IMHO, ci stiamo preparando il nodo alla cravatta, come si dice dalle mie parti.
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[3] Re: Crisi energetica in Europa

Messaggioda Foto Utentelelerelele » 14 set 2021, 8:32

Si è parlato di un aumento del 20% gia nei mesi precedenti, ora si parla di un altro 40% veso l'inverno.

Chi si deve scaldare con il gas dovrà impegnare la casa per pagarlo, oppure rimanere al freddo.

E questo è un metodo per ridurre l'inquinamento? :evil:

Siamo messi bene!

saluti.
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[4] Re: Crisi energetica in Europa

Messaggioda Foto UtenteMarcoD » 14 set 2021, 8:55

Chi si deve scaldare con il gas dovrà impegnare la casa per pagarlo, oppure rimanere al freddo.
L'aumento danneggia tutti: anche quelli che riscaldano con energia elettrica, le cui centrali bruciano metano.
Anche gli altri idrocarburi (gasolio, cherosene) aumenteranno di prezzo, forse si salvano i piccoli inquinatori di PM10 che bruciano pellet o legna.
Oppure in generale aumenteranno un poco i prezzi di tutti i prodotti, generando inflazione.
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[5] Re: Crisi energetica in Europa

Messaggioda Foto Utentefpalone » 14 set 2021, 9:56

MarcoD ha scritto:Oppure in generale aumenteranno un poco i prezzi di tutti i prodotti, generando inflazione.


Anche questo è pressoché scontato: l'incremento dei prezzi delle fonti energetiche è fortemente correlato alla forte inflazione, che più o meno tutti danno per scontata nei prossimi anni. E' una conseguenza inevitabile dell'immissione di enormi quantità di denaro da parte di tutte le banche centrali...
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[6] Re: Crisi energetica in Europa

Messaggioda Foto Utentelelerelele » 14 set 2021, 10:18

Quindi alla fine


siamo fottuti!
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[7] Re: Crisi energetica in Europa

Messaggioda Foto UtenteMarcoD » 14 set 2021, 12:07

Ho trovato questo interessante articolo, anche se non facile da comprendere.

https://www.huffingtonpost.it/entry/bol ... t-homepage

p.s.: se si vuole cancellare il link dopo un poco, va bene.

Per l'inflazione, fino a qualche trimestre fa, da circa 15 anni è stata molto bassa.
ottimo per dipendenti a reddito fisso e pensionati.
Prima o poi finirà con l' aumentare (purtroppo forse prima che poi).

Poi preferiamo inflazione o stagnazione economica ?
Oppure avremo stagflaction come negli anni '70-80 (stagnazione economica e inflazione contemporaneamente) ?
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[8] Re: Crisi energetica in Europa

Messaggioda Foto Utentefpalone » 14 set 2021, 12:16

lelerelele ha scritto:siamo fottuti!

Nel breve e medio periodo sicuramente! Ma, almeno parlando della strategia elettrica nazionale, lo siamo già da una trentina di anni.
Nei primi anni '90, a valle del primo referendum nucleare, l'unica alternativa al nucleare era il carbone, ma sono state ben poche le centrali costruite in quel periodo (Cerano, Fiumesanto tra le più importanti), il parco termoelettrico ha continuato a bruciare olio combustibile per lungo tempo.

Dopo il secondo referendum nucleare del 2011, l'alternativa che tutti gli oppositori del nucleare proponevano "ufficialmente" erano le rinnovabili: di fatto dal 2011 in poi lo sviluppo delle rinnovabili è stato arrestato con l'unica conseguenza di mantenere lo status quo di assoluta prevalenza del gas naturale come fonte energetica.
Del resto, gli stakeholder del no al nucleare sono molto spesso in prima fila anche contro gli impianti a fonti rinnovabili.
In pratica, abbiamo perso almeno 10 anni, lasciando che di energia parlassero intellettuali, politici e liceali. Il grafico sotto credo esprima bene come sono andate le cose:
produzione.JPG
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[9] Re: Crisi energetica in Europa

Messaggioda Foto Utentefpalone » 14 set 2021, 12:33

MarcoD ha scritto:Ho trovato questo interessante articolo,

L'articolo riporta dati corretti, anche se non ne condivido pienamente alcune considerazioni.
E' vero che la scarsità del bene (gas naturale) ne determina l'andamento di prezzo, ma il fatto di averlo reso di fatto un bene non sostituibile (leggi: scelta politica di non usare centrali a carbone, nucleari o rinnovabili) rende la domanda fortemente anelastica e contribuisce in modo determinante all'aumento del prezzo dell'energia.
Relativamente all'inflazione "bassa", con un incremento vertiginoso dei prezzi delle materie prime, dei semilavorati, dell'energia mi permetto di conservare scetticismo rispetto alle prospettive di bassa inflazione.
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[10] Re: Crisi energetica in Europa

Messaggioda Foto Utentealev » 14 set 2021, 13:01

fpalone ha scritto:scelta politica di non usare centrali a carbone

Domanda da ignorante in materia di centrali elettriche: non si era detto (giornali, tv, ecc) che le c. a carbone sono parecchio inquinanti?
Oppure: lo erano quelle di vecchia generazione e quelle più recenti non inquinano più delle equivalenti a gas naturale?
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