"Complementari" tra virgolette, perché mi rendo conto che si tratta di un termine riduttivo.
Buonasera (non sono ironico nonostante, forse me la sono tirata, avevo "previsto" un maggio "lugliesco" in tempi non sospetti), avrei da porvi una domanda tutto sommato semplice, ma non è detto.
Tralasciando il vissuto, percorso che mi ha portato ad abbandonare le superiori due volte al secondo anno, sono comprensibilmente rimasto indietro un po' su tutto.
Quello che vorrei poter fare, è riprendere a studiare (auspicando di riuscire a farlo in maniera efficace) almeno una materia senza ombra di dubbio fondamentale per la comprensione dell'elettronica, la matematica.
Un mio amico qualche tempo fa mi ha proposto di leggere Elettronica for dummies (so che esiste Algebra for dummies), in effetti un bel libro, spiegato in maniera semplice e sicuramente comprensibile anche ad uno come me che non vede un libro di studio da almeno 30 anni.
Ho letto circa metà di questo libro, ma non ho proseguito per svariati motivi.
Quello che però vorrei chiedervi è in maniera specifica: - quale tipo di preparazione inerente alla matematica è necessario avere per poter affrontare lo studio dell'elettronica?
Specifico che devo riprendere letteralmente da zero, non ricordo quasi più nulla, per cui è come se riprendessi dalle elementari.
Poi una precisazione secondo me decisamente importante (ovviamente per me, pur immaginando che difficilmente potrei trovare su di un libro dei concetti spiegati per filo e per segno come se si fosse di fronte ad una persona), mi prende spesso come fossi un bambino, ad esempio non mi "accontento" di una spiegazione e dell'affermazione "è così", ho bisogno di capire il perché di una determinata cosa, altrimenti inizio ad avere oltre a dei dubbi, la convinzione di stare lì a studiare a pappagallo, come se facessi copia e incolla.
È un po' come il comportamento fisico di un oggetto, nel caso dell'elettronica si potrebbe probabilmente dire "del componente", un conto è dare per scontate certe cose, un altro è e dovrebbe essere, comprendere il perché di uno specifico comportamento in determinate condizioni.
Non ne sono sicuro, però mi sembra che qualcuno una volta mi disse che non serve a molto studiare la fisica dei componenti, ma secondo me è importante, proprio per avere una maggiore consapevolezza.
Grazie
Studio dell'elettronica e materie "complementari"
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Purtroppo "studiare l'elettronica" non vuol dire nulla di preciso, perché si tratta di un campo estremamente vasto e non credo basti una vita per sapere davvero tutto di ogni sua sfaccettatura. Come indicazione di principio, ponendo che tu voglia conoscere solo un po' di basi di elettronica generale, direi che la matematica fino a un secondo-terzo corso di analisi dell'università potrebbe bastare... dove "bastare" è per dire: se devi proprio riparire da zero già così ti ritrovi un bel po' di lavoro da fare, te lo assicuro.
Il tuo interesse è solo teorico o hai in mente obiettivi pratici o lavorativi? Sulla base di questo potremmo magari discutere indicazioni più precise.
PS: i libri "for dummies" lasciali stare, come da nome di solito non vanno oltre il livello dell'idiozia... dedicarti a quella roba sarebbe davvero come sputare sulla bellezza della passione che pare ti stia spingendo a [ri]studiare.
Il tuo interesse è solo teorico o hai in mente obiettivi pratici o lavorativi? Sulla base di questo potremmo magari discutere indicazioni più precise.
PS: i libri "for dummies" lasciali stare, come da nome di solito non vanno oltre il livello dell'idiozia... dedicarti a quella roba sarebbe davvero come sputare sulla bellezza della passione che pare ti stia spingendo a [ri]studiare.
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rugweri
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Secondo me oltre allo studio analitico dei circuiti tra le materie complementari è molto importante e interessante conoscere anche la parte tecnologica.
Anche dietro una semplice resistenza si nasconde un mondo.
Dimensioni e tipo di montaggio
Tolleranza iniziale
Tolleranza a lungo termine
Potenza
Comportamento al variare di frequenza, temperatura, tensione, pressione e sollecitazioni meccaniche.
Rumore .
Tecnologia costruttiva e sua evoluzione.
Applicazioni non convenzionali
Ultimo ma non meno importante il costo e la disponibilità.
Solo per un componente forse a torto ritenuto il più semplice.
Non parliamo di cosa si nasconde dietro o dentro agli altri componenti passivi e attivi.
Ciao
Anche dietro una semplice resistenza si nasconde un mondo.
Dimensioni e tipo di montaggio
Tolleranza iniziale
Tolleranza a lungo termine
Potenza
Comportamento al variare di frequenza, temperatura, tensione, pressione e sollecitazioni meccaniche.
Rumore .
Tecnologia costruttiva e sua evoluzione.
Applicazioni non convenzionali
Ultimo ma non meno importante il costo e la disponibilità.
Solo per un componente forse a torto ritenuto il più semplice.
Non parliamo di cosa si nasconde dietro o dentro agli altri componenti passivi e attivi.
Ciao
600 Elettra
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Grazie per le risposte.
Allora, il fine che intendo pormi non ha nulla a che fare (visto dalla mia attuale situazione) con potenziali sbocchi lavorativi (anche perché non posso essere certo di poter colmare un gap, anzi una serie di gap così profondi), ma per puro piacere personale e per non continuare a provare quel profondo senso di ignoranza che fa stare male.
Però un preciso indirizzo sul quale focalizzare l'attenzione è sicuramente (lo dico senza alcun dubbio, perché si tratta di un contesto che mi appassiona) quello del sintetizzatore, in particolare dalla struttura del sintetizzatore analogico.
Ho visto diversi video nei quali vengono mostrate le realizzazioni di sintetizzatori, soprattutto basati su Arduino e affini, ma sinceramente non vedo quale soddisfazione possa esserci nel copiare lo schema proposto da altre persone, oltretutto senza neanche capire come interagiscono tra loro i componenti.
So che si tratta di un percorso veramente complesso e parto con uno svantaggio veramente abissale, però nonostante tutto la sensazione che ho quando comprendo qualcosa è di puro piacere, perché comprendere anche un solo concetto inerente ad una specifica materia, consente di intuire e a volte comprendere il significato di qualcosa che con quella materia sembra non avere nulla in comune.
Esatto anche quello che è stato scritto nel secondo messaggio.
Sono convinto anche io che capire come un singolo componente si comporti in determinate condizioni ambientali, preso da solo o interagendo con altri componenti, serva ed è fondamentale per sapere come pensare, progettare e realizzare qualcosa.
Riassumendo, a livello scolastico devo recuperare praticamente tutto (meglio ripartire da zero e verificare a che punto si è), poi per quanto riguarda l'elettronica, mi interessa particolarmente la struttura del sintetizzatore analogico preso come esempio (sapendo che esistono diversi tipi di sintesi) da cui partire.
Allora, il fine che intendo pormi non ha nulla a che fare (visto dalla mia attuale situazione) con potenziali sbocchi lavorativi (anche perché non posso essere certo di poter colmare un gap, anzi una serie di gap così profondi), ma per puro piacere personale e per non continuare a provare quel profondo senso di ignoranza che fa stare male.
Però un preciso indirizzo sul quale focalizzare l'attenzione è sicuramente (lo dico senza alcun dubbio, perché si tratta di un contesto che mi appassiona) quello del sintetizzatore, in particolare dalla struttura del sintetizzatore analogico.
Ho visto diversi video nei quali vengono mostrate le realizzazioni di sintetizzatori, soprattutto basati su Arduino e affini, ma sinceramente non vedo quale soddisfazione possa esserci nel copiare lo schema proposto da altre persone, oltretutto senza neanche capire come interagiscono tra loro i componenti.
So che si tratta di un percorso veramente complesso e parto con uno svantaggio veramente abissale, però nonostante tutto la sensazione che ho quando comprendo qualcosa è di puro piacere, perché comprendere anche un solo concetto inerente ad una specifica materia, consente di intuire e a volte comprendere il significato di qualcosa che con quella materia sembra non avere nulla in comune.
Esatto anche quello che è stato scritto nel secondo messaggio.
Sono convinto anche io che capire come un singolo componente si comporti in determinate condizioni ambientali, preso da solo o interagendo con altri componenti, serva ed è fondamentale per sapere come pensare, progettare e realizzare qualcosa.
Riassumendo, a livello scolastico devo recuperare praticamente tutto (meglio ripartire da zero e verificare a che punto si è), poi per quanto riguarda l'elettronica, mi interessa particolarmente la struttura del sintetizzatore analogico preso come esempio (sapendo che esistono diversi tipi di sintesi) da cui partire.
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A mio avviso per poter parlare di sintetizzatori a un livello "utile" studiare qualcosa di elettronica non basta: l'ambito e l'idea del sintetizzatore sono a un livello di astrazione più elevato di quello circuitale, perché devi far dialogare i risultati che hai in mente (i quali di solito sono articolati in termini di sonorità ed effetti) con le strutture fisiche che ti servono per ottenerli (e qui sì che parliamo di elettronica). Non te lo dico per demotivarti (peraltro mi pare che lo studio non ti spaventi per niente), bensì per metterti immediatamente di fronte alla realtà ed evitare che tu rimanga deluso una volta arrivato a quella che credevi essere la fine del percorso.
Detto questo, adesso che abbiamo chiaro cosa ti interessa io vorrei farti una proposta: tu inizi a studiare la matematica di base (hai dei libri da cui partire? Se no te ne consiglio alcuni), e appena hai un minimo di cognizione (diciamo come se fossi al terzo-quarto anno di scuola superiore) ti prendi questo simpatico libriccino e inizi a imparare delle basi (men che minime, onestamente) di elettronica mentre costruisci qualche circuitino. Una volta che hai finito gli esperimenti e ti ritrovi a un livello di matematica almeno da diplomato puoi scegliere: o prendere la strada dello studio più approfondito o rimanere al livello del "maker". Nel secondo caso semplicemente comprati questo e questo e sii felice; nel primo, invece, oltre a comprare quei due libri di cui ti ho fornito i link continua a studiare la matematica almeno finché non capisci intuitivamente che cos'è una trasformata di Fourier, e nel frattempo procurati qualche libro di elettrotecnica ed elettronica generale (di nuovo, se è questa la strada che vuoi intraprendere poi ti scrivo qualche libro da considerare).
Va da sé, ma potevi immaginarlo già dalla premessa del mio messaggio, che per capire davvero i sintetizzatori non dovrai fermarti né con la matematica né con l'elettronica: elettronica analogica (e anche un bel po' di roba digitale, e non te lo dico solo perché è il mio campo
) e teoria ed elaborazione dei segnali (FONDAMENTALE, e sono sicuro che già dal nome della materia intuirai il motivo) dovranno diventare tue amiche o almeno affezionate conoscenti.
Allora, che ne pensi?
PS: come sei messo con l'inglese? Studiare 'ste cose diventa molto più facile se puoi accedere a risorse internazionali, quindi almeno una comprensione di base ti sarebbe davvero utile.
Detto questo, adesso che abbiamo chiaro cosa ti interessa io vorrei farti una proposta: tu inizi a studiare la matematica di base (hai dei libri da cui partire? Se no te ne consiglio alcuni), e appena hai un minimo di cognizione (diciamo come se fossi al terzo-quarto anno di scuola superiore) ti prendi questo simpatico libriccino e inizi a imparare delle basi (men che minime, onestamente) di elettronica mentre costruisci qualche circuitino. Una volta che hai finito gli esperimenti e ti ritrovi a un livello di matematica almeno da diplomato puoi scegliere: o prendere la strada dello studio più approfondito o rimanere al livello del "maker". Nel secondo caso semplicemente comprati questo e questo e sii felice; nel primo, invece, oltre a comprare quei due libri di cui ti ho fornito i link continua a studiare la matematica almeno finché non capisci intuitivamente che cos'è una trasformata di Fourier, e nel frattempo procurati qualche libro di elettrotecnica ed elettronica generale (di nuovo, se è questa la strada che vuoi intraprendere poi ti scrivo qualche libro da considerare).
Va da sé, ma potevi immaginarlo già dalla premessa del mio messaggio, che per capire davvero i sintetizzatori non dovrai fermarti né con la matematica né con l'elettronica: elettronica analogica (e anche un bel po' di roba digitale, e non te lo dico solo perché è il mio campo
Allora, che ne pensi?
PS: come sei messo con l'inglese? Studiare 'ste cose diventa molto più facile se puoi accedere a risorse internazionali, quindi almeno una comprensione di base ti sarebbe davvero utile.
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rugweri
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Grazie ancora per la risposta.
Allora, l'aspetto positivo della questione è che non ho alcun timore riguardo lo studio, ne ho passate talmente tante che sono altri gli scenari che possono farmi stare male.
Sono molto testardo e al tempo stesso ho molta difficoltà nel concentrarmi (questo da sempre), ma l'interesse aiuta.
Sono conscio che studiare oltretutto da solo argomenti che non tocco da almeno 30 anni, per di più estranei all'interpretazione ma basati su teorie dimostrabili, è veramente ostico, ma almeno potrei dire a me stesso di aver provato.
Sto pagando veramente caro il fatto di non aver proseguito la scuola, ho spesso la sensazione che potrei avere a portata di mano alcuni tipi di nozioni e conoscenze, ma per forza di cose le percepisco anche come quasi insormontabili, perché non ho alcuna preparazione di base.
Per quello che riguarda testi di matematica, dovrei avere ancora qualcosa delle medie e delle superiori, ma bisogna vedere se sono adatti (o lo sia io) per affrontare lo studio per conto proprio.
I libri non li ho quasi mai buttati via, perché secondo me sono la salvezza, almeno li percepisco in questa maniera.
Non sono uno che legge molto, ma se vado in fissa per una cosa, mi ci butto.
A livello di inglese sono messo male, posso si comprendere a livello veramente basico terminologie utilizzate ad esempio nel contesto dei sintetizzatori, per cui con un certo sforzo riesco un po' a capire di cosa si stia parlando. Certamente leggere per intero dei testi in inglese è un'ulteriore difficoltà che va ad aggiungersi alle altre, l'ho detto, sono messo decisamente male.
Allora, l'aspetto positivo della questione è che non ho alcun timore riguardo lo studio, ne ho passate talmente tante che sono altri gli scenari che possono farmi stare male.
Sono molto testardo e al tempo stesso ho molta difficoltà nel concentrarmi (questo da sempre), ma l'interesse aiuta.
Sono conscio che studiare oltretutto da solo argomenti che non tocco da almeno 30 anni, per di più estranei all'interpretazione ma basati su teorie dimostrabili, è veramente ostico, ma almeno potrei dire a me stesso di aver provato.
Sto pagando veramente caro il fatto di non aver proseguito la scuola, ho spesso la sensazione che potrei avere a portata di mano alcuni tipi di nozioni e conoscenze, ma per forza di cose le percepisco anche come quasi insormontabili, perché non ho alcuna preparazione di base.
Per quello che riguarda testi di matematica, dovrei avere ancora qualcosa delle medie e delle superiori, ma bisogna vedere se sono adatti (o lo sia io) per affrontare lo studio per conto proprio.
I libri non li ho quasi mai buttati via, perché secondo me sono la salvezza, almeno li percepisco in questa maniera.
Non sono uno che legge molto, ma se vado in fissa per una cosa, mi ci butto.
A livello di inglese sono messo male, posso si comprendere a livello veramente basico terminologie utilizzate ad esempio nel contesto dei sintetizzatori, per cui con un certo sforzo riesco un po' a capire di cosa si stia parlando. Certamente leggere per intero dei testi in inglese è un'ulteriore difficoltà che va ad aggiungersi alle altre, l'ho detto, sono messo decisamente male.
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Il tuo sforzo è davvero encomiabile, lasciamelo dire.
I libri scolastici dovrebbero andare bene, la matematica di base è sempre quella... magari qualche testo recente potrebbe essere più "amichevole", ma dubito che la differenza sia estrema.
Per quanto riguarda l'inglese, purtroppo è qualcosa con cui dovrai fare i conti: la stragrande maggioranza delle conoscenze scientifiche oggi è diffusa impiegando quel linguaggio. Detto questo, possiamo magari ritardare un pochino il momento in cui dovrai gestire l'ostacolo... è un peccato, perché quei libri che ti avevo linkato sono davvero carini e utili, ma se non te la senti puoi semplicemente lasciarli perdere e cerchiamo un altro modo per farti fare degli esperimenti pratici mentre studi.
I libri scolastici dovrebbero andare bene, la matematica di base è sempre quella... magari qualche testo recente potrebbe essere più "amichevole", ma dubito che la differenza sia estrema.
Per quanto riguarda l'inglese, purtroppo è qualcosa con cui dovrai fare i conti: la stragrande maggioranza delle conoscenze scientifiche oggi è diffusa impiegando quel linguaggio. Detto questo, possiamo magari ritardare un pochino il momento in cui dovrai gestire l'ostacolo... è un peccato, perché quei libri che ti avevo linkato sono davvero carini e utili, ma se non te la senti puoi semplicemente lasciarli perdere e cerchiamo un altro modo per farti fare degli esperimenti pratici mentre studi.
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rugweri
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Grazie, ci provo. Sono in un certo senso, abituato a soffrire, ma in questo caso si tratterebbe di una piacevole sofferenza, perché serve a fare star bene.
Posso andare a controllare in garage dei libri del periodo delle medie, dovrei avere anche quello di matematica (ed anche quello di musica, che non ho mai buttati e che, nel momento in cui me lo ritrovai davanti, mi fece esclamare "ma per quale motivo a scuola non ci hanno permesso di studiarlo in maniera più approfondita anziché fare una sola ora a settimana?").
Guarda, due di quei libri in inglese che hai linkato li ho trovati in formato pdf (anche se sempre in inglese).
Appena posso potrei vedere di acquistarlo in formato cartaceo, è meglio aver tra le mani un libro e poterlo consultare sempre, anziché essere relegato ad usare uno smartphone (ho un rapporto un po' contrastante con l'energia elettrica).
Mio fratello ha frequentato il tecnico industriale (ma ovviamente non ricorda nulla oltre al fatto di aver lasciato il anche lui la scuola, seppur al 4° anno) e tempo fa ho ritrovato dei libri (sono questi e forse, dico forse, potrebbero tornare utili più in là: uno dovrebbe essere "Elettronica sperimentale", autore E.Ambrosini; "Manuale di data sheet (non esaustivo, ma limitato ad alcuni tipologie e modelli di componenti), autore E.Ambrosini; "Sistemi di conversione e interfacciamento", autori E.Ambrosini, I.Perlasca, tutti e tre i libri sono stati pubblicati da edizioni Tramontana.
Posso andare a controllare in garage dei libri del periodo delle medie, dovrei avere anche quello di matematica (ed anche quello di musica, che non ho mai buttati e che, nel momento in cui me lo ritrovai davanti, mi fece esclamare "ma per quale motivo a scuola non ci hanno permesso di studiarlo in maniera più approfondita anziché fare una sola ora a settimana?").
Guarda, due di quei libri in inglese che hai linkato li ho trovati in formato pdf (anche se sempre in inglese).
Appena posso potrei vedere di acquistarlo in formato cartaceo, è meglio aver tra le mani un libro e poterlo consultare sempre, anziché essere relegato ad usare uno smartphone (ho un rapporto un po' contrastante con l'energia elettrica).
Mio fratello ha frequentato il tecnico industriale (ma ovviamente non ricorda nulla oltre al fatto di aver lasciato il anche lui la scuola, seppur al 4° anno) e tempo fa ho ritrovato dei libri (sono questi e forse, dico forse, potrebbero tornare utili più in là: uno dovrebbe essere "Elettronica sperimentale", autore E.Ambrosini; "Manuale di data sheet (non esaustivo, ma limitato ad alcuni tipologie e modelli di componenti), autore E.Ambrosini; "Sistemi di conversione e interfacciamento", autori E.Ambrosini, I.Perlasca, tutti e tre i libri sono stati pubblicati da edizioni Tramontana.
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Purtroppo circa la qualità dei libri degli istituti tecnici posso aiutare poco (chi è da più tempo sul forum sa quanto sia conflittuale il mio rapporto con quel tipo di scuola secondaria superiore
), ma a meno che non si tratti di totali porcherie comunque son già qualcosa da cui partire.
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rugweri
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I libri (però parlo in generale, pur non volendo fare di tutta l'erba un fascio, anche perché non ne conosco altri) di questo tipo, nel modo in cui sono redatti, mi fa pensare che siano rivolti a persone che hanno già delle basi, comunque si vedrà.
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