Mi trovo a dover redigere una DIRI in un luogo ma.r.c.io. di tipo A+B ed incontro situazioni come quella indicate nella foto allegata.
Cavi unipolari con guaina FG7R, posati all’interno di canali metallici <IP4X (senza coperchio). I cavi sono tutti protetti a monte con differenziale da 300 mA, quindi si tratta di posa c2, consentita in luoghi ma.r.c.i.
In fondo al cunicolo, al termine dei canali, i cavi unipolari vengono raggruppati in fascio, e sono posati in aria libera per una lunghezza di circa 1,5 m fino all’entrata in un cavedio verticale.
Il problema è in quel tratto con posa in aria libera, non consentita nei luoghi marci.
E’ molto difficile mettere in opera un canale metallico (anche <IP4X) in cui alloggiare i cavi, e non è economicamente proponibile sfilare i cavi che sono tutti di grossa sezione ed hanno un percorso molto articolato.
La mia idea sarebbe quella di compartimentare il tratto in aria libera realizzando un cassonetto REI 120 e posare all’interno di questo (all’interno del fascio oppure intorno) un cavo termosensibile, collegato al loop della rivelazione incendi.
In fondo la CEI 64-8, in caso di impedimenti tecnici, consente (art. 532.1) di omettere l’installazione di dispositivi di protezione contro l’incendio (es. differenziali da 300 mA) in presenza di un idoneo sistema di rivelazione incendi.
Potrei inoltre inserire una barriera tagliafiamma alla base del cavedio verticale, anche se le dimensioni del fascio sono inferiori a quelle del fascio di prova per cui si renderebbe necessaria l’installazione di barriere lungo la conduttura.
Che ne pensate?
Cavi unipolari in aria libera in luogo ma.r.c.i.
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Mike
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Non posso trattenermi dal notare che "luogo ma.r.c.io." ha un certo effetto comico.
Sono certo che il burocrate che ha creato l'acronimo, l'abbia fatto proprio con l'intento di farsi qualche risata, alle spalle magari di chi, come te, si sforza di fare le cose per bene.
Sono certo che il burocrate che ha creato l'acronimo, l'abbia fatto proprio con l'intento di farsi qualche risata, alle spalle magari di chi, come te, si sforza di fare le cose per bene.
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SandroCalligaro
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@SandroCalligaro
Anche a me faceva sorridere all'inizio, ma poi mi pare entrato nel linguaggio corrente, soprattutto in quello di tipo colloquiale, tra tecnici. Comunque l'inventore dell'acronimo era tutt'altro che un burocrate, trattandosi del compianto prof. Vito Carrescia. Ti garantisco che non era il tipo da farsi delle risate alle spalle di chi si sforzava di lavorare bene.... '
Anche a me faceva sorridere all'inizio, ma poi mi pare entrato nel linguaggio corrente, soprattutto in quello di tipo colloquiale, tra tecnici. Comunque l'inventore dell'acronimo era tutt'altro che un burocrate, trattandosi del compianto prof. Vito Carrescia. Ti garantisco che non era il tipo da farsi delle risate alle spalle di chi si sforzava di lavorare bene.... '
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Franco140751
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Scusami per la stupidità del mio intervento, ovviamente rispetto il lavoro dei tecnici veri.
Un po' meno quello dei burocrati, che spesso si divertono a creare acronimi, anche se non è questo il caso.
Spero almeno di aver contribuito a tenere in alto il thread nella lista degli argomenti recenti, aumentando la probabilità che risponda qualche esperto nel campo.
Un po' meno quello dei burocrati, che spesso si divertono a creare acronimi, anche se non è questo il caso.
Spero almeno di aver contribuito a tenere in alto il thread nella lista degli argomenti recenti, aumentando la probabilità che risponda qualche esperto nel campo.
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SandroCalligaro
2.970 2 4 5 - G.Master EY

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Probabilmente il prof Vito Carrescia, oltre all'altissima professionalità e competenza, amava anche scherzare e ha tirato fuori questo acronimo per farci sorridere
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SediciAmpere
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Quando mi trovo in queste situazioni, frequenti negli stabilimenti industriali, svolgo sempre una valutazione dei rischi. Cosa può causare una situazione pericolosa per le persone? o cosa può pregiudicare una non tutela del bene? o della produzione? Nel caso in esame abbiamo dei cavi doppio isolamento in aria libera per un piccolo tratto della conduttura quindi esposti ad un rischio meccanico (taglio, abrasione ecc.) ma se la conduttura è in una parte dello stabilimento che non può essere raggiunta da eventuali movimenti meccanici questo evento può essere considerato minimo/trascurabile. Si potrebbe pensare di avvolgere i cavi entro una guaina o un corrugato da 120/160 posando dentro un conduttore di terra nudo rendendo così più efficace l'uso del differenziale a monte.
non ci sono problemi, ma solo soluzioni
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Concordo con Iosolo35, valutiamo che stiamo parlando di un metro e mezzo.
Se ci sono problemi a infilare il tutto in un tubo ci si potrebbe inventare anche la fasciatura con rete metallica, anche se poi la potremmo pubblicare su ambratheryou
Ma è davvero un luogo di "tipo B" (strutture portanti combustibili)?
Se ci sono problemi a infilare il tutto in un tubo ci si potrebbe inventare anche la fasciatura con rete metallica, anche se poi la potremmo pubblicare su ambratheryou
Ma è davvero un luogo di "tipo B" (strutture portanti combustibili)?
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@Goofy
Per la verità il luogo in ci si trova il fascio di cavi in aria libera non ha strutture portanti in legno, è interno ad un cunicolo con pareti in c.a. La qualifica di luogo tipo B è attribuita alla struttura nel suo complesso che un tetro in cui le strutture portanti in legno sono largamente presenti nella parte della scena.
@iosolo35
La tua valutazione mi sembra corretta, il rischio di danneggiamento meccanico è effettivamente minimo. Più che il danneggiamento meccanico temo la presenza di eventuali fessurazioni sulle guaine (da come si presentano temo che i cavi siano stati molto maltrattati durante la posa) ed il fatto che in quel cunicolo per 30 anni nessuno ha messo piede. Penso che prescriverò la posa in opera di un cavo termosensibile e la compartimentazione con cartongesso REI 120, oltre al PE nudo annegato nel fascio.
Grazie per l'utile confronto.
Per la verità il luogo in ci si trova il fascio di cavi in aria libera non ha strutture portanti in legno, è interno ad un cunicolo con pareti in c.a. La qualifica di luogo tipo B è attribuita alla struttura nel suo complesso che un tetro in cui le strutture portanti in legno sono largamente presenti nella parte della scena.
@iosolo35
La tua valutazione mi sembra corretta, il rischio di danneggiamento meccanico è effettivamente minimo. Più che il danneggiamento meccanico temo la presenza di eventuali fessurazioni sulle guaine (da come si presentano temo che i cavi siano stati molto maltrattati durante la posa) ed il fatto che in quel cunicolo per 30 anni nessuno ha messo piede. Penso che prescriverò la posa in opera di un cavo termosensibile e la compartimentazione con cartongesso REI 120, oltre al PE nudo annegato nel fascio.
Grazie per l'utile confronto.
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Franco140751
348 1 2 7 - Expert EY

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- Iscritto il: 10 feb 2007, 7:29
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Secondo be sprechi denaro installàndo un cavo termosensibile, non vai a migliorare la situazione, analizza la probabilità che possa innercarsi un incendio in quel tratto.
non ci sono problemi, ma solo soluzioni
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