Marco dice bene.
Il termine non oscillatorio della trasformata di Laplace è un termine che tiene conto delle situazioni transitorie dei sistemi fisici non a regime (non per forza soltanto elettrici), mentre il termine in omega tiene conto delle condizioni a regime per una determinata frequenza.
In un sistema elettrico, per esempio, costituito da un induttore con in serie un resistore, alimentato da una sorgente puramente sinusoidale, la trasformata di Fourier terrà conto soltanto della situazione a regime, cioè della situazione che ha raggiunto il circuito estinto ogni transitorio.
Facendo invece la trasformata di Laplace si terrà conto anche della situazione transitoria, cioè dell’andamento della funzione nel tempo subito dopo che il generatore viene collegato alla induttanza e alla resistenza, fino a raggiungere la condizione di regime.
Attenzione che la frase “per passare dalla trasformata di Laplace a quella di Fourier basta sostituire s con

” è sbagliata.
La trasformata di Laplace F(s) è definita come

, dove

è un numero complesso con una parte reale

e una parte immaginaria

. La parte reale

determina il dominio di convergenza dell’integrale, cioè i valori per cui l’integrale converge. La trasformata di Fourier

invece è definita come

, e non include una parte reale

, il che significa che l’integrale deve convergere senza un fattore esponenziale di smorzamento. Questo implica che non tutti i segnali che hanno una trasformata di Laplace hanno anche una trasformata di Fourier. La trasformata di Laplace è tipicamente definita per segnali causali, cioè per f(t) = 0 quando t < 0, mentre la trasformata di Fourier è definita per segnali che possono essere sia causali sia non causali, purché siano assolutamente integrabili, cioè tali che

. Se il segnale non soddisfa questa condizione, come ad esempio un segnale con un’esponenziale crescente, la trasformata di Fourier non esiste, mentre quella di Laplace potrebbe ancora esistere grazie alla presenza della parte reale

. Quando si sostituisce

, si assume implicitamente che il dominio di convergenza della trasformata di Laplace includa l’asse immaginario, cioè

, ma per molti segnali l’asse immaginario non rientra nel dominio di convergenza della trasformata di Laplace, e in questi casi non è possibile calcolare la trasformata di Fourier usando questa sostituzione. La sostituzione

è valida solo se il segnale è assolutamente integrabile o se il dominio di convergenza della trasformata di Laplace include l’asse immaginario, e quindi questa operazione non può essere generalizzata. La trasformata di Laplace è infatti una generalizzazione di quella di Fourier, ma non tutti i segnali che ammettono la prima ammettono anche la seconda, per cui la semplice sostituzione

non è sempre valida.